Chavez-Castro: la strana coppia (antiamericana)

Caracas -  Quando il 7 ottobre 2012 Hugo Chavez ha vinto le elezioni e per la quarta volta si è assicurato la poltrona di presidente del Venezuela (col 54.42% dei voti), non sono mancate le usuali congratulazioni da parte dei colleghi internazionali. In special modo sudamericani: complimenti sono giunti dalla presidente argentina Kirchner, da Rafael Correa a nome del suo Ecuador, e ovviamente dal leader maximo, Fidel Castro. Che tramite il fratello Raul ha garantito sostegno e appoggio al neo-presidente e amico di lunga data. «A nome del governo e del popolo di Cuba mi congratulo per questo trionfo storico, che dimostra la forza della rivoluzione Bolivariana ed il suo indiscutibile sostegno popolare», sono state le parole di Raul Castro. Con la rielezione di Chavez il “socialismo del XXI secolo” continua la sua corsa.

I due compagni antiamericani. Le comunanze tra i due leader di Cuba e Venezuela sono molteplici. Si potrebbe cominciare ad elencarne alcune partendo da due parole chiave della politica interna ed estera di questi Paesi: socialismo e antiamericanismo. Agli ideali comunisti si associa un netto rifiuto, da ambo le parti, del modello statunitense in ogni sua accezione. Forte la condanna al capitalismo, ed è in quest’ottica di opposizione a Washington che vanno letti i numerosi accordi raggiunti, anche in sede economica, per tentare di frenare l’egemonia made in USA in america latina. L’alleanza PetroCaribe ne è un esempio: sottoscritta nel 2005 dai paesi della zona Caraibica, stabilisce tra quest’ultimi transazioni petrolifere agevolate in tassi e tempi di pagamento. Contemplata anche la possibilità di scambi in materie prime. Oltre a questa occorre menzionare l’Alba: promossa da Venezuela e Cuba, l’Alleanza Bolivariana per le Americhe ha «l’obiettivo di promuovere l’integrazione economica e l’assistenza finanziaria tra i paesi membri».

Il progetto cubano e venezuelano sembra dunque essere unico e palesarsi nella scelta dei propri partners politico/economici: Ecuador, Argentina, Russia, Corea del nord, Iran e Repubblica popolare cinese. Tutti, naturalmente, fuori dall’orbita delle preferenze degli Stati Uniti.

L’amico Castro, un “essere dell’altro mondo” . Ma i due compagni antiamericani non condividono solamente un medesimo sogno – quello del nuovo socialismo –  una stessa carica – entrambi dittatori populisti e paladini della lotta anti-USA e dell’indipendenza latinoamericana – e pari problemi di salute – tutt’e due combattono contro il cancro -: Castro e Chavez sono anche legati da un rapporto di profondo rispetto e amicizia. Non mancano notizie riguardo visite da parte del leader di Caracas a Fidel Castro malato, messaggi di auguri twittati da Chavez o incontri formali e non tra i due capi di stato. Una testimonianza dell’affetto e della stima che legano Chavez al mentore cubano è recente: secondo il Caudillo, Castro sarebbe un «essere dell’altro mondo: legge persino nel pensiero.» La forte definizione nasce da un aneddoto raccontato dal venezuelano in prima persona: Chavez narra ai media di un colloquio con Castro in cui «mi stava parlando di metropolitane. Io lo stavo guardando e pensavo. E allora mi ha detto se non stavo pensando di offrire gratis la Metro di Caracas. E io, ve lo giuro, lo avevo appena pensato»

Last but no least, inoltre, i rumors secondo i quali il leader cubano sarebbe impegnato nella scrittura di un libro. Assieme all’amico e compagno di Caracas: Hugo Chavez. La fonte? Yohandry Fontana, blogger cubano che ha smentito le voci riguardanti una (ennesima) dipartita di Castro, ed ha aggiunto la nota circa il nuovo impegno letterario del rivoluzionario cubano.

Che sia stata addotta forse a semplice motivo della scomparsa da telecamere e giornali di Fidel Castro, la ventilata stesura del libro a quattro mani rappresenta ad ogni modo una nuova, incontrovertibile prova della vicinanza tra i due dittatori. Destinata, probabilmente, a perdurare anche alla morte del leader maximo.

Valentina Medori

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6 Risponde a Chavez-Castro: la strana coppia (antiamericana)

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    Lorenzo L 14/11/2012 a 03:35

    Fidel castro non e più presidente di cuba da anni e Chàvez e stato recentemente rieletto con il 55,25% dei voti non a senso definirli dittatori.

    Rispondi
  2. avatar
    Valentina M. 14/11/2012 a 15:37

    Salve Lorenzo, grazie per aver letto l’articolo.
    Alcune precisazioni:
    1- Non ho mai definito Castro presidente ATTUALE di Cuba. So bene che non lo è. Se ti riferisci al fatto che l’abbia chiamato “leader” cubano, volevo intendere una leadership “spirituale”/”intellettuale” più che di vera sostanza. Mi spiace non si sia capito bene dal testo.
    2- Varie fonti citano il mio dato percentuale così come quello fornito da te. Un’oscillazione simile, capirai bene, non è comunque rilevante a fini statistici.
    3- Sulla definizione di dittatori il discorso è ampio… La mia tesi comunque si accoda a quella di molti colleghi, certamente più esperti di me. C’è un ampio dibattito a riguardo.
    4- “Non ha senso”, però, si scrive con l’”h” :)

    V.

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      Lorenzo L 15/11/2012 a 05:35

      Salve grazie per aver risposto al mio commento, penso pero che lei l’abbia frainteso, non mi riferivo al fatto che ha chiamato Fidel castro Leader e so che non la definito presidente di Cuba, ma lo ha definito dittatore (insieme a Chavez), per questo ho voluto precisare dicendo che non e più presidente di cuba, e che quindi non Ha senso definirlo dittatore. Riguardo al dato so che non c’è molta differenza con quello che a fornito lei, anche in questo caso era per dire che un Leader politico come Chavez che viene eletto per la quarta volta con quelle percentuali di voto non può essere un dittatore. Questo e quanto intendevo dire nel commento precedente. Ottimo articolo comunque saluti.

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    Valentina M. 15/11/2012 a 09:13

    Salve Lorenzo, il suo commento è stato sicuramente utile per la riflessione sul pezzo e sui personaggi(importanti) in ballo. Approfitto di quest’ultimo interessante intervento per risponderle e allo stesso tempo cercare di chiarire alcuni punti del mio scritto.

    - La scelta di accostare Castro al termine dittatore nonostante attualmente non eserciti alcun potere sostanziale è per lo più stilistica. Non ho specificato la dimensione temporale; in altre parole ho preferito dare risalto allo stile e non specificare l’ex accanto alla parola.
    - Chavez dittatore o meno? Questo è il problema :) Ribadisco quanto scritto nel commento precedente: il discorso in materia è ampio e dibattuto, questo – credo – anche perchè poche volte la storia e gli studi politologici/sociologici sono stati in grado di fornirci una risposta chiara e univoca. Ad ognuno, naturalmente, la propria tesi.

    Grazie per i complimenti,
    saluti,
    V.

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      Lorenzo L 19/11/2012 a 05:44

      Salve Valentina mi fa piacere discutere di queste tematiche, per me Castro non a uno stile dittatoriale, e vero su Chavez e Castro c’è un ampio dibattito (anche se lo stesso popolo venezuelano recentemente a dimostrato di non considerare Chavez un dittatore rielegendolo per la quarta volta)io non credo che sia dovuto al significato poco chiaro della parola dittatore (anche Garibaldi quando sbarco in sicilia si autoproclamo dittatore ma il termine nell’ottocento aveva un senso diverso rispetto a quello che a oggi) penso sia dovuto principalmente ad una cattiva propaganda specie quella imperialista Bush definì L’ALBA (L’Alleanza Bolivariana per le Americhe) l’asse del male, e questo spiega molte cose. L’Italia e al 40 posto nella classifica mondiale della Libertà di stampa ed e stata governata quasi 20 anni da un uomo che possiede la maggior parte degli strumenti di informazione ma io non lo considero un dittatore e se lui non lo è figuriamoci Castro e Chavez saluti. :)

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    Lorenzo L 10/03/2013 a 03:39

    Salve Valentina si ricorda di me? come sta? a visto cosa e successo al povero Chavez? quale la sua impressione?

    Rispondi

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