Corsica, l’ultima spiaggia del popolo migratore

L’accordo Roma – Tripoli ha tracciato nuove rotte che la spregiudicatezza degli scafisti non esita a far percorrere

di Marta Di Nuccio

Il 22 gennaio un barcone con 123 migranti, tra cui donne incinte e 38 bambini, è sbarcato sulle coste meridionali della Corsica, richiamando l’allerta degli isolani, più avvezzi a tollerare i vichinghi di “asterixiana” memoria che gli stranieri (francesi compresi).

I clandestini, che sembrano essere di etnia curda, hanno dichiarato di provenire dalla Siria e dal Maghreb e secondo il procuratore della Repubblica di Ajaccio, Thomas Pison, la loro destinazione avrebbe dovuto essere la Scandinavia.

Il Presidente Nicolas Sarkozy, cavalcando l’onda propagandistica delle prossime elezioni regionali, si è affrettato a commentare duramente con un’intervista durante il tg delle 20: “Non lascerò la Francia disarmata di fronte al fenomeno degli sbarchi di clandestini come quelli che ha conosciuto l’Italia”.

Nicolas Sarkozy

La scelta di nominare il nostro Paese non è casuale. In primo luogo perché i francesi sono rimasti molto colpiti dalle immagini giunte da Rosarno (probabilmente per la loro assonanza con le banlieue). In secondo luogo c’è da considerare che lo sbarco sulle coste corse è un fatto nuovo, diretta conseguenza dell’inasprimento della politica adottata dall’Italia e che prevede il respingimento dei clandestini. Una misura che – come documenta il video recentemente pubblicato sul sito de L’Espresso -  in molti casi equivale alla loro condanna a morte. E poi c’è quel “vizietto”, al quale i parigini non sanno proprio rinunciare, di salire in cattedra e fare la lezione a chi sbaglia un attimo prima di loro.

Sarkozy sul canale Tf1 aveva incalzato: “Noi curiamo queste persone, le rifocilliamo, le confortiamo”, ma una volta stabilita la provenienza “le riportiamo a casa loro”.

Fatto sta che i clandestini sono stati prima trasferiti in una palestra di Bonifacio, poi spediti nei centri di detenzione di Lione, Nimes e Marsiglia e, grazie alla legge per i rifugiati politici, applicata dagli organi giudiziari, sono tornati tutti in libertà in attesa di sapere se gli verrà concesso il diritto all’asilo che in Francia assomiglia sempre più a un privilegio.

Se per libertà si intende una vita che comincia irrimediabilmente alla deriva.

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews