Chiesa, divorziati e omosessuali: il Sinodo riparte e riapre

Il Sinodo dista ancora parecchi mesi, ma il documento preparatorio è pronto: nella Chiesa si torna a parlare di divorzio e omosessualità

Il Sinodo straordinario dello scorso autunno (chiesadigenova.it)

Il Sinodo straordinario dello scorso autunno (chiesadigenova.it)

Città del Vaticano – Il dibattito del Sinodo straordinario dello scorso autunno non è caduto nel vuoto: dopo mesi di discussioni e consultazioni, è stato prodotto nelle scorse ore il documento introduttivo del prossimo Sinodo ordinario, l’Instrumentum laboris, che guiderà i vescovi radunati in Vaticano nel dibattito sui difficili temi della famiglia e delle relazioni affettive.

INSTRUMENTUM LABORIS E RELATIO SYNODI – Non da zero, ma da quanto concluso dal Sinodo. Neppure dalle posizioni del cardinal Kasper, però, anche se, rispetto alla conclusione della precedente assise, il dialogo nelle conferenze episcopali ha rimesso al centro del dibattito temi che alcuni porporati vorrebbero evitare, per delicatezza e difficoltà. Il documento presentato questa mattina in Vaticano mette al centro della scena la famiglia tradizionalmente intesa, ma apre uno sguardo di tenerezza e carità alle «famiglie ferite» e alle tante situazioni difficili, perché «ogni famiglia sappia che la Chiesa non la abbandona mai».

Il cardinale Walter Kasper, autore del documento introduttivo allo scorso Sinodo straordinario (huffpost.com)

Il cardinale Walter Kasper, autore del documento introduttivo allo scorso Sinodo straordinario (huffpost.com)

LA FAMIGLIA COME PRIORITÀ – L’attenzione della Chiesa è tutta concentrata sul nucleo fondante della famiglia, allora, in un’epoca storica in cui questa è assalita da una società sempre meno disposta a scelte «per sempre» e nel quale il matrimonio è spesso visto come «giogo imposto dagli uomini». Questa posizione è anche una provocazione sulla schizzofrenia di certe posizioni, magari richiedenti l’ampliamento dei vincoli matrimoniali alle coppie omosessuali, ma pronte anche a facilitare i processi di divorzio e di dissoluzione dello stesso legame per il quale si lotta.

NON DI SOLI DIVORZIATI TRATTERÀ IL SINODO – L’accoglienza dei divorziati risposati e delle persone omosessuali, allora, tornano nel dibattito, senza occuparlo o monopolizzarlo, se non nelle fantasie dei mass media; eppure l’apertura significativa di questi testi simboleggia l’immenso passo avanti culturale e cristiano compiuto dalla Chiesa, che si allontana da una prospettiva puramente normativista e torna a porre al centro le persone – i peccatori – e le loro grandi difficoltà quotidiane. Due strade delineate per chi, sposato cristianamente, deve ricorrere al divorzio: se la prima non si discosta molto dall’attuale linea, la seconda sembra saper raccogliere meglio le esigenze di chi vive con difficoltà questo cammino e aiutare a non sentirsi esclusi anche dalla comunità ecclesiastica durante un momento già di per sé difficile delle propria vita.

Un momento di riflessione del Pontefice

Un momento di riflessione del Pontefice: ne avrà bisogno fino a ottobre

UN RITORNO ALLA CRISTIANITÀ DELLE ORIGINI – C’è chi sostiene che la Chiesa cessi di esistere perché apre a nuovi dialoghi su omosessualità e divorzio; questa prospettiva denota una mancanza di conoscenza dello spirito cristiano: Gesù si accompagnava con prostitute e pubblicani, stava con loro per mostrare la via della conversione, non li buttava fuori dalla sua casa. Quel trattamento, invece, era riservato ai trafficanti di denaro e ai farisei, che ben si comportavano in pubblico, ma marcivano nell’anima.
La Chiesa del XXI secolo sta lavorando per tornare a uno spirito più strettamente evangelico: le persone che più hanno bisogno della Chiesa sono coloro che più distano da essa, che più si sentono escluse. È normale – è cristiano – che lo sforzo sia per riportare queste pecorelle smarrite nel gregge, accompagnandole nelle difficoltà che la società mette loro innanzi. Una chiesa che sia escludente non può dirsi davvero Chiesa.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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