Ciclismo: scatta il 93° Giro d’Italia

Si parte da Amsterdam e si arriva a Verona dopo 21 tappe e oltre 3000 km

di Marco Fiorilla

Basso, Sastre e Mench

Da sempre per gli sportivi maggio è sinonimo di Giro d’Italia. Oggi scatta dall’Olanda la 93^ edizione della corsa rosa che ogni anno, malgrado gli scandali, incolla alla tv gli appassionati e catapulta sulle strade migliaia di tifosi e di semplici curiosi desiderosi di veder passare il serpentone di bici e di auto.

Come detto si parte, stranamente, dall’Olanda. Non è una novità visto che già 8 anni fa si era partiti dalla terra dei tulipani e negli anni si è anche assistito a partenze dalla Grecia o dalla Francia e addirittura tra due anni si partirà da Washington. Scelte poco felici per i corridori costretti a sobbarcarsi lunghi trasferimenti ma per gli organizzatori una partenza dall’estero vuol dire pioggia di soldi e di sponsor.

Già perché il ciclismo di casa nostra è in crisi. Crisi economica, crisi organizzativa ma anche crisi di risultati. Dall’estero infatti avanzano rampanti nuove corse e nuove squadre così ben organizzate da mettere in discussione una certa egemonia del ciclismo nostrano. In effetti il Giro ha perso un po’ quel suo vecchio fascino di corsa dove si assiste a uno scontro tra titani, e quest’anno il parterre non è ricchissimo: a contendersi la maglia rosa fino a Verona saranno quasi sicuramente l’australiano Evans e il nostro Basso con in seconda battuta lo spagnolo Sastre, il kazako Vinokurov e forse il siciliano Vincenzo Nibali, compagno di squadra di Basso e chiamato all’ultimo momento a sostituire uno dei favoriti, quel Franco Pellizzotti 2° lo scorso anno e non presente alla partenza da Amsterdam per noie con il cosiddetto “passaporto biologico”.

Basso e altri ciclisti

Anche tra gli sprinter che lotteranno per aggiudicarsi le tappe in pianura, scorrendo la starting list si fatica a trovare qualche nome interessante oltre ai vari Petacchi, Greipel, Farrar e McEwen. Dietro questi campioni e ad alcuni discreti outsider poi vi è una sorta di vuoto: le squadre straniere hanno portato per lo più giovani di belle speranze per farsi le ossa in una corsa di 3 settimane e corridori che non hanno tante pretese. Monta quindi la protesta delle squadre escluse, per lo più piccole squadre italiane con corridori interessantissimi che in questo inizio 2010 si sono contraddistinte per le vittorie e per uno spirito battagliero nell’interpretazione delle corse. Ma purtroppo molte delle squadre straniere invitate avevano siglato un accordo 2 anni fa con gli organizzatori del Giro garantendosi la sicura partecipazione alla corsa fino al 2010.

Cambierà qualcosa dall’anno prossimo? Ci si augura di si, ma intanto godiamoci il Giro 2010 che certamente garantirà passione e una spettacolarità di percorso che non ha eguali.

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