Commissioni:l’emblema del mancato rinnovamento del Pd

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Enrico Letta ( ilnuovoonline.it )

Roma - È bello vedere come i vertici del Partito Democratico recepiscano in maniera così immediata i segnali di cambiamento che gli manda il paese. 8.689.168 italiani hanno votato il Movimento 5 Stelle, un non-partito che si fonda sul «tutti a casa»; in 11.634.803 non sono andati a votare e 15.919 elettori hanno preferito lasciare la scheda bianca piuttosto che votare qualcuno. Insomma, più di venti milioni di italiani hanno detto chiaramente che gli attuali partiti non li sopportano più. E il Pd come reagisce? Facendo un ricambio generazionale nella dirigenza? Facendo quelle proposte che in vent’anni la sinistra non ha mai fatto? Niente di tutto questo: reagisce facendo quadrato insieme al Popolo delle Libertà per non essere toccato da questa pretesa di innovazione.

Quando si è trattato di eleggere il Presidente della Repubblica il Partito Democratico non ha minimamente preso in considerazione l’idea di votare Stefano Rodotà, candidato del Movimento 5 Stelle ma che fa parte della storia della sinistra, preferendo rieleggere il quasi ottantottenne Giorgio Napolitano in vista di un governo insieme al centrodestra, fregandosene della base del partito che chiedeva di fare esattamente l’opposto. Il governo, con a capo un uomo del Pd, si è formato come sappiamo: Angelino Alfano, quello del lodo Alfano palesemente anticostituzionale, vicepremier e Ministro dell’Interno; i ciellini Mario Mauro e Maurizio Lupi rispettivamente alla difesa e ai trasporti; Gaetano Quagliarello (lo stesso che disse «Eluana non è morta, è stata ammazzata») alle riforme costituzionali; Beatrice Lorenzin alla salute e Nunzia De Girolamo all’agricoltura, perché la competenza è importante.
Un governo così sembra proprio il sogno di tutti gli elettori del centrosinistra che hanno votato Pd immaginando che finalmente si potesse fare il conflitto d’interessi, una serie legge anticorruzione, abrogare le leggi ad personam, introdurre i diritti civili alle coppie di fatto sia eterosessuali che omosessuali e magari anche il testamento biologico.

Poi arrivò il turno dei sottosegretari e il Pd scelse, fra gli altri, Gianfranco Miccichè, l’amico di Dell’Utri, come Sottosegretario di Stato alla Pubblica Amministrazione e semplificazione; e Michaela Biancofiore, prima sottosegretario per le Pari opportunità poi, spostata, anche lei alla Pubblica Amministrazione e semplificazione.

Roberto Formigoni (senato.it)

Ed oggi sono arrivati i presidenti delle commissioni. Presidente della commissione Finanze della Camera sarà Daniele Capezzone, quello che nel 2006 diceva «Dopo il cieco di Sorrento, la muta di Portici e lo smemorato di Collegno, arriva lo sciancato di Arcore. Berlusconi è patetico», «Berlusconi è come Vanna Marchi», per poi diventare portavoce del Popolo delle Libertà e, nel 2013, farsi eleggere in Piemonte con lo stesso partito di Berlusconi.
Presidente della commissione Affari costituzionali del Senato è Anna Finocchiaro, una che è all’ottava legislatura mentre lo statuto del Pd ne prevede massimo tre. La Finocchiaro infatti siede in Parlamento dal 1987.
Meglio di lei ha saputo fare il neo presidente della commissione Esteri del Senato Pier Ferdinando Casini, in parlamento dal 1983, cioè da trent’anni.

Presidente della commissione cultura della Camera è invece Fabrizio Cicchitto, un signore che si era iscritto (fascicolo n.945, tessera 2232, data di iniziazione 12 dicembre 1980) alla loggia massonica P2. Lo stesso Cicchitto che, quando Massimo Tartaglia lanciò la famosa statuetta contro il volto di Silvio Berlusconi, disse che «la mano di chi ha aggredito Berlusconi è stata armata da una spietata campagna di odio» condotta «dal gruppo editoriale Repubblica-L’Espresso, dal quel mattinale delle Procure che è il Fatto, da una trasmissione di Santoro e da un terrorista mediatico di nome Travaglio, oltre che da alcuni pubblici ministeri, che hanno nelle mani alcuni processi, tra i più delicati sul terreno del rapporto mafia-politica e che vanno in tv a demonizzare Berlusconi».
Ignazio La Russa, quello che scalciava il giornalista Corrado Formigli, in Parlamento dal 1992, è stato eletto a capo della Giunta per le Autorizzazioni a procedere della Camera.
Alla guida della commissione agricoltura del Senato ci sarà Roberto Formigoni. Ciellino della prima ora, gli è stato notificato un avviso di conclusione delle indagini per il reato di associazione per delinquere insieme ad altri due ciellini doc: Pierangelo Daccò e l’ex assessore regionale alla sanità Antonio Simone. Alcuni mesi prima, nel luglio del 2012, la procura di Milano aveva confermato lo status di indagato di Roberto Formigoni per un altro reato ovvero la corruzione, anche in quel caso insieme a Daccò e a Simone.

In tutto questo i ragazzi di OccupyPd continuano la loro protesta contro la dirigenza che, evidentemente, non li sta minimamente a sentire. Forse sarebbe meglio se i giovani militanti del Partito Democratico cambiassero partito altrimenti c’è il rischio che fra qualche anno si ritrovino anche loro al governo con il Pdl ed iscritti a Comunione e Liberazione.

Giacomo Cangi

ilnuovoonline.it; senato.it

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