Che aspettarci dal voto di domani?

In aula i 5 punti del Governo Berlusconi. Quali scenari ci attendono

di Nicola Gilardi

Camera dei Deputati

ROMA – Domani i due grandi contendenti si ritroveranno nella stessa aula, la Camera dei Deputati, a discutere sui 5 punti. L’uno, Gianfranco Fini, nelle vesti super partes di presidente della Camera. L’altro, Silvio Berlusconi, come capo di una maggioranza traballante e litigiosa. Il voto è necessario al Pdl per evitare la caduta del governo e tornare alle urne.

Quasi sicuramente il voto andrà liscio come l’olio per il Pdl. Salvo casi estremi i finiani daranno il proprio appoggio al governo, proprio come hanno da sempre annunciato. Resta  da vedere come, il governo vorrà affrontare questi 5 punti. Futuro e libertà, infatti, ne condivide il 95%. E se domani Berlusconi tirasse fuori una proposta di scudo giudiziario per se stesso?

Allora lo scenario dovrebbe cambiare notevolmente. La spaccatura sarebbe grossa e neanche i nuovi acquisti di Berlusconi (gli uomini dell’Mpa di Lombardo) potrebbero far arrivare la maggioranza al numero necessario. Pier Ferdinando Casini ha espresso, qualche giorno fa, la sicurezza che il numero fatidico, 316 voti, non verrà raggiunto. Anche gli altri partiti dell’opposizione stanno alla finestra, sperando nel miracolo.

Silvio Berlusconi, però, è un uomo di grande astuzia. Punzecchiare i finiani proprio sul punto a loro più caro, sarebbe una sciocchezza enorme. Potrebbe accadere solo se avesse la certezza di avere un numero sufficiente di Deputati tale da allontanare i finiani. I conti, insomma, devono tornare e il cavaliere dovrà dimostrarsi un buon matematico.

Silvio Berlusconi

Anche se domani il governo ottenesse la maggioranza, un giorno dovrà confrontarsi sullo scudo giudiziario per Berlusconi. A dicembre, infatti, ci sarà il giudizio della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento, provvedimento che tiene bloccati i processi del premier. Allora il premier sarebbe costretto a portare in aula un ennesimo provvedimento ad personam, sfidando l’ira dei finiani che con ogni probabilità direbbero di no.

L’unica via per Berlusconi sarebbe quella della diplomazia. Cercare di portare a casa Fini e fargli digerire un provvedimento salva-premier. I due non si parlano, ma le colombe sembra che stiano tessendo una rete in grado di far proseguire la legislatura.

La situazione resta incerta, solo domani potremo avere maggiore chiarezza. Forse la montagna partorirà il topolino, ma resta da vedere quale decisione prenderà Berlusconi e soprattutto a chi rimarrà il cerino in mano.

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