Vai in bici? Crei anche nuovi posti di lavoro

Milano - La bicicletta crea ricchezza e nuovi posti di lavoro. È ciò che emerge dal successo ottenuto negli ultimi dieci anni da agenzie turistiche, pony express e officine che hanno scommesso sulle due ruote. Come Girolibero, un’azienda che pianifica e organizza le vacanze in bicicletta, all’ insegna del benessere e dell’ambiente. In pratica, un tour operator delle biciclette: è la società, infatti, che si occupa dei pernottamenti (in strutture selezionate), del trasporto bagagli da un hotel all’altro, delle cartografie e delle mappe dettagliate dei percorsi, delle assicurazioni mediche, ecc. Ai vacanzieri non resta altro che pedalare e godersi il panorama. Gli italiani che si sono rivolti alla società vicentina nel 2012 sono stati 7.500, contro i soli 700 di dieci anni fa, quando l’azienda è nata. Un’attività del genere è in grado di dare numerose opportunità occupazionali, soprattutto in un momento di crisi nera del mercato del lavoro, in cui non si sa da che parte cercare. La storia di Girolibero è raccontata, insieme a quella di numerose altre società del genere, in Bike economics, l’inchiesta del numero di marzo/aprile dello street magazine“Terre di mezzo”. Tutti i dipendenti del magazine “Terre di mezzo”, tra l’altro, hanno deciso di adottare come principale mezzo di trasporto la bicicletta: per i pendolari sono state acquisite delle bici pieghevoli, di fabbricazione inglese, molto leggere ma solide. Quest’idea è nata in onore al tema centrale della Fiera di Fa’ la cosa giusta!, che quest’anno è appunto dedicato alla mobilità sostenibile. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con Cicli Aziendali e con il sostegno della Regione Lombardia.

Si diceva che il tema della mobilità sostenibile è al centro della decima edizione di Fa’ la cosa giusta!, fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. Per questa edizione, che si svolgerà dal 15 al 17 marzo 2013, in Fieramilanocity, le biciclette saranno rappresentate attraverso la presenza di produttori, associazioni di ciclisti e istituzioni. Sarà, inoltre, presente all’ interno dei padiglioni fieristici, una vera e propria ciclofficina dove poter imparare a riparare la propria bici e a personalizzarla. Tutti i bambini presenti potranno usufruire dell’utilizzo di piccole bici in legno e di laboratori dedicati.

Persino i ladri, a quanto pare, si sono resi conto che la bicicletta è un business: nel 2012, tra Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, sono state rubate, ad aziende produttrici, biciclette per 1,5 milioni di euro. Non solo: Legambiente stima che ogni anno vengono rubate 1,2 milioni di bici private.

Purtroppo però, in Italia, la bicicletta non è ancora sentita come un vero e proprio mezzo di trasporto. Addirittura, alcuni commercianti ritengono che permettere ai cittadini di riappropriarsi del suolo pubblico, a discapito delle automobili, metterebbe in crisi le loro attività e i loro redditi. Facilitare l’uso della bici, al contrario, non significherebbe solo promuovere la mobilità sostenibile, ma anche facilitare gli acquisti e, quindi, l’economia.

A far girare l’economia, comunque, per quel che riguarda sostenibilità e due ruote, ci ha pensato un imprenditore israeliano che ha progettato una bicicletta di cartone riciclato. Izhar Gafni è riuscito, infatti, a costruire una bicicletta di cartone dotata di grandissima resistenza che, oltretutto, ha un costo di realizzazione che varia dai 9 ai 12 dollari. Escluse le ruote (di gomma riciclata) e la catena (una vecchia cinghia di distribuzione per auto), la bici è costruita interamente in cartone riciclato e sembra che sia molto più resistente del diffusissimo carbonio. Per renderla impermeabile all’acqua, la bici è stata ricoperta da una speciale resina biologica. Esiste anche la possibilità di renderla elettrica, aggiungendo un motore rimovibile con soli 60 dollari in più. La bicicletta in cartone riciclato entrerà ufficialmente in commercio nel settembre 2013 e, pare, diventerà un valido aiuto per le popolazioni più povere che potranno così disporre di un mezzo di trasporto a prezzi molto ridotti.

E che dire alle popolazioni più ricche, invece? Che per rendere più vivibili le città bisognerebbe destinare più spazio ai parcheggi per le bici, rendere più sicure le strade cittadine per i ciclisti e prevedere e pianificare una maggiore diffusione delle piste ciclo-pedonali.

Uno studio statunitense (del maggio-giugno 2012), condotto dalla dottoressa Kelly Clifton, ha dimostrato che recandosi in bici a fare la spesa, si spende una cifra maggiore di circa il 25 per cento rispetto a chi vi si reca in automobile. La spiegazione è semplice: i ciclisti acquistano di meno durante ogni singola spesa, ma tornano più spesso al negozio. Questo comporta l’avere più occasioni di fare acquisti imprevisti, spendendo quindi di più.

Lungi dal voler sostenere lo shopping compulsivo, è chiaro che la bicicletta fa girare (eccome!) l’economia.

                                                                                                                                                                                                                                                        Mariangela Campo

                                                                                                                                                                                                                                                       @MariangelaCamp4

Foto via educazionesostenibile.it; alternativasostenibile.it; buonenotizie.it

 

 

 

 

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