Consultazioni. L’incontro Bersani-M5S: la nuova fiction della politica italiana

consultazioni Bersani-M5S

L'incontro di ieri in diretta streaming tra Bersani, Lombardi e Crimi (LaPresse)

In fin dei conti tutto è ciò che ci circonda ha buone possibilità di diventare oggetto di reality show. Questa mania di dover riprendere tutto e tutti nella quotidianità, spacciandolo, in alcuni casi, come qualcosa di artistico, filosofico, sociologico e via dicendo. Come spesso accade in Italia, poi, il confine tra reality show e fiction è così sottile, spesso risulta del tutto inesistente. Anche la politica non poteva pretendere di star fuori da tutto questo e la diretta streaming, di ieri mattina, delle consultazioni è stata l’inaugurazione di questo nuovo fenomeno. L’incontro Bersani-M5S, se da molti reputata una novità nella storia della Repubblica nostrana, ha soltanto messo in mostra l’imbarazzante situazione politica in cui viviamo.

Ieri grande attesa per questo evento che sarebbe stato dato in diretta streaming. Tutti pronti a collegarsi sul web o ad accendere la Tv: la prima puntata del reality show sulla politica nostrana stava per andare in onda. Cosa si diranno? Cosa accadrà? Chi dei presenti sarà eliminato? Non è che si scopre, alla fine, che Bersani ha una storia con Roberta Lombardi? Per fortuna non è accaduto nulla di tutto questo, ma una cosa è certa: la finzione che si respirava nell’aria, mentre si guardava quel siparietto, era quasi soffocante.

Bersani da una parte, Lombardi e Vito Crimi dall’altra. Una telecamera fissa puntata su di loro, qualche comparsa per dare quel senso di pienezza alla scenografia. Un reality show/fiction messo in piedi con il minimo dispendio di denaro. Su entrambi i fronti l’impressione è che stessero recitando un copione: Bersani con il suo discorso sulla responsabilità, i due rappresentanti di Casaleggio&Grillo che, naturalmente, rifiutano l’invito. Anzi c’è spazio anche per una sorta di battuta nel copione: «Mi sembra di stare a sentire una puntata di Ballarò» afferma la Lombardi nell’apice della sua saggezza. Gli ascolti impazzano, questa battuta potrà essere grande oggetto di discussione sul web, sui media: chissà potrà anche diventare il prossimo tormentone della durata di una settimana (per essere ottimisti).

Naturalmente nessun colpo di scena, semplicemente perché la sceneggiatura era stata già stabilita. A questo punto nasce una domanda spontanea: che senso ha avuto la diretta streaming di questo incontro Bersani-M5S? Grillo e il suo esercito di fedeli hanno fatto sempre del web il loro cavallo di battaglia. In questo caso specifico, la diretta delle consultazioni è stata fatta passare come motivo di trasparenza di cui il M5S porta in alto lo stendardo con orgoglio. Gli amanti dei complotti, invece, hanno visto in Grillo (o Casaleggio o entrambi) l’artefice di questa trovata per evitare situazioni analoghe a quelle createsi per l’elezione di Pietro Grasso alla presidenza del Senato. Nulla di tutto questo, sarebbe risultato troppo attraente per il pubblico. L’intenzione era semplicemente mettere nel palinsesto uno spettacolo dalla sceneggiatura scontata. E in ogni fiction che si rispetti, i personaggi devono avere un ruolo da interpretare senza improvvisare.

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Pierluigi Bersani ieri ha dovuto in cassare il "no" scontato del M5S

Se proprio bisogna trovare un motivo lievemente costruttivo per questa sceneggiata, forse la volontà del M5S di umiliare Bersani in diretta. Per i loro sostenitori chissà quanta soddisfazione gustarsi la Lombardi fare quell’affermazione su Ballarò; quanta goduria vedere Crimi dichiarare che non si fidano di Bersani. Bisogna stappare uno spumante, alzare i calici e brindare: i grillini hanno potuto vedere la grande forza del loro movimento, di come il nuovo ha umiliato il vecchio. Indubbiamente queste sono grandi soddisfazioni.

Si potrebbe continuare ad acclamare la trasparenza che soltanto un movimento come quello di Grillo è in grado di portare avanti con ardore. Non c’è più definizione azzeccata, come quella utilizzata da Massimo Gramellini su La Stampa: “La casa di vetro”. «Sapersi osservati induce a compiere uno sforzo di autocontrollo che sconfina nella finzione. Poiché l’orgoglio ti impone di mostrarti duro e puro agli occhi del mondo, perdi intelligenza, capacità di ascolto, elasticità. Almeno finché la telecamera rimane accesa, come dimostrano i pollai televisivi. Poi per fortuna il collegamento in streaming finisce, la casa di vetro abbassa le persiane e si comincia, orrore, a fare politica» scrive il giornalista italiano. Poche righe per descrivere al meglio quanto ieri è andato in onda sui grandi schermi (o monitor).

Poi c’è un altro aspetto da non sottovalutare, come ha fatto giustamente notare il giornalista Tommaso Labate su Twitter: «Ma perché non s’è fatta la diretta streaming della consultazione interna al #M5S, quella finita all’unanimità? #streamingPdM5S». Osservazione più che legittima, perché oltre a spacciare per trasparenza quel triste spettacolo andato in onda ieri, c’è anche un problema di coerenza: si utilizzano questi bei termini, che grazie a Grillo sono tornati tanto di moda, soltanto quando fa comodo. Se poi si vuole fare una fiction tanto divertente, probabilmente l’intento sarebbe stato raggiunto lanciando la diretta della decisione “unanime” dei parlamentari del M5S, piuttosto che questa dal copione già scritto. Ma si sa, quel che conta in questo caso è l’apparenza: un conto è mettere in risalto forza, unità e coerenza durante le consultazioni, un altro è mostrare agli italiani “potenziali” spaccature mentre si decide, internamente al gruppo, se dare o no la fiducia a Bersani.

Democrazia diretta, trasparenza, innovazione (rivoluzione), tsunami, nel frattempo ancora non sono chiare le sorti politiche del nostro Paese. Meglio così: «The show must go on»

Giorgio Vischetti

@GVischetti

foto|| ilgiornale.it; blitzquotidiano.it; viva.it

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