Clinton accende la campagna di Obama

Charlotte – Bill Clinton infiamma la convention democratica, lanciando Barack Obama verso la Casa Bianca. Quattro anni fa, quando a contendersi la nomination democratica c’erano Obama e Hillary Clinton, l’ex presidente non aveva risparmiato critiche e attacchi al senatore dell’Illinois. Oggi che c’è un presidente da confermare, invece, Clinton mette in campo tutta la sua abilità oratoria e trascina i ventimila delegati in un flusso di dati, numeri e successi a marchio Obama.

L’attenzione maggiore di Clinton è stata sulle accuse mosse a Tampa dai repubblicani all’amministrazione Obama, accuse alle quali l’ex presidente ha risposto punto su punto. «Oggi l’economia sta meglio rispetto a 4 anni fa, quando perdevamo 750 mila posti di lavoro ogni mese; ora li guadagniamo” ha detto Clinton, riferendosi direttamente alla cifre emerse a Tampa, accusando direttamente i conservatori di aver boicottato la linea» di Obama e, con quella, le possibilità di ripresa dell’Unione: «due anni fa poteva esserci la svolta ma mentre Obama resta convinto della necessità di collaborare con gli avversari, i repubblicani del Congresso hanno l’unica intenzione di sconfiggerlo e poco gli importa di creare posti di lavoro per gli americani».

È stato il lancio perfetto, dopo le parole di Michelle del giorno precedente, per rilanciare in grande stile le possibilità democratiche di mantenere un inquilino alla Casa Bianca. Clinton ha spiegato che Obama «ha un piano per ricostruire l’America», ricordando che è sua intenzione puntare su innovazione, istruzione, lavoro. L’intervento dell’ex presidente è stato un grande appello alla classe media, quella più colpita dalla crisi e oggi spesso in difficoltà, fortemente critici con l’amministrazione Obama. Si è apertamente parlato di Nuovo Sogno Americano:

«In che paese volete vivere?– ha chiesto Clinton nel finale del suo intervento – Se volete una società in cui ognuno sta per conto suo votate il ticket repubblicano. Se volete un’America in cui prosperità e responsabilità siano condivise votate per Barack Obama e Joe Biden». «I repubblicani del Congresso hanno l’unica intenzione di sconfiggerlo e poco gli importa di creare posti di lavoro per gli americani”. E l’effetto di un Congresso in mano ai repubblicani è stato debilitante per i provvedimenti dell’amministrazione. «A Tampa l’argomento dei repubblicani era molto semplice – ha poi chiosato Clinton –  gli abbiamo lasciato un disastro totale, non è riuscito a rimettere a posto le cose, quindi cacciatelo e fateci tornare».

La foto del presidente e del suo predecessore sul palco, mentre salutano la convention, sarà uno dei ricordi principali di questa campagna elettorale e potrebbe essere anche uno dei nodi vincenti per la corsa alla rielezione.

Andrea Bosio

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