Chi vincerà il Premio Strega 2011?

Dopo la proclamazione della cinquina finalista mercoledì 15 giugno, è attesa per domani giovedì 7 luglio la proclamazione del vincitore di questo Premio Strega.

I cinque finalisti del Premio Strega (elle.it)

Ricordiamo i finalisti e i voti ottenuti da ciascun libro, secondo la votazione dei 400 “Amici della domenica”, giurati che muovono un sistema di selezione e di votazione che si perpetua da sessant’anni:

  • Storia della mia gente (Bompiani) di Edoardo Nesi con 60 voti;
  • L’energia del vuoto (Guanda) di Bruno Arpaia con 49 voti;
  • Ternitti (Mondadori) di Mario Desiati con 49 voti;
  • La vita accanto (Einaudi) di Mariapia Veladiano con 49 voti;
  • La scoperta del mondo (Nottetempo) di Luciana Castellina con 45 voti.

Tra i candidati esclusi dalla seconda votazione hanno fatto particolarmente parlare Settanta acrilico trenta lana (e/o) dell’esordiente Viola Di Grado (20 voti), vincitore del  Premio Campiello Opera Prima e considerato uno dei maggiori successi editoriali della stagione, e Nel mare ci sono i coccodrilli (Dalai) di Fabio Geda con voti 37. «Non se ne può più di questa battaglietta”- dice Alessandro Dalai – che getta, e non per primo, discredito sulle votazioni del premio, parlando di un chiaro accordo sottobanco che “nella migliore delle ipotesi avviene per amicalità». Fabio Geda e il suo Nel mare ci sono i coccodrilli, uno dei bestseller dell’ultimo anno con 200.000 copie vendute, non è entrato nel gruppo dei cinque candidati finali. Forte, ma non dal solo intento provocatorio, la sua proposta: «Azzerare la giuria e ricostruirla da capo. Ma capisco che è difficile. E allora almeno riformarla, eliminando chi il diritto di voto l’ha perso da un pezzo e non dovrebbe votare affatto». Le accuse infatti, specie in riferimento al diritto di voto a vita e ai giochi di poteri sottesi al premio, sono più che esplicite: «Con il voto per la vita, il premio si autoriproduce, si stratificano lobby legate a gruppi editoriali, soprattutto romani. La giuria permette che si facciano gli accordi e c’è un’invadenza insopportabile di ex funzionari Rai e delle università».

Gli altri esclusi dalla finale sono stati: Malabar (Guida) di Gino Battaglia (19 voti), Nina dei lupi (Marsilio) di Alessandro Bertante (18 voti), La citta’ di Adamo (Fazi) di Giorgio Nisini (18 voti), Il confessore di Cavour (Manni) di Lorenzo Greco (17 voti) e A cosa servono gli amori infelici (Playground) di Gilberto Severini (12 voti).

L’edizione del 2011 aveva visto fin da subito nomi eccellenti autoescludersi dalla competizione, come Umberto Eco col suo bestseller Il cimitero di Praga (Bompiani) – “Vi pare che un signore di 80 anni vada a fregare un premio a un ragazzo?” – e Alberto Arbasino con America amore (Adelphi), entrambi con l’intenzione di lasciare più spazio ai giovani scrittori.

I bookmaker danno per favorito Edoardo Nesi, peraltro alla sua seconda “cinquina” (la prima nel 2004 con L’età dell’oro). La sua casa editrice - Bompiani, gruppo Rizzoli – manca il gradino più alto del podio da qualche tempo, mentre Mondadori ha vinto tre delle ultime quattro edizioni con Niccolò Ammaniti (2007), Paolo Giordano (2008) e Antonio Pennacchi (2010). D’altra parte, anche il vincitore del 2009, Stabat Mater di Antonio Scarpa, era edito da Einaudi, casa editrice comunque legata al gruppo editoriale Mondadori.

Tuttavia i pronostici sono fatti anche per essere smentiti. Giusto l’anno scorso l’esordiente Silvia Avallone con Acciaio (Rizzoli) partiva superfavorita nella competizione ed è stata invece scalzata dal sopracitato Pennacchi con il suo Canale Mussolini (Mondadori). Resta certo da vedere se smentite e sorprese seguano sempre e solo un’unica direzione.

L’attesa dunque per tutti gli addetti ai lavori e per gli appassionati si concluderà nella serata di domani, con la seconda e decisiva votazione nel consueto scenario del Ninfeo di Villa Giulia.

 

Marina Cabiati

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