Centenario dello scoppio della Grande Guerra: l’Italia ricorda

guerra

Il ‘900 è stato forse il secolo più importante di tutta la Storia, durante il quale molte cose, se non tutte, hanno cambiato il proprio verso. La vita ha iniziato ad essere più facile con le innovazioni tecnologiche sempre più avanzate: il mondo iniziò il secolo con le carrozze e lo terminò lanciando razzi per lo spazio. L’uomo ha conosciuto i suoi limiti e ha cambiato alcune (purtroppo non tutte) delle sue passate convinzioni che non permettevano l’uguaglianza e la parità dei diritti di tutti. Il ‘900, però, è stato anche il secolo dove, per ben due volte, non più alcuni stati o fazioni, bensì il mondo intero ha combattuto la stessa guerra, rischiando di chiudersi in un abbraccio mortale definitivo. Oggi ricorre il Centenario dello scoppio della Grande Guerra, chiamata poi Prima Guerra Mondiale, poiché mai prima di allora c’era stato un conflitto armato nel quale tutti i grandi imperi e le più grandi nazioni erano in guerra contemporaneamente, divisi in sole due fazioni: l’Intesa anglo-franco-russa, e l’Alleanza austro-italo-tedesca.

LO SCOPPIO E LE ALLEANZE - La Grande Guerra è nota a tutti, anche se per molti risale solo ai libri di storia dei periodi scolastici. Tutto iniziò con l’attentato a Sarajevo del 28 giugno 1914, dove l’erede al trono asburgico perse la vita per mano di un giovane serbo. Precedenti rancori tra nazioni e passati accordi di alleanze fecero nascere delle forti crisi diplomatiche che segnarono l’inizio della guerra in Europa. Il 28 luglio 1914 l’Impero austro-ungarico dichiarò guerra alla Serbia e si unirono a lei, la nascente Germania, fremente di diventare un nuovo impero, la Bulgaria e l’Impero Ottomano, ansioso di tornare agli antichi fasti. A fianco della Serbia arrivò in soccorso la Russia, rivale della politica imperialista austriaca, a cui si aggiunsero la Francia, bramosa di riprendersi territori quali l’Alzazia e la Lorena, il Giappone e il Regno Unito, legato alla Russia da accordi su territori orientali. A tutti questi, poi, si aggiunsero anche le rispettive colonie. L’Italia, inizialmente nell’Alleanza, per contrasti con i francesi per i territori tunisini, non partecipò subito, visto che nel 1902 aveva firmato un accordo in cui non avrebbe partecipato ad una guerra contro la Francia nel caso che la Germania l’avesse attaccata direttamente, ma anche nel contrario. Solo nel 1915 l’Italia entrò in guerra, però nell’Intesa, perché sostenitrice di una politica di liberazione delle terre a maggioranza italiana sotto il dominio austriaco (come Trento e Trieste).

GLI ANNI DELLA GUERRA, GLI USA E LA FINE – La guerra proseguì per cinque lunghi anni, durante il quale l’Alleanza sembrò avere la meglio. La disfatta italiana di Caporetto e la ritirata della Russia dal conflitto, per via dell’inizio della Rivoluzione d’Ottobre, sembrarono confermare quest’ipotesi. L’entrata in guerra degli Usa nel 1917, a fianco dell’Intesa, e la crisi economica della Germania e dell’Austria portarono, però, a una capitolazione dell’Alleanza nel 1918. Quella che si era svolta fu una guerra basata, per la prima volta, su armi di distruzione di massa, come gli aerei in grado di bombardare, i primi carri armati fino alle armi chimiche. Le perdite degli eserciti di tutto il mondo superarono i nove milioni e più di venti furono i mutilati. Molti imperi crollarono a seguito del conflitto, come quello austriaco e quello ottomano, per non parlare dei pesanti debiti economici che ne conseguirono. Una guerra che la Cultura di tutto il mondo ricordò con poesie, come quelle di Ungaretti, romanzi, come Niente di nuovo sul fronte occidentale di Remarque, e film, come La grande guerra di Monicelli.

EVENTI E COMMEMORAZIONI - Questo giorno non viene ricordato solo dagli anziani ai nipoti o dagli appassionati di storia. In Italia molte città rendono omaggio a questo giorno. A Trieste, ad esempio, al Piccolo Museo, si assisterà a La Grande Guerra, una lettura a più voci con proiezioni di diapositive e filmati inediti a cura di Fulvio Madotto del libro Lettere da Trieste a Budapest 1915-1918 per approfondire il tema del coinvolgimento delle popolazioni del litorale Trieste, Gorizia e Istria e la neutralità dell’Italia nel primo anno di guerra. A Trento, invece, inizia, nella Galleria nera delle Gallerie di Cristallo, La Grande Guerra sul grande schermo, Un viaggio nella rappresentazione cinematografica della prima guerra mondiale dal 1914 ai giorni nostri, realizzato in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino, la Cineteca del Friuli, la Cineteca Nazionale, l’Istituto Luce e Rai Storia. Nella Biblioteca comunale di Livorno si potrà assistere, invece, ad una tavola rotonda atta a riflettere sull’ evoluzione culturale del continente europeo ed analizzare il  percorso ideale a seguito delle lacerazioni della Grande Guerra che potranno portare alla costruzione di un’Europa unita dei popoli.

Commemorare questo giorno è importante, non solo nel rispetto di coloro che hanno combattuto e sono caduti, ma anche per non dimenticare il passato. Un passato che, purtroppo, solo trent’anni dopo, si è ripetuto con un’altra guerra, più feroce e più catastrofica della precedente. Questo giorno, perciò, è utile per ricordare gli errori commessi, aiutando il mondo a sperare di modificare se stesso sempre in meglio.

Francesco Fario

 

 

foto: lundici.it; save.archivi.beniculturali.it

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