Contingentamento dei tempi: quando a chiederlo era il centrodestra

contingentamento dei tempi

Ieri la conferenza dei capigruppo del Senato ha deciso il contingentamento dei tempi per la discussione del ddl sulle riforme. E al Pd, ovviamente sta bene così (a parte la solita manciata di dissidenti, che però contano meno di niente). C’è però un precedente importante che nessuno preferisce ricordare.

HANNO CAMBIATO VERSO? - Nel 2005, la maggioranza berlusconiana approvò una riforma costituzionale che poi venne bocciata dal referendum del 25 e 26 giugno 2006. E anche in quel caso, si decise per il contingentamento dei tempi. E indovinate come reagì il centrosinistra? Il diessino Passigli diceva: «Il centrodestra chiederà in assemblea il contingentamento dei tempi, al quale è facile prevedere che il presidente Pera non si opporrà, soffocando così il dibattito». Così «si mette sotto i talloni la costituzione e si violano le procedure parlamentari solo per l’illusione di meglio presentarsi agli elettori». E avete presente i grillini che adesso chiedono di essere ascoltati? Ecco, sembra che abbiano fatto il copia-incolla delle parole che pronunciò al tempo il capogruppo dei senatori della Margherita Bordon: «Secondo loro noi dovremmo accettare tutto quello che vogliono e ciò non significa avviare un lavoro su un tema così delicato perché confrontarsi significa anche ascoltare le idee degli altri».

contingentamento dei tempi

L’OPPOSIZIONE DEI GIORNALI - Perfino i giornali, che oggi sostengono quasi ad unanimità il progetto di Renzi, a quel tempo si opponevano. La Repubblica, il 23 marzo 2005 denunciava un «impianto dirompente di una riforma alla cui discussione e approvazione sono state imposte poche ore contingentate di dibattito parlamentare» e i «tempi strettamente contingentati, tanto che il maggior partito di opposizione si è visto assegnare un’ ora e mezza per discutere i 57 articoli del testo». Il Corriere era sulla stessa linea visto che denunciava i «tempi in aula strettamente contingentati: per dare un’ idea, il più grande partito di opposizione si è visto assegnare un’ora e mezza per discutere i 57 articoli del testo». Pensate, addirittura ci si chiedeva «perché il centrodestra non dimostra, ora, la sua lungimiranza arrestando il treno in corsa». Magari qualcuno dovrebbe provare a dire la stessa cosa al premier di Rignano sull’Arno.

Evidentemente, l’unico che si ricorda quanto avvenuto quasi dieci anni fa è il senatore del Pd Vannino Chiti, il quale ieri ha dichiarato: «L’imposizione della tagliola è un errore gravissimo. Quando la destra nel 2005 impose il contingentamento dei tempi su una riforma della Costituzione noi della sinistra contestammo duramente quella decisione». Gli altri invece si sono già scordati tutto?

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: 055firenze.it

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews