Con Striscia la notizia cade il sindaco di Latina

Zaccheo chiede raccomandazioni alla Polverini e 22 consiglieri si dimettono, facendo cadere l’amministrazione comunale. È caos

di Fabrizio Giona

Vincenzo Zaccheo

LATINA – «Ricordati delle mie figlie» e «Non appaltare a Fazzone». Sono queste le due frasi sussurrate alla neo Presidente della Regione Lazio Renata Polverini dall’ormai ex sindaco di Latina, Vincenzo Zaccheo. E sono queste le due frasi che hanno fatto precipitare la già precaria situazione politica del capoluogo pontino. Dopo il video mandato in onda da “Striscia la notizia” lo scorso 14 aprile, infatti, ventidue consiglieri comunali, di Forza Italia, Pd, e Progetto per Latina, hanno dato ufficialmente le dimissioni facendo così cadere l’amministrazione guidata da Zaccheo. Ora si va verso il commissariamento del Comune, in attesa di ritornare alle urne, probabilmente la prossima primavera.

La crisi al Comune di Latina era già stata preannunciata nei giorni scorsi, dopo gli innumerevoli scontri, rigorosamente a distanza, tra il gruppo ex An del sindaco Zaccheo e gli ex Forza Italia. Lunedì scorso, dopo la riunione del coordinamento provinciale del Pdl, 13 consiglieri avevano presentato le dimissioni a un notaio. L’episodio era però stato subito smentito dal coordinatore provinciale del partito Claudio Fazzone, che aveva precisato: «Si tratta solo di un atto dimostrativo, non c’è nessuna intenzione di sfiduciare Zaccheo». Ma nella giornata di ieri, a seguito della messa in onda del servizio di Striscia la notizia, sono arrivate anche le dimissioni dei consiglieri di opposizione (Pd e Progetto per Latina).

IL VIDEO – Il filmato, registrato la notte della vittoria elettorale della Polverini, riprende un colloquio “confidenziale” tra la neo eletta alla Regione Lazio e il Sindaco di Latina. C’è molto brusio ma le parole si sentono bene. Zaccheo, dopo aver espresso il suo impegno nell’andare a “raccattare” voti per la Polverini, chiede alla stessa una raccomandazione per le sue figlie. E lei risponde: «Domani mi faccio il calendario, mi faccio un giro». E per finire, il sindaco di Latina raccomanda alla Polverini di non dare più appalti a Fazzone. Finisce il servizio, inizia la bufera.

Ma ieri sera il tg satirico di Canale 5 torna con un’intervista alla Presidente della Regione Lazio. La Polverini non è sprovveduta e tenta di minimizzare. Così alla domanda di Jimmy Ghione, giornalista di Striscia la notizia, «Zaccheo si è raccomandato per le sue figlie?», lei risponde: «No, sono due ragazze che studiano, escludo assolutamente che fosse una raccomandazione. Può darsi che fosse un’altra cosa. Tante persone mi chiedono di poter rappresentare bene la componente femminile della politica, tante ragazze mi osservano. Forse voleva dire questo. E poi, lei l’avrebbe raccomandata una persona quella sera, in mezzo a tutte quelle persone? Mi sembra abbastanza complicato».

Poi Ghione continua e le chiede il senso della richiesta di Zaccheo «Non appaltare a Fazzone». E altrettanto astutamente risponde: «I giornali li leggo pure io. Qualche problema a livello politico locale c’è del quale però io non mi interesso, anche perché è una questione che riguarda un partito, è un problema loro».

Sarà davvero come dice la Polverini?

LA CRISI – Una cosa è certa: il video di Striscia è stato solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E si perché già si sentiva, in quel di Latina, odore di crisi politica. Fazzone (Forza Italia) la negava, Zaccheo (Alleanza Nazionale) la respingeva. Ma alla fine “il dado è tratto”.

Lo scontro tra i due politici pontini va avanti già dal 2002, quando Zaccheo viene eletto per la prima volta sindaco di Latina. Già allora, Forza Italia mette i bastoni tra le ruote al primo cittadino, minacciando una sfiducia. Ma poi è tregua…seppur breve. Le ostilità, infatti, tornano ben presto alla ribalta in occasione delle nuove elezioni comunali nel 2007, nelle quali Zaccheo viene rieletto. Fazzone e gli altri di Forza Italia, non condividono la politica del sindaco e soprattutto le manovre finanziare per la riqualificazione del territorio. Non comprendono alcune scelte per quanto riguarda l’istituzione del servizio di metro leggera nella città e sulla ricostruzione del porto; tantomeno digeriscono le spese eccessive sostenute per organizzare il raduno nazionale degli alpini, tenutosi l’anno scorso. Divergenze politiche e di partito. Continua a leggere ->

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