Champions League: per favore, non parliamo di ‘caso italiano’

Le sconfitte di Roma e Juventus in Champions League alimentano i dubbi sulla qualità del campionato italiano. Ma è solo questa la causa delle umiliazioni?

champions league

Juventus e Roma perdono in Champions League, ma le due sconfitte nascono da situazioni totalmente diverse (foto: corrieredellosport.it)

Terminata la giornata di Champions League, le sconfitte, patite da entrambe le italiane in gara, hanno ricreato il solito vespaio di polemiche sulla qualità del campionato italiano. Niente di nuovo, che la Serie A non abbia più quella competitività che ha portato undici club nelle finali della massima competizione europea a cavallo degli anni  ottanta e novanta è ben noto. Così come è evidente a tutti che il nostro, traendo ispirazione dal titolo di un famoso film, non è (più) un Paese per campioni. Ma se questi sono dati di fatto inoppugnabili a livello generale, hanno poco a che vedere con le umiliazioni subite negli ultimi due giorni dal calcio italiano.

CASI DIVERSI – Di ‘caso italiano’ questa volta non si può parlare, semplicemente perché le cause dietro alle sconfitte di Roma e Juventus sono totalmente diverse, ed è sufficiente aver visto entrambe le partite per rendersene conto. Se è vero che la mancata presenza di campioni in Serie A può giustificare la sconfitta, ma non il risultato, di una Roma alla prese con il Bayern Monaco, di certo non funziona per la Juventus, sconfitta dal più modesto Olympiacos. Allo stesso modo, neanche il paradigma della ‘competitività’ è utile ad inquadrare entrambe le fattispecie. Può essere utile nuovamente per la Roma, alle prese con la miglior esponente del rinnovato calcio tedesco, ma, nuovamente, per la Juventus, alle prese con la rappresentante del calcio greco, qualitativamente ancora, per fortuna, anni luce, da quello italiano.

ROMA TROPPO ‘EUROPEA’ – Casi opposti, dicevamo, che si possono sintetizzare nello speculare  atteggiamento con cui Roma e Juventus sono scese in campo. Troppo ‘europei’ i giallorossi, che hanno riproposto il solito gioco arioso e spettacolare, ‘dimenticando’ di avere di fronte una delle tre squadre più forti al mondo. Eccesso di vanità e scarso pragmatismo, praticamente l’esatto contrario di ciò che il calcio italiano ha rappresentato, e rappresenta tuttora, nel mondo.  Che, per carità, con il Manchester City ha funzionato alla perfezione, ma c’è una differenza macroscopica che ci impedisce di mettere gli inglesi nella stessa categoria del Bayern Monaco; i tedeschi sono una squadra, non un una ‘fanta-accozzaglia’ di campioni, e come tale sono in grado di esprimere lo stesso gioco dei giallorossi, con interpreti di un altro pianeta.

champions league

Sconfitta umiliante per la Roma, troppo “europea” contro una squadra tanto solida come il Bayern Monaco (foto: calcioblog.it)

SERIE A NON ALL’ALTEZZA? DIPENDE DI COSA – Totalmente agli antipodi il caso della Juventus, che comunque diversi programmi sportivi italiani hanno gettato nel minestrone delle sconfitte europee, ottimo per colpevolizzare il calcio italiano, ovvero tutti e nessuno. Ma l’1-0 del Karaiskàkis è veramente l’ennesimo campanello di allarme di un’ormai fatiscente Serie A? È sufficiente affermare che, essendo la Juventus abituata a dominare le gare di campionato, contro squadre che si difendono con sette giocatori dentro la propria area, sia perfettamente normale che soffra di fronte al diverso approccio delle squadre europee? Dipende, a livello astratto la motivazione potrebbe essere convincente. Sappiamo bene che in Champions League i ritmi sono più alti, e che il livello di pressing non ha niente a che vedere con quello praticato nel nostro campionato. Ma quando ‘scendiamo’ sul piano pratico, dobbiamo anche ricordarci che di fronte ai bianconeri c’era l’Olympiacos, non proprio la migliore esponente del calcio continentale.

PROVINCIALE IMPROVVISATA – E risulta veramente complicato giustificare la sconfitta della Juventus con l’intensità dei ritmi di gioco europei, quando l’avversario viene dal campionato greco, da almeno venti anni monopolizzato da Olympiacos e Panathinaikos, non proprio Barcellona e Real Madrid. Tutt’altro, la sconfitta della Juventus è il lampante risultato dello spirito con cui è scesa in campo, lontano anni luce da quello della Roma  martedì, e molto più vicino alle provinciali che è abituata ad affrontare in campionato. Remissiva, timida, per alcuni tratti anche terrorizzata, la Juventus ha rinunciato ad esprimere un proprio gioco, di possesso o rimessa che fosse, sin dall’inizio della partita, uscendo poi dal proprio guscio quando ormai era troppo tardi.

Carlo Perigli
@c_perigli

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Una risposta a Champions League: per favore, non parliamo di ‘caso italiano’

  1. Pingback: Champions League: per favore, non parliamo di ‘caso italiano’Bar del pallone

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews