Corteo Nazionale contro la vivisezione a Roma

Sabato 25 settembre animalisti e antispecisti provenienti da tutta Italia si riuniranno a Roma per manifestare il dissenso all’ultima Direttiva in materia di vivisezione ratificata dal Parlamento Europeo e per rimarcare la voglia di chiudere Green Hill, l’allevamento di Montichiari (BS), che detiene 2500 beagles destinati alla vivisezione in laboratori europei

di Marco Di Cosmo

La tortura sugli animali non ha limiti. Nel 99% dei casi è inutile per l'uomo

Milioni di animali ogni anno vengono torturati nei laboratori di vivisezione, sottoposti ad esperimenti crudeli, sfigurati, ingabbiati, incatenati, legati ai tavoli operatori, avvelenati e lasciati soffrire e morire. Questo il minimo comune denominatore che animerà sabato prossimo 25 settembre 2010 le strade del centro di Roma. Alle 15 da Piazza Repubblica è previsto l’inizio del corteo che con manifesti, striscioni, slogan e sound system protesterà contro la recente approvazione da parte del Parlamento Europeo della Direttiva 86/609/CEE sulla vivisezione.

Con la nuova direttiva, gli animalisti e antispecisti non solo italiani ma di tutta Europa sono preoccupati per la minor tutela, sia per la sofferenza provocata agli animali, che si moltiplica quando gli esperimenti non siano letali (con nuovi esperimenti),  sia per la possibilità arbitraria di utilizzare qualunque animale d’affezione purchè risulti randagio:

- Le cavie potranno essere vivisezionate più volte. La legge attuale stabilisce (art.10) che “un animale non può essere utilizzato più d’una volta in esperimenti”; la nuova direttiva prevede invece il riutilizzo;

- Test anche da svegli, e senza antidolorifici. Nonostante sia consigliata l’anestesia, “salvo non sia opportuno ai fini del test”, la nuova legge consente deroghe anche per il trattamento degli antidolorifici, sempre che siano compatibili, dice “con la finalità della procedura”.

- Sperimentazione indiscriminata anche su cani e gatti randagi. La normativa fino a ora aveva diniegato l’utilizzo di randagi, ma la normativa attuale prevede deroghe nel caso in cui “è scientificamente provato che è impossibile raggiungere lo scopo della procedura se non utilizzando un animale selvatico o randagio”.

- Sono autorizzati interventi invasivi su animali per scopi didattici.

- Ammesse procedure di tortura quali il nuoto forzato fino all’esaurimento o l’isolamento di cani o primati per lunghi periodi.

La controversa direttiva suscita più di qualche mal di pancia anche nelle fila dei parlamentari europei che prendono distanza e rilanciano una nuova stesura del testo come Sonia Alfano europarlamentare dell’Italia dei Valori, che chiede il rinvio in Commissione, sottolineando che si tratta di una richiesta dettata dal buon senso e non per mero ostruzionismo politico. Si tratta di  garantire la tutela e il benessere degli animali in quanto essere senzienti.

Obiettivo non meno importante della manifestazione di sabato è l’allevamento Green Hill, struttura situata a Montichiari paese in provincia di Brescia che detiene circa 2500 beagles, di cui ogni settimana circa 250 vengono trasportati e venduti in laboratori di vivisezione in tutta Europa.  Come spiegano gli organizzatori della manifestazione: “Green Hill è l’unico allevamento di cani ‘da laboratorio’ rimasto in Italia, uno dei più grandi d’Europa. Da Montichiari vengono spediti verso l’inferno dei laboratori farmaceutici di tutta Europa, per il profitto di una multinazionale della sofferenza che gestisce questo lager, l’americana Marshall Farm Inc.
Si tratta a tutti gli effetti di una fabbrica, dove questi animali non vedono la luce del sole, non toccano erba, non respirano aria naturale.

Cuccioli destinati alla vivisezione

La chiusura di un lager come Green Hill è un imperativo che ha portato migliaia di persone a battersi in prima persona e scendere in piazza, per dire NO alla vivisezione e NO alla tortura”.

E’ prevista la presenza di oltre 5 mila persone, attualmente sono stati organizzati oltre 30 pullman, e nei numerosi eventi creati per l’occasione sui social network si contano migliaia di adesioni.

Gli organizzatori si auspicano che il corteo sia privo di vessilli e bandiere che esprimano la semplice appartenenza ad un’associazione o partito e che piuttosto sia pieno di cartelli e striscioni contro la vivisezione, lo sfruttamento animale e ogni forma di specismo. Poiché la lotta contro la crudeltà umana sugli animali non può essere prerogativa di un’associazione o un partito in particolare, ma dovrebbe appartenere al sentire comune, che parta dalla propria individualità.

Video delle dichiarazioni di Sonia Alfano

Video ufficiale della manifestazione del 25 settembre

Foto | via oipaitalia.com ; laikanimali.org; http://roma25settembre.wordpress.com/

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