La Cina e la fine dell’era del figlio unico. Un cambiamento reale?

Cartelloni sulla politica del figlio unico a Cina

Nella Repubblica Popolare Cinese, secondo gli ultimi dati ufficiali del 2012 forniti dallo “United Nation Population Fund” (Unfpa), ci sono 1,351 miliardi di persone, il che presuppone un incremento di quasi dieci milioni di cittadini rispetto all’anno precedente. La Cina è il Paese più popolato al mondo, con una densità di centoquarantuno abitanti per chilometro quadrato, per cui diventa indispensabile una politica pubblica che regoli il controllo delle nascite e della popolazione.

LA STORIA - Instaurata nel 1979 e nota come la Politica del Figlio Unico, è un programma governativo di pianificazione familiare destinato ad attenuare i problemi sociali, economici e ambientali causati dalla sovrappopolazione del Paese. Per spiegare tale regolamentazione dobbiamo per forza allontanarci dalla visione occidentale e liberalista che tanto ci limita nel comprendere i differenti punti di vista degli altri Paesi. In questo senso, la legge proibiva alle coppie residenti in città di avere più di un solo figlio, ad esclusione degli stranieri domiciliati in Cina e dei territori corrispondenti alle regioni a statuto speciale, come Hong Kong e Macao.

LE SANZIONI – Restavano anche escluse dalla proibizione altre situazioni specifiche come la nascita di gemelli, le minoranza etniche, i coniugi a loro volta entrambi figli unici – con la nuova politica è sufficiente che anche solo uno dei due rispetti tale requisito – o quelli residenti in zone rurali. O ancora i casi in cui il primogenito fosse nato femmina o affetto da una disabilità fisica o psichica. La “Commissione per la Pianificazione della Popolazione e la Famiglia”  esiste a tutti i livelli di governo, ed aumenta la consapevolezza sulle necessità sociali della popolazione (con un divario sempre più ampio tra popolazione e risorse), e sulla registrazione lavorativa. Le coppie che infrangono la legge sono sottoposte a varie pene, con sanzioni pecuniarie effettuate tramite trattenute sulla retribuzione, interdizione dal godimento dei servizi sociali o, addirittura, con la reclusione. Nonostante tale politica, sono ancora molti i cittadini che decidono di avere più di un figlio, individuati soprattutto tra le famiglie benestanti, le quali si possono permettere di pagare la multa. Infatti, secondo un portavoce del Comitato (nel 2007), solamente il 35,9% della popolazione cinese è stata oggetto della limitazione del figlio unico. In questi casi, ossia per quanto riguarda i genitori che hanno rispettato la norma, si possono ottenere aumenti di stipendio o un salario aggiuntivo, così come una maggiorazione dei benefici riguardanti il pensionamento, la scelta del lavoro o, addirittura, una casa gratuita.

Famiglia cinese con un solo figlio

LE CONSEGUENZE – Ciò nonostante, la crescita degli aborti coatti, dell’infanticidio femminile o dell’abbandono, e l’adozione dei bambini, sono state senza dubbio le conseguenze più tragiche dell’applicazione della normativa, oltre a minacciare il rispetto dei diritti umani. Questi effetti portano anche ad una disparità di nascite tra sessi (molti più maschi che femmine), che ha anche condotto ad una instabilità sociale difficile da gestire.

COTROVERSIE E DISCUSSIONI – La Politica del Figlio Unico non ha smesso di essere oggetto di controversie e discussioni sia internamente che esternamente a causa delle modalità con cui è stata applicata. Questo anche per la preoccupazione generale riguardo alle conseguenze sociali negative, soprattutto ora che il Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese ha annunciato, nella settimana scorsa, nel corso della terza sessione plenaria, una maggiore flessibilità nell’applicazione della legge.

UN CAMBIAMENTO REALE? – Al riguardo, alcuni esperti raccomandano che per il 2015 sia soppressa definitivamente l’attuazione della normativa, perché a lungo termine la piramide della popolazione sarà capovolta, producendo risultati terribili in una Nazione che non sarebbe in grado di sostenere il suo sistema di previdenza sociale, di pensione, di salute pubblica E di educazione. Tale analisi arriva in un momento di constante apertura economica della Cina verso l’estero, altalenandosi tra un sistema comunista sfasato e un neoliberalismo capitalista che mette in pericolo i servizi sociali. Eppure, a dispetto delle comprensibili polemiche, possiamo notare come questa politica abbia adempito ai sui propositi, rallentando la crescita della popolazione, aumentando lo sviluppo economico e di conseguenza ridotto la povertà. Per di più, secondo diversi sondaggi, circa il 75% della popolazione sarebbe a favore di queste misure, anche perché, ad oggi, molte sono le coppie costituite da coniugi entrambi figli unici e quindi autorizzate ad avere più di un discendente.

Sandra Alvarez

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