Corruzione. Tre miliardi bruciati tra truffe e falsi poveri

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Guardia di Finanza – GdF (www.ilgiornaledelmolise.it)

ROMA – Brutta la corruzione. Quando si scopre che una vecchietta, residente in una villa con piscina e proprietaria di 14 ville affittate per cifre intorno ai 5.000 euro l’una, si dichiara indigente, e ottiene il rimborso delle spese universitarie per i figli, ci si fa qualche brutta idea e si inizia a dubitare dell’onestà dei concittadini. È probabile poi che quando ci si guarda attorno, si rischia di diventare dubbiosi di tutti e tutto. Ma un attimo dopo ci si ricrede, e si torna a pensare che dovrà per forza essere soltanto un caso. Che comunque è giusto essere fiduciosi nelle istituzioni, nello Stato, nei servizi pubblici, e perciò si continua a pagare le tasse come ogni buon cittadino che si rispetti. Perché quello è il proprio dovere di cittadino. E ci si ricomincia a fidare della collettività, del vicino di casa, del negoziante sotto casa, dei professori all’università, dei medici all’ospedale, dei funzionari al Comune.

Poi però, nei resoconti delle indagini della Guardia di Finanza si leggono altri dati. Nell’ultimo diffuso, in particolare, viene relazionato quanto accaduto negli ultimi dieci mesi trascorsi. Un periodo di tempo nel quale, per via delle difficoltà di bilancio e dei conti in difetto che il Governo è costretto a far quadrare recuperandoli dalle tasche dei cittadini, si sono intensificati i controlli ai cittadini nei vari settori. E di conseguenza, anche i risultati, vale a dire le somme di denaro recuperate da corruzione e truffe fiscali, sono state più corpose. Perché si sa, quando il gatto non c’è, i topi ballano. E quando aumentano i controlli, escono subito fuori gli inghippi.

I NUMERI DELLA CORRUZIONE - Un paio di cifre, così a cascata, giusto per non dare l’impressione che si voglia girare attorno alla questione. Perdite totali provocate da funzionari e impiegati statali: 2 miliardi e 22 milioni di euro. Dipendenti pubblici complessivi denunciati: 5.073. Truffe per un miliardo e 358 milioni di euro. Niente male, non c’è che dire.

Ticket sanitari e prestazioni sociali agevolate. Corsie preferenziali per asili nido e per servizi vari all’infanzia. Costi privilegiati nelle mense, borse di studio taroccate, buoni libro ingiustificati, servizi sanitari domiciliari fuori controllo, agevolazioni per luce e gas. Tutte cose utili al pubblico ed ai cittadini. Tutti elementi oggetto di furto da parte dei più furbetti.

UN SISTEMA MALATO – Il bello però è che non è affatto finita qui. Frodi ai danni del sistema assistenziale per 77 milioni di euro. Indennità per falsi invalidi. Sostegno alla disoccupazioni per falsi disoccupati. Pensioni a soggetti deceduti. Consulenti della pubblica amministrazione a tutti gli effetti inutili. Otto milioni e 454 mila euro di consulenze non necessarie. Alloggi popolari assegnati a prezzi stracciati per danni di oltre 170 milioni di euro. Oltre 150 milioni di mancate riscossioni dei tributi. Frodi per finanziamenti relativi a enti pubblici con mancati introiti per 353 milioni di euro.  Gare d’appalto truccate: 330 milioni di euro; 360 funzionari segnalati alla Corte dei Conti; procedimenti penali per tangenti con il fine di orientare le decisioni dell’amministrazione.

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Oltre due miliardi perduti da funzionari e impiegati pubblici (www.redacon.it)

LA CATTIVA SALUTE – Poi si passa ala salute pubblica. 626 dipendenti chiamati penalmente in causa, con danni di 233 milioni di euro dei quali dovranno rispondere.  Rimborsi non dovuti, prestazioni ottenute senza i requisiti necessari, 5300 denunce presentate con danni di oltre 9 milioni di euro. Quattrocento dottori che percepivano compensi per cittadini deceduti ed emigrati, sembrerebbe però a loro insaputa. Ma con danni per 1,5 milioni di euro. 207 cittadini con borse di studi e benefici vari, che vivevano in ville e giravano con auto di lusso. Alcuni persino in Ferrari.

Ecco, dopo tutto questo, i bravi cittadini, quelli che svolgono regolarmente il loro dovere, iniziano a farsi domande. A farsi venire dubbi fastidiosi, amletici, sui comportamenti degli altri, quelli che vivono nella loro stessa comunità. I costi dello Stato servono a garantire servizi essenziali alla società, aiutare i più bisognosi, mettere mano alle situazioni di crisi, al funzionamento ed al mantenimento di quei beni che sono considerati comuni, di interesse generale, e di proprietà pubblica. Quindi, se tanto dà tanto, ognuno dovrebbe chiedere allo Stato quello che gli serve realmente. Nulla di più e niente di meno. Ma quando una cosa non è propria, ovvero quando sembra che sia gratis, si sa bene che già – più o meno, stima ipotetica – la metà delle persone ci si tuffa subito a capofitto, in maniera ingorda, senza preoccuparsi del luogo da dove quei soldi provengano. Questo deve essere lo stesso ragionamento che hanno fatto tutte quelle persone che sono risultate illegali nei controlli della finanza. E infine quando, sentendo dare dei ladri all’intera classe politica, qualcuno dice che è soltanto il riflesso del Paese che amministra, si rischia di finire per crederci. E si scopre anche dove stanno parte delle cause dei nostri buchi di bilancio.

Francesco Gnagni

@FrancescoGnagn1

Foto: www.ilgiornaledelmolise.it ; www.redacon.it

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