Ciclismo, il 2013 in storie e immagini

Il racconto di un 2013 di ciclismo, tra doping e vittorie: poco azzurro ma molte promesse

Un 2013 di grandi emozioni ed enormi sorprese, quello del ciclismo. È stata una stagione di forte agonismo, anche se con poche sorprese e battaglie dall’esito prevedibile in molte corse: a sorprendere davvero, però, è stata la lotta al doping, che ha mietuto vittime importanti lungo tutta la stagione, con pesanti ripercussioni sulla storia del ciclismo stesso.
Wakeup News racconta, con immagini e frammenti di diari di strada, questo 2013 del ciclismo mondiale, lasciando qualche assaggio di ciò che è stato.

armstrong

Lance Armstrong (hypebeast.com)

1 – Il caso Armstrong: ha tenuto banco più di qualsiasi corsa e qualsiasi vittoria, lungo tutto il 2013.
Riconosciuto colpevole di aver barato e mentito, le vittorie post-tumore sono state cancellate. Non è rimasto quasi nulla del texano invincibile: ora navigano minacce – di raccontare come l’Uci l’avrebbe coperto – e tentativi di collaborazione, per tornare almeno a correre nel triathlon. Se la storia è cominciata nel 2012, è il 2013 l’hanno in cui tutto si è avverato, la stagione senza sette Tour e con molti dubbi.

Froome

Chris Froome (postpopuli.it)

2 – Il Tour di Froome: secondo britannico in giallo a Parigi, Chris Froome ha conquistato il Tour de France numero 100 con una superiorità impressionante. La sua leadership non è stata mai messa in discussione e le qualità del ragazzo nato in Africa fanno presagire altri successi. Nel 2012 la fama, nel 2013 la gloria.

ciclismo

Vincenzo Nibali (panorama.it)

3 – Vincenzo Nibali in rosa: Nibali s’è portato a casa il Giro d’Italia 2013, conquistando definitivamente i cuori dei tifosi azzurri. Per lui è stata un’annata importante: cambio di squadra, prima vittoria in una grande corsa a tappe, un ottimo mondiale. L’acuto in rosa ha aperto per lui il futuro nelle grandi corse a tappe: un Giro da dominatore e, adesso, ci si attende una sfida per il Tour 2014.

4 – Santambrogio e Di Luca: una brutta pagina è stata quella del doping di Santambrogio e Di Luca. Il secondo, pizzicato per la seconda volta, probabilmente non tornerà mai più a correre.
Triste dover parlare due volte di doping, ma non c’è dubbio che sia uno dei temi sempre attuali in questo ciclismo: per Santambrogio, poi, il doping è arrivato durante un Giro straordinario, l’occasione per fare il salto di qualità. Ma serve anche la testa.

5 – Rui Costa, eroe di Firenze: un mondiale a controllare, poi l’affondo finale a Rodriguez, grazie anche a un Valverde – e una Spagna tutta – incapace di collaborare con i compagni. Per “Purito” l’ennesimo fiasco, che lo relega a vero comprimario, privo delle caratteristiche per sbocciare: per Alberto Rui Costa l’occasione di dimostrare di valere quella maglia iridata. Dopo due vittorie al Tour, pochi ne dubitano.

6 – Trentin, sorriso azzurro: le braccia alzate di Trentin sul traguardo di Lione sono il ricordo più bello per l’Italia al Tour del centenario. Non potevamo mancare a questo appuntamento e almeno la vittoria siamo riusciti a strapparla, nonostante una presenza abbastanza incolore per tutti i nostri ragazzi. Giovane, brillante, fa sperare bene per le prossime stagioni nelle corse in linea: una vittoria sul futuro.

7 – Il ritorno di Visconti: per Giovanni Visconti quasi la rottura di una maledizione antica. Doppia vittoria di tappa al Giro d’Italia, la seconda sotto la neve e nella tempesta. Per lui è stata quasi una resurrezione e lo stato mentale s’è visto anche al Mondiale di Firenze dove, pur non arrivando tra i primi, ha lavorato per la squadra.

8 – Cancellara: basta il nome del ciclista svizzero per capire cos’è successo quest’anno nella campagna del Nord: le sue vittorie al Giro delle Fiandre e alla Parigi – Roubaix lo hanno consacrato definitivamente, insediandolo nell’olimpo del ciclismo mondiale. Gli manca il Mondiale e probabilmente ci proverà ancora almeno una volta.

9 – Ciolek e Impey: i due ciclisti sono il simbolo dell’Africa che pedala. Il primo ha vestito la maglia gialla – primo africano a riuscire nell’impresa, mentre Ciolek, tedesco, è stato il primo ciclista di una squadra africana, la MTN-Qhubeka, a vincere una grande Classica, la Milano – Sanremo. Due splendidi e importantissimi segni per il ciclismo mondiale.

10 – Cookson e l’Uci: il nuovo presidente Uci, eletto contro McQuaid, vuole essere un segnale di svolta. Le sue parole parlano di lotta al doping e di inasprimento dei controlli, ma anche di maggior rispetto per i corridori e per le corse, stravolte dal nuovo calendario. L’uomo del miracolo britannico alla guida del ciclismo mondiale.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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