Cinque adolescenti fermate dal giudice: volevano combattere in Siria

Cinque ragazze britanniche volevano lasciare Londra e prendere parte alla battaglia jhadista in Siria: il giudice ha ritirato loro il passaporto

I combattenti stranieri: un fenomeno in crescita

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Londra – Cinque ragazze adolescenti inglesi hanno subito il ritiro del passaporto, con conseguente divieto di espatrio: avevano manifestato la volontà di recarsi in Siria e unirsi alle forze islamiche. Il giudice ha negato l’identificazione pubblica delle ragazze, ma ha coinvolto nel provvedimento restrittivo anche alcuni adulti, già parte del progetto islamista.

GUERRIERI ISLAMISTI – L’adesione alle forze ribelli islamiste in Siria sta diventando quasi una questione di moda: lo si evince anche dai sempre più frequenti comportamenti di giovani europei, convinti dalla propaganda – o dalle visioni familiari – a lasciare il loro paese e unirsi ai combattenti. Il problema è già presente da tempo in Gran Bretagna, dalla quale sono partite almeno 700 persone per recarsi in Siria a combattere, ma rischia di espandersi in altre zone d’Europa; proprio in Inghilterra, però, i provvedimenti dei giudici stanno limitando alcuni effetti, soprattutto quando riguardano minorenni.

TRE RAGAZZE – La cronaca ha riportato così la recente decisione di un giudice inglese, che ha bloccato i viaggi di cinque ragazze britanniche, di quindici e sedici anni. Il provvedimento impedisce alle adolescenti di lasciare Inghilterra e Galles, anche se accompagnate dai genitori; al ritiro dei passaporti per le cinque, inoltre, è stato aggiunto quello a carico dei familiari.

Non pochi i volontari stranieri tra le fila islamiste

Non pochi i volontari stranieri tra le fila islamiste

SERVIZI SOCIALI – Nonostante l’intervento dei servizi sociali, infatti, le posizioni delle cinque ragazze si sono fatte sempre più radicali; il giudice, Anthony Hayden, avrebbe individuato anche il ruolo delle famiglie in questo acuirsi delle tendenze islamiste, con una scarsa cooperazione con i servizi sociali loro assegnati. La preoccupazione del giudice Hayden, quindi, andrebbe proprio alla «protezione di queste giovani e vulnerabili ragazze».

PROVVEDIMENTI DRACONIANO MA NECESSARIO – Sempre secondo le parole del giudice, riportate dalla stampa britannica, «il rischio è grave poiché molte vite sono andate perse in Siria e molti vi si sono recati di propria volontà». Nei giorni precedenti, il medesimo giudice aveva imposto un provvedimento simile su un ragazzo sedicenne, intenzionato a seguire i suoi fratelli già combattenti per Al-Qaeda, due dei quali sono già morti, mentre uno è stato ferito nei combattimenti: «certe volte la legge deve intervenire per proteggere queste giovani persone, anche da loro stesse», ha spiegato Hayden.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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