Ciclismo: il bis di Rodriguez al Lombardia

Joaquim Rodriguez in azione (roadcycling.com)

Joaquim Rodriguez in azione (roadcycling.com)

Lecco – Un Giro di Lombardia sotto la pioggia, com’è tipico per la classica delle foglie morte. L’edizione numero 107 della gara italiana che chiude il circuito della Classiche è andata anche quest’anno a Joquim “Purito” Rodriguez, che ha attaccato sull’ultima salita, lasciandosi alle spalle gli avversari quando mancavano solo dieci chilometri alla conclusione. Dietro di lui l’altro spagnolo Valverde e il polacco Majka. Bis del successo dello scorso anno, avvenuto sotto neve e gelo.

Il muro di Sormano non ha fatto la differenza ma ha sicuramente sfoltito il gruppo e ha dato chiaro sentore dei valori in campo. Voeckler ha poi inventato un attacco da lontano proprio nella discesa seguente. L’inseguimento al francese ha messo in crisi sia Contador, sia Gilbert; se lo spagnolo è scomparso nei meandri della corsa, il belga è riuscito a rientrare più volte, pur dimostrandosi anche in questa occasione non all’altezza delle stagioni passate. Il francese è riuscito a ottenere anche due minuti e quaranta secondo di vantaggio sugli inseguitori, spesso frammentati in due o più gruppi, ma quando c’è stato accordo i secondi hanno iniziato a scendere. Ai piedi dell’ultima salita, però, Voeckler poteva vantare meno di un minuto sul gruppo, in forte ripresa: per lui il sogno di vincere il Lombardia stava finendo.
La corsa si è quindi decisa sulla salita di Villa Vergano, di poco più di cinque chilometri con tratti al 15% di pendenza: un muro, nel finale, dove più gli scattisti che gli scalatori puri possono fare la differenza.

Duello a distanza tra Rodriguez e Valverde nella discesa seguente, quasi una rivincita del finale mondiale di sette giorni fa a Firenze: all’inseguimento anche Majka e Martin, gli unici che con lui hanno provato a resistere allo scatto di Rodriguez.
Ma in discesa l’uomo in testa è tra i migliori del circus e non c’è stato modo di riprenderlo fino a dopo il traguardo: per lui la seconda vittoria consecutiva al Lombardia.

Un Lombardia vissuto sulla fuga di Voeckler, con pochi momenti veramente d’interesse e un finale governato dall’unica salita capace di fare vera differenza. Ne ha approfittato Rodriguez, che soffre le salite lunghe ed è più dotato su quelle brevi, soprattutto se non c’è da impegnare testa e gambe una volta finita quella. Un ciclista abile nelle corse di un giorno ma incapace di pianificare veramente, un difetto che gli è costata il mondiale e le classifiche delle corse a tappe.

Nibali – Finale di stagione amaro e sfortunato per il campione azzurro; persa la Vuelta contro il miracoloso Horner, è giunto quarto al mondiale di Firenze, dove aveva dimostrato di essere l’uomo più in forma, fermato da una caduta. Anche oggi Vincenzo Nibali è stato vittima di una caduta, assieme al compagno Tiralongo: nulla di grave, per fortuna, ma botte abbastanza dure da costringerli al ritiro e a un controllo medico in ospedale.
Ritirato anche Scarponi, vittima di problemi intestinali: Lombradia un po’ appannato per i nostri colori.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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