Collettivo Ginsberg: quattro brani eclettici nell’ep di debutto

Il Collettivo Ginsberg è una nuova realtà musicale proveniente dalla Romagna che si sta affacciando sulla scena musicale italiana ed internazionale proprio in questi ultimi tempi. De La Crudel è il titolo del loro ep di debutto, disponible nei maggiori store digitali. Prodotto da Marco Bertoni dei Confusional Quartet ed uscito per la Seamount Productions di Londra, De La Crudel raccoglie quattro brani caleidoscopici ed eclettici, praticamente impossibili da catalogare in un determinato genere. La band è composta da Cristian Fanti alla voce, Federico Visi alle chitarre, Alberto Bazzoli al piano (o organo), Gabriele Laghi al contrabbasso ed Eugenioprimo Saragoni alla batteria.

L’ep si apre con Mars’ Sailors, dal testo cantato in inglese: una mescola di influenze differenti che spaziano dall’elettronica al rock viscerale dei Black Keys, dagli umori del pop rock inglese a sentori più orientati verso la musica leggera di stampo italiano. Sera potrebbe essere tranquillamente scambiata per un brano di qualche grande cantautore italiano, forte di un azzeccato accompagnamento di piano e una voce calda e dall’alto grado di inquietudine. Curtel, cantata in dialetto romagnolo, imbocca immediatamente un corridoio vicino all’hard blues di stampo inglese (Led Zeppelin), prima di sfociare in un ampio salone dove l’elettronica e il rock fanno a pugni con melodie etniche dai sentori jazzistici: una rissa che si risolve in una grande e multicolore festa musicale. A conclusione di questo breve ep c’è Il Presente, una balcaneggiante e insolita canzone che rappresenta l’ennesima faccia del Collettivo Ginsberg.

Collettivo Ginsberg

Il Collettivo Ginsberg (foto di Silvia Bigi)

Sperimentazione. Questo è forse l’unico sostantivo che fornisce un minimo comune denominatore in grado di definire la musica del Collettivo Ginsberg: rock, pop, indie, elettronica, musica etnica, blues, jazz, classica, italiana e straniera. Un calderone gigantesco dove i cinque musicisti si divertono come matti. Unico neo è l’estrema brevità di questo De La Crudel, della durata di soli 14 minuti. Qualche brano in più avrebbe agevolato un giudizio più veritiero sulla proposta musicale offerta del Collettivo Ginsberg. Quattro brani solleticano l’appetito dei padiglioni auricolari, ma lasciano l’ascoltatore ancora affamato. Sia chiaro, la stoffa c’è, eccome, e quattro brani bastano per capirlo, anche se la breve durata del tutto non permette di chiarire l’effettiva efficacia della proposta musicale della band romagnola. Resta anche da vedere come la band si comporta in sede live.

Il Collettivo Ginsberg offre un prodotto di qualità alta, ma proprio per questo non adatto a tutti. Il timore è che in un paese come l’Italia dove la superficialità musicale regna sovrana, coadiuvata dalla dittatura delle tribute band, la sperimentazione e le finezze di una musica di questo tipo non riescano ad essere apprezzate a pieno. Per fortuna c’è l’estero, dove il sudore e il vero valore di un musicista hanno vengono apprezzati e applauditi da un pubblico molto più numeroso. http://www.collettivoginsberg.com/

Alberto Staiz

Foto homepage di Francesco Fantini

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