Cosa c’è in tavola? Additivi chimici, OGM, aflatossine e un pizzico di piombo…

Il Codacons propone di rivedere le norme previste dal Codex Alimentarius allo scopo di tutelare la sicurezza alimentare e la salute dei cittadini

di Anna Clelia Cagnetta

PomodoriOgmForse non si tratterà di un complotto globale ai danni dell’umanità, di un meschino tentativo di intossicazione alimentare volto allo sterminio di massa come sostengono diverse fonti nel web; ma una cosa è certa: alcune delle normative attualmente introdotte all’interno del Codex Alimentarius, sollevano più di un dubbio sull’effettiva capacità di garantire la sicurezza alimentare e la salute di esseri umani e animali, per cui lo stesso codice trova ragione di esistere.

Il Codex Alimentarius, infatti, è un insieme di norme che fissa 3.200 limiti massimi sui residui di pesticidi, additivi chimici e farmaci veterinari ed è costituito da 200 codici in materia di alimenti e 40 sull’igiene.

Nato dal lavoro di una speciale commissione intergovernativa istituita e finanziata dalla Fao (Organizzazione per gli alimenti e l’agricoltura) e dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), il codice è riconosciuto ed applicato da ben 181 nazioni, circa il 97% dell’intera popolazione mondiale.

Tutto ciò che concerne l’analisi, il prelievo, le norme igieniche, la trasformazione, l’etichettatura, la produzione e la commercializzazione del prodotto alimentare, deve rientrare negli standard previsti dalla normativa del Codex Alimentarius prima di poter finire sulle nostre tavole.

Tuttavia, alcune norme recentemente messe a punto dalla commissione, pare si preoccupino ben poco della salute del consumatore.

Un esempio eclatante è la reintegrazione di 7 sostanze chimiche, come l’hexachlorobenzene, la dieldrina, l’aldrina, che nel 2001 erano state vietate unanimemente da 176 Nazioni perché dichiarate cancerogene. Ora, potranno essere riutilizzate liberamente!

Come sottolinea il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) nella sua denuncia contro il Codex Alimentarius, il problema non sta nell’utilizzo in sé di additivi chimici, ma nell’assenza di informazioni sui possibili effetti collaterali e il residuo potere nutrizionale degli alimenti trattati con sostanze quali micotossine, idrocarburi aromatici policiclici, desoxynivasol, acrilamide e cadmio. Per non parlare della possibile presenza di metilmercurio e piombo all’interno dei pesci.

250xIl Codacons, inoltre, lancia l’allarme sulla recente autorizzazione del Codex Alimentarius di aumentare quasi del doppio il contenuto massimo possibile di aflatossine in arachidi, noci, pistacchi, mandorle, fave di cacao in commercio nell’Unione Europea.

Un aspetto, questo, sollevato anche dalla Coldiretti, la quale specifica come le aflatossine siano tossine prodotte da alcuni tipi di muffe che, secondo gli esperti, hanno effetti potenzialmente cancerogeni. Il fatto, però, che sin dagli anni ’60 venissero utilizzate dai ricercatori per indurre i tumori negli animali da vivisezionare, lascia supporre che siano cancerogene a tutti gli effetti!

Un’altra norma dal “sapore ambiguo”, presente nel Codex Alimentarius, riguarda gli ormoni della crescita ricombinati geneticamente prodotti dalla Monsanto, i quali dovrebbero essere somministrati a tutte le mucche da latte del pianeta.

Ancora, restando in materia di OGM (organismi geneticamente modificati), l’art.36 del codice prevederebbe la possibilità di colture transgeniche, senza che vengano imposti dei vincoli per evitare possibili contaminazioni delle colture tradizionali.

A questo proposito l’avv. Giuseppe Ursini, copresidente del Codacons ed esperto dei diritti dei consumatori, fa notare che il Codice Agricolo Nazionale, che entrerà in vigore a febbraio in Italia, riprende l’impostazione del Codex Alimentarius.

Contravvenendo alla convenzione di Arhus e ignorando la scelta di ben 16 Regioni italiane dichiaratesi “OGM free”, infatti, il 28 gennaio potrebbe arrivare la conferma formale della bozza sugli OGM che stabilisce le linee guida sulla coesistenza tra colture tradizionali e colture transgeniche richieste dall’Unione Europea.

uova_ogmFortunatamente, la possibilità di migliorare le sorti della nostra alimentazione ci viene offerta da organi come il Codacons, il quale, come afferma  l’avv. Giuseppe Ursini,  “interviene a tutela della salute dei consumatori italiani, chiedendo che vengano riparametrati le componenti del Codex Alimentarius attraverso la realizzazione di accordi che in primo luogo rispettino i prodotti naturali e la loro commercializzazione, ed in secondo luogo tutelino la salute dei consumatori (garantita dall’art. 32 della Costituzione) ponendosi al di sopra di interessi privatistici e commerciali di qualsiasi natura e provenienza.”

Per ulteriori informazioni www.codacons.it

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