Consigliere Csm indagato per abuso d’ufficio: passò atti a “Il Giornale”

Il consigliere laico della Lega al Consiglio superiore della magistratura, Matteo Brigandì, è stato iscritto, dalla Procura di Roma, al registro degli indagati per abuso d’ufficio nell’ambito dell’indagine sulla pubblicazione di un provvedimento disciplinare a carico di Ilda Boccassini.

Il provvedimento, risalente agli anni ’80 e poi archiviato, sarebbe finito grazie a Brigandì nella redazione de “Il Giornale”.

Il consigliere leghista nega di aver consegnato i documenti, sebbene abbia ammesso di aver preso visione dei fascicoli e di averli poi riconsegnati al Csm, da cui è partita la denuncia a carico di Brigandì

I Carabinieri hanno posto i sigilli all’ufficio di Brigandì e perquisito l’abitazione romana della giornalista Anna Maria Greco e la sede del quotidiano, acquisendo tutto il materiale ritenuto necessario per lo svolgimento delle indagini.

Immediata la reazione del direttore de “Il Giornale” Alessandro Sallusti: «Per l’ennesima volta la casta dei magistrati mostra il suo volto violento e illiberale. La perquisizione nell’abitazione privata della collega Anna Maria Greco, autrice dell’articolo che conteneva sentenze pubbliche del Csm, non solo è un atto intimidatorio, ma una vera e propria aggressione alla persona e alla libertà di stampa. Stupisce che soltanto le notizie non gradite ai magistrati inneschino una simile repressione quando i magistrati stessi diffondono a giornalisti amici e complici atti giudiziari coperti da segreto al solo scopo di infangare politici non graditi».

Anche il vicedirettore Nicola Porro non risparmia la Magistratura: «Io non penso che sia normale, in un Paese normale, che una giornalista venga fatta spogliare completamente la mattina presto e perquisita personalmente per indagare su dove ha recuperato dei documenti pubblici che sono stati pubblicati sul Giornale» e online “Il Giornale” lancia il sondaggio È ammissibile che in democrazia i pm facciano perquisire la redazione di un giornale?

Le due comode risposte proposte sono solo SI e NO, indicatori di una faziosità del tutto manifesta e del nuovo tentativo di delegittimare il Csm e relegarlo ad un ruolo marginale.

Francesca Penza

Foto via:  http://fenjus.files.wordpress.com

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