Consapevolezza e sicurezza: privacy e tutela minori in rete gli imperativi UE

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La promozione e la tutela dei diritti del minore nell’UE è affidata ad una strategia unitaria di politiche interne ed esterne della Commissione, ed è sostenuta dai paralleli sforzi in materia dei singoli Stati membri. Il rispetto di tali diritti si allinea a quanto sancito dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, e dalla Convenzione ONU sui diritti del fanciullo: due capisaldi per la Carta fondamentale dei diritti, in vigore nell’Unione Europea dal 2007.

La tecnologia e la digitalizzazione, dall’avvento dei primi computer fino all’esplosione di Internet, hanno costituito non solo uno strumento del diritto, al fine di garantirne l’applicazione e l’esercizio, ma anche un suo oggetto. I due ambiti rivelano un tratto comune di adattabilità, i cui risvolti negativi, tuttavia, sebbene causa di minacce e di attacchi alla persona, sono spesso ignorati o scarsamente considerati. Ne dà prova l’evoluzione del diritto alla riservatezza nella nozione di privacy, che, dall’esigibilità del rispetto per la propria dimensione intima, apre alla tutela dei dati personali. Su questa scia, la Direttiva europea 95/46 sul diritto alla protezione del trattamento e della circolazione dei dati personali, sottoposti al perenne ed incontrollato flusso di informazioni in Internet, è stata ripresa dalla Carta di Nizza.

La rilevanza della norma, però, non trova effettivo riscontro in alcune modalità di esposizione mediatica con al centro soggetti minori, come accade sempre più di frequente con i prodotti del Web 2.0 per eccellenza, i social media, che fungono da vere e proprie vetrine per bambini e adolescenti. Questi, gettati in pasto alla rete senza le dovute cautele, vi vengono esibiti anche dietro volontà degli stessi familiari e amici, con superficialità o ingenuità. La loro identità si riduce a miniera di dati e informazioni, non gestiti dai diretti interessati, perché privi di quell’autonomia e quella consapevolezza che sono principi cardine della personalità.

Un obbligo di tutela è richiesto anche in caso di ruolo attivo del minore come fruitore di contenuti online, spesso osceni e nocivi se trasmessi da siti ed utenti incriminati: allarmante, a tal proposito, è il fenomeno della pornografia infantile, che sfrutta la comodità del mezzo in termini di anonimato e non identificabilità per gli autori di reati a sfondo sessuale.

Gli effetti delle innovazioni tecnologiche si avvertono in tutta la loro portata, nonostante il perdurare di un divario tecnologico tra i paesi europei, che avvantaggia alcuni più di altri. L’insorgere di pericoli nel web reclama un’azione congiunta della Comunità di prevenzione e contrasto, fondata su rigore ed interventismo in materia di sicurezza e informazione dei rischi. La rete ha modificato la società, ma è dovere di quest’ultima gestirla, secondo un senso di responsabilità pubblica al quale sono chiamati le istituzioni e i cittadini dell’UE.

Per approfondire il tema sul tema dei diritti a livello europeo, privacy e partecipazione dei cittadini alle attività promosse dalle Istituzioni Europee clicca qui.

Clara Agostini

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