Concerto Springsteen a San Siro: Palazzo Marino entra gratis

MILANO – Ha fatto segnare il tutto esaurito il tanto atteso ritorno a San Siro (dopo le polemiche per lo sforamento di 20 minuti della volta precedente) del “boss” Bruce Springsteen, le cui sfiammate puramente rock’n'roll hanno entusiasmato anche una particolare fetta di pubblico: quella non pagante di assessori, consiglieri e dipendenti del comune di Milano, tutte persone che potevano contare su centinaia di biglietti omaggio. In definitiva, il sindaco Pisapia, dall’inizio della sua legislatura, di biglietti omaggio per lo stadio sembra averne distribuiti circa 14.000.

Almeno Marco Cappato, consigliere comunale dei Radicali, ha organizzato, per i biglietti omaggio, una lotteria gratuita in rete affinché sia qualcun altro ad aggiudicarseli, visto che il diretto interessato aveva già provveduto da sé a procurarsene uno. Dello stesso avviso sono stati anche Carlo Monguzzi del Pd, che li ha distribuiti tramite Facebook, e Mattia Calise del Movimento 5 stelle, che aveva già dichiarato di aver direttamente rifiutato quelli per il concertone di Vasco Rossi, non ricevendone più, così, per nessuna altra manifestazione simile.

Sono molti, invece, a tenerseli, qui biglietti; tra di loro i dipendenti di Palazzo Marino, i consiglieri comunali, i membri della giunta, i presidenti dei consigli di zona. In molti ne usufruiscono, assieme ai parenti, per partite di calcio, mentre altri sottolineano il loro non veder nulla di male in merito, evidentemente non considerando ciò in qualità di privilegio. La linea difensiva, infatti, vedrebbe almeno i dipendenti di Palazzo Marino come potenziali utilizzatori di una convenzione diretta almeno con le società di Inter e Milan, ovvero i reali gestori dello stadio.

Fatto sta che tale convenzione priva le casse comunali di circa 20 milioni di euro, in quanto prolungata fino al 2030. Una modifica dei contratti che prevedono ingressi omaggio, in definitiva, non sarebbe una cattivissima pensata, specie dal momento in cui grandi capitali europee come Berlino, ad esempio, hanno già provveduto ad azzerare i benefit di rappresentanza, probabilmente con l’intenzione di incentivare la sostanza di strumenti di lavoro altrimenti alquanto ridotti.

(Foto: viaggiandofacile.it / tg24.sky.it)

Stefano Gallone

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