Chi ha ucciso Marco Pantani?

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Marco Pantani sul podio del Tour de France: era il 1998 (cesenatoday.it)

Ma quale suicidio! Marco Pantani «è stato ammazzato». Così la Procura di Rimini riapre il caso, a distanza di 10 anni da quel 4 febbraio 2004  quando il corpo del campione del ciclismo fu ritrovato senza vita dentro la propria stanza d’albergo. Pantani non si sarebbe suicidato (ipotesi a cui non ha mai creduto la madre) ma sarebbe stato ucciso. La nuova ipotesi della Procura è di: ”omicidio con alterazione del cadavere e dei luoghi“.

PICCHIATO E COSTRETTO A BERE COCAINA – È la Gazzetta dello Sport a rivelare le nuove ipotesi della Procura di Rimini che con il procuratore Paolo Giovagnoli, non crede più nell’ipotesi originale, di «morte come conseguenza accidentale di overdose». Sarebbe invece stato picchiato e costretto a bere una dose molto potente di cocaina diluita nell’acqua. Decisive, a conferma della tesi, le conclusioni del professore Francesco Maria Avato che nella nuova perizia realizzata sostiene che le grandi quantità di stupefacente trovate nel corpo di Marco Pantani si possono assumere solo se diluite in acqua.

Tonina Belletti mamma Pantani

CHI HA UCCISO MARCO PANTANI? Se non si è trattato di suicidio allora Marco Pantani è stato ucciso, ma da chi? I genitori non hanno mai creduto all’ipotesi del suicidio. La signora mamma Tonina Belletti, mamma del ciclista, lo ha sempre ribadito agli inquirenti e nelle tante interviste che ha rilasciato. «Sono certa che mio figlio sia stato ucciso». Da tempo l’avvocato De Rensis aveva detto che: «Vedendo i video girati durante le indagini si capisce subito che si è indagato in un’unica direzione, sin dall’inizio, e che sono stati considerati solo gli elementi che corroboravano la tesi dell’overdose e trascurati gli altri».

TROPPE CONTRADDIZIONI - Libri, inchieste, interviste. Che ci fossero delle contraddizioni sulla ricostruzione della polizia e della procura nelle indagini ufficiali, lo si era detto e capito. Troppi i fatti e i dettagli che, seguendo la logica della morte per overdose, entravano in conflitto tra di loro e che furono frettolosamente trascurati nel 2004, all’epoca dei fatti. Come le ferite sul corpo di Marco Pantani non si sarebbero dunque auto procurate, ma che sarebbero opera di terzi. E ancora i resti di cibo cinese nel cestino che sempre Pantani non aveva ordinato e le telefonate alla polizia in cui Pantani diceva di essere minacciato, archiviate come delirio da droga. «Io aspetto ancora la verità, su Rimini come su Madonna di Campiglio (quando il ciclista fu fermato al Giro ’99 per valori ematici fuori norma)», continua a ripetere la madre.

Valentina Gravina

@valegravi

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