Corea del Nord, il Giappone si prepara alla guerra

Prosegue la minaccia nordcoreana, ma la reazione internazionale è pronta

Tokyo – Batterie antimissile schierate in pieno centro città a Tokyo e sull’isola di Okinawa. Questa è la prima risposta concreta che il governo giapponese, guidato da Shinzo Abe, ha lanciato contro la minaccia sempre più forte di una guerra scatenata dall’atto della Corea del Nord contro Corea del Sud, Giappone e Stati Uniti d’America. Il sistema di difesa Patriot, in uso anche dalle forze statunitensi, sarà in grado di intercettare e abbattere qualsiasi missile nordcoreano che entri nello spazio aereo nipponico, in particolare se questi dovessero trasportare testate nucleari.

Abe ha dichiarato alla stampa: «Il governo sta compiendo il massimo sforzo per proteggere le vite dei nostri connazionali e garantirne la sicurezza. Siamo in stato di allerta e dunque stiamo procedendo con una serie di misure adeguate», senza però specificare un possibile attacco preventivo del Giappone, che dopo i tragici fatti della Seconda guerra mondiale ha di fatto “abolito” la guerra come mezzo per la difesa del proprio status quo.

A Pyongyang e a Kaesong, invece, la situazione è ancora più tesa. La produzione dello stabilimento industriale congiunto tra le due Coree è stata bloccata, ufficialmente come misura cautelativa, sebbene la Corea del Sud veda in questo un segnale tangibile che le ostilità siano prossime ad iniziare. A tal proposito, la neoeletta presidente Park Geun-hye ha detto: «La Corea del Nord danneggia la sua credibilità come luogo dove fare affari se chiuderà Kaesong e nessuna azienda da nessuna parte del mondo vorrà più investire nel Paese». L’economia della Corea del Nord, stremata da un isolazionismo totale e da un’autarchia di fatto impossibile, trae enorme giovamento da Kaesong, e rischia, in caso di chiusura definitiva degli stabilimenti, un collasso definitivo, accompagnato dal sempre più deteriorato partnerariato con la Cina.

Nel frattempo, la “Commissione nordcoreana per la pace”, uno dei tanti organi a scopo propagandistico sotto la guida di Kim Jong-un, ha chiesto agli stranieri di abbandonare le zone: «La penisola coreana si dirige verso una guerra termonucleare, e non vogliamo che gli stranieri che vivono in Corea del Sud siano coinvolti». Se sia un annuncio reale o fittizio, non è dato saperlo. La minaccia del conflitto è comunque presa seriamente dagli stati vicini, e tutto sembra davvero pronto per lo scenario peggiore.

Stefano Maria Meconi

@_iStef91

 

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