Censis-Confindustria. Allarme consumi: mai così grave dal dopoguerra

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ansa.it

Roma – Non è ancora arrivato e già l’IMU, la nuova ICI sugli immobili, sta facendo sentire i suoi effetti. Secondo il Censis, una volta applicata l’imposta, i valori delle case si ridurranno del 20% con punte superiori al 50%. A spiegarlo il direttore generale Giuseppe Roma nel corso di una conferenza stampa. ‹‹Per far fronte alla nuova tassazione le famiglie venderanno le seconde case››.

Inoltre si è ridotta della metà la fascia di famiglie che riescono a risparmiare. Oggi solo il 10% mette qualcosa da parte ma sei mesi fa era il 28% mentre per l’87% la tavola è diventata più povera. Dicono dal Censis-Confcommercio: il clima di fiducia è al “punto zero”: è diffusa l’idea che le misure varate dal governo abbiano effetto depressivo e il 61% degli intervistati ritiene che il 2012 sarà peggio del 2011. Così a fronte di maggiori esborsi per le spese obbligate (trasporti e carburanti), la popolazione ha riorganizzato le spese alimentari optando per offerte speciali e prodotti meno costosi.

Commenta Roma: ‹‹Un milione e 600mila famiglie sono in forte difficoltà nel sostenere le spese di una mancata politica sociale dello Stato››. ‹‹Per i consumi il 2012 è il peggior anno dal dopoguerra ad oggi››.

A preoccupare, però, sono anche gli ultimi dati inerenti al tasso di disoccupazione sempre in crescita. ‹‹La brusca impennata della disoccupazione italiana proseguirà perché permarranno le condizioni che l’hanno causata: perdite di posti di lavoro che si coniugano alla maggiore ricerca di impiego per compensare la caduta del reddito reale››. A rilevarlo il Centro studi di Confindustria nell’ultima analisi mensile. Il Csc parla di un mercato del lavoro italiano ‹‹in deterioramento››, evidenziando che a febbraio la disoccupazione è salita al 9,3% (+0,2 punti su gennaio), il livello più elevato dal marzo 2001. In agosto era al 8,3% agosto. Quindi, continua Confindustria, ‹‹nei prossimi mesi (ci sarà) ulteriore riduzione di manodopera a causa della ricaduta nella recessione e delle ristrutturazioni rese ormai obbligate dal perdurare dei bassi livelli di attività››.

Il Centro studi di viale dell’Astronomia afferma anche che  ‹‹lo scenario globale è di crescita, rivista un po’ all’insù, ma con enorme incertezza, segnali spesso contradditori e dinamiche molto differenziate››. Tra le incognite più rilevanti vi sono i tempi e i modi di rientro degli enormi deficit e debiti pubblici. Aggravati, dicono da Confindustria, dall’invecchiamento della popolazione, in alcuni dei maggiori paesi avanzati. Così, si stima dall’Astronomia il calo del Pil italiano sarà dell’1,6% per il 2012 e per i consumi privati prevede una contrazione dell’1,7% per l’anno in corso.

Allarmanti anche i dati che arrivano da Uniocamere. Nel primo trimestre del 2012, si è allargata la forbice delle imprese in ingresso nel mercato (sono stati in 120.278 tra gennaio e marzo) e quelle in uscita (in tutto, 146.368). Le iscrizioni sono diminuite di 5000 unità e le cessazioni aumentate di 12.000. Saldo rispetto allo stesso periodo del 2011 in passivo: 26.090 imprese perse. A dirlo il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, nel corso del convegno sullo sviluppo del Mezzogiorno, organizzato a Lecce dalla Camera di commercio del capoluogo salentino.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it; ternimagazine.it

 

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