Cent’anni di solitudine dopo la morte del Nobel Gabriel Garcia Marquez

Gabriel-Garcia-Marquez

Gabriel Garcia Marquez (AP Photo/Miguel Tovar)

È morto Gabriel Garcia Marquez. Dopo una lunga malattia, il premio Nobel per la Letteratura si è spento oggi, all’età di 87 anni. Lo riferisce la stampa messicana e spagnola.  Il colombiano Gabriel Garcia Marquez era stato ricoverato in ospedale il 3 aprile scorso a Città del Messico.

La notizia, anche se purtroppo attesa, ha colpito i milioni di lettori che hanno letto e amato i libri del celebre autore, ma soprattutto quei figli del Sessantotto colpiti nel profondo dal capolavoro Cent’anni di solitudine. Tra i libri più famosi ci sono L’autunno del patriarcaCronaca di una morte annunciata e L’amore ai tempi del colera.

Aveva sentito dire che la gente non muore quando deve, ma quando vuole… -G.G. Marquez-

VITA E OPERE DI MARQUEZ –  Gabriel García Márquez nacque il 6 marzo del 1928 ad Aracataca, un piccolo villaggio della Colombia. Cominciò la sua carriera nel 1947 quando, durante gli studi in giurisprudenza all’Università di Bogotà, ebbe la possibilità di pubblicare il suo primo racconto, La tercera resignacion, sul giornale El Espectator. Fu anche giornalista: nel 1948 cominciò a lavorare al El Universal di Cartagena e collaborò con svariati giornali americani e europei. Nel 1955 pubblicò il racconto Foglie morte. Dopo i viaggi a Roma, Parigi e Cuba, Márquez si trasferì a Città del Messico. Lì scrisse nel 1962 il suo primo libro, I funerali della Mama Grande. 

Malgrado la promessa che non avrebbe pubblicato più nulla fin quando Pinochet sarebbe rimasto al potere in Cile, Márquez scrisse L’autunno del patriarca e Cronaca di una morte annunciata, che gli valse il premio Nobel per la letteratura nel 1982. Nel 1985 scrisse un’altra delle sue opere più note, L’amore ai tempi del colera.

CENT’ANNI DI SOLITUDINE –  Cent’anni di solitudine è senza ombra di dubbio il suo maggior capolavoro. Il libro, scritto nel 1967, racconta le vicende delle varie generazioni della famiglia Buendía e del suo capostipite, José Arcadio Buendía, che fonda la città di Macondo. Il libro fu tradotto in trentasette lingue e ha venduto più di 20 milioni di copie  tanto che nel 2007 fu riconosciuta come seconda opera in lingua spagnola più importante mai scritta. Il realismo magico e la materia tematica di Cent’anni di solitudine fece del libro il romanzo che meglio riusciva a rappresentare il boom latinoamericano degli anni Sessanta e Settanta, influenzato stilisticamente dal Modernismo (europeo e nordamericano) e dal movimento letterario legato alla rivista cubana Vanguardia.

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