Chernobyl, una lunga notte

Roma - “La notte di Chernobyl, difendere l’ambiente per salvare il pianeta”. E’ il titolo della mostra fotografica allestita a Roma dal 25 maggio al 6 giugno a Palazzo Valentini, per ricordare l’incidente nucleare in Ucraina. Ieri pomeriggio la presentazione, alla quale hanno partecipato Giuseppina Maturani, Presidente del Consiglio Provinciale e Alberto Filisio Presidente della Commissione Ambiente della Provincia di Roma ed alcuni artisti dell’esposizione, come lo stesso fotografo Marco Bulgarelli e il giornalista Stefano Simoncini, della rivista “Loop”.

L’accento è stato posto immancabilmente sulla questione nucleare. La mostra non vuole essere solo il ricordo del disastro accaduto quella notte dell’86 in Ucraina, ma anche una battaglia nei confronti di un tema politico caldo e attuale: il referendum sul nucleare. “L’esposizione ricorda un dramma mondiale di 25 anni fa” –  ha detto il dott. Filisio – i cui effetti durano ancora e  continueranno purtroppo anche nel futuro. “Perciò è importante salvaguardare l’ambiente per salvare il nostro pianeta, proprio alla vigilia del referendum sul nucleare”.

E’ stato ricordata un po’ di storia. Quel fatidico 26 Aprile 1986 alle ore 1.23 presso la Centrale Nucleare di Černobyl in Ucraina, vicino al confine con la Bielorussia, dove si verificò il più grave incidente nucleare della storia. Una nube di materiali radioattivi fuoriusciti dal reattore 4  ricadde su vaste aree intorno alla centrale. Queste aree furono pesantemente contaminate, rendendo necessaria l’evacuazione e il trasferimento in altre zone di circa 336.000 persone. Nubi radioattive raggiunsero anche l’Europa orientale, la Finlandia e la Scandinavia con livelli di contaminazione minori, l’Italia, la Francia, la Germania, la Svizzera, l’Austria, i Balcani, e perfino il Nord America.

Si è discusso anche dell’incidente analogo, causato dal terremoto in Giappone, che sta mettendo in serio pericolo l’intero Paese nipponico, alle prese con gravi fenomeni di contaminazione radioattiva. Questo rende più importante e significativo  l’allestimento di questa mostra, alla cui realizzazione hanno contribuito gli scatti dei fotografi quali Joao Rachena, Mads Eneqvist, Marco Bulgarelli ed Emiliano Bartolucci. Sono fotografie che risalgono a 3 – 4 anni fa, ma sembra che il tempo si sia fermato 25 anni fa. Immagini tristi, lugubri ma anche di speranza: vengono ripresi dei bambini malati di tumore che stanno lottando per vivere. E’ una realtà, quella rappresentata,“impegnativa”. Andare a fotografare questi bambini infatti, non è stato di certo facile, umanamente parlando. Il fotografo Bulgarelli ha trascorso in Bielorussia ben due settimane e si è scontrato con una realtà nuda e cruda.

Oltre ai primi piani sui bambini, anche la foto che ritrae una vecchia signora, dei vecchi palazzi e altro ancora. Molto bella la didascalia che mette in contrapposizione paradossalmente la vittoria della squadra di calcio (Steaua Bucarest) che la stessa notte del disastro ha vinto la Coppa Campioni con il dramma mondiale avvenuto quasi contemporaneamente.

Un’esposizione che merita di essere vista, sebbene sia piccola. E’ anche un modo per rendersi conto dei disastri ambientali e per avvalorare, per chi la pensa in questo modo, la tesi “NO al Nucleare!”

Chiara Campanella

Roma Palazzo Valentini, Sala Tom Benetollo
Via IV Novembre, 119°
dal 25 maggio al 6 giugno 2011
Ingresso libero
Orari: Lunedì-Venerdì 10-19
Sabato 10-13
Domenica chiuso

 

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