Come “falciare” folle di civili, i consigli di al-Qaeda

Nuova veste per al-Qaeda, la rete del terrore si trasforma in una vera organizzazione mediatica, pronta a supportare gli aspiranti terroristi

di Silvia Nosenzo

Se prima al-Qaeda esportava i suoi militanti, ora li importa. Se prima usava Internet per “informare le persone”, ora lo utilizza per reclutare nuovi jihadisti. Dopo nove anni dagli attacchi dell’11 settembre, la rete del terrore cambia tattica e inaugura una nuova era della guerra contro l’Occidente: il reclutamento globale.

Al-Qaeda ha deciso di sfruttare la grande diffusione della lingua inglese e la capacità di Internet di raggiungere un numero molto elevato di persone come nuovi strumenti del cyber terrorismo. Ora, qualunque terrorista può guidare il jihad  comodamente dalla poltrona di casa sua. Ecco come.

Quattro mesi fa, l’ala yemenita di al-Qaeda ha pubblicato la prima versione online di Inspire, la sua prima rivista in lingua inglese. Il numero conteneva un articolo che illustrava il modo in cui qualsiasi musulmano possa costruire artigianalmente una bomba per ferire al cuore gli occidentali miscredenti e infedeli. La seconda edizione, uscita la scorsa settimana, va oltre. In un manuale di 74 pagine racconta ai musulmani come equipaggiare i loro Suv con affilate lame metalliche capaci di “falciare” la folla di civili che incontrano sul loro cammino.

Secondo Dominique Thomas, un esperto di gruppi islamici in Medio Oriente, la rivista è «senza dubbio un nuovo esperimento rivolto alle comunità musulmane che vivono fuori dai paesi arabi». Philip Seib, un professore della Carolina del Sud, ritiene addirittura che la rete del terrore sia diventata una vera e propria organizzazione mediatica. «E’ tempo di smettere di pensare ad al-Qaeda come a un’organizzazione terroristica che usa i media e di iniziare a considerarla un’organizzazione mediatica che fa terrorismo», ha affermato.

Dagli attacchi dell’11 settembre contro gli Stati Uniti, video, audio e comunicati di al-Qaeda hanno proliferato su Internet. Ora, la rete si è addirittura dotata di  una rivista online. Ma chi sono gli autori? Si tratta di due cittadini americani legati all’organizzazione di Osama bin Laden, Anwar al-Awlaqi e Samir Khan, che probabilmente oggi si sono rifugiati in Yemen. Al-Awlaqi, 39 anni, è un religioso di origine yemenita che per lungo tempo è stato legato al maggiore dell’esercito americano Nidal Hasan, autore della strage di 13 persone in Texas. Awlaqi, con il suo inglese fluente, in un videomessaggio dello scorso mese ha invitato i musulmani d’America a seguire l’esempio di Hasan.

Jihadisti pachistani

L’altro americano dietro la rivista è Samir Khan, pakistano di nascita. «Sono fiero di essere un traditore agli occhi dell’America almeno tanto quanto sono fiero di essere musulmano, ha scritto nel secondo numero di Inspire.

Nella sua campagna globale, al-Qaeda ha scelto un mezzo di comunicazione “senza confini”, in grado di diffondere il suo messaggio globale e incoraggiare i militanti a unirsi al jihad da ogni parte del mondo. Insomma, vuole aumentare la sua visibilità, e il modo migliore per farlo è senza dubbio sfruttare l’inglese. La nuova sfida che si presenta all’Occidente è molto pericolosa: i governi devono fare uno sforzo per sfruttare i nuovi media in modo altrettanto efficace della rete del terrore. Devono combattere le informazioni divulgate da al-Qaeda con le loro.

Foro via: www.barenakedislam.files.wordpress.com; http://www.kboi2.com; www.indyaplus.com

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