Corte europea contro il Battesimo: Libero casca nella bufala pasquale

Una fantomatica sentenza della Corte europea condannerebbe l'Italia per il Battesimo dei bambini: una bufala, ma la testata di Belpietro ci casca in pieno

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Il Battesimo cristiano dei bambini al centro di una sentenza della Corte di Strasburgo? (papaboys.org)

Strasburgo – La Corte europea dei diritti umani contro il Battesimo cristiano: questa la notizia riportata da Libero. La testata diretta da Maurizio Belpietro ha ripreso fonti web e, nella giornata di ieri, ha pubblicato sul proprio sito internet un articolo su questa strana vicenda, che vede protagonisti due genitori italiani e il supposto reato di “violenza religiosa su minori”, che avrebbe spinto la Corte a punire l’Italia e a invitarla a vietare il Battesimo sui bambini.

VERIDICITÀ IN DISCUSSIONE – Ovviamente la notizia è una bufala: basterebbe il buonsenso a far intuire che il Battesimo, come molte altre decisioni, è una lecita scelta educativa dei genitori. Eppure ha attecchito con una certa velocità sul web nostrano, che si è dimostrato ancora una volta un terreno fertile per le bufale di ogni provenienza, soprattutto quelle che fanno leva su sentimenti profondi e innati, com’era la cavalcata razzista dell’epidemia di Ebola.

CREDIBILITÀ – Come sempre accade per le bufale, anche questa notizia sul Battesimo è stata costruita bene: citazioni, riferimenti più o meno fittizi, un aspetto aulico con i rimandi alla Convenzione e qualche citazione di associazione di settore, oltre a virgolettati e nomi. Una buona miscela, che rende l’aspetto del testo quantomeno credibile: non può superare una buona analisi – cinque minuti su Google comunque bastano, anche meno – ma per il lettore occasionale, quello mosso dalla verve polemica e dalla condivisione spammante cronica, è più che sufficiente. Così si invade il web e, a volte, le redazioni dei giornali.

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Una bufala su Battesimo: e ci casca anche Libero (catholicfaithdefenders.com)

CONTROPROVE – A dire il vero, verificare la veridicità della notizia ha richiesto la prima volta solo pochi minuti su Google. Non serve neppure visitare la pagina web della Corte europea dei diritti umani, dove sono raccolte tutte le sentenze: l’assenza di riferimenti in Google news, come di commenti ecclesiastici, sono già un buon indizio. Che, poi, nessuna testata abbia ripreso la notizia in altre lingue, è l’ennesima conferma non necessaria dell’inesistenza della notizia.
La prova definitiva è proprio una ricerca tra le sentenze emesse dalla Corte: il sito è di facile navigazione, anche se in inglese e francese, e controllare le sentenze che riguardano l’Italia richiede da due a quattro click. Nessuna traccia di questo procedimento, nessuna traccia di decisioni riguardanti l’articolo 9 o il Battesimo nel recente passato.

BATTISTI – Il nome del presunto avvocato della donna è tutto un programma: “Gianni Battisti” parla e spiega, nelle righe di Libero, e nessuno si è accorto che suona tragicamente biblico, ironica contrazione di quel Giovanni Battista, cugino di Gesù, eremita e «voce che grida nel deserto». Un po’ come quella del buonsenso tra gli italiani che hanno abboccato.

DIFFUSIONE – A riprendere per primo la notizia era stato il Corriere del mattino, noto per le sparate in cerca di attenzione, puntualmente segnalato da Giornalettissmo: ma la notizia aveva continuato a viaggiare su Facebook, fino ad arrivare sulle pagine web di Libero. Ieri il pesce grosso ha abboccato, con un’uscita post-pasquale a tema – visto che la veglia di Pasqua è il momento preferenziale per il battesimo degli adulti secondo il rito cattolico – rinforzando il sentimento popolare antieuropeista.

DOMANDE DA PORSI – Chiedersi il motivo di questa bufala – in sé poco credibile – e del suo successo è un obbligo intellettuale: sintomo dell’antireligiosità degli italiani – difficile, viste le folle in piazza san Pietro – o dell’amore per lo scalpore, cavalcato dai giornali che hanno rimandato la notizia? E, come sempre, a chi giova lo spargimento di dubbio e menzogne, soprattutto su un tema di notevole importanza come l’iniziazione religiosa del Battesimo? Tra ateisti invasati – leggi Uaar – più intransigenti e irragionevoli dei fondamentalisti religiosi, e conservatori cattolici che attendono solo l’occasione per saltare alla gola della laicità, pur difesa dal Concilio vaticano II, si cavalca sempre nella direzione della violenza: oggi la difesa della propria identità contro l’Europa “cattiva”, ieri la salute pubblica contro l’invasione dei “malati di Ebola”, giusto perché inventarsi i problemi sembra riuscire bene anche quando ne abbiamo già numerosi reali.
L’ultima domanda, forse quella più inquietante, riguarda Libero: possibile che una testata nazionale centri una fandonia così evidente con tale facilità?

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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