Chirurgia estetica, un fenomeno prettamente sociale

Specchio specchi delle mie brame chi è la più bella reame? Lo ripete più e più volte la regina strega di Biancaneve, nel famoso cartone animato della Walt Disney. Sarà forse per questo motivo, cioè per guardarsi allo specchio e vedersi belli, che si ricorre spesso alla chirurgia plastica? Può darsi, ma non è solo questo. C’è dell’altro. Vedersi più belli si, ma anche vivere tranquilli e sereni, relazionandosi con gli altri: questi i motivi principali che spingono a rifarsi il proprio corpo. Ma guardiamo il problema da più vicino. Oggi gli interventi di chirurgia estetica sono in pieno boom, ma qual è il costo di cambiare il tuo aspetto? Tanto si a in termini di denaro sia in termini psicologici. Se si pensa che il 25% delle donne tra i 40 e i 60 anni che si sottopone ad interventi di chirurgia estetica fa ricorso ad un finanziamento bancario per pagare l’intervento.

“Si tratta di donne spesso sposate, con figli, con marito che lavora, e loro stesse lavorano, spiega Giulio Basoccu, esperto chirurgo plastico, dell’Università la Sapienza di Roma e primario del Reparto di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva dell’Istituto Neurotraumatologico Italiano. “La loro condizione economica e’ media, – prosegue Basoccu – ma per non pesare sull’economia della famiglia scelgono il finanziamento, per poter effettuare il desiderato intervento di chirurgia estetica. Addominoplastica ed aumento del seno sono gli interventi per i quali si fa ricorso più spesso ad un finanziamento in banca”. In una società come la nostra i cui canoni di bellezza sono quelli che vediamo in tv o sulle copertine di gossip, è sempre difficile restare alla “moda”. Perciò spesso e volentieri le donne, ma ultimamente anche gli uomini, ricorrono a ritocchi sul proprio corpo.

L’aumento del seno viene richiesto all’interno di quella fascia di età che va dai 25 ai 35 anni. Sempre di più le giovani ragazze cercano di convincere i genitori facendo leva sui disturbi dell’alimentazione. In parole semplici, minacciando di non mangiare più. E’ inutile pensare che il fenomeno sia nato oggi e che riguardi solo il presente. La chirurgia estetica è un problema storico e ha cominciato a diffondersi tra la popolazione già negli anni ottanta, nel periodo del massimo edonismo e non si è mai arrestato. L’intervento estetico oramai va di pari passo con la borsetta firmata. Sul web esistono tanti siti che propongono offerte di ogni tipo. In molti casi sembra di trovarsi di fronte al supermercato della chirurgia estetica. Come si può vedere, l’ampia e veloce diffusione della chirurgia estetica ha sollevato alcune preoccupazioni. Spesso ragazze giovanissime finiscono sotto i ferri, magari non avendone alcun bisogno o non potendoselo neppure permettere economicamente. Lo fanno solo per sentirsi “all’altezza” delle donne delle spettacolo che appaiono in tv o delle veline. In questo modo acquistano anche sicurezza, in un mondo che, non dà alcune certezze, e sperano di ottenerla almeno in questa minima parte.

A rimanere sbigottiti di tutto ciò non siamo solo noi, ma anche gli stessi professionisti del settore. Purtroppo, oggi, sempre più di frequente, si va dal chirurgo estetico con la stessa naturalezza con la quale ci si reca al supermercato. Ma quanto donne e uomini che si sottopongono al bisturi sottovalutano l’intervento? Troppo spesso, infatti, superficialità ed improvvisazione prendono il sopravvento, oppure vince il desiderio di apparire più sereni dentro e più belli fuori. In alcuni casi gli interventi estetici risolvono davvero problemi che magari condizionavano da tempo la vita di una persona, ma in molti altri la chirurgia estetica diventa una sorta di dipendenza. C’è la paura dell’operazione, ma viene superata dalle motivazioni e si associa l’idea dell’estetica a quella del benessere.

Il problema sorge poi nel post intervento. Quante persone sono pienamente soddisfatte del lavoro svolto dallo specialista? Quanto il risultato dipende dal chirurgo e quanto invece ha a che fare con l’insoddisfazione personale? Per molti chirurghi, trovarsi di fronte a una persona che non potrà mai essere accontentata, può diventare molto pericoloso. Purtroppo le aspettative delle pazienti non sono qualcosa di gestibile.

Come si evince dall’articolo, rivolgersi al chirurgo estetico e decidere di affrontare un intervento è diventato sempre più comune. Ma la disinvoltura con la quale ci si avvicina alla chirurgia estetica non deve far perdere di vista alcuni aspetti fondamentali, ossia l’armonia e l’eleganza interiore che è necessario mantenere. Una cosa è comunque certa: sicuramente, la chirurgia estetica è l’espressione di altre insicurezze che non possono essere risolte con l’intervento chirurgico. Quindi in questi casi sarebbe meglio risolvere il problema da soli o, perché no, se si pensa che in due è più semplice, anche facendosi aiutare da uno specialista psicologo.. non c’è nulla di male.

Chiara Campanella


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