Con Facebook si prova lo stesso piacere del sesso

Facebook, tra piacere e dipendenza (repubblica.it)

Vi siete mai chiesti il perché la gente sia così ossessionata dal social network? Sono oltre 900 milioni oramai gli assidui frequentatori del sito. Un appuntamento fisso, ogni giorno, quasi più importante del lavoro. Come un dovere, controllare le notifiche e i commenti dei post, impegna almeno due ore al giorno in media gli utenti di Facebook.

Ma non c’è da criticare questo atteggiamento di accanimento al mondo virtuale: oggi sappiamo che scrivendo sul proprio profilo si prova un piacere simile a quello che possono dare il cibo, i soldi ed il sesso.

Lo conferma uno studio scientifico, condotto da due neuro scienziati, Diana Tamir e Jason Mitchell. Secondo i ricercatori rendere pubbliche le proprie esperienze e idee su Facebook stimola la regione del cervello collegata al piacere, provocando un rilascio di dopamina, la sostanza chimica associata alla reazione che abbiamo quando compiamo un atto sessuale.

I due hanno condotto una serie di esperimenti per misurare la risposta in termini di piacere che le persone provano quando parlano di sé stessi. Come? Hanno interrogato un gruppo di persone, collegando ogni soggetto ad un apparecchio per la risonanza magnetica, visualizzando mentre rispondevano, così, l’attività celebrale degli interrogati. È così che, i due scienziati, hanno scoperto che le regioni del cervello associate al piacere(il Nucleus accumbens e l’area tegmentale ventrale) si azionano fortemente quando una persona ha l’occasione di parlare di sé stessa e meno quando parla di qualcun altro.

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A confermarlo sono gli altri risultati degli esperimenti: è venuto fuori che i soggetti sottoposti al test sono disposti a rifiutare del denaro offerto loro per parlare di qualcun altro, affinché gli venisse data l’opportunità di proseguire a parlare delle proprie esperienze di vita, in modo da continuare ad essere soddisfatti.

«La maggior parte delle persone, dedica il 30-40% dei discorsi parlando delle proprie esperienze, mentre sui social media la percentuale sale fino all’80%. Gli esseri umani sono naturalmente portati a voler condividere i propri pensieri, e avere la possibilità di farlo é vissuta come una sorta di premio soggettivo» spiegano Tamir e Mitchell, sottolineando che il desiderio di mettere in comune con gli altri le proprie esperienze rappresenta un’importante forma di piacere.

Nella seconda parte dello studio, i ricercatori hanno voluto invece scoprire quanto sia importante avere un pubblico che ascolta ciò che diciamo a proposito di noi stessi. «Non sapevamo se parlare di sé fosse piacevole perché si pensava a sé stessi e questo fatto fosse piacevole in sé, o se fosse importante avere un pubblico» – ha dichiarato Tamir – «Penso che lo studio aiuti a spiegare perché le persone utilizzano così spesso i social media. Penso che aiuti a spiegare perché esista Twitter e perché Facebook sia così popolare, perché le persone amano condividere informazioni di sé stesse».

Dopo questa nuova scoperta possiamo tutti ritenerci giustificati se, al nostro risveglio, ci lanciamo subito ad accedere al nostro profilo per raccontare la bella serata trascorsa ieri con i nostri amici.

Sonia Carrera

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