Si stima che nel mondo circa 100 milioni di donne ne facciano uso, ma la pillola contraccettiva resta per molte un ‘mistero’, soprattutto nel nostro Paese dove appena un 14% delle donne dice di ricorrervi abitualmente. Tra le paure più diffuse quella che possa fare male alla salute, anche se la ricerca scientifica da tempo ha dimostrato molti effetti positivi – come la riduzione del rischio tumore all’utero – ed ora arrivano ulteriori conferme.
Iniziamo però dai dati negativi, quelli sulla diffusa ‘ignoranza’ riguardo la pillola. Una ricerca internazionale condotta in Germania, Francia, Gran Bretagna, Svezia e Romania e pubblicata sulla rivista «Contraception», ha svelato che, prescindendo dal livello culturale, la consapevolezza delle donne europee sulla pillola è davvero scarsa. Tre intervistate su 4 sarebbero anche interessate a ricevere maggiori informazioni, ma in definitiva appena il 2% del totale è davvero informata sull’uso corretto e sulle proprietà.
Passiamo ora invece ai numeri positivi che riguardano l’uso di questo metodo contraccettivo. Un recente aggiornamento dei dati sul tasso di mortalità tra più di 46.000 donne seguite negli ultimi 40 anni nell’ambito di un importante studio britannico, ha svelato che, nel lungo periodo, quelle che hanno fatto uso di contraccettivi orali vivono di più e meglio. Le formulazioni più recenti della pillola hanno eliminato molte delle controindicazioni del passato e offrono benefici aggiuntivi addirittura risolvendo disturbi femminili molto diffusi come un ciclo mestruale troppo abbondante e a rischio anemia per il soggetto, oppure i problemi di scarsa concentrazione e affaticamento che segnano la sintomatologia premestruale, o ancora l’acne, dovuta tra le giovanissime proprio agli squilibrii ormonali che la pillola va a bilanciare.
A dicembre 2011 diversi comitati medici e scientifici riuniti dall’Fda (Food and Drug Administration) hanno riconosciuto che il rapporto rischi/benefici pesa ormai a netto favore dei secondi. Le pilole di ultima generazione sono state studiate per ridurre al massimo i disagi per le donne, a partire dall’aumento di peso, e anche se resta fondamentale una giusta somministarzione dietro consulto medico la maggior parte è considerata davvero sicura (in tutti i sensi).
Laura Dabbene

