Che succede nel Partito Democratico?

Ancora contrasti nel Partito Democratico. Veltroni critica Bersani, ma il segretario punta tutto sul Nuovo Ulivo

di Nicola Gilardi

Walter Veltroni, critico con la strategia di Bersani

ROMA – Di fronte alla spaccatura della maggioranza, ci siamo, forse, dimenticati dell’anima del centrosinistra italiano, da sempre litigiosa e scissionista. Stavolta a far discutere è la presa di posizione di Walter Veltroni, sfortunato ex segretario del partito, che sta preparando un documento per ribadire le linee guida del progetto originario del Pd. Già stasera il documento verrà presentato alla riunione di “caminetto” che servirà per verificare quanti vogliono accettare il progetto veltroniano. Ma come si è arrivati a questo strappo?

Il progetto veltroniano diverge dal percorso indicato da Bersani. Sulle pagine del Corriere della Sera di qualche giorno fa, l’ex segretario, ha spiegato dettagliatamente che tipo di strategia adottare. Soprattutto aveva accusato l’idea del carrozzone, cioè il principio delle alleanze allargate senza un progetto realmente condiviso, che spesso portano a spaccature profonde, come accadde al governo Prodi nel 2006 e come sta accadendo oggi al governo Berlusconi. Bersani, però, sembra irremovibile: «La maggioranza che ha vinto il congresso ha una linea e su questa si va avanti».

La reazione di Veltroni è arrivata dopo il nuovo appello di Bersani, sempre più convinto nel progetto dell’unità dell’opposizione. Ai microfoni del Tg1 il segretario ha dichiarato: «Noi non vogliamo rifare l’unione, vogliamo, chiamandolo Nuovo Ulivo, rivolgerci alle forze disponibili di ingaggiarsi in un patto di governo, ho fissato alcuni paletti, a partire da questo patto, se ci saranno le condizioni per un accordo di governo ci rivolgeremo a tutte le forze di opposizione, anche all’Udc, e a tutti quelli che hanno a cuore il nostro sistema democratico, tipo fare una legge elettorale nuova».

Secondo alcuni il documento avrà una larga accettazione fra i tesserati, come prevede Gentiloni. Ma non ci sarà una votazione da parte dei dirigenti di partito, sarà solo un sondaggio per testare il terreno.

I dubbi, però, nascono dalle dichiarazioni dagli uomini vicini, o almeno che in passato lo erano, a Walter Veltroni. L’”amico” Franceschini ha predicato l’unità per battere il nemico Berlusconi. Dello stesso avviso anche Franco Marini che ha dichiarato: «Il documento Fioroni-Veltroni non esiste, questo è il momento dell’unità del partito».

Pier Luigi Bersani punta tutto sul Nuovo Ulivo

Le due anime del Pd tornano a scontrarsi. Un contrasto che rischia di pesare su un eventuale bottino elettorale del partito. Questo perché le proposte di Bersani e Veltroni risultano essere entrambe plausibili. L’odierno segretario vuole affidarsi alla ricetta che ha permesso di vincere in passato, anche correndo il rischio di uno sfaldamento successivo. Veltroni, invece, rimarca il progetto originario del partito maggioritario in grado di camminare con le sue forze, anche se questo progetto lo ha portato a fallire nell’ultima tornata elettorale.

Una cosa però è certa, di nuovo, nel Pd, c’è solo la parola “nuovo” affianco a quella “Ulivo”. La strategia è quella solita dell’ammucchiata selvaggia per battere il cavaliere ferito. Perché invece non spingere per una legge elettorale migliore, al posto dell’odiato porcellum, che possa permettere una maggiore governabilità?

Foto: http://www.clandestinoweb.com; www.mariomeliado.wordpress.com; http://www.liberainformazione.org

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