Charles Bukowski – Hollywood, Hollywood!

Penultimo romanzo di Charles Bukowski uscito nel 1989, «Hollywood, Hollywood!» racconta la fugace esperienza dello scrittore nella Hollywood di fine anni ’80. Lo scrittore americano, ormai affermato e lontano dai tempi delle colossali sbronze in bar malfamati o in sudice camere di infimi alberghi, viene contattato per la realizzazione di una sceneggiatura, che risulterà molto autobiografica, come del resto gran parte della sua produzione.

Il film che ne esce è «Barfly» (1987), storia di un ubriacone con il talento per la scrittura, interpretato da un bravissimo Mickey Rourke e da una matura ma sempre attraente Faye Dunaway.
Come accennato prima, sono lontani i tempi delle sbronze colossali, delle risse e delle maratone sessuali: Bukowski è oramai uno scrittore sessantenne affermato e pacifico, sposato con una donna più giovane di lui che lo accudisce amorevolmente. Il bicchiere lo accompagna ovunque, come sempre, ma lo scrittore beve molto meno rispetto ai tempi d’oro, non guarda più le altre donne e nel complesso sembra aver trovato la pace e la felicità interiore.

Questo però non significa che si sia rammollito ed abbia perso il suo stile graffiante. Bukowski (o meglio Chinaski, suo storico alter-ego letterario), descrive con il suo solito stile cinico e senza peli sulla lingua la luccicante Hollywood, descrivendola come un carrozzone eccentrico e bizzarro, dove tutto giro attorno unicamente ai soldi e alla notorietà: il film viene infatti ripetutamente cancellato a causa di problemi finanziari della casa di produzione. La stesura della sceneggiatura viene tuttavia proseguita in seguito alle pressioni del regista ed alla fine il film comincia ad essere girato. Bukowski assiste alle riprese delle scene e partecipa successivamente ai party hollywoodiani di fine riprese.

Il lettore non deve farsi trarre in inganno: Bukowski rimane in tutto e per tutto un anticonformista, anche nel momento in cui sembra conformarsi alle norme sociali. Innumerevoli infatti i commenti sottintesi e le frasi taglienti che costellano le pagine di questo romanzo, tutte indirizzate ovviamente ai cliché di una Hollywood ai suoi occhi patetica e bizzarra, e per certi versi incomprensibile. Nonostante abbia ormai una moglie, una casa ed una BMW, anche da vecchio Charles Bukowski rimane sempre il cantore delle masse popolari e dei ghetti, l’ubriacone nullafacente con la passione per la scrittura, per le corse dei cavalli e per le donne.

di Alberto Staiz

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