Thursday, September 9, 2010

Cosa c’è a pranzo? Streusel di susine

Post di admin On luglio - 5 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

In realtà questa ricetta dovrebbe chiamarsi plaufmenstreusel, cioè streusel di susine. Questo dolce caratteristico della regione Sassonia in Germania, infatti, si può fare con qualunque tipo di frutto: ottimo, ad esempio, quello alle mele, che si possono gustare tutto l’anno. Il nome streusel deriva dalla caratteristica copertura a granelli. Ho già l’acquolina in bocca.

Cosa vi occorre: 225 g di susine snocciolate, 1 cucchiaio di succo di limone, 100 g di zucchero, 190 g di burro, 1 tuorlo d’uovo, 300 g di farina, ½ cucchiaino di lievito in polvere, 50 g di zucchero di canna, 50 g di nocciole tritate.

Come si prepara: cuocete le susine a fettine nel succo di limone per 5 minuti, poi unite metà dello zucchero e andate avanti finché la frutta non sarà una pappa. Lavorate a parte il burro con il resto dello zucchero, unite il tuorlo e metà della farina fino a ottenere un impasto morbido. Stendete la pasta su una teglia da forno rettangolare (20 cm di lato lungo) foderata e infornate a 180° per 15 minuti. Sfornate e spalmate sulla torta le susine spappolate. Preparate i granelli di copertura in questo modo: setacciate il resto della farina con il lievito, unite il burro rimasto, freddo, lo zucchero di canna e le nocciole. Deve risultare un composto granuloso per coprire la torta che sarà poi nuovamente infornata per altri 30 minuti. Servite a temperatura ambiente o tiepida.

Foto: Flickr

Fonte: www.gustoblog.it

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Ricette del Sudafrica – Vetkoek (Frittelle)

Post di chia.jappo On giugno - 17 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

di Chiara Albricci

Vetkoek – pronunciato fet-cook – è un tipico piatto Afrikaans.

SimilI alle nostre frittelle, le Vetkoek assomigliano a ciambelline senza buco che si possono farcire con burro, marmellata o anche carne tritata!

Una ricetta facile e veloce, ideale per uno snack appetitoso o come dolcetto sfizioso da proporre in occasione della serata di Halloween!

Ingredienti

0,25 L di farina per dolci

Mezzo cucchiaio di sale

1 cucchiaio di lievito in polvere

1 uovo

Latte

Olio di semi di girasole per friggere

Preparazione

Setacciare la farina per dolci, il sale e il lievito in polvere in una zuppiera.

A parte sbattere l’uovo e unirlo agli ingredienti nella zuppiera.

Aggiungere il latte necessario, finché non si sarà creata una pastella omogenea e densa.

Scaldare l’olio in una padella antiaderente, versare il composto in un cucchiaio formando delle piccole frittelle e immergerle delicatamente nell’olio bollente.

Friggere le tipiche ‘vetkoek’ girandole fino a quando non saranno ben dorate

Foto via http://www.south-africa-tours-and-travel.com/images/vetkoek-southafricanfood.jpg

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Ricette del Sudafrica – Malva Pudding

Post di chia.jappo On giugno - 15 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Un dolce perfetto per ogni occasione, sfizioso e sorprendente…

Un’esperienza che coinvolge e appaga tutti i  sensi…olfatto,  gusto, vista

Cremoso e corposo, si scioglie letteralmente in bocca…

Attenzione… una fetta non basta!

di Chiara Albricci

Ingredienti:

15 ml di margarina

125 ml di zucchero

1 uovo

15 ml di marmellata di albicocche

15 ml di aceto

250 ml di farina

5 ml di bicarbonato di sodio

Un pizzico di sale

Per la crema:

125 g di margarina

185 ml di zucchero

65 ml di acqua

185 ml di panna

5 ml di essenza di vaniglia

Preparazione:

Unire la margarina allo zucchero, aggiungere l’uovo e mischiare il tutto. Incorporare poi la marmellata e l’aceto, amalgamando bene. Aggiungere al composto cremoso la farina, il bicarbonato di sodio e il pizzico di sale. Versare tutto il contenuto in una teglia rotonda del diametro di circa 19 cm e coprire con un coperchio o con della carta da forno. Cuocere il  Malva Pudding per 60 minuti in forno a 180°. A parte bollire in un pentolino la margarina e lo zucchero con l’acqua, toglierlo dal fornello ed aggiungere la panna e la vaniglia. Tagliare il Pudding ancora caldo a fette, su ognuna versare crema al profumo di vaniglia. Lasciare che il pudding assorba la crema e dopo circa 15 minuti servire. Un must!

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Ricette del Sudafrica: Koeksisters (Ciambelline)

Post di chia.jappo On giugno - 14 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Le deliziose e morbide frittelle, dalla caratteristica forma a treccina o arrotolata, sono perfette a merenda e non solo… Un dessert d’eccezione, molto popolare in Sudafrica, per i golosi di ogni età

di Chiara Albricci

Ingredienti:

Lo sciroppo:

1 Kg di zucchero

0,25 L di acqua

1 cucchiaino di cremortartaro (bitartrato di potassio)

1 cucchiaino di acido tartarico

1 cucchiaino di essenza di vaniglia oppure 1 cucchiaino di scorza d’arancia grattugiata oppure 1 cucchiaino di cannella grattugiata oppure 1/3 cucchiaino di zenzero macinato (quest’ultima è la variante più comune in Sudafrica)

La pastella:

1 uovo

Mezzo kg di farina

6 cucchiai di latte

6 cucchiai di margarina o burro

2 cucchiaini di lievito in polvere

1 cucchiaino di sale

Preparazione

Lo sciroppo

In un pentolino unire tutti gli ingredienti all’acqua e portare ad ebollizione. Far bollire lentamente per circa 10 minuti, finché il composto non risulterà ben sciropposo poi lasciar riposare. (E’ preferibile preparare lo sciroppo il giorno prima e lasciarlo riposare in frigo per una notte).

La pastella

Unire la farina, il lievito in polvere e il sale in una terrina. Tagliare il burro o la margarina a piccoli pezzi e aggiungerli agli ingredienti nella terrina. Sbattere accuratamente l’uovo ed unirlo al latte. Aggiungere il tutto al composto della terrina. Conservare l’impasto nel frigo per almeno 1 ora.

Stendere l’impasto fino a raggiungere circa 0,6 cm di spessore, tagliare delle strisce lunghe all’incirca 7 cm e larghe 2,5 cm. A questo punto tagliare ogni striscia in tre parti -  avendo cura di lasciare una delle due estremità intatta – e intrecciarle premendo bene alle estremità.

Scaldare dell’olio vegetale in una padella antiaderente e togliere metà dello sciroppo dal frigo, friggere le ciambelline nell’olio finché non saranno ben dorate. Passarle su carta assorbente per qualche secondo e immergerle nello sciroppo freddo per qualche secondo, mentre sono ancora calde. (questo passaggio permette di mantenere un gustoso contrasto tra il freddo dello sciroppo e il caldo della pastella).  Provare per credere!

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Un piatto stuzzicante e veloce, eredità degli olandesi

di Chiara Albricci

Frikkadels

Ingredienti per 6 persone (circa 16 polpettine)

Per le frikkadels

800 g di carne macinata di vitello o agnello (o mix dei due)

1 cipolla, finemente tritata

60 ml di prezzemolo tritato

5 ml di coriandolo macinato

2 ml di chiodi di garofano macinati

5 ml di sale, pepe nero macinato

2 fette di pane, sbriciolato

125 ml di latte

1 uovo, leggermente sbattuto

Per il sugo al pomodoro

Olio vegetale

2 cipolle, tritate finemente

4 grandi pomodori maturi, sbollentati, pelati e tagliati a dadini

o scatoletta di 400 g di pomodori pelati a dadini

60 ml di erbe tritate (prezzemolo, timo, origano)

15 ml di zucchero greggio

1 ml di paprika

Preparazione

Per le frikkadels

In una zuppiera unire macinato di carne,  cipolla, prezzemolo, coriandolo, chiodi di garofano, sale e pepe. A parte, in un altro contenitore, versare il latte sul pane tritato, aggiungere poi il composto ottenuto nella zuppiera del macinato con l’uovo. Mischiare bene il tutto creando un composto omogeneo e formare circa 16 polpettine.

Per il sugo

Soffriggere in abbondante olio in un tegame di medie dimensioni e a fuoco medio per circa 10 minuti le cipolle, finché non saranno dorate. Aggiungere gli ingredienti rimanenti, aggiustare di sale e pepe, e continuare la cottura mescolando di tanto in tanto. Dopo circa 8/10 minuti il sugo sarà pronto.

Scaldare dell’olio in una grande pentola antiaderente e friggere le polpettine di carne per circa 10/12 minuti, girandole di frequente per favorire una cottura omogenea. Assicurarsi che l’olio non sia troppo caldo. Una volta pronte, dopo averle passate su carta assorbente, servirle accompagnandole con il sugo al pomodoro.

FOTO/ via www.ejozi.co.za

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Il Bobotie è una piatto tipicamente sudafricano: un gustoso tortino di carne che accosta i sapori del dolce a quelli del salato. Ne esistono diverse varianti, adatte ad ogni palato..provare a sostituire i mirtilli e gli altri con mandorle o nocciole.  Il risultato è garantito!

di Chiara Albricci

Bobotie

Ingredienti per 6 persone

350 ml di latte

1 grande fetta di pane o 2 fette di pan carré

2 cipolle medie, finemente tritate

1/2 cucchiai di olio d’oliva

2 cucchiaini di curry

1 kg di polpa di manzo, tritata o tagliata a piccoli cubetti

Sale e pepe

2 cucchiai di gelatina di frutta

1 cucchiaino di zucchero di canna

100 gr di mirtilli o uvetta

2 uova sbattute

6 foglie di alloro come guarnizione al piatto finale

Preparazione

Bagnare la fetta di pane in 150 ml di latte.

A parte, soffriggere le cipolle con dell’olio nella padella antiaderente, finché non risulteranno dorate.

Aggiungere il curry e la carne tritata o a cubetti e amalgamare il tutto.

Unire il pane, precedentemente passato nel latte, e condire con il sale, il pepe, la gelatina di frutta e i mirtilli.

Una volta tolta la padella dal fuoco, versare tutto il contenuto in una teglia da forno imburrata. Sopra il composto versare anche il restante latte, precedentemente amalgamato alle uova sbattute. Mettere la teglia nel forno preriscaldato a 180° e cuocere per circa 30 minuti.

Servire il Bobotie con riso bianco.

Il pranzo è servito!

FOTO/ via www.monocultivaroliveoil.com

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Ricette sudafricane – Pap con Spinaci

Post di chia.jappo On giugno - 10 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Pap con spinaci

Il pap, può essere considerata  la polenta dei sudafricani. La sua preparazione  ha origini Xhosa, ma è amata molto anche dagli Afrikaaner. L’ingrediente principale di questo piatto è la farina di mais. Viene usatao soprattutto come companatico per le  salse  come  la piccantissima salsa Chakalaka.

Ingredienti per 8/10 persone

1 ciuffo di spinaci

750 ml di brodo vegetale

1 ml di curcumina

2 ml di sale

100 g di farina di mais

125 ml di panna da cucina (quantità indicativa)

Preparazione

Lavare gli spinaci in acqua fredda, tagliare il gambo spesso e tagliuzzare grossolanamente le foglie. In una pentola di media grandezza portare ad ebollizione il brodo vegetale, aggiungere la curcumina e sale, ed infine la farina di mais mescolando continuamente. Coprire e lasciar cuocere a fuoco basso per circa 10 minuti finché la farina di mais non sarà cotta. Mescolare di tanto in tanto. A questo punto aggiungere gli spinaci e la panna, coprire e lasciar riposare per circa 1 ora per permettere al composto di amalgamarsi. Appena prima di servire, scaldare nuovamente e verificare la consistenza del composto: nel caso il cui il ‘pap’ si sia asciugato troppo, aggiungere ancora un po’ di panna.

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Una delle squadre che l’Italia dovrà affrontare lungo il suo cammino dei Campionati del mondo di calcio Sudafrica 2010, sarà la Nuova Zelanda. Per calarsi nell’atmosfera che si vive in questo Paese del Pacifico, dall’altra parte del mondo, assaggiate una fetta di Pavlova cake. Questa torta meringata, della quale la Nuova Zelanda si contende l’origine della ricetta con la vicina Australia, fu inventata da un cuoco neozelandese in onore della ballerina russa Pavlova dopo aver assistito a uno spettacolo del tour che fece in Oceania nel 1926.

Ingredienti: 3 albumi d’uovo, 1 pizzico di sale, 1 tazza di zucchero, 1 cucchiaio di amido di mais, 1 cucchiaino di succo di limone, 1 tazza e ¼ di panna da montare, ½ tazza di zucchero a velo, fragole per guarnire (o altra frutta a vostra scelta).

Preparazione: iniziate a montare con la frusta a velocità elevata gli albumi d’uovo, aggiungendo gradualmente ¾ dello zucchero finché questo non sarà completamente sciolto. A questo punto unite il resto dello zucchero unito con l’amido di mais e il succo di limone. Su una placca da forno imburrata e infarinata versate la meringa così ottenuta facendo attenzione che la superficie dei bordi non misuri che qualche millimetro. Cuocete a 150° per un’ora, quindi spegnete il forno e lasciatevi dentro la meringa per un’altra mezz’ora senza aprire lo sportello. Vi accorgerete che sarà cotta quando si presenterà dura fuori e umida dentro. Quando sarà fredda, copritela con la crema ottenuta montando la panna con lo zucchero a velo e decorate con le fragole.

Foto via: http://static.blogo.it/gustoblog/NuovaZelandapavlova.jpg

Fonte: www.gustoblog.it

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Ricette sudafricane, la cucina arcobaleno dei mondiali

Post di chia.jappo On giugno - 8 - 2010 3 COMMENTI

di Chiara Albricci

Bobotie

Vi state chiedendo cosa mangerà la nostra nazionale durante i Mondiali?

Naturalmente oltre alla famosa crema al cioccolato e nocciole raccomandata dallo Chef campione del Mondo…

Ecco qualche consiglio e suggerimento per soddisfare la vostra curiosità!

La cucina sudafricana è una cucina multietnica, multicolor, multilingue, insomma…una cucina dalle mille sfaccettature in grado di conquistare ogni palato.

E’ il risultato di una fusione tra diverse culture che hanno saputo nel tempo mescolarsi e dar vita a qualcosa di unico e speciale. Tecniche e tradizioni si mischiano, sovrappongono, incorporano l’una nell’altra, prendendo a prestito, rielaborando, adattando ricette di ogni parte del mondo.

Ogni provincia sudafricana, in quanto a tradizione culinaria, è diversa dall’altra. Un viaggio attraverso sapori e profumi che risalgono alla notte dei tempi e che oggi sono parte intrigante di una eclettica e insostituibile eredità culturale.

Se a Città del Capo assaggiare il bobotie è un must, a Durban non si può rinunciare a un briyani fatto in casa, mentre nel Free State a un koeksuster con melktert.

Una reputazione internazionale accresciuta anche dalla presenza di chef di grande fama che hanno scelto proprio il Sudafrica come patria “adottiva”, enogastronomicamente parlando!

Materia prima di ogni piatto sudafricano che si rispetti è il granoturco, in ogni sua forma: dai grani teneri e freschi alla polenta (mielie) alla pannocchia cotta alla brace.

Vegani e Vegetariani sono ora pregati di chiudere occhi, bocca e naso…

Ecco svelato il motivo! I sudafricani sono grandi divoratori di carne!

La carne è senza dubbio l’ingrediente principe.

Molto simile a quella argentina,  la carne di manzo sudafricana è assolutamente tra le migliori del mondo. Ca va sans dire che le bistecche fanno parte di quasi tutti i menù dei ristoranti del Paese!

Anche il pollo è molto apprezzato, così come  l’agnello e il maiale.

Billtong
Billtong

Non azzardatevi a lasciare il Paese senza aver provato il billtong: pezzettini di carne essicata, dallo struzzo all’impala, dal bufalo all’antilope, ottimi come aperitivo. Non potrete più farne a meno!

Se siete amanti dei sapori forti non potete saltare il bobotie, un piatto tradizionale molto speziato e insolito, dove si mescolano curry malese, frutta e carne, ma anche il sosatie, un piatto a base di maiale o d’agnello, tagliato a cubetti e fatto allo spiedo insieme alle albicocche secche e accompagnato da krummelpap (polenta di granturco).

Dato il clima sudafricano, non c’è da stupirsi che la tradizione più amata sia…il barbecue o come viene chiamato qui, il Braai. Manzo, montone e agnello cotti alla brace e serviti con una grande varietà di verdure. Tra le specialità “braai” da non perdere ci sono: lo Skilpadjies un piatto della vera tradizione di campagna (alla lettera “piccole tartarughe”, come richiama la forma), un composto a base di fegato tritato e speziato,  avvolto da uno strato di grasso prima di essere cotto alla griglia; ed i boerewors (salumi del contadino), ereditati dai primi coloni tedeschi, speziati con coriandolo e pomodori secchi, uno dei cibi più esportati della cucina sudafricana.

E come non parlare del pesce, sempre freschissimo in qualunque punto del paese ci si trovi.

A Cape Town le correnti fredde dell’Atlantico garantiscono un’abbondante presenza di crostacei: ostriche, aragoste e gamberi sono un’assoluta prelibatezza…e soprattutto a prezzi abbordabili! Trota affumicata su fette di cetriolo; granchi e aragoste servite con sottaceti e peperoni rossi; paté di snoek affumicato su foglie di indivia, caviale e formaggio fresco; kingklip al forno, alla griglia o fritto; gamberi e gamberetti di ogni dimensione guarniti con una salsa al burro e limone o al burro e aglio, oppure resi piccanti in una marinata piri piri. I sudafricani sono i più grandi consumatori al mondo di kingklip, pesce oceanico di consistenza soda, cotto alla griglia e servito con una salsa di burro e limone. Specialità tipica del Capo è lo snoek, pesce dal sapore ricco e pungente cucinato alla griglia oppure sotto forma di paté in salsa di panna e brandy. I barracuda sono tipici della costa del KwaZulu Natal, nella zona di Durban dove è pescato quotidianamente.

E’ lecito domandarsi perchè la carne sudafricana sia per lo più stufata o cotta alla griglia. Ed il motivo è da ritrovarsi nella tradizione che vede il cibo cotto direttamente sul fuoco all’aperto o in un paiolo a tre gambe.

Piatti tipici della cucina panafricana sono ad esempio:

  • Moroso, una specie di spinacio selvatico servito con cipolle cotte nel burro e pomodori oppure aggiunto al porridge di mais
  • Pap, una sorta di polenta a base di farina di mais bianca, diventata pietanza basilare della dieta sudafricana. Per la prima colazione viene consumata con latte, burro e zucchero. A pranzo o a cena viene condita con una salsa di cipolla o di pomodoro oppure con il sugo di uno stufato di carne.
  • Chakalaka, è un contorno speziato costituito da carote grattugiate, peperoni verdi, cipolla affettata, aceto, chili e qualunque altro ingrediente ispiri il cuoco.
  • Tagine, famoso stufato nordafricano di carne con aggiunta di vari tipi di noci e datteri, molto popolare in Sudafrica dove se ne apprezza lo splendido profumo speziato di cumino e cardamomo (tagine è il nome dello speciale contenitore nordafricano in terracotta utilizzato per cuocere lo stufato).
  • Dombolo, ottimo pane che serve a ripulire bene il piatto di tutti i saporiti sughi che accompagnano pollo e carni stufate.
  • Amadumbe, ovvero puré di patate dolci e noccioline.
  • T-bone steak, bistecca con l’osso di grandi dimensioni, cucinata su barbecue

Tra influenze culinarie che risalgono ai primordi della colonizzazione, si incontra quella malese, portata dai servi e cuochi musulmani dei coloni olandesi e rintracciabile soprattutto nell’uso delle spezie: dai peperoncini rossi alla noce moscata, dalla cannella al curry, dai chiodi di garofano ai semi di anice che trasformano i piatti più ordinari in sapori che evocano immagini di isole lontane.

Fra i tipici piatti malesi del Capo:

Waterblommetjie

  • Old Cape Denningvleis, uno stufato speziato con foglie di alloro e tamarindo o succo di limone.
  • Riso giallo, insaporito con bastoncini di cannella, curcuma e semi di cardamomo tritati e servito con il curry, uva passa e mandorle fritte.
  • Waterblommetjie (fiori acquatici) bredie, stufato d’agnello servito con gli steli delle piante acquatiche da cui sbocciano i waterblommetjie e insaporito con acetosella.
  • Frutta secca e stufati di selvaggina: carne di antilope o struzzo mescolata con frutta secca.
  • Frikkadels, crocchette di carne tritata molto speziate con noce moscata, masala, menta e prezzemolo e poi cotte in forno fino a diventare dorato-brune.
  • Bobotie, pesce, pulito e spinato o carne tritata usato come ripieno per torte salate insaporite con noce moscata, curcuma e foglie di alloro e servito con un velo di crema a base di uovo e accompagnato dal tradizionale chutney (frutta cotta in aceto e zucchero greggio fino ad assumere la consistenza di una marmellata).
  • Sosatie, che consiste in carne d’agnello marinata per una notte con cipolla fritta, peperoncino, aglio, curry e succo di tamarindo, e poi cotta allo spiedo sul fuoco vivo.
  • Pumpkin fritters, puré di zucca sbattuto con uovo e farina, poi fritto in padella e servito con un pizzico di cannella e un’ombra di noce moscata.
  • Masala chips: Patatine speziate con curcuma e una miscela di spezie chiamata masala prima di venire immerse in olio bollente
  • Honey and cinnamon pumpkin, fette di zucca a forma di mezzaluna cosparse di miele, burro e zucchero greggio prima di essere cotte in forno caldo fino a raggiungere una glassatura.
  • Mosbrood ovvero pane d’uva, realizzato con la polpa degli acini d’uva fermentata per una notte e poi aggiunta ai tradizionali ingredienti per fare il pane assieme a semi d’anice.

Durante il governo inglese del Sudafrica, nella seconda metà dell’Ottocento, migliaia di indiani orientali giunsero in Sudafrica per coltivare la canna da zucchero del KwaZulu Natal. Un patrimonio culinario ancora oggi intatto e salvaguardato, in particolare nell’area di Durban:

  • Briyani, cibo cerimoniale, composto da riso colorato con zafferano e profumato con cardamomo, cannella e cumino, pollo o agnello marinati in yogurt. La carne viene poi disposta in una pentola a strati alternati con patate fritte e il tutto ricoperto dal riso, cosparso a sua volta di zafferano.
  • Pollo o agnello tandoori, carne infilzata sullo spiedo e strofinata con una miscela di spezie cucinata nel tradizionale forno tandoori.
  • Korma, crema leggermente speziata a base di anacardi e burro fuso che viene servita con la carne o con le verdure: una maledizione per chi è a dieta e un piatto delizioso per i veri gourmet.
  • Paneer, formaggio bianco dalla consistenza morbida simile alla ricotta che viene spesso usato con cavolfiori o piselli per preparare piatti vegetariani.
  • Sambals, piccole ciotole di chutney e salse che accompagnano la maggior parte dei piatti indiani. Abitualmente sono costituiti da pomodoro tritato, cetriolo e cipolla spruzzati di aceto; il chutney di frutta è fatto con mango atchar (mango verde speziato sottaceto), cocco essiccato, banane con yogurt e ananas tagliato a pezzi.

La cucina tradizionale afrikaans invece include bredie al pomodoro, frittelle di polenta e piatti di cacciagione; boerewors,  insaccati a base di maiale, manzo, coriandolo e altre spezie cotti alla griglia insieme a bistecche di manzo con l’osso e costolette d’agnell; Potjiekos stufato di carne, verdure e spezie cotto lentamente sul fuoco di braci in un pentolone di ghisa. Il pollo arrosto viene servito con riso, patate, e chutney di mango e albicocche.

Il pot bread (pane in pignatta) è un altro piatto tipico della tradizione afrikaans. Si tratta di un tipo particolare di pane realizzato con una pignatta rotonda olandese cosparsa di grasso all’interno dove si aggiunge l’impasto, la si copre con coperchio sul quale si dispongono dei carboni caldi. Una volta cotto e tagliato a fette, il pane si serve con burro fresco e marmellata di albicocche.

Per dessert, torte al latte, tartine di frutta fresca, torta di banane e torta di papaya caramellata.

Pollo Piri Piri

La cucina portoghese è una delle più popolari in Sudafrica. Il pollo piri piri e i gamberetti al forno sono specialità portoghesi-sudafricane diffuse in tutto il Paese.

I portoghesi furono tra i primi europei ad esplorare il Capo di Buona Speranza nel Seicento e la presenza della loro cucina in Sudafrica è tuttora predominante,  maestri nella preparazione del pane, dei piatti di carne e soprattutto delle specialità di mare.

Negli ultimi anni l’interesse internazionale per la cucina sudafricana è cresciuto così come i ristoranti di alto livello. Da segnalare:

One Waterfront del Cape Grace Hotel a Cape Town.

Buitenverwachting situato nelle tenute vinicole sulle colline intorno al Capo.

Le Canard, nel cuore finanziario di Johannesburg.

Piccolo Mondo nell’hotel Michelangelo e La Belle Terrasse sempre a Johannesburg.

Hartford House nel KwaZulu Natal

Gorah Elephant Camp nel Parco nazionale Addo Elephant vicino a Port Elizabeth

La maggior parte dei migliori ristoranti sudafricani ha un tocco francese.

Uno dei più rinomati ristoranti del Sudafrica è La Colombe, che si trova nella tenuta vinicola Constantia Uiltsig appena fuori Città del Capo, o il Bon Appetit, nel Grand British Hotel di Simonstown.

I francofili adorano la cittadina di Franschhoek, al centro della zona dei vini del Capo, con Le Quartier Français o La Petite Ferme. L’Auberge Michel di Sandton è stato il primo ristorante sudafricano a ricevere le cinque stelle del Tourism Grading Council of South Africa.  E ancora L’Orange Bleue della Riserva naturale Thaba Pitsi a Bela Bela e La Madeleine di Pretoria.

Numerosi sono anche i festival gastronomici del Paese:

(www.southafrica.info/what_happening/arts_entertainment/festivals.htm): dal festival di Knysna dedicato alle ostriche, al festival di Lambert’s Bay dedicato a gamberi ed aragoste, fino ai più insoliti festival dedicati ai fichi d’India, alle ciliegie o ai witblits (un distillato ad alta gradazione affine alla vodka e agli schnapp).

O i tour gastronomici che stanno prendendo sempre più piede.

Un esempio è il Safari Andulela www.andulela.com nella gastronomia malese del Capo: una giornata intera alla scoperta della cucina locale o il safari culinario nella Kayamandi township, appena fuori Stellenbosch. Da segnalare il South African Food & Wine Tou e il Taste of South Africa 2007  (www.acookstour.com/taste_of_southafrica2007.html) veri e propri viaggi dedicati a degustazioni e assaggi.

Munitevi di forchetta, coltello e bicchiere…si parte!!!

Foto via www.south-africa-tours-and-travel.com – lh3.ggpht.com – www.thecru.co.z -1.bp.blogspot.com

Preview: wdwprince.com

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Karate Kid, un remake riuscito alla grande

Nelle sale il film con il giovane talento Jaden Smith alle prese con un sorprendente Jackie Chan nei panni di un maestro di arti marziali

Morto Tiberio Murgia

Si è spento all’età di 81 anni il mitico Ferribotte de “I soliti ignoti”. Malato da tempo, era ricoverato in una casa di cura in provincia di Roma

Butterfly zone, il senso della farfalla

Un vino particolare permette a due ragazzi, dopo un solo sorso, di fare brevi viaggi nell’aldilà, un aldilà che si rivelerà essere un limbo bizzarro e irrazionale

Eclipse, la scelta di Bella

Arriva nelle sale il terzo capitolo della saga di Twilight



guide musicali - recensioni musicali - software musicali - accordi e tantissime altre risorse



POPOLARI

Theme Customization by Fitr Theme Options