Thursday, July 29, 2010

Non solo MotoGP…

Post di MaraGuarino On luglio - 28 - 2010 2 COMMENTI

Quando dietro una moto piccola si cela una grande passione

di Mara Guarino

Un gruppo di piloti in bagarre per la conquista della posizione

Domenica scorsa la gara della MotoGP ha tenuto incollati al televisore 5.517.000 telespettatori. Di sicuro, il rientro di Rossi avrà catalizzato anche l’attenzione di molti semplici curiosi ma il dato la dice comunque lunga su quanto l’amore per le due ruote sia sempre più radicato in Italia. E c’è addirittura chi la passione per le moto e la competizione la sente al punto da volerla vivere in prima persona. Un giro panoramico sulle statali non può bastare, perché l’adrenalina non sta nella velocità pura ma nella sfida con il cronometro e, ovviamente, con gli avversari in pista.

Tra le fila di questi appassionati d’hoc ci sono anche  i minimotisti. Potrebbe sembrare assurdo soprattutto per chi le minimoto – in versione elettrica  - è abituato a vederle negli scaffali dei supermercati. O, al più, le immagina come terreno di sperimentazione per piccoli campioni in erba. Eppure una minimoto non è un semplice giocattolo, è una vera moto da velocità su scala ridotta. Ha un telaio dedicato, freni a disco e un motore a due tempi con cilindrata 40 o 50cc, che può toccare i 100 kilometri orari. Mancano cambio e variatore di velocità ma i parametri su cui poter agire nella messa a punto non sono affatto pochi: frizione e rapporto di trasmissione finale solo per citarne alcuni.

Insomma, uno sport motoristico a tutti gli effetti, malgrado il formato “tascabile” del mezzo, che raramente supera i 50 cm d’altezza da sella a suolo. Sono richieste ad ogni modo doti non comuni: sensibilità tecnica, agilità, costanza negli allenamenti e anche una buona dose di coraggio nell’affrontare l’eventualità di cadute e infortuni. E perché no, un discreto portafogli. Ovviamente in funzione del livello prestazionale che si desidera raggiungere. Una minimoto raffreddata a liquido può arrivare a costare 4000 euro e il prezzo è destinato a salire ulteriormente per gli agonisti più esigenti, che affidano a meccanici esperti la preparazione motoristica e ciclistica del mezzo.

Minimoto ai box, pronte per una gara

In questo caso, ben venga dunque la concorrenza cinese, se non altro perché ha favorito l’avvicinamento di molti simpatizzanti, di certo non disposti a costi da capogiro per qualche semplice giro di prova. La tradizione italiana è comunque lunga e forte e non teme alcuna rivalità. Tra i costruttori più rinomati: GRC, ZPF, Stamas, DM e Polini, quest’ultima col grande merito di aver costruito i primi motori dedicati in maniera specifica a queste piccole due ruote. Non appena importate dal Giappone da Vittoriano Orazi, il primo telaista di minimoto italiano, questi mezzi avevano infatti motori di derivazione industriale. L’ispirazione arrivava direttamente dai decespugliatori, di cui ancora oggi viene conservato l’avviamento a strappo.

Un campionato ufficiale italiano organizzato da FMI (Federazione Motociclistica italiana), un campionato europeo da cui sono passati molti futuri debuttanti in MotoGP, realtà amatoriali quali il Motoclub WLB Team, che, nel Nord Italia, raccoglie fino a 200 partecipanti per gara: niente male per un tosaerba! E poi riviste specializzate ed un impressionante seguito di appassionati sul web, con forum tematici dove scambiarsi opinioni, pareri tecnici ma anche conoscersi e stringere nuove amicizie.

Perché, alla base di tutto, oltre al sano agonismo, non c’è tanto la voglia di emulare i grandi campioni quanto quella di divertirsi e stare insieme, approfittando di una passione comune. Se capitasse una gara nelle vicinanze, varrebbe davvero la pena di dare un’occhiata per assistere ad un pomeriggio di spettacolo gratuito, dentro e fuori dalla pista. E chissà che l’occhio non cada su qualche prossima stella del motociclismo mondiale. Si comincia proprio così!

Foto | via http://www.team-maury51.com; http://www.team-maury51.com; http://www.team-maury51.com

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Jorge Lorenzo alla conquista della L(ag)una

Post di MaraGuarino On luglio - 26 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Rossi mantiene le promesse di podio beffando Dovizioso nel finale

di Mara Guarino

La partenza fulminante di Dani Pedrosa

Laguna Seca – La pista californiana è una di quelle più spettacolari da vedere e da guidare ma questa volta la gara non è all’altezza: a trionfare è infatti per l’ennesima volta Jorge Lorenzo, ormai diventato un habitué del gradino più alto del podio.  Complice la caduta di un Pedrosa fin troppo arrembante, Lorenzo si trova nuovamente a raggiungere il traguardo in completa solitudine. Senza che nulla o nessuno lo abbia impensierito. Ad accendere la corsa nel finale ci pensa però Rossi, che rimonta Dovizioso e torna nelle posizioni che contano dopo l’infortunio.

LA GARA – Anche la partenza sa di già visto: Pedrosa mette in scena uno dei suoi guizzi vincenti, mentre Lorenzo conferma di avere il suo tallone d’Achille proprio nello scatto dal via. Lo spagnolo della Yamaha, partito dalla pole, scivola addirittura in quinta posizione ed è costretto, sin dai primissimi giri, a sfoderare sorpassi nei confronti di Spies e Dovizioso. Più difficile è replicare con Stoner, secondo: l’australiano lamenta  però ulteriori problemi con l’anteriore e, dopo una curva mal impostata, deve lasciare il passo al maiorchino. L’obiettivo è il recupero su Pedrosa, che, nel frattempo, ha già messo da parte circa 8 decimi di margine. Lorenzo non è nettamente più veloce ma dà l’impressione di poter rosicchiare decimo su decimo il vantaggio del connazionale. Come sarebbe andata a finire non lo sapremo mai: Dani è troppo tirato e perde l’anteriore dopo aver centrato una buca in ingresso curva. Al decimo giro la sua gara si conclude nella sabbia di Laguna Seca. Finisce così anche il divertimento degli spettatori. Nella parte centrale la corsa si addormenta, con le posizioni dei primi tre, Lorenzo, Stoner e Dovizioso, che paiono ormai cristallizzate. Ma a metterci lo zampino è proprio l’italiano, che si fa recuperare da Rossi il margine accumulato. Andrea prova quantomeno a  dar vita ad un corpo a corpo per mantenere la posizione ma il Dottore ne ha di più e, prima lo supera con una certa facilità, poi chiude ogni possibilità di replica. Peccato che Spies non sia riuscito ad essere della partita, a causa di qualche errorino di troppo mentre era ancora in lotta per la terza piazza. Alla fine chiuderà sesto.

Rossi in pista con la speciale livrea della M1

MERCATO Si vociferava da tempo che proprio qui in California Rossi avrebbe dato l’annuncio del suo passaggio in Ducati. Nulla di fatto e tutto rinviato al prossimo appuntamento, il 15 Agosto, a Brno. Se quella del matrimonio Rossi-Ducati è la notizia più attesa, il toto-piloti impazza anche in molti altri team. In casa Honda, bisogna ancora capire chi farà posto a Stoner. Salgono a questo punto le quotazioni di Pedrosa che, dalla sua, ha anche lo sponsor Repsol; molto probabilmente, Dovizioso verrà dirottato in una scuderia satellite.  Anche per gli altri italiani il futuro sembra incerto: Capirossi dovrebbe  tornare in Ducati grazie alla Pramac, mentre per Melandri si ipotizza addirittura un possibile passaggio in Superbike. In ogni caso, un augurio per delle migliori prestazioni, dopo il decimo e ottavo posto di oggi.

Arrivederci a Ferragosto, in Repubblica Ceca

Foto | via http://resources.motogp.com; http://resources.motogp.com; http://resources.motogp.com

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Tra i due litiganti…Pedrosa gode!

Post di MaraGuarino On luglio - 19 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Straordinario rientro alle corse per Rossi che, a soli 40 giorni dall’infortunio, è già quarto

di Mara Guarino

Incredibile quarto posto per Rossi che, in moto, deve salire usando le stampelle

Sachsenring –  E’ Daniel Pedrosa a conquistare la vittoria nel GP di Germania, interrompendo così la lunga  serie di successi di Jorge Lorenzo. Per il maiorchino c’è comunque un secondo posto, che poi è il peggior risultato da lui ottenuto in questa stagione 2010. Ottima prestazione anche per il convalescente di lusso Valentino Rossi: la sua gara è eccellente ma lascia  l’amaro in bocca  il sorpasso finale di Stoner, che gli soffia la terza posizione. Salire sul podio dopo un infortunio tanto grave sarebbe stata un’ulteriore dimostrazione del suo talento oltre misura. Non che ce ne sia bisogno!

LA GARA -  Chiave di volta del GP tedesco è una bandiera rossa esposta al nono giro. Un incidente a 3 tra A. Espargaro, De Puniet e Bautista costringe i commissari a bloccare la corsa: tutti ai box e tutto da rifare. Si ripartirà per un totale di 21 giri , con posizioni aggiornate alla pausa forzata. La nuova partenza sembra una replica della precedente: è l’ottimo spunto di Pedrosa ad avere la meglio su Lorenzo, che parte davanti a tutti. Il maiorchino si riprende presto la posizione ma lo spagnolo della Honda è in evidente stato di grazia: prima lo supera e poi mette a segno una serie di giri velocissimi. A Jorge non resta che “dargliela su” e accontentarsi, per evitare di prendere rischi in ottica campionato.  Protagonista indiscusso della corsa è però Rossi. Il suo rientro ha già dell’incredibile dato il rapido recupero ma Valentino aggiunge ulteriore meraviglia, girando in tempi che gli avrebbero tranquillamente garantito di lottare per la vittoria, se solo fosse partito meglio. Ma il vero rammarico è il sorpasso subito all’ultimo giro da Stoner che lo priva  così la gioia del podio. Rossi è comunque soddisfatto del piazzamento, consapevole di poter migliorare già nella prossima gara. Quinta piazza per Andrea Dovizioso che ha sconfitto in volata Marco Simoncelli. Solamente decimo e undicesimo Melandri e Capirossi.

In Moto 2 torna alla vittoria Toni Elias

125 – La 125 vede la centesima vittoria di una Derbi che conquista il primo gradino del podio grazie all’ormai solito Marquez. L’inizio della gara è incerto a causa della pista ancora bagnata dopo la piaggia mattutina; i primi giri vedono addirittura protagonisti Folger e Schrotter, che hanno montato gomme rain. La scelta si rivela tuttavia poco lungimirante: l’asfalto va asciugandosi e la rimonta di chi ha scelto pneumatici slick è inevitabile. Tra loro Marquez e Pol Espargaro, che butta via il possibile testa a testa col connazionale ad un giro dalla fine. A tradirlo le ruote che vanno a poggiare sull’erba ancora umida. Con Marquez sul podio salgono quindi Koyama e Cortese.

MOTO 2 – Nella classe mediana torna al trionfo Toni Elias dopo qualche gara al di sotto delle aspettative.  La sua partenza non è delle migliori e lo spagnolo è obbligato ad ingaggiare una bella rimonta: l’obiettivo finale è Andrea Iannone. Per Andrea sembrava infatti essere pronta una nuova cavalcata in solitaria ma sul finire della corsa il degrado degli pneumatici lo rallenta, costringendolo ad accontentarsi della seconda piazza. Sul podio torna anche Roberto Rolfo, uscito vincente da un combattutissimo duello con Fonsi Nieto. Peccato per l’altro italiano, Simone Corsi, caduto quando un bel piazzamento pareva  essere alla sua portata.

Prossimo appuntamento tra una settimana a Laguna Seca..se queste son le premesse, il divertimento è assicurato!

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Brno non tradisce Biaggi…ed è quasi titolo

Post di MaraGuarino On luglio - 12 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Ottima prestazione anche per Rea, che conquista un primo e un secondo posto. Valentino Rossi oggi proverà la pista dopo l’infortunio alla gamba

di Mara Guarino

Il giovane Rea dà ulteriore prova del suo talento

BRNO –  Max Biaggi in vetta alla classifica con  68 punti di vantaggio su Leon Haslam: è questo il verdetto, abbastanza impietoso per la concorrenza, con cui la WSBK lascia la Repubblica Ceca.  In realtà, a Brno, il dominio non è assoluto e al pilota di Aprilia tocca dividere la scena con il giovane Jonathan Rea: complice un Leon Haslam in affanno, il discorso mondiale può però essere già considerato chiuso. Mancano ancora 8 gare all’assegnazione effettiva del titolo ma, a questo punto, per Biaggi sarà più difficile perdere il campionato che conquistarlo!

GARA 1 –  Una prima  manche non molto spettacolare ma davvero sorprendente nel nome del vincitore: si tratta di Jonathan Rea, giovane pilota del team Honda Ten Kate. Rea fa bene sin dalla partenza quando si porta subito dietro a Max Biaggi per poi superarlo all’esterno nei primissimi giri. Il romano sembra del resto guidare più “impiccato” rispetto alle ultime gare:  problemi nei cambi di direzione lo costringono a non prendere troppi rischi. Ci prova dunque Cal Crutchlow, autore della superpole, a mettersi all’inseguimento della vera rivelazione del nono appuntamento stagionale del mondiale.  Ma qualcosa non funziona: Rea continua ad imporre un ritmo notevole, mentre Cal perde terreno giro dopo giro. A questo punto, la rimonta del duo italiano Biaggi – Aprilia appare inevitabile. L’aggancio arriva puntuale a circa 4 giri dal termine ma non ci sarà nessun testa a testa. Dopo un emozionante botta e risposta, Biaggi riesce infatti a prendere margine e chiudere secondo in tranquillità.  C’è rammarico per non aver vinto su una pista favorevole come Brno ma la classifica sorride: il rivale Leon Haslam chiuderà solo ottavo. Soltanto 15 i piloti che anno concluso la gara: tra i ritirati anche Fabrizio e Scassa, costretto da una frattura a rinunciare a gara 2.

Dopo Misano, un nuovo test per Rossi proprio qui a Brno

GARA 2 – Che Max Biaggi non avesse gradito la mancata lotta per la vittoria nella prima manche lo aveva rivelato un podio con pochi entusiasmi. Per fortuna, la superbike offre sempre una seconda possibilità e così arriva un’altra straordinaria vittoria in solitaria per il romano che, in Repubblica Ceca, ha centrato la vittoria in tutte le categorie cui ha preso parte. Alle spalle del “corsaro”, Rea  conferma l’ottima prestazione di gara 1. A dir la verità, nella prima parte della corsa l’irlandese ha tentato di tener botta ai giri record dell’Aprilia ma gli è toccato accontentarsi di un secondo posto comunque di prestigio. Terzo è invece Michel Fabrizio, che ha preceduto sul traguardo un redivivo James Toseland.  Un buon risultato per Ducati, anche se Fabrizio è stato in parte aiutato da alcune defezioni importanti. In effetti, l’altro possibile pretendente alla terza piazza, Ruben Xaus, spreca un buon risultato con una caduta. Peccato per BMW: la casa tedesca non può così replicare i bei risultati di Corser, assente giustificato per infortunio. Ma chi se la passa decisamente peggio di tutti è Leon Haslam, addirittura decimo. In ottica campionato questa gara è da considerarsi per lui una vera e propria resa.

In attesa del prossimo appuntamento, di scena a Silverstone il primo giorno di Agosto, non cala di certo il sipario sul circuito di Brno, dove oggi pomeriggio Valentino Rossi testerà nuovamente le sue condizioni fisiche post-infortunio. A sua disposizione la derivata di serie di James Toseland. Dopo gli incoraggianti risultati ottenuti a Misano nei giorni scorsi, l’obiettivo del pesarese è infatti  quello di tornare alle competizioni già settimana prossima. Una follia per uno che la moto la deve raggiungere in stampelle!

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Gp di Catalunya: qualcuno fermi Jorge Lorenzo!

Post di MaraGuarino On luglio - 5 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Andrea Dovizioso rovina con una  caduta una delle sue gare più belle. Caos e paura in Moto2

di Mara Guarino

Il podio è ormai un appuntamento fisso per Jorge Lorenzo

Barcellona Ennesimo trionfo per Jorge Lorenzo che, nel GP di Catalunya, insegna ai suoi avversari che a volte vince semplicemente chi sbaglia meno. In effetti, la terza vittoria di fila arriva con la complicità degli avversari: Stoner e Pedrosa si ritrovano a battagliare tra loro dopo dei lunghi, mentre Dovizioso si stende quando ormai tutti, Lorenzo compreso, si stavano preparando  ad un arrivo in volata. Onore comunque all’italiano che, in passato, ha spesso ricevuto critiche per delle gare troppo “ragionate”: Andrea ha fatto davvero di tutto per non perdere il contatto e, quando si corre così, la caduta è da mettere in conto.

LA GARA –  Scatta benissimo dalla pole la Yamaha numero 99 ma ancor meglio fa Pedrosa, con una delle sue proverbiali “partenze a fionda”. Dani rovina però tutto con un dritto: in meno di due giri riuscirà a recuperare parecchie posizioni, ma le speranze di vittoria sono ormai andate in fumo. Poco dopo è Stoner a concedere il bis. Anche il ducatista sbaglia e va lungo perdendo tempo prezioso rispetto a Lorenzo e Dovizioso. E’ proprio il forlivese la vera sorpresa del GP: Andrea non molla un centimetro e prova persino a lasciarsi alle spalle il maiorchino che, però, lo supera a sua volta. Una gara davvero generosa, anche troppo ragionando col senno di poi: al sedicesimo giro, l’italiano della Honda perde l’anteriore, lasciando Lorenzo libero di realizzare l’ormai “solita” cavalcata in solitaria. Alle sue spalle, molto distaccati, si ritrovano  Stoner e Pedrosa, pronti a lottare per il podio: l’australiano sembra averne di più, ma il suo finale di gara sarà meno arrembante del previsto. Casey sarà infatti terzo sul traguardo.  Si conferma ottimo quarto Randy De Puniet, mentre la quinta piazza va a Bautista. Segnali di ripresa dunque per Suzuki, che piazza anche un discreto Capirossi in settima posizione. Niente male neppure il nono posto di Marco Melandri, ancora convalescente. Una tirata d’orecchie va invece al suo compagno di squadra, Simoncelli, caduto mentre era in lotta con De Puniet per le posizioni che contano.

125 – Nell’ottavo di litro continua lo strapotere di Marc Marquez, che diventa il pilota più giovane in assoluto ad aver conquistato 4 vittorie consecutive. Il diciassettenne spagnolo strappa il primato ad un tale Valentino Rossi: se queste sono le premesse, non sbaglia chi vuole già consacrarlo come il fenomeno del motociclismo che verrà .  In effetti, Marquez è protagonista del week-end perfetto. Fa delle buonissime prove, centra la pole e vince la gara in solitaria. Meno rosea la situazione alle sue spalle con Smith, Espargaro e Terol costretti, ancora una volta, ad accontentarsi della lotta per i gradini meno prestigiosi del podio. Alla fine sarà l’inglese a spuntarla per il secondo posto, precedendo Espargaro. Spreca invece Terol che cade durante l’ultimo giro: un brutto colpo per la sua caccia al titolo iridato. Bisognerà davvero che questi 3 si diano da fare se vogliono evitare che il mondiale diventi una semplice passerella per il più giovane collega.

E’ lotta tra Pedrosa e Stoner per il secondo posto

MOTO 2 – La classe intermedia si rivela ricca di colpi di scena. Ma non è questo lo spettacolo che si dovrebbe vedere in pista: al posto di sorpassi e giri veloci hanno infatti tenuto banco cadute e problemi regolamentari. I guai cominciano già in partenza con una carambola a centro gruppo: sono addirittura 9 i piloti coinvolti. Si continua quindi con la moto di Canepa in fiamme dopo una scivolata. A monopolizzare la corsa è però la “saga” di Andrea Iannone, autore di un sorpasso in regime di bandiere gialle: un peccato perché Andrea è al comando prima di essere penalizzato con un ride-through. In realtà, al pilota italiano sarebbe bastato restituire la posizione per evitare sanzioni, ma la segnalazione della svista gli viene comunicata con grande ritardo, quando il suo margine sugli inseguitori è già ampio. Peggiora il tutto il fatto che Andrea non riesca a capire le comunicazioni del suo box. Non si sprecano punti e vittorie cosi! Panico anche nel finale per la caduta in pieno rettilineo di Morales: la moto colpisce il ragazzo più volte ed è quindi un vero miracolo saperlo praticamente illeso. Non ne abbiano a male Takahashi, Luthi e Simon se il loro podio è passato quasi inosservato!

Prossimo appuntamento il 18 Luglio al Sachsering per il Gran Premio di Germania.

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Completa la festa tricolore Michel Fabrizio che sale sul podio in gara 2

di Mara Guarino

E’ fuga nel mondiale per il pilota italiano Max Biaggi

Misano Adriatico –  Max Biaggi festeggia il suo compleanno con la quarta vittoria consecutiva: il romano si è infatti reso protagonista di una fantastica doppietta in occasione del Gp di San Marino. Un gran pilota ma anche una grandissima Aprilia che lo stesso Max non può fare a meno di definire “magica”  durante il rito del podio. Il vantaggio su Leon Haslam è adesso di 37 punti: un bottino niente male per quello che, almeno sulla carta, rischiava di essere un weekend di sofferenza per la RSV4. Il doppio successo americano è invece replicata in scioltezza.

GARA 1 – Nonostante i pochi sorpassi nelle posizioni di vertice, la prima manche è comunque intensa, con distacchi contenuti sul traguardo. Troy Corser, che scatta dalla pole, parte bene; al suo inseguimento si mettono subito Max Biaggi e Carlos Checa. Appare evidente che saranno questi 3 i piloti in lotta per la vittoria. A tenersi  fuori dai giochi sono invece Leon Haslam, in apparente difficoltà su questa pista, e Cal Crutchlow, che purtroppo si stende mentre tenta una forsennata rimonta. La situazione si movimenta quando Biaggi decide di mettersi davanti alla BMW di Corser: l’italiano non riesce a dare uno strappo evidente ma mantiene il comando. Il controsorpasso pare imminente ma è Checa a metterci lo zampino a pochi giri dalla conclusione, portandosi in seconda piazza. Le posizioni sono ormai cristallizzate. Onore comunque alla BMW che ha oltretutto conquistato la sua prima storica superpole nelle derivate di serie. Niente male nemmeno gli altri italiani: Fabrizio chiude quarto mentre Scassa è undicesimo. Per lui una gara in recupero dopo una brutta partenza.

BMW raggiunge a Misano un eccellente risultato

GARA 2 – Nella seconda manche del GP sanmarinese è solo Biaggi a ripetersi, anzi a migliorare ulteriormente la sua prestazione: il romano prende il largo verso la metà di gara e taglia il traguardo in assoluta solitudine. Cambiano poi anche gli inseguitori che, questa volta, rispondo al nome di Haslam e Fabrizio. L’inglese vuole il secondo posto per riscattarsi dopo la prestazione non convincente di gara 1 e, soprattutto, limitare i danni in ottica mondiale. Michel decide invece di dare una spolverata alla sua aggressività battagliando con Crutchlow per il terzo gradino del podio. Che lotta! E alla fine sarà proprio l’italiano ad uscirne vincitore, precedendo, oltre al promettente inglese, anche Carlos Checa. L’altro protagonista della prima manche, Corser, chiuderà invece decimo a causa di un lungo nell’ultimo giro. Di nuovo interessante anche la prestazione di Scassa, giunto ottavo.

Prossimo appuntamento tra due settimane a Brno, in Repubblica Ceca.

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Casey Stoner va per la prima volta a podio quest’anno; Dani Pedrosa è secondo

di Mara Guarino

Jorge Lorenzo in azione ad Assen

ASSEN – E’ un Jorge Lorenzo in versione illusionista quello che trionfa nel GP d’Olanda: lo spagnolo fa credere agli avversari di non riuscire a  replicare la fuga di Silverstone. E, allo stesso modo, gli spettatori possono finalmente sperare in una gara combattuta. Ma non si tratta che di un’illusione, per l’appunto: complice la scelta di uno pneumatico più duro, Jorge cambia marcia nella seconda metà della corsa, lasciando Stoner e Pedrosa a combattere per i gradini più bassi del podio.

LA GARAParte bene dalla pole Lorenzo, che prende subito margine sui suoi avversari. Pedrosa e Stoner sembrano invece faticare alla spalle di Spies. In effetti, lo statunitense rallenta la rincorsa a Jorge e viene quindi passato rapidamente sia dalla Honda sia dalla Ducati.  Liberatisi del “tappo”, i due ricuciono lo strappo in una manciata di giri. In questa fase la gara è particolarmente tesa: il sorpasso al maiorchino pare dover arrivare da un momento all’altro. Ma Lorenzo dimostra ancora una volta di aver raggiunto una maturità straordinaria, svelando di aver mantenuto qualche decimo di margine nel taschino. Man mano che le gomme si usurano e il serbatoio si svuota, la sua superiorità si fa sempre più palese, tanto che sul traguardo è nuovamente solo. Senza che nessuno l’abbia mai davvero impensierito. Alle sue spalle, anche Pedrosa e Stoner tradiscono le aspettative di bagarre: l’australiano non regge il ritmo e sceglie di accontentarsi del terzo posto. Si tratta del primo podio Ducati per questa stagione. Delude anche Andrea Dovizioso, che deve accontentarsi di arrivare quinto, dietro a Spies. Bello comunque il suo duello finale con Randy De Puniet. Male gli altri italiani: Simoncelli è nono, mentre Capirossi è addirittura tredicesimo. Melandri non ha invece preso parte alla gara a causa di una brutta caduta nelle prove libere di sabato mattina. Probabilmente, riuscirà a rientrare per il prossimo appuntamento di Barcellona.

MOTO2 e 125 – In 125 Marc Marquez centra la su terza vittoria consecutiva e recupera punti preziosi in ottica mondiale. Lo spagnolo deve rimediare allo zero in classifica di Jerez ma ha dalla sua le prestazioni eccellenti di queste ultime gare. Non lo aiuta certo la regolarità dei suoi principali avversari in classifica: Terol ed Espargaro chiudono rispettivamente secondo e terzo.

Primo podio stagionale per Casey Stoner

La Moto2 concede invece una sostanziale replica del Mugello, anche se con un gran premio di ritardo: Andrea Iannone parte ancora una volta dalla pole e vince in solitaria. A 5 secondi di distanza tagliano il traguardo Toni Elias, sempre più al comando della classifica iridata, e Thomas Luthi, che rovina nel finale le speranze di Wilairot di conquistare il suo primo podio. In Thailandia hanno comunque di che essere fieri del loro pilota, giunto poi quarto.

MERCATO – A tener banco ad Assen sono state però soprattutto le voci, sempre più insistenti, di un possibile passaggio di Valentino Rossi (e di gran parte della sua squadra) alla Ducati. La situazione è piuttosto intricata: se Yamaha e Jorge Lorenzo si dichiarano disposti a mantenere l’attuale organizzazione del team, Rossi ha più volte ribadito di non apprezzare la “convivenza forzata” col maiorchino. Già l’anno scorso, non aveva nascosto il suo fastidio per il rinnovo contrattuale a Lorenzo che, proprio in quell’occasione, era riuscito ad ottenere un trattamento tecnico alla pari con il più blasonato compagno di squadra. Ed è proprio qui che entra in gioco Ducati: pare che lo sponsor tabaccaio associato alla rossa abbia offerto a Valentino più di 15 milioni a stagione. Il pesarese ci starebbe pensando. Sarà un bluff per impensierire Yamaha o una legittima tentazione?

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Secondo posto per Andrea Dovizioso. Primo podio per il campione della WSBK Ben Spies

di Mara Guarino

Buonissima gara anche per Dovizioso

Silverstone –  Quanti erano rimasti delusi dalla prestazione del Mugello, possono ora tornare tranquilli: Lorenzo domina a Silverstone e lascia la Gran Bretagna con un bottino di 37 punti di vantaggio su Andrea Dovizioso. Secondo in pista e secondo nel mondiale per l’italiano: peccato solo che continui a mancare il guizzo giusto per la vittoria. Se la passa  decisamente peggio il compagno di squadra, Daniel Pedrosa, addirittura ottavo sul traguardo. Troppo poco per quello che, con Rossi fuori uso, dovrebbe essere l’unico vero rivale del pilota Fiat Yamaha.

LA GARA –  Scatta bene dalla pole Jorge Lorenzo, seguito da  Pedrosa e De Puniet, serio candidato al titolo di sorpresa del GP, almeno fino al via. Jorge appare finalmente grintoso sin dalle primissime curve: il connazionale della Honda prova a rubargli la prima piazza ma il maiorchino rimette subito le sue ruote davanti. Da questo momento in poi, tutti gli inseguitori ne perderanno le tracce. Al traguardo, i secondi di vantaggio sul secondo saranno quasi nove. Malgrado la fuga del vincitore, la gara è però ben lontana dall’essere noiosa: De Puniet e Dovizioso si scambiano spesso le posizioni, mentre Hayden, sornione, sembra pronto a dare la zampata al momento giusto . Alle loro spalle ci sono Spies e Simoncelli, autore della sua migliore prestazione da “rookie”.

Un grosso scossone alla situazione lo dà poi Stoner, che riesce a ricongiungersi al gruppo, dopo una pessima partenza. Alla prima curva, l’australiano è addirittura ultimo. Sono proprio le Ducati le più attese nel finale ma a rubar loro la scena è Ben Spies che, prima,  supera Hayden, poi limita ogni possibile opportunità di controsorpasso. Ci si chiedeva da tempo quale fosse il suo potenziale in MotoGP dopo i fallimenti di altri illustri colleghi arrivati dalle derivate di serie: questo podio sembra confermare che la sua storia sarà ben differente da quella dei suoi predecessori. Agli uomini di Borgo Panigale tocca invece accontentarsi della quarta e quinta piazza di Hayden e Stoner. Chiude infine sesto De Puniet. Male gli altri italiani: Melandri scivola al primo giro dopo una buona partenza, mentre Capirossi cade durante una battaglia a suon di staccate in fondo al gruppo.

Ben Spies conferma di avere buonissime prospettive in MotoGp

MOTO 2 e 125 – In Moto 2 vince il francese Cluzel, davanti a Luthi e Simon. C’è però grande rammarico per la gara di Claudio Corti, caduto a soli due giri dalla bandiera a scacchi. L’italiano ha dimostrato di gradire la pista fin dalle prove del venerdì e ha confermato l’impressione sia con la pole sia con una grande gara che, con molta probabilità, lo avrebbe visto a podio. In ombra il leader della classifica Toni Elias, solo decimo.

Niente di nuovo sotto al sole (oltretutto insolito qui in Inghilterra) in 125, dove sono sempre Marquez, Espargaro e Smith ad occupare il podio. Sono in particolare i due spagnoli ad infiammare la gara nei 3 giri finali: la lotta è senza esclusione di colpi tanto che Espargaro rischia grosso con un lungo. Fortunatamente per lui, il secondo posto è comunque salvo.

VALENTINO ROSSI –  Un ultimo pensiero va, ancora una volta, a Rossi. Un vero peccato non avere le sue impressioni su questa pista inedita per tutti. Un circuito veloce e tecnico al tempo stesso che ha in breve conquistato il cuore degli altri piloti, nonostante gli avvallamenti dell’asfalto provocati dalle Formula Uno. Ad ogni modo, il pesarese ha lasciato l’ospedale e sta facendo tutto il possibile per rientrare già a Brno. Un grosso in bocca al lupo!

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Il quarto appuntamento della Motogp vede la vittoria schiacciante di Pedrosa. Non convince del tutto Lorenzo, che resta comunque il principale candidato al titolo
di Mara Guarino

Jorge Lorenzo e la sua Yamaha

Barberino di Mugello – Contrariamente alle previsioni, è Daniel Pedrosa a conquistare il Gran Premio d’Italia. In una Motogp “orfana” di Rossi, tutte le aspettative erano infatti sulle spalle di Jorge Lorenzo, autore invece di una prestazione piuttosto incolore. Qualifiche e warm-up, avevano lasciato presagire una lotta a due tra gli spagnoli. Al traguardo, però,  i due arrivano invece staccati di ben 6 secondi. Alle spalle di Lorenzo, completa il podio Andrea Dovizioso. La classifica mette in evidenza un distacco contenuto ma Andrea non riesce mai ad impensierire davvero il maiorchino.

LA GARA - Scatta benissimo al via Pedrosa: la partenza è il solito capolavoro, così come i suoi primissimi giri. Alla terza tornata il distacco è già di 2 secondi circa. Nulla può Lorenzo che, neppure dopo aver superato l’altra Honda ufficiale, quella di Dovizioso,  riesce a replicare i tempi del connazionale in fuga. Ancora più attardate le Ducati: Hayden scivola prima della metà di gara, mentre Stoner rimane intruppato con Melandri e De Puniet in una lotta per la quarta piazza. Se l’australiano si gioca il rilancio nel mondiale, Marco e Randy  competono per il titolo di miglior Honda non ufficiale. E si può dire che il bello della gara è tutto qui: i 3 si passano e ripassano più volte durante la corsa ma sono ovviamente gli ultimi giri quelli di maggiore spettacolo. Il ravennate sembra il più accreditato per la quarta piazza ma sul finale è beffato proprio dal vecchio compagno di squadra in Ducati. Alla fine sarà quinto. Dal sapore agrodolce la prestazione di Supersic: costretto ad accodarsi ultimo dopo un contatto nelle primissime fasi, gira nel finale con dei tempi davvero buoni. Un vero peccato, nonostante il discreto nono posto agguantato. Male invece Capirossi, decimo. Il rammarico risiede nelle buone prestazioni che la sua Suzuki sembrava aver finalmente ottenuto durante i 3 turni di prove.

MOTO2 E 125 – Ancora una volta, la 125 si conferma un dominio assoluto degli spagnoli. A trionfare quest’oggi, dopo una gara tirata e combattuta sino all’ultimo giro, è Marc Marquez. Per il pilota della Derbi  si tratta del primo successo in carriera. Completano il podio i connazionali Terol e Espargaro, colpevoli di essersi fatti recuperare dal vincitore e da Bradley Smith, poi giunto quarto, mentre erano al comando della corsa con un discreto margine. E’ la quattordicesima volta di fila che una gara dell’ottavo di litro  viene vinta da un iberico. Un dato ancor più inquietante, se si considera che il primo italiano a tagliare il traguardo è Simone Grotzkyj-Giorgi, solo quindicesimo.

Valentino Rossi: per la prima volta non prende parte ad un GP

E’ quindi solo merito di Andrea Iannone se, almeno per oggi, possiamo rinviare tutti i discorsi relativi alla scarsa consistenza della nuova generazione di talenti italiani. Andrea non si limita a vincere, ma stravince la Moto2, con un margine di 7 secondi al termine della corsa. Una gara conquistata in solitaria ma non per questo priva di emozioni: anzi, la battaglia per il secondo posto è infuocata. Alla fine, la spunta Sergio Gadea, che beffa sulla linea del traguardo Simone Corsi. A “fregare” l’altro pilota italiano è un gioco di scie. Un vero peccato: la sua resta comunque una grande impresa, considerata la 26esima posizione in griglia di partenza.

VALENTINO ROSSI – E durante l’evento non sono di certo mancati i segnali di stima e affetto al 46 da parte sia dei tifosi sia degli altri piloti. E Rossi contraccambia, intervenendo in diretta telefonica prima della gara: è boato al Mugello quando gli altoparlanti trasmettono la sua voce. L’operazione è riuscita bene e malgrado il lungo recupero (si parla di 4-5 mesi), Vale è sembrato di ottimo umore. In linea con il suo consueto stile ironico, il  pronostico sul risultato: “Speriamo che per un po’ di gare non vinca nessuno”

Ebbene sì, per quanto possa suonare strano, la Motogp va avanti anche senza il Dottore.

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Brutto high-side per Valentino Rossi al Mugello

di Mara Guarino

Valentino Rossi in sella alla sua M1

Barberino del Mugello – La notizia è di quelle pesanti. Di quelle che cambiano il corso di un’intera stagione.  Il nove volte campione del mondo Valentino Rossi è caduto nel corso delle prove libere, fratturandosi la gamba destra. In discussione, non solo il Gran Premio in programma per domani ma anche molti altri appuntamenti a venire.

Mancava circa un quarto d’ora al termine delle FP2, quando il pilota pesarese è stato disarcionato dalla sua Yamaha all’altezza delle  curve “Biondetti”. La situazione è apparsa subito grave, visto che l’italiano non è riuscito a rimettersi in piedi ed è stato portato via in barella. Sul suo viso evidenti smorfie di dolore.

E’  il dottor Macchia Godena ad aver visionato per primo la situazione, una volta completata la procedura di trasporto alla Clinica Mobile: “E’ una brutta frattura, più grave di quel che pensavamo – spiega -. E’ esposta e scomposta, con l’osso che è uscito fuori dalla pelle. E’ stata già ridotta al centro medico del circuito, ma adesso Valentino verrà trasportato in elicottero all’ospedale di Firenze. Si tratta di una frattura al terzo medio della gamba, che vede coinvolti tibia e perone. La riduzione è stata fatta addormentando il pilota, perché è una lesione molto grave, che per fortuna non ha interessato la parte circolatoria e nervosa della gamba. Adesso verrà portato all’ospedale per stabilizzare la frattura. Probabilmente verrà operato per evitare infezioni. E’ una cosa lunga di qualche mese”.

Più che giustificata quindi la preoccupazione che, al momento, circonda il campione. Appare leggermente più fiducioso il dottor Costa, che, dall’alto della sua grande esperienza nel settore, evidenzia come i tempi di recupero tendano a variare molto, da pilota a pilota. Bisogna comunque aspettarsi un minimo di 40 giorni di stop.

Rossi e Lorenzo: compagni di squadra ma grandi rivali in pista

Se appaiono già molto chiare le sue conseguenze, non si può invece dire altrettanto delle cause della caduta: le immagini catturate dalla telecamera di bordo di Nicky Hayden non evidenziano particolari errori di guida. Per saperne di più occorrerà dunque aspettare i dati della telemetria.

Probabilmente, Valentino stava comunque tirando al massimo, perché in affanno rispetto al primo turno di prove di venerdì. Rossi stava infatti accusando un ritardo di quasi 7 decimi dal compagno di squadra, nonchè leader della classifica mondiale Jorge Lorenzo.

E il maiorchino è sicuramente il pilota che potrebbe beneficiare maggiormente della situazione. Certo, non è una colpa. Peccato solo per la mancata battaglia in pista, che si preannunciava interessante.  Sia per la gara sia in ottica mondiale.

Auguri di pronta guarigione numero 46!

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Complice l’uscita di scena dei principali avversari, il binomio tutto italiano fa doppietta e si porta al comando della classifica iridata

di Mara Guarino

Max Biaggi al parco chiuso

Salt Lake City- Inusuale appuntamento di Lunedì sul circuito di  Miller Motorsports Park, nello Utah. Mentre l’America festeggia il Memorial Day, l’Italia può esultare per il doppio successo di Max Biaggi, che centra quinta e sesta vittoria stagionale. E, soprattutto, scavalca in classifica il diretto rivale Leon Haslam, passando da -15 punti (di svantaggio) a quota +15 punti (di vantaggio). Per gli amanti dei numeri, siamo a 257 contro 242.

La casa di Noale conferma dunque la bontà del suo progetto ma non si può negare che, nella trasferta statunitense, sia assista da un pizzico di fortuna. La Ducati di Checa dà forfait per ben due volte sul più bello, mentre Haslam scivola in gara 2, nel tentativo di rimediare ad una brutta partenza. Ma la storia insegna che i mondiali si vincono anche così, approfittando dei demeriti e degli errori altrui. Certo, la strada è ancora lunga ma il “corsaro” conferma sempre più il pronostico di indiscusso favorito al titolo.

GARA 1-  E’ Max Biaggi a tagliare per primo il traguardo ma, non ce ne voglia il romano, protagonista indiscusso della prima manche è Carlos Checa. Lo spagnolo, che scatta dalla pole, si fa beffare da entrambe le Aprilia ufficiali in partenza. Ma lui e la sua Ducati sembrano avere un marcia in più e, in un paio di giri, guadagnano nuovamente il comando. L’intenzione è chiara: vincere in solitaria. Solo Biaggi riesce a tener testa e, tra i due, scatta un botta e risposta di giri veloci. Gli altri finiscono inevitabilmente seminati, con Haga, Camier e Haslam, impegnati in un una lotta serrata per la terza piazza. E proprio quando anche là davanti pare profilarsi un bel duello, Checa dà lo strappo definitivo e mette due secondi tra sé e l’RSV4 del centauro italiano, ancora una volta velocissimo sul rettilineo. All’improvviso, però, il colpo di scena: a tre giri dal termine, un problema elettrico impone il ritiro a Checa: parcheggiata la sua moto a bordo pista, il pilota del team Althea vede dunque sfumare le sue ultime chances di tornare in lizza per il mondiale. Che è invece sempre più una questione a due, tra un Biaggi in versione “al posto giusto al momento giusto” e Leon Haslam, che porta la Suzuki sul secondo gradino del podio. Alle sue spalle, a prevalere sul giovane Camier è Noriyuki Haga, in pieno riscatto dopo un opaco avvio di stagione. Male invece l’altra Ducati ufficiale, quella di Michel Fabrizio, scivolato nel corso del secondo giorno. Sempre sul fronte piloti italiani, da segnalare poi il buon settimo posto di Luca Scassa.

Carlos Checa in sella alla Ducati del Team Althea

GARA 2 – Il copione della manche precedente sembra ripetersi sin dalle primissime battute. Questa volta, Checa scatta bene dalla casella di partenza, con Biaggi ancora impegnato in un inseguimento. Pessimo avvio invece per Leon Haslam, scivolato in decima posizione. Male per lui e la Suzuki, bene per lo spettacolo, che guadagna una rimonta forsennata, a suon di sorpassi e staccate. La foga di recuperare punti preziosi è però troppa, per quanto comprensibile: il motociclista britannico finisce a terra. Quasi in contemporanea, Checa rompe di nuovo. Una gara davvero da dimenticare per lui. I grandi campioni dicono che nelle competizioni a motori  non ha senso parlare di sfortuna, perché è tutta una questione di messa a punto e affidabilità del mezzo: ma che jella! A questo punto,anche se il tabellone ricorda che è solo l’ottavo giro, a Biaggi non resta che controllare, fino alla vittoria finale. Dietro di lui, è bagarre per il podio: Corser, secondo alla metà di gara, è passato in successione da Camier, Crutchlow (protagonista di una caduta incolpevole in gara 1) e Haga. All’arrivo è dunque doppietta per Aprilia Alitalia. Prestazione incolore per gli altri italiani in pista: Fabrizio e Scassa chiudono rispettivamente nono e decimo.

Prossimo appuntamento, assolutamente da non perdere, il 27/06 a Misano Adriatico

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Subito Rossi, subito Rolling Stoner

Post di Francesco Guarino On aprile - 12 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

All’avvio del mondiale di MotoGp Rossi sfata il tabù su una delle piste che meno ama. Secondo il compagno di squadra Lorenzo, ottimo terzo Dovizioso. La Moto2 non convince, 125 nera per gli italiani

di Francesco Guarino

Dove eravamo rimasti? Ah sì: Rossi si appuntava sulla tuta il nono titolo mondiale e Stoner costruiva castelli di sabbia (e di rabbia) nelle vie di fuga dopo l’ennesimo fuoripista. In Qatar l’australiano avrebbe l’occasione per dare il primo strappo al Motomondiale, in un avvio di stagione in notturna sulla pista che lo favorisce. Dopo sei giri è già a fare le sabbiature. Rossi vince controllando gli avversari con facilità e senza forzare più di tanto: alle sue spalle arriva il compagno di squadra Lorenzo, autore di un’ottima rimonta, e al terzo posto un convincente Andrea Dovizioso, che al fotofinish ha la meglio sul ducatista Hayden. In Moto2 e in 125 si annuncia un’annata magra per i colori italiani.

Il “Dottore” Valentino Rossi

ROSSI C’É – Il Dottore è costretto a una visita a domicilio sgradita: il circuito del Qatar non gli piace ed è terra di dominio del cangurotto Stoner. Nelle prove Rossi riesce a limitare il distacco, ma, dopo qualche giro dal via, Stoner è già davanti ad accumulare decimi su decimi. I secondi di vantaggio sono già due al sesto giro e suggerirebbero a chiunque un’amministrazione accurata del gap: non al giovane australiano, che “pinza” troppo sull’anteriore e ritorna il Rolling Stoner dei primi tempi. Suggeriamo una polizza Kasko: il premio d’assicurazione gli costerà un botto, ma, se questa è la prima gara, a fine stagione avrà incassato più Stoner dalle cadute che Rossi dalle vittorie. Rossi ha dovuto respingere solo un attacco, quello patriotticamente fratricida di Dovizioso: al 19° giro il Dovi prova la staccata all’interno, fiondato in rettilineo dal motore Honda 2010 che darà grattacapi a tutti. Valentino lo lascia passare avanti di qualche metro, poi alla prima staccata gli piazza il codino in faccia e se ne va in scioltezza. Il vero rischio per Rossi arriva dopo la bandiera a scacchi, perchè la benzina finisce poche centinaia di metri oltre la linea d’arrivo. Consumi elevati o rischio (poco) calcolato? Lorenzo risale il gruppo, dopo una partenza così così, e si piazza alle spalle del compagno: la Yamaha è già in gran forma. Dovizioso su Honda conquista un bel podio, Hayden e la sua Ducati si accontentano del quarto posto e l’ex-superbike Ben Spies agguanta un’ottima quinta piazza. Capirossi non festeggia alla grandissima la 300esima gara in carriera: scialbo nono posto, a venti secondi dal vincitore. Il main sponsor della sua Suzuki sarà anche la Rizla, ma non è il caso di farsi fumare così dagli avversari…

MOTO2 E 125 – Nuovo regolamento per la vecchia 250, che tante soddisfazioni ha dato agli italiani in passato. Le moto hanno motore 600 cmc e telaio a scelta in un lotto ristretto, situazione che presumibilmente avrebbe dovuto favorire i “bocciati” per la MotoGp, alias Alex De Angelis e Toni Elias. Il vincitore della prima? Lo sconosciuto 19enne giapponese Tomizawa, 9° al via e trionfatore con 4 secondi e mezzo sullo spagnolo DeBon. La sua dichiarazione all’arrivo? «Scusate, non capisco più niente.» Figurati, neanche noi per ora capiamo nulla di una classe motociclistica che la Dorna ha trasformato in un triste monomarca Honda. De Angelis passa ugualmente alla storia: è il primo ritirato della nuova classe. In 125 ci toccherà tenere il tricolore in ripostiglio per parecchio quest’anno: tre piloti italiani al via, uno solo al traguardo. 22esimo su 23. Vittoria allo spagnolo Terol su Aprilia.

“SuperSic” Simoncelli

TOP&FLOP – Al top della prima di Motomondiale c’è come sempre Rossifumi: la calma è la virtù dei forti e lui, che è il più forte, il secondo posto se lo sarebbe preso senza sbraitare, sapendo che la pista gli era sfavorevole. Poi Stoner ha lasciato via libera ed è stata una marcia trionfale. Di conseguenza la palma del flop va a Casey “Rolling” Stoner, che la calma non sa neanche dove stia di casa. «Mi avevano avvisato dei problemi all’anteriore, sono stato imprudente». No Casey, con due secondi di vantaggio, quasi 20 giri da percorrere e un avviso dai box non sei stato imprudente: sei stato proprio fesso. I venticinque punti di ritardo in classifica fungeranno da promemoria. Al top c’è anche Ben Spies: arriva fresco di titolo dalla Superbike e il passaggio di categoria non è così scontato. Le SBK sono trattori a due ruote con gli aiuti elettronici ridotti al minimo, alle MotoGp manca giusto la macchinetta del caffè sulla forcella. L’americano classe ‘84 surfa sulle dune del Qatar con la sicurezza di un veterano e chiude a meno di quattro secondi dal vincitore. Qualche coppetta se la porterà di sicuro a casa quest’anno. Floppone a tutto tondo per il team Honda Gresini, spagnolo di direzione e italiano di guida, con la strana coppia Simoncelli-Melandri. Rispettivamente undicesimo e tredicesimo all’arrivo, staccati di un’infinità e anche qualcosa in più. Simoncelli ha dichiarato a Sportweek che, quando c’è la sua ragazza in trasferta col team, la sera prima della gara è difficile che dorma sereno. Lo perdoniamo giusto perchè era all’esordio, ma da come ha guidato ieri sembrava che la notte prima non avesse proprio chiuso occhio. Alla prossima su i pantaloni e giù col gas.

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Roma, il Gran Premio che verrà

Post di Nicola Gilardi On gennaio - 17 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Il 2012 potrebbe essere l’anno della Formula 1 a Roma. Il circuito verrà realizzato nella zona nord dell’Eur e sarà lungo 4 Km. Proteste dalla Lega Nord

di Nicola Gilardi

gp_roma01ggL’ipotesi, molto suggestiva, di un GP sotto l’ombra del Colosseo e fra le meraviglie della città eterna sembra divenire sempre più concreta. Già dal 2012, infatti, il circuito romano potrebbe ospitare una tappa del campionato mondiale di Formula 1, per il piacere di molti turisti, ma creando anche il disagio di alcuni cittadini romani.

Il circuito, che verrà realizzato nella parte nord dell’Eur, sarà lungo 4699 metri ed il tempo di percorrenza sarà di 1’34’’, con una andatura di circa 177Km/h. Non si tratta dunque di un circuito cittadino come quello del principato di Monaco, bensì di un tracciato medio-veloce, seppure in una zona urbana. Il connubio fra la Ferrari e la città Roma, cioè la casa automobilistica più famosa al mondo e la città più bella, fa già sognare tutti gli amanti della Formula 1.
Le strade interessate saranno: viale dell’Arte, viale delle Tre  Fontane, via di Val Fiorita e via Cristoforo Colombo.

ferrari-f1-bolid-937Il progetto, presentato dal sindaco Gianni Alemanno e da Maurizio Flammini, presidente di FG Group, prevede un piano di investimenti di circa 160 milioni di Euro, generando però un indotto in grado di produrre 10mila posti di lavoro nei prossimi 3 anni e introiti intorno ad 1 miliardo di Euro.

«Per noi il Gran Premio sarà un green event» ha rassicurato Flammini dal punto di vista ecologico, ma le perplessità sono molte se si pensa all’impatto negativo che una struttura tale potrebbe avere sull’ambiente e non solo. Ripercussioni in termini di inquinamento ambientale e acustico, a cui si potrebbero aggiungere gravi problemi anche sul piano della viabilità per l’intera zona.

A favore del circuito romano si è però espresso l’architetto di fama mondiale Massimiliano Fuksas, rassicurando i cittadini sui possibili impedimenti: «Non vedo quali difficoltà ci possano essere. Si tratterebbe di un evento di tre giorni; e che, per giunta, interesserebbe una zona architettonicamente pregevole quale è l’EUR. Non dimentichiamoche a Montecarlo da 80 anni si svolge il Gran Premio, ed è chiaro che la città non he subito un dramma. Al contrario, il suo prestigio internazionale è cresciuto, andando oltre la fama di zona turistica d’élite».

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A far discutere è invece la posizione della Lega Nord, che rivendica il primato del GP di Monza in Italia. Il senatore Cesarino Monti ha, infatti, criticato apertamente il progetto affermando: «Il famoso miliardo di cui parla Alemanno sicuramente lo toglieranno al territorio brianzolo».

Luca Cordero di Montezemolo, invece, dopo qualche riserva ha lanciato una timida apertura a due condizioni: che sia un evento «una tantum» e che il progetto venga sostenuto da investitori privati.

Per Cesare Pambianchi, presidente della Confcommercio di Roma, l’evento sarebbe un successo sia dal punto di vista sportivo che economico, rappresentando, inoltre, un viatico per la candidatura della capitale alle Olimpiadi del 2020.

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Jenson in cima al mondo

Post di Mimma Nole On ottobre - 20 - 2009 AGGIUNGI COMMENTO

Con una gara di anticipo l’inglese della Brown GP conquista il suo primo titolo iridato. Esce dall’ombra in cui lo aveva relegato la stella Hamilton, togliendogli lo scettro sulla stessa pista che lo aveva visto trionfare lo scorso anno

58324975Per il secondo anno consecutivo la Union Jack torna a sventolare nel cielo brasiliano di Interlagos. E’ ancora una volta un pilota britannico ad aggiudicarsi il titolo mondiale: ma non si tratta di Lewis Hamilton, pupillo di Ron Dennis, costruito dalla McLaren-Mercedes per farne il più giovane campione del mondo della storia della Formula 1, bensì di Jenson Button, che ad un’età non proprio tenera, è riuscito così a prendersi una rivincita non indifferente nei confronti di tanti che lo consideravano ormai un pilota finito.

Lewis è sempre stato visto come un predestinato, fin da quando, giovanissimo, scorazzava sulle piste di kart di tutto il mondo con indosso la tuta grigio platino e  lo stemma Mercedes impresso sul casco. Al passaggio in monoposto ha battuto ogni record di precocità e l’esordio a soli 22 nel grande circus non ha destato eccessivo stupore tra gli addetti ai lavori. La sua luce ha iniziato a brillare fin dalle prime gare diventando una sorta di idolo nazionale, quasi cancellando nell’immaginario del pubblico britannico l’esistenza di Button, altro inglese impegnato in Formula 1.

D’altra parte Jenson le sue possibilità le aveva avute. La sua carriera era iniziata in modo promettente: in un top team come la Williams aveva concluso la sua prima stagione all’ottavo posto, mettendosi subito in mostra con una serie di pesanti piazzamenti e sfiorando più volte il podio. Con il passaggio alla Benetton, ha disilluso le attese con risultati a dir poco altalenanti: la sostituzione ne è stata logica conseguenza. Poi è arrivato il contratto con la Bar e le prestazioni del pilota sono andate di pari passo con gli alti e bassi economici della scuderia inglese. L’entrata in gioco della Honda nel 2006 ha portato una boccata di aria fresca nel team, e soprattutto nuove risorse. Button non si lasciato sfuggire l’occasione andando a cogliere in Ungheria la sua prima vittoria in un Gran Premio di F1 e  piazzandosi sesto in campionato. Da quel momento la salita si è fatta incredibilmente ripida finchè non si è giunti di fronte ad un muro insormontabile. Siamo alla fine del 2008 e la Honda annuncia il suo ritiro dal mondo della Formula 1. Jenson rimane senza sedile e si moltiplicano le voci su un suo possibile ritiro o anno sabbatico.

U1166P6T12D4643446F168DT20091019061233Passano pochi mesi e viene presentata una nuova vettura. Uno dei fautori del Dream Team Ferrari dell’era Schumacher, l’ex direttore tecnico Ross Brown, rileva l’Honda e dà vita all’omonima scuderia, confermando alla guida delle due monoposto Button e Barrichello.

La stagione 2009 si apre nel segno della Brown GP che mette tutti in riga con una perentoria doppietta sul circuito dell’Albert Park. L’inglese domina l’intero fine settimana e dopo una cavalcata solitaria sale sul gradino più alto del podio, a oltre due anni dalle gioie di Budapest.

Dopo i fasti dei primi mesi dell’anno, caratterizzati da sequenze record, hat trick  e fiumi di champagne, Jenson ha accusato un calo, dovuto anche ad un rallentamento nello sviluppo della macchina. La minaccia ha preso le sembianze, prima del Wonder Boy di casa Red Bull Sebastian Vettel, poi del compagno di squadra Barrichello, che hanno tentato in fasi alterne l’assalto al vertice della classifica.

Al via del penultimo Gran Premio dell’anno il bottino di punti di vantaggio di Button sugli altri due contendenti è consistente, ma non ancora sufficiente per dichiarare la conclusione dei giochi. Galvanizzato dal pubblico U1166P6T12D4643410F168DT20091019052815accorsonumeroso, Rubens strappa il giro più veloce al temine delle qualifiche: l’idolo di casa non vuole assolutamente deporre le armi senza aver combattuto fino allo stremo delle forze. Il suo sogno iridato, però svanisce in fretta, complici  uno sfortunato pit stop e una foratura mentre navigava in terza posizione: è solo ottavo sotto la bandiera a scacchi. Button, dal canto suo, si rende protagonista di una delle sue gare più avvincenti: vittime della sua aggressività sono in successione Grosjan, il rookie Kobayashi e Buemi. Veloce quanto basta, terminata l’altanena dei pit stop, riuscirà a concludere 5°. Con Vettel 4° al traguardo, l’inglese può così festeggiare il suo primo titolo iridato con una gara di anticipo e mettere a tacere tutte le critiche che gli sono state rivolte in passato celebrando la sua rinascita agonistica.

Domenica Nolè

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Butterfly zone, il senso della farfalla

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