(C)Ave Canem, cultura e natura si incontrano nel sociale

Per risolvere il problema del randaggismo nell’area archeologica di Pompei diamo un volto ai cani di questa terra

di Claudia Landolfi

“Cave Canem!”. È questo il nome che la LAV (Lega anti vivisezione) ha scelto per promuovere l’iniziativa nell’antica area archeologica di Pompei. Il progetto, finalizzato alla cura e alla tutela dei cani presenti nell’area, prevede l’iscrizione alla anagrafe canina tramite inserimento del microchip, sterilizzazione (per la prevenzione e il controllo delle nascite delle cucciolate) e adozione, di cui si occupa in primis l’associazione.

I cani residenti nell’area verranno dotati di collare e medaglietta di riconoscimento, saranno seguiti, qualora necessario, con cure mediche e troveranno rifugio in aree attrezzate con cucce allestite all’interno degli scavi. L’augurio è quello di riuscire a sostituire questi stalli temporanei con il calore di una famiglia pronti ad adottarli.

Questa iniziativa testimonia come il lavoro e lo sforzo incrociato di più enti, statali e non, possa realmente portare i suoi frutti. Una operazione di questo tipo richiede infatti il consenso e l’ausilio di più mani. A prender parte al progetto, promosso dal Commissario delegato per l’emergenza dell’area archeologica di Napoli e Pompei, Marcello Fiori, si sono uniti, Lav, Enpa e Lega Nazionale per la difesa del cane, con il sostegno del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.

Insieme si può. Questo il messaggio che tra l’altro sembra voler lanciare questa iniziativa. Ed è già una vittoria vedere come per una volta i nostri amici a quattro zampe non vengano considerati nemici d’abbattere o dei quali sbarazzarsi in modo sbrigativo per far pulizia sul territorio pubblico.

Un rapporto sereno può esser costruito. La natura ha sempre saputo trovare i suoi spazi all’interno della civiltà, vi si insinua e vi si stabilisce in maniera pacifica, e lo stesso dobbiamo imparare a far noi che siamo la parte civile della storia.

Cave canem
Cave canem

L’iniziativa è stata presentata nella Domus del Poeta Tragico, davanti al famoso mosaico del cane alla catena con soscritto, “Cave Canem”, che tradotto significa “attenti al cane”. Una storia che iniziò molti secoli addietro e che oggi si conserva nei resti immacolati di quel tempo, ricordandoci il lungo rapporto di fedeltà che da sempre è esistito tra animale e uomo.

Chiunque volesse approfondire questa storia potrà trovare tutte le indicazioni sul sito della Lav. Inoltre gli interessati riceveranno in premio una visita gratuita agli scavi archeologici di Pompei, un modo carino per concludere una storia a lieto fine.

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