Confindustria: “deludente Piano di crescita” ma i conti sono stabili

confindustria

Il dg Galli e il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia /www.ansa.it

Roma – “[…] senza stabilità della finanza pubblica non è possibile lo sviluppo economico”, ma “é vera anche la relazione inversa: senza crescita è molto difficile conseguire la stabilità finanziaria”. Questo il commento del direttore generale di Confindustria, Giampaolo Galli, oggi in audizione sul Documento di economia e finanza e sul Piano nazionale delle riforme, di fronte alle Commissioni Bilancio e Finanze di Camera e Senato in seduta congiunta. Galli ha espresso delusione a proposito del Def e Pnr varati dal Governo, benchè di quest’ultimo abbia apprezzato “le azioni concrete” a sostegno della crescita e della competitività. Ma serve di più – secondo il dg – “[…] uno scatto di orgoglio per affrontare le urgenze del Paese”.

Continuano, dunque, le incomprensioni tra Confindustria e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. In effetti, ha continuato Galli nella sua relazione, Via dell’Astronomia”condivide gli impegni del Governo in materia di risanamento dei conti pubblici, che è obiettivo essenziale, nonché le grandi aree su cui è necessario intervenire per rilanciare la crescita”. Tuttavia il dg non lesina critiche al Pnr “per quanto attiene alle azioni concrete da intraprendere per la crescita e la competitività del sistema”. Quindi, “si aspetta che tali azioni vengano definite e rese rapidamente operative”.

Per quanto riguarda il quadro macroeconomico, invece, ammette che il Governo ha “assunto a riferimento previsioni più realistiche rispetto a quelle della Decisione di finanza pubblica, per quanto riguarda sia la crescita economica sia i tassi di interesse”. Le previsioni, tuttavia, “sottolineano ulteriormente quanto siano impegnativi gli obiettivi di riduzione del disavanzo pubblico” e “quanto sia urgente mettere in atto le misure per rilanciare la crescita economica”.

Maastricht – L’impegno di risanamento indicato dal Def del Governo è “estremamente ambizioso”: tra il 2013-2014 “circa 39 miliardi, cifra ben superiore a quella di 25 miliardi approvata la scorsa estate”.

“Per conseguire questi obiettivi – chiarisce Confindustria – il Governo, oltre a confermare gli impegni già assunti, ne assume di ulteriori, prevedendo di varare una manovra di 2,3 punti di Pil per il biennio 2013-2014. Per via dell’Astronomia, l’impegno “é ancora più gravoso oggi, in un contesto reso difficile dalle conseguenze della crisi finanziaria globale e dalla perdita di competitività accumulata nel nostro Paese”. Considerando “l’elevato livello della pressione fiscale” che non lascia margini di intervento su questo fronte, “per avere successo, un simile sforzo richiede che si ridisegnino i meccanismi di spesa e lo stesso perimetro dello Stato nell’economia e nella società”. Inoltre, se il piano non potesse essere portato a compimento, in un lungo periodo, si ripercuoterebbe sull’infrastrutture del Paese e sarebbe causa di contrasto con l’Unione Europea.

 

Chantal Cresta

 

Foto || www.ansa.it

 

 

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