Claudio Giardiello eroe e vittima dello Stato: su Facebook sostegno all’assassino del tribunale

Su Facebook aperte due pagine intitolate a Claudio Giardiello, l'assassino del tribunale di Milamo. L'uomo viene definito 'eroe e vittima dello Stato'

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Una delle pagine Facebook di sostegno all’assassino del tribunale di Milano

Milano – È stato arrestato in un centro commerciale di Vimercate (Monza e Brianza) Claudio Giardiello, l’imprenditore immobilarista milanese, che questa mattina ha esploso quattro colpi di pistola nel Palazzo di Giustizia di Milano, uccidendo tre persone, tra cui il giudice Fernando Ciampi, e ferendone una, Davide Limongelli, coimputato e socio di Giardiello nella Magenta Immobiliare. Oltre all’efferatezza del gesto, stamane la notizia ha creato scalpore per il fatto che una persona sia riuscita ad entrare armata nel tribunale di un Palazzo di Giustizia. Lo scalpore sta proseguendo anche sui social, soprattutto per alcune pagine Facebook di sostegno all’assassino che sono state create nelle scorse ore.

FACEBOOK IN PRIMA LINEA – Sul noto social sono state create due pagine per Claudio Giardiello: Claudio Giardiello Vittima dello Stato, in cui viene descritto senza mezzi termini come una vittima dello Stato “che pensa solo ad incassare spingendoti alla bancarotta”, e Claudio Giardiello Criminale o eroe?, in cui i dubbi appaiono esserci solo sul titolo, mentre nei vari post pubblicati si parla riferendosi a Giardiello come vittima di “uno stato che vuole solo fregarti le tasse, messo in croce con continui processi e condanne, sicuramente derubato di tutti i suoi beni materiali e per finire hanno tentato di metterlo pure in gabbia.”

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Uno dei post pubblicati sulla pagina Claudio Giardiello, criminale o eroe?

COMMENTI INDIGNATI - Non sono mancati i commenti degli internauti, che sebbene riconoscano che la situazione “ipertassati” e “vivere con l’acqua alla gola” siano problemi attuali, faticano a riconoscere un uomo accusato di bancarotta fraudolenta come una vittima dello Stato. La discussione è rapidamente salita di tono, ed in molti stanno richiedendo la chiusura delle due pagine segnalandone l’irregolarità a facebook.

I PRECEDENTI - Non è la prima volta che la comunità del web scende in campo, in prima persona o dietro un account creato per l’occasione, per manifestare il suo dissenso o contrariamente, il suo appoggio, per un fatto di cronaca o una notizia. Era già accaduto per Claudio Lissi, l’uomo che lo scorso giugno sterminoò la sua famiglia per vivere l’amore per una collega. E ricorderete anche il caso dello scorso dicembre, Cosimo Pagnani, che di fatto annunciò l’omicidio della propria moglie sul profilo Facebook: “Sei morta”, scrisse farcendo l’annuncio con un insulto, prima di togliere la vita alla ex compagna.

Silvia Paparella
@SPaparella

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