Che fine ha fatto Edward Snowden?

Edward Joseph Snowden

5 Giugno 2013, il quotidiano britannico “Guardian” pubblica del materiale classificato del governo statunitense. In quell’articolo viene spiegato come l’Nsa (National Security Agency) sia entrata in possesso di dati riguardanti milioni di telefonate provenienti da tutto il mondo. Pochi giorni dopo viene fatto il nome dell’uomo che ha trafugato questi documenti segreti: si tratta dell’ex tecnico Cia (Central Intelligence Agency), ex consulente dell’Nsa, Edward Joseph Snowden.

Nella storia recente questo non è il primo caso di fuga di notizie riservate da agenzie governative statunitensi, ma certamente si tratta di un duro colpo per l’amministrazione di Obama. Il traffico di dati intercettato infatti non proviene solo da apparecchi di comuni cittadini, ma da ambasciate ed enti governativi di decine di Paesi. Nel corso dei giorni successivi le notizie riguardo questo caso si accavallavano freneticamente rimbalzando dai giornali, alle tv, ai social network di tutto il mondo e cominciano ad essere evidenti le gravi responsabilità dell’Nsa.

Il governo statunitense si mette sulle tracce di Snowden con l’intenzione di arrestarlo e condurlo in patria per processarlo con l’accusa di spionaggio. Edward Snowden, che fino a quel momento era rimasto a Hong Kong,  il giorno 23 giugno si imbarca precipitosamente su un volo per Mosca dopo che il governo cinese ha rifiutato di offrirgli asilo politico. In questo frangente la Cina dimostra un atteggiamento ambiguo, rifiuta infatti di dare lo status di rifugiato al ricercato, ma rifiuta anche di consegnarlo al suo Paese, affrettando anzi la sua partenza per la Russia.

Se già dalle prime battute questi avvenimenti sembravano usciti direttamente da una spy story, ora questi prendono una connotazione da guerra fredda. Il piano di Snowden prevedeva di fare scalo in Russia per poi ripartire immediatamente verso l’Ecuador dove poteva avere buone possibilità di ottenere asilo, ma arrivato all’aeroporto Sheremetyevo di Mosca qualcosa va storto. Snowden non vuole o non può ripartire. Da questo momento, fino al 1 Agosto, il fuggitivo è trattenuto all’interno dell’aeroporto di Mosca – almeno secondo quanto riferito dal governo di Putin – senza documenti e quindi impossibilitato sia ad entrare in territorio russo, sia a imbarcarsi in un altro volo.

In questi giorni gli Stati Uniti accusano Cina e Russia di non voler collaborare non concedendo il rimpatrio del ricercato, ma questa schermaglia diplomatica va inquadrata in un contesto più ampio. Infatti nel frattempo il “Guardian” continua a pubblicare il materiale segreto trafugato da Snowden ed emerge un sistematico controllo di enti governativi anche europei e dell’Onu. Francia e Germania in questa fase sono i Paesi che si dimostrano più allarmati dall’atteggiamento dell’alleato d’oltreoceano e addirittura minacciano di interrompere le trattative di accordi commerciali tra Europa e Stati Uniti. L’Italia da parte sua ufficialmente non ha protestato, nè si è rivolta all’Onu per chiedere chiarimenti su quella che si configura come un’eclatante azione di spionaggio internazionale di dimensioni globali.

Sarah Harrison

Da questo punto in poi le dichiarazioni di Putin si fanno contraddittorie. Prima infatti dichiara che Snowden sia rientrato in possesso dei suoi documenti e che abbia lasciato l’aeroporto Sheremetyevo, ma pochi giorni dopo smentisce tutto indicandolo ancora all’interno della struttura aeroportuale.

Allo stato attuale non è dato sapere dovi si trovi il protagonista di questa intricata vicenda. L’unico spiraglio di luce viene da Julian Assange, il giornalista australiano che fece esplodere il caso Wikileaks e che ora si trova confinato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra come rifugiato politico. Assange ha dichiarato di aver subito offerto il suo pieno supporto a Snowden che infatti sembra sia stato accompagnato da Hong Kong a Mosca da un avvocato di Wikileaks, Sarah Harrison.

La Harrison è l’avvocato e l’amante di Assange, di buona famiglia, ha trentun’anni ed è uno dei personaggi più misteriosi di questa vicenda. Anche la famiglia non ha più sue notizie da parecchio tempo. Assange dice di sapere dove si trovino, ma per ora l’unico dato certo è che Snowden e Sarah Harrison sono svaniti nel nulla e si possono fare solo delle supposizioni.

Sembra strano però che la Russia non abbia consegnato il ricercato agli Usa solo per dispetto e proprio nel momento in cui Putin sta riportando il Paese a un ruolo politico di primo piano sullo scacchiere internazionale.

Andrea Castello

Foto: mymistero.it

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