Comunali di Roma, le sfide ambientali del futuro sindaco

La campagna elettorale che designerà il nuovo sindaco della Capitale volge al termine. Mentre i candidati in lizza alle comunali di Roma intervengono per le ultime battute prima del “silenzio elettorale”, tra dichiarazioni di intenti e reciproci lanci di accuse, Legambiente individua una delle sfide più ardue che dovrà affrontare il futuro primo cittadino di Roma: colmare i ritardi di questi ultimi anni e rinnovare la città in un’ottica eco-sostenibile, liberandola dalla morsa dello smog, del traffico, dei rifiuti urbani e del consumo di suolo che assilla la quotidianità dei Romani.

«Per avvicinarsi alle altre capitali europee sostenibili – avvisa Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – la città deve scegliere un’idea di futuro e dare risposte concrete ai problemi di ogni giorno dei cittadini».

Quanto la vivibilità sia soffocata da emergenze ambientali, ce lo presenta con chiarezza il dossier Roma negli anni attraverso i dati di Legambiente, un’indagine che fornisce un’analisi proprio delle prestazioni ambientali di Roma negli ultimi nove anni (2003-2011), estratti dai Rapporti di Ecosistema Urbano. Per quanto qua e là si registrino timidi miglioramenti, in generale quello che emerge è il quadro di una città che stenta a migliorare.

Se si indaga la situazione della qualità dell’aria, il dossier ci dice che nel 2011 il valore medio di PM 10 (particelle microscopiche, il cui diametro è uguale o inferiore a 10 µm) si è attestato a 36,5 µg/mc, dove la direttiva comunitaria fissa a 40 µg/mc il limite da non superare per la protezione della salute umana. Un dato incoraggiante, se si pensa che nel 2004 il valore era di 48,3 µg/mc. Ma resta tuttavia una situazione difficile, se si considera che al 2012 ben 4 centraline di monitoraggio su 10 restano con medie fuori legge.

Settore critico rimane quello dei rifiuti urbani: dai 653 kg di rifiuti per abitante all’anno del 2003, si è passati ai 709,2 del 2005 per poi scendere nel 2008 a 646,3 kg e nel 2011 a 645,7. La flessione sembra attribuibile più al periodo di crisi economica che al diffondersi di buone pratiche.

Per la raccolta differenziata, Roma è ancora lontana dagli obiettivi di legge, attestandosi nel 2011 al 24,2% di rifiuti differenziati, contro un obiettivo normativo del 60%. E se non si dà un impulso vero alla raccolta differenziata, la Capitale dovrà trovare una soluzione concreta per collocare l’80% dei suoi rifiuti, visto che la discarica di Malagrotta, un invaso di 240 ettari che raccoglie circa 4 mila tonnellate al giorno di rifiuti della città, è ormai in via di esaurimento.

La colata di cemento continua la sua avanzata nelle campagne romane: negli ultimi quindici anni (1993-2008) la porzione di suolo destinata a usi urbani è aumentata del 12%, ed è prevista l’erosione di altri  6.700 ettari di terreno, prevalentemente agricolo.

Passi avanti sono stati fatti nell’uso delle energie alternative, per quanto l’insieme delle soluzioni tecnologiche per la produzione di energia da fonte rinnovabile, tra impianti pubblici e privati, contribuisce a coprire appena il 12% del fabbisogno energetico elettrico delle famiglie romane.
Va però dato merito alla capitale di aver messo in piedi un progetto di solarizzazione ed efficienza nelle scuole, che permetterà a questi edifici di risparmiare per i prossimi 30 anni circa 55.350 tonnellate di CO2.

Altra nota dolente è la mobilità, su cui interviene anche l’Istituto di ricerca Eurispes, che lancia un monito a tutti i candidati a sindaco: «al primo posto dell’agenda della nuova consiliatura si mettano i problemi di trasporto locale, del pendolarismo e di una mobilità sostenibile». Da una parte negli ultimi anni sono calati i passeggeri del trasporto pubblico privato, scendendo a 519 nel 2011, dai 541 del 2009, dall’altra cresce il numero delle immatricolazioni delle auto. Roma è la città europea con il più alto numero di auto, scrive Eurispes: nel 2011 a Roma le auto erano 74 ogni 100 abitanti, mentre a Parigi erano 25. 31,4 a Londra, 46 a Madrid.

Si tratta di una sfida, questa della sostenibilità ambientale, dura, impegnativa, ma non impossibile. Starà al futuro sindaco armarsi di quella volontà capace di fare scelte coraggiose, che guardino al futuro. Se si provasse a ridisegnare la città, puntando, come suggerisce Legambiente, a quattro parole chiave, ambiente, innovazione, cultura, turismo, Roma sarebbe sulla buona strada per accorciare le distanze dalle altre capitali europee sostenibili.

Valeria Nervegna

Foto | www.windoweb.itwww.mondoinformazione.com

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