Cicciolina in pensione da ex parlamentare: ‘ Ho lavorato duro’

L’onorevole Ilona Staller va in pensione. Proprio lei, Cicciolina, l’icona del porno made in Schicchi per eccellenza. Magari i più giovani non lo ricorderanno, ma la Staller è infatti stata seduta in parlamento sugli stessi scanni occupati da Giulio Andreotti e Nilde Iotti. Per un’intera legislatura, dal 1987 al 1992. Il che le è valso l’agognata pensione da ex parlamentare: 3000 euro al mese lordi.

Ilona Staller, in arte Cicciolina (magazine.libero.it)

Fin dal suo arrivo in Italia la Staller si occupò di politica, cavalcando l’onda lunga della sua fama nel mondo del cinema a luci rosse per intervenire sui temi d’attualità nelle interviste e negli spazi radiofonici a lei concessi. Nel 1979 la sua prima avventura politica con la Lista del Sole fu infruttifera; nel 1985, invece, passò al Partito Radicale e due anni dopo venne eletta deputato nella X legislatura del Parlamento italiano, con 20.000 preferenze, seconda solo a Marco Pannella. La sua carriera politica si chiuse con la fondazione e il fallimento del Partito dell’Amore, del quale era rappresentante diretta assieme a Moana Pozzi.

I suoi cavalli di battaglia politici furono la libertà sessuale dei carcerati, l’abolizione di ogni forma di violenza e l’uso indiscriminato degli animali per esperimenti scientifici, la depenalizzazione della droga, la contrarietà ad ogni forma di censura e una sana educazione sessuale nelle scuole, condìta da campagne di informazione sui pericoli dell’AIDS.

L’ex onorevole Ilona Staller compirà 60 anni il 26 novembre e dal mese successivo percepirà il vitalizio previsto dalla legge. Al Corriere della Sera ha dichiarato «Pensi che me l’ero persino dimenticato. Mi mancavano due mesi di contributi, ai tempi pagai quasi 2 milioni di lire e adesso questo beneficio mi spetta. So che risulta impopolare, ma allora gli italiani dovrebbero cambiare la legge. Sarei disposta a versare tutto in beneficenza se lo facessero anche gli altri».

Già, gli altri. Perché tra i parlamentari-lampo col beneficio della pensione ci sono, giusto per citarne alcuni, Gino Paoli, Pasquale Squitieri e persino Toni Negri, processato diverse volte tra gli anni Sessanta e Settanta per i reati di associazione sovversiva ed insurrezione armata contro i poteri dello Stato, eletto al Parlamento durante un periodo di carcerazione preventiva.

Cicciolina tuttavia non si sente una privilegiata: «All’epoca abbiamo fatto una campagna elettorale intelligente e faticosa – continua al Corsera – io, Moana e Ramba giravamo davvero per le piazze». E giura di non essere stata un’assenteista, partendo tutte le mattine da casa con la propria vettura senza autista. Lo stipendio? «Il 60 per cento al partito, la metà di ciò che restava li passavo ad un avvocato che scriveva per me le proposte di legge». Di cui resta traccia sul sito della Camera: affettività dei detenuti, parchi dell’amore, insegnamento del sesso nelle scuole, tasse ecologiche sulle auto, no alle pellicce.

La Staller conclude convinta: «Non mi vergogno, non ho derubato nessuno, quei soldi me li sono meritati. Ho lavorato duro». E su questo, poco ma sicuro, nessuno avrà nulla da eccepire.

Francesco Guarino

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