Cercasi rospisti per anfibi in amore

rospisti

Un rospo

Silvia Voltolini nella vita fa la pasticciera. Da qualche anno,  nel mese di febbraio apre le porte del suo negozio Ratatoulle di Torino per tenere mini-corsi che con la cucina in verità non hanno a che fare,  riguardano invece un tema ambientale che col tempo si è imposto con prepotenza alla sua attenzione.
Si tratta di inusuali corsi per diventare rospisti, così sono chiamati i volontari che si offrono per proteggere i rospi nelle loro rischiose migrazioni riproduttive stagionali.

QUANDO I ROSPI FINISCONO SCHIACCIATI DALLE AUTO – Che le migrazioni di questi anfibi siano rischiose Silvia lo ha toccato con mano: ha perso ormai il conto dei rospi trovati morti, schiacciati dalle automobili, lungo la strada provinciale di Capriglio, che percorre quotidianamente. Tanti piccoli animali che hanno bruscamente interrotto la loro marcia verso i siti riproduttivi che la natura ha assegnato loro. Già, perché ogni anno, tra la fine di febbraio e la metà di aprile, i rospi escono dalle loro tane interrare e affrontano vere migrazioni in massa per raggiungere i più vicini specchi d’acqua, habitat fondamentale per riprodursi e deporre le uova. E durante questo spostamento, tentano di scavalcare qualsiasi ostacolo che incontrano lungo il cammino, anche se si tratta di substrati artificiali, come ad esempio una strada. L’avventatezza la pagano cara, perché il traffico veicolare non si accorge della loro presenza, e ne rimangono vittime.

Silvia Voltolini ha preso a cuore questo problema, si è documentata, e si è lasciata ispirare da esperienze già in atto in altre parti d’Italia per aiutare anche a Capriglio questi animali a raggiungere incolumi gli specchi d’acqua. La tecnica che il gruppo di volontari adotterà anche quest’anno è semplice e efficace: sistemeranno barriere di nylon sul margine della provinciale, in modo da fermare i rospi che tentano di attraversare la strada. Rimbalzati sulle strisce di plastica, gli animali verranno convogliati in recipienti opportunamente sistemati, che i rospisti avranno cura di trasferire dall’altra parte della carreggiata, in modo da consentire agli anfibi di proseguire senza pericoli la loro marcia.

IL RUOLO ECOLOGICO DEGLI ANFIBI – Quello che spinge Silvia e i volontari in questa operazione salva-rospi non è semplicemente uno slancio di simpatia e tenerezza verso la piccola fauna, ma è la consapevolezza del ruolo strategico che i rospi ricoprono in natura. Questi anfibi contribuiscono in maniera rilevante a mantenere il delicato equilibrio ecologico dei nostri ecosistemi: avendo un’alimentazione molto varia, che comprende molte specie di invertebrati, aiutano a contenere animali fastidiosi per l’uomo come le zanzare, e altre specie che potrebbero essere dannose per l’agricoltura, come le lumache. Hanno una pelle particolarmente permeabile e sensibile a vari agenti tossici, e questo li rende utili indicatori di degrado ambientale, in grado di segnalare zone particolarmente fragili e vulnerabili dal punto di vista ambientale.

PONTI PER GRANCHI E TUNNEL PER ELEFANTI – A dire il vero i rospi non sono l’unico gruppo faunistico a essere colpito dall’effetto barriera delle strade: i danni dell’interruzione della continuità ambientale si ripercuotono su tanti altri rappresentanti tanto della piccola che della grande fauna, come rettili, ricci, scoiattoli, lepri, volpi, lupi, caprioli. In tanti paesi dell’Europa e non solo, il problema ha indotto a ragionare su quali soluzioni adottare per mitigare il danno. E la risposta è stata trovata nella realizzazione di veri e propri passaggi per la fauna: ponti, tunnel e altri infrastrutture trasversali alla sezione stradale, in grado di consentire agli animali di spostarsi in sicurezza, senza essere investiti. Gli esempi non mancano: nel Massachusetts esistono tunnel per salamandre, in Olanda ponti costruiti sulle autostrade permettono a cervi, cinghiali e tassi di passare incolumi da una parte all’altra dell’habitat, in alcune zone dell’Africa gli elefanti usufruiscono di appositi sottopassaggi, mentre ponti e tunnel consentono ai granchi rossi dell’Australia di spostarsi senza essere schiacciati dalle macchine.

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Il gruppo di volontari rospisti che hanno lavorato l’anno scorso a Capriglio

I ROSPISTI SCALDANO I MUSCOLI – Nell’attesa che anche in Italia si sviluppi una maggiore sensibilità per questi aspetti ambientali, Silvia Voltolini fa la sua parte. Sotto la sua guida, le piccole schiere di volontari si stanno attrezzando per arrivare preparati al lavoro che li attenderà tra qualche settimana, quando la stagione di riproduzione degli anfibi avrà inizio. Un esperimento dalle piccole dimensioni, ma fortemente significativo per la salute dell’ambiente. È anche un avvertimento fatto a gran voce per mettere in guardia ancora una volta sulla necessità di progettare con criterio strade e altre infrastrutture: senza interventi di mitigazione che minimizzino l’impatto sugli habitat circostanti, qualsiasi percorso stradale resterà una barriera insormontabile o uno strumento di morte per tanti animali.

Valeria Nervegna

animalistifvg.blogspot.com - lanuovaprovincia.it - daybyfun.blogspot.com - greenme.it

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