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	<title>Wakeupnews &#187; Sociale</title>
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	<description>L&#039;informazione che ti sveglia</description>
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		<title>‘Ti tengo d’occhio’ è on line!</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:40:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Campanella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[battaglia per non vedenti]]></category>
		<category><![CDATA[cultura dell'inaccessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[non vedenti]]></category>
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		<category><![CDATA[vincenzo rubano]]></category>

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		<description><![CDATA[Vincenzo Rubano ha vinto la sua battaglia per diffondere la cultura dell’accessibilità dei siti web ai non vedenti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/%e2%80%98ti-tengo-d%e2%80%99occhio%e2%80%99-e-on-line/imagescaj2lvy8/" rel="attachment wp-att-72390"><img class="alignleft size-full wp-image-72390" style="margin: 5px;" title="imagesCAJ2LVY8" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/imagesCAJ2LVY8.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a>Lecce &#8211; Ecco, ci siamo, dopo un impegnativo periodo di lavoro, il servizio <a title="ti tengo d'occhio" href="http://http://www.wakeupnews.eu/%e2%80%9cti-tengo-d%e2%80%99occhio%e2%80%9d-la-battaglia-di-vincenzo-continua/" target="_blank">‘Ti tengo d&#8217;occhio’ </a>è finalmente on-line. Una vittoria per Vincenzo Rubano, studente non vedente dell’istituto Costa di Lecce. Il ragazzo qualche mese fa lanciò un sondaggio sull’inaccessibilità di molti siti web e di alcuni software. Il suo progetto era quello di realizzare e pubblicare un nuovo sito in Internet, uno spazio virtuale con lo scopo di diffondere la cultura dell’accessibilità: ogni sito web, ogni programma per computer deve essere accessibile ai non vedenti attraverso l’uso di tecnologie particolari. <strong>Tutto questo oggi è diventato realtà,</strong> trasformandosi in <strong>un servizio reale</strong>, consultabile da chiunque su <a href="http://www.titengodocchio.it">www.titengodocchio.it</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cuore del progetto prevede la creazione di quella che è stata chiamata la <strong>‘Blind List’ (parafrasando la black list)</strong>, ossia una vera e propria lista nera di programmi e siti poco o per nulla accessibili. Il funzionamento della Blind List è piuttosto semplice. Ogni volta che un programma o un sito viene considerato poco accessibile sarà redatto un report, ovvero una scheda descrittiva dei problemi riscontrati. Questi report saranno dei testi accessibili a chiunque (anche ai non vedenti) e potranno, inoltre, essere liberamente commentati, così che ogni visitatore di ‘Ti tengo d&#8217;occhio’ possa esprimere la sua opinione o aggiungere altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella Blind List rientrano tutti i siti Internet e le applicazioni disponibili per Windows, per IOS (il celebre sistema operativo presente sugli ‘iDevices’, dispositivi come iPhone, iPad e iPod Touch) e per Mac OS X (il sistema operativo dei computer Macintosh). <strong>E’ ufficialmente aperta la caccia ai siti inaccessibili!</strong> Infatti, chiunque dovesse imbattersi i<a href="http://www.wakeupnews.eu/%e2%80%98ti-tengo-d%e2%80%99occhio%e2%80%99-e-on-line/imagescaz74gg9/" rel="attachment wp-att-72391"><img class="alignright size-full wp-image-72391" style="margin: 5px;" title="imagesCAZ74GG9" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/imagesCAZ74GG9.jpg" alt="" width="180" height="191" /></a>n questo genere di ostacolo può segnalarlo sul sito semplicemente compilando il modulo. Oltre a dare risalto alle segnalazioni degli utenti, Vincenzo Rubano si impegnerà a anche a cercare di <strong>contattare gli sviluppatori dei programmi e dei siti segnalati</strong>, in maniera tale che <strong>possano prendere consapevolezza di ciò che è stato riscontrato porvi rimedio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché tanto fervore su questo tema? L&#8217;accessibilità universale, ovvero la garanzia che tutti i contenuti presenti su Internet siano fruibili da chiunque, <strong>è infatti un diritto di tutti i non vedenti ed è un dovere per programmatori e progettisti.</strong> Fino ad oggi era difficile venire a conoscenza di prodotti inaccessibili, ma ora si apre uno scenario completamente nuovo e disponibile a tutti. Per Vincenzo, infatti “creare un sito o un programma inaccessibile è, prima di ogni altra cosa, una vera e propria discriminazione”. Perciò, se possiamo fare qualcosa per combatterla facciamoci avanti!</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Chiara Campanella</strong></p>
<p style="text-align: right;">Foto via puntodistella.it; leucaweb.it</p>
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<p>leucaweb.it</p>
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		<title>Epas, dalla storia al domani per crescere ancora</title>
		<link>http://www.wakeupnews.eu/epas-dalla-storia-al-domani-per-crescere-ancora/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 09:09:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Campanella</dc:creator>
				<category><![CDATA[FlashNews]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[decennale nascita epas]]></category>
		<category><![CDATA[hotel Ergife Palace di Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Il Patronato Epas]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Patronato Epas festeggia i dieci anni della sua storia con un convegno. L’appuntamento per i giornalisti è domani 2 febbraio all’Ergife Palace Hotel di Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/epas-dalla-storia-al-domani-per-crescere-ancora/untitled-39/" rel="attachment wp-att-72058"><img class="alignleft size-full wp-image-72058" style="margin: 5px;" title="untitled" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/untitled.png" alt="" width="256" height="163" /></a>Roma –‘Epas, dalla storia al domani per crescere ancora’. E’ questo il titolo del Convegno organizzato dal Patronato Epas, il cui fulcro centrale è previsto per la mattina di <strong>domani, 2 febbraio</strong>, presso  l’Ergife Palace Hotel, a Roma in Via Aurelia n. 619. Il meeting è stato organizzato proprio perché il Patronato Epas festeggia i dieci anni della propria storia. L’Epas <strong> - </strong>Ente di Patronato e di Assistenza Sociale- rappresenta il primo Istituto riconosciuto dalla legge del 30/03/2001 n° 152 e si propone come ‘nuova forza’ a completo servizio dell&#8217;utente per l’assistenza Sociale e Previdenziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque, per l’occasione è stato organizzato questo congresso che, in realtà, ha inizio già oggi pomeriggio alle ore 16.00 con l’accoglienza e l’accreditamento dei partecipanti, per terminare domenica 5 febbraio 2012. Il convegno potrà avvalersi della partecipazione di ospiti e personalità di spicco del mondo istituzionale, che prenderanno parte ai lavori nella mattinata di <strong>giovedì 2 febbraio</strong>, quando verrà presentato e discusso il libro ‘Storie di ordinaria previdenza’. Tra questi  si segnala la presenza del Presidente della Camera, On.le Gianfranco Fini, e del Presidente Nazionale INPS, Antonio Mastrapasqua.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio per la mattina di domani è prevista l’ammissione al Convegno di giornalisti appartenenti alle testate interessate a prender parte all’evento, i quali avranno la possibilità di accreditarsi e di partecipare così ai lavori (per gli accrediti è possibile scrivere all’indirizzo e mail <a href="mailto:segreteria.presidente@epas.it">segreteria.presidente@epas.it</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">“Il Patronato Epas festeggia i 10 anni della propria storia, ed è proprio questa una motivazione importante dal punto di vista simbolico relativamente alla nostra identità professionale. Quello dei 10 anni rappresenta per tutti noi un fantastico traguardo: voltandoci indietro iniziamo a vedere una strada già abbastanza lunga e corposa, densa di avvenimenti e, perché no, di risultati che ci inorgogliscono”. Di questo va fiero il Presidente Nazionale Epas, Denis Domenico Nesci.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Chiara Campanella</strong></p>
<p style="text-align: right;">Foto via digilander.libero.it; epas.it</p>
<p style="text-align: right;">
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		<title>I Ghetti nazisti, una mostra per sensibilizzare sul tema razzismo ed emarginazione</title>
		<link>http://www.wakeupnews.eu/i-ghetti-nazisti-una-mostra-per-sensibilizzare-sul-tema-razzismo-ed-emarginazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 12:26:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Campanella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[L'arte e la storia]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[emerginazione e razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornata della memoria]]></category>
		<category><![CDATA[i ghetti nazisti]]></category>
		<category><![CDATA[mostra a roma al complesso del vittoriano]]></category>
		<category><![CDATA[persecuzione ebrei]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione delle celebrazioni per la Giornata della Memoria, Il complesso del Vittoriano di Roma ospita una mostra sui ghetti ebraici fino al 4 marzo. L’ingresso è gratuito]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/i-ghetti-nazisti-una-mostra-per-sensibilizzare-sul-tema-razzismo-ed-emarginazione/untitled-38/" rel="attachment wp-att-71848"><img class="alignleft size-full wp-image-71848" style="margin: 5px;" title="untitled" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/untitled12.png" alt="" width="275" height="184" /></a>Roma– I Ghetti nazisti è il titolo della mostra ospitata nel Salone Centrale del Complesso del Vittoriano di Roma fino al 4 marzo 2012, a ingresso gratuito. L’esposizione si inserisce <a href="http://http://www.wakeupnews.eu/al-via-da-domani-la-settimana-della-memoria-le-iniziative-principali-a-roma-e-milano/">nelle celebrazioni realizzate per la Giornata della Memoria,</a> è promossa e voluta da Roma Capitale ed è curata da Marcello Pezzetti<em>, </em>direttore scientifico della Fondazione Museo della Shoah di Roma, da<em> </em>Bruno Vespa e Sara Berger, insieme alla direzione e al coordinamento generale di<em> </em>Alessandro Nicosia.</p>
<p style="text-align: justify;">La rassegna<em> </em>intende ripercorrere <strong>la storia dei ghetti nazisti in Polonia, dal 1939 al 1944</strong>: la loro istituzione, la vita quotidiana al loro interno, la fame, le malattie, la violenza, il lavoro coatto, le deportazioni, la resistenza, le liquidazioni finali. Tantissime fotografie, giornali, manifesti, documenti e filmati (provenienti da istituzioni pubbliche e private e musei e archivi internazionali) compongono il percorso espositivo suddiviso in quattro sezioni che raccontano uno dei momenti più bui della nostra storia recente.</p>
<p style="text-align: justify;">L’esposizione si apre con una <strong>premessa</strong>, un breve racconto del ghetto nella storia, una panoramica sulla storia degli ebrei in Polonia e la loro persecuzione nella Germania nazista fino alla seconda guerra mondiale. Si arriva poi alla <strong>prima sezione</strong>, che prende le mosse dall’occupazione della Polonia e  descrive le prime espulsioni degli ebrei fino ad arrivare all’istituzione dei ghetti. La vita degli ebrei nei ghetti fra regolamenti e restrizioni, saccheggi e distruzioni, maltrattamenti e uccisioni singole, è raccontata, invece, nella <strong>seconda sezione</strong> che costituisce il nucleo centrale della rassegna. Qui si evidenziano le condizioni di vita degli ebrei,<br />
come esse siano segnate dalla fame e dalle malattie e come gran parte degli ebrei sia costretta al lavoro forzato, ma allo stesso tempo come, nell’ambito delle limitazioni imposte dai nazisti, gli ebrei trovino lo spazio per una vita religiosa, sociale e culturale, cercando di condurre una vita normale, anche trasgredendo agli ordini dei nazisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Segue poi <strong>un focus sulla propaganda antiebraica nazista in Polonia</strong>. E’ qui che trova spazio la narrazione del caso di ‘Theresienstad’, la città ideale costruita da Hitler per gli ebrei. Una serie di documenti e materiali espositivi illustrano la reazione del mondo di fronte alla tragedia. Infatti, alcune notizie dell’istituzione dei ghetti e delle violenze in atto raggiungono sia gli Alleati che l’Italia. Infine, <strong>l’ultima sezione</strong> riguarda il tema della liquidazione dei ghetti e degli abitanti attraverso le fucilazioni di massa e le deportazioni versi i campi di sterminio. Non si parla solo dei persecutori, ma anche dei soccorritori. <a href="http://www.wakeupnews.eu/i-ghetti-nazisti-una-mostra-per-sensibilizzare-sul-tema-razzismo-ed-emarginazione/imagescat4lzhy/" rel="attachment wp-att-71844"><img class="alignright size-full wp-image-71844" style="margin: 5px;" title="imagesCAT4LZHY" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/imagesCAT4LZHY.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La mostra ha lo scopo evidente di sensibilizzare il visitatore su temi quali il razzismo e l’emarginazione, facendogli vivere momenti di forte impatto emozionale–comunicazionale, anche attraverso la creazione di scenografie che ricordano specificatamente i Ghetti nazisti (il muro, il filo spinato, le pareti scure, ecc). Tutto questo per sottolineare la crudeltà di quel momento storico e <strong>per fornire</strong>, soprattutto <strong>ai giovani,</strong> <strong>gli strumenti necessari per non dimenticare</strong>, consapevoli dell’importanza dei valori di pace, di tolleranza e comprensione reciproca. Infatti, nelle numerose didascalie presenti nella rassegna viene utilizzato un linguaggio comprensibile a tutti, soprattutto agli studenti e alle nuove generazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente  la scelta dell’ingresso gratuito all’esposizione deriva proprio dal fatto che si vuole coinvolgere il più possibile il pubblico davanti a queste atrocità e davanti ad un passato che ci consegna un trauma insuperabile. Tuttavia, c’è la consapevolezza che si può sconfiggere l’orrore in un solo modo: ricordare e non dimenticare mai. E l’esposizione vuole evidenziare proprio questo…</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Chiara Campanella</strong></p>
<p style="text-align: right;">Foto via romaebraica.it; beniculturali.it</p>
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]]></content:encoded>
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		<title>&#8216;Tu sai di un posto chiamato prigione&#8217;: bambini di tre anni condannati al carcere</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 18:55:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tiziana Pagano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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		<category><![CDATA[ieri oggi domani]]></category>
		<category><![CDATA[Imma La Salvia]]></category>
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		<category><![CDATA[Mostra fotografica]]></category>
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		<category><![CDATA[Tu sai di un posto chiamato prigione]]></category>

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		<description><![CDATA[Imma La Salvia racconta con un reportage fotografico la vita dei bambini di tre anni che vivono nel carcere di Rebibbia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/tu-sai-di-un-posto-chiamato-prigione-bambini-di-tre-anni-condannati-al-carcere/sbarre2_01/" rel="attachment wp-att-71770"><img class="alignleft size-medium wp-image-71770" style="margin: 5px;" title="sbarre2_01" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/sbarre2_01-300x239.jpg" alt="" width="300" height="239" /></a>Nel film <strong><em>Ieri, oggi, domani </em></strong>del 1963 diretto dallo straordinario Vittorio De Sica, Marcello Mastroianni e Sophia Loren ci mostrano lo specchio della società di quegli anni: tra le scene più toccanti c’è sicuramente quella di Adelina &#8211; la bellissima Loren &#8211; venditrice ambulante di sigarette che, per evitare il <a href="http://www.wakeupnews.eu/olanda-legalize-it-or-not-intanto-chiudono-le-carceri-per-mancanza-di-criminali/">carcere</a>, decide di ricorrere alla maternità dato che la legge non prevedeva la reclusione per le donne in stato di gravidanza. Le nascite proseguono fino a quando la protagonista decide di consegnarsi alle autorità per scontare la pena. L’episodio, ispirato alla vera storia di una donna napoletana, raggiunge uno dei massimi punti di realismo quando Adelina entra nella cella con uno dei suoi bambini, il più piccolo, condividendola con tante altre donne che trascorrono le loro giornate tra le sbarre, insieme ai loro figli. Una storia, quella raccontata nel film, che non si allontana molto da quella che è la situazione attuale nelle prigioni femminili.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra fotografica <strong>&#8216;Tu sai di un posto chiamato prigione?&#8217;, </strong>in programma fino al 9 febbraio 2012 presso il centro <strong>Il Fiume</strong>, dà la possibilità di ammirare gli scatti della fotografa <strong>Imma La Salvia</strong> che, in collaborazione con l’associazione <strong>A Roma, insieme</strong>, ha documentato la vita in cella dei <a href="http://www.wakeupnews.eu/bambini-a-due-mesi-conoscono-principi-della-fisica/">bambini</a> ospitati nel <strong>carcere di Rebibbia</strong>. Momenti di vita, quindi, quelli raccolti da Imma La Salvia che ha saputo cogliere le emozioni dei <strong>bambini </strong>che fino a 3 anni vivono con le mamme tra le sbarre di una prigione, la prigione che rappresenta la loro casa. Un reportage fotografico che parte dall’ esperienza fatta dall’ artista come volontaria dell’associazione che opera nel carcere di Rebibbia Femminile da molti anni, per cercare di ridurre i danni che la reclusione può avere sui <strong>piccoli &#8216;detenuti&#8217;</strong>. La mostra si tiene in Via dei dalmati 47, nel quartiere San Lorenzo a Roma. I primi tre anni rinchiusi tra le sbarre di un carcere senza che si sia commesso alcun delitto: questo è il punto cardine del reportage fotografico. Immagini che raccontano di una realtà poco conosciuta o che si immagina appartenga al passato, a quei film di tanto tempo fa come <em>Ieri, oggi, domani</em> di De Sica. <a href="http://www.wakeupnews.eu/tu-sai-di-un-posto-chiamato-prigione-bambini-di-tre-anni-condannati-al-carcere/figlidetenuti_minori/" rel="attachment wp-att-71773"><img class="alignright size-medium wp-image-71773" style="margin: 5px;" title="figlidetenuti_minori" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/figlidetenuti_minori-300x300.jpg" alt="" width="278" height="163" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un problema ancora non risolto quello del rapporto tra le <a href="http://www.wakeupnews.eu/l%e2%80%99agopuntura-aiuta-a-curare-la-depressione-in-gravidanza/">madri</a> detenute e i loro figli minorenni, che risulta però al giorno d’oggi una piaga per la società, una tra le tante altre che non hanno ancora una soluzione. I bambini di tre anni hanno bisogno di restare vicino alle madri, ma non hanno anche il diritto di crescere in un ambiente che non abbia le sbarre alle finestre? Quale impatto ha un’esperienza del genere sulla formazione dell’identità dei piccoli, costretti a vivere per i primi tre anni della loro vita in prigione? Un adulto è responsabile delle proprie azioni e delle punizioni che esse comportano&#8230; ma un bambino? La speranza è che questa mostra faccia comprendere a tutti noi quale sia la vera dimensione del carcere, facendoci riflettere su cosa significhi per un bambino di tre anni pensare che quella sia &#8216;casa&#8217;.</p>
<p align="right"><strong>Tiziana Pagano</strong></p>
<p style="text-align: right;" align="right">Foto via  www.thefrontpage.it;  www.100bimbi.it; www.minori.it</p>
<p style="text-align: right;" align="right">
]]></content:encoded>
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		<title>Lavoro, alle donne salari più bassi del 20%</title>
		<link>http://www.wakeupnews.eu/lavoro-alle-donne-salari-piu-bassi-del-20/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:13:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Campanella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[busta paga]]></category>
		<category><![CDATA[fornero]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Per laureate e diplomate aumenta il divario con i colleghi uomini in materia di retribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[riforma lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[salari bassi alle donne]]></category>
		<category><![CDATA[stipendi]]></category>

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		<description><![CDATA[Per laureate e diplomate aumenta il divario con i colleghi uomini in materia di retribuzione ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/lavoro-alle-donne-salari-piu-bassi-del-20/images-161/" rel="attachment wp-att-71715"><img class="alignleft size-full wp-image-71715" style="margin: 5px;" title="images" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/images19.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a>E’ del 20% il gap salariale rispetto agli uomini: ogni mese le lavoratrici italiane ricevono in media 1.104 euro netti, contro i 1.379 riconosciuti ai colleghi maschi, nonostante gran parte delle occupate sia diplomata o laureata. A rilevarlo è una ricerca condotta dal Centro studi Sintesi per il Sole 24ore, secondo la quale <strong>i guadagni netti delle laureate sono più bassi di quasi il 22% rispetto ai colleghi con pari titoli di studio, </strong>divario che scende al 21,2% per le diplomate.</p>
<p style="text-align: justify;">“Le dipendenti,  nonostante mediamente più istruite degli uomini e più presenti nei livelli impiegatizi, non riescono a raggiungere le posizioni di potere, sono più precarie e lavorano più degli uomini a tempo parziale”. Lo spiega Catia Ventura, direttrice del Centro studi Sintesi, sottolineando il fatto che non si arriva alla parità nemmeno se si considera la posizione nella professione. Tra gli operai, il gender pay gap è del 32%, tra gli impiegati (dove si concentra il 59% del gentil sesso)del 19%, tra i quadri del 16%. Tuttavia, ai vertici aziendali la distanza si affievolisce a poco più del 4%, ma è marginale la quota di occupate che arriva a ricoprire posizioni di comando.</p>
<p style="text-align: justify;">Le differenze tra il salario di uomo e quello di una donna non si riscontrano solamente nel tipo di impiego, ma anche sul territorio. Infatti, <strong>le donne che lavorano al Nord hanno un salario maggiore rispetto a quelle del Mezzogiorno </strong>(anche perché nel Sud Italia c’è un alto tasso di disoccupazione). I dislivelli massimi in busta paga si registrano in Liguria (-26,1%), mentre agli antipodi troviamo la Sicilia (-13,9%). In Puglia la retribuzione media netta più bassa, pari a 864 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">“Nel lavoro le donne hanno maggiore difficoltà nell’accesso, minore continuità e ridotte possibilità di fare carriera, nonostante inizino da un livello di istruzione superiore”. Lo ribadisce il ministro Fornero a proposito della scarsa presenza femminile nel mercato del lavoro. Con la giornata di oggi si aprirà un’altra settimana calda per il confronto tra Governo e parti sociali sulla riforma: contratti, formazione e apprendistato. Lo scopo è quello di arrivare, entro un mese, a un disegno di legge che realizzi un <em>restyiling </em>di un mercato del lavoro, pronto ad accogliere ‘gli esclusi’: purtroppo sempre donne e giovani!</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Chiara Campanella</strong></p>
<p style="text-align: right;">Foto via adnkronos.com; finanza.it.msn.com</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Guerra e bambini: diritti infranti</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 20:05:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tiziana Pagano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni giorno tanti bambini sono vittime di conflitti che infrangono i loro diritti, anche quelli primari]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/guerra-e-bambini-diritti-infranti/bambini-malati/" rel="attachment wp-att-71392"><img class="alignleft size-medium wp-image-71392" style="margin: 5px;" title="bambini-malati" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/bambini-malati-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a>La <strong>guerra</strong> è un fattore comune che unisce, purtroppo, tutte le epoche in cui l’uomo è vissuto. La coscienza umana sta ancora facendo i conti con l’orrore dell’ <strong>Olocausto</strong> e della <strong>Shoah</strong>. La <a href="http://www.wakeupnews.eu/al-via-da-domani-la-settimana-della-memoria-le-iniziative-principali-a-roma-e-milano/">“Giornata della Memoria”</a> è stata istituita, infatti, per non dimenticare quanto possa essere vergognoso il comportamento dell’uomo nei confronti dei suo simili. I lager hanno posto l’essere umano dinanzi a una delle peggiori scoperte della storia rivelando quanto possa essere crudele e spietato il suo comportamento: il <strong>27 gennaio</strong> dovrebbe simboleggiare, quindi, non solo il deplorevole sterminio degli ebrei e di chiunque è considerato inferiore, ma dovrebbe ricordare tutti gli errori commessi in passato, per non ripeterli nel presente e in futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quanto è davvero cambiato dalla scoperta dei campi di concentramento? Non molto, purtroppo. Le guerre continuano a susseguirsi, una dopo l’altra, con tutti gli orrori che portano con sé. Uomini, donne e bambini continuano a essere privati della loro dignità in ogni parte del mondo. La guerra non ha regole, neanche nei confronti dei soggetti più deboli: i <strong>bambini</strong>. Le vittime di guerra sono solo innocenti che pagano per gli interessi di altri e sapere che la sofferenza non viene risparmiata neanche ai bambini è un dato che dovrebbe farci vergognare ancora una volta, ancora oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti i bambini del mondo hanno dei diritti. Questo è lo spirito della <strong>Convenzione sui diritti dei bambini firmata nel</strong> <strong>1989 dall’ Onu</strong> e che l’ Unicef spiega così, con parole semplici, comprensibili per i piccoli cittadini del mondo: &#8220;&#8230;Non ha importanza il colore della pelle, né il sesso, né la religione, non ha importanza che lingua parla, né se è un disabile, né se è ricco o povero […] Hai il diritto di imparare e di esprimerti per mezzo delle parole, della scrittura, dell&#8217;arte[…] Nessuno dovrebbe farti del male in nessun modo[…] Gli adulti dovrebbero assicurarsi che tu sia protetto da abusi, violenze o negligenze […] Hai diritto a giocare […] Hai il diritto di essere protetto in tempi di guerra. Se hai meno di quindici anni non devi far parte di un esercito né partecipare a battaglie […]&#8220;. Questo è il modo in cui l’ Organizzazione che promuove i diritti dei bambini di tutto il mondo spiega gli articoli di questo importante documento che, in realtà, sono gli adulti a non aver compreso!</p>
<div id="attachment_71393" class="wp-caption alignright" style="width: 213px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/guerra-e-bambini-diritti-infranti/baby-soldato/" rel="attachment wp-att-71393"><img class="size-medium wp-image-71393" style="margin: 5px;" title="Baby soldato" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Baby-soldato-203x300.jpg" alt="Baby soldato" width="203" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Baby soldato</p></div>
<p style="text-align: justify;">È recente la notizia secondo la quale in <strong>Libia</strong> <strong>1,2 milioni di bambini sono tornati a scuola</strong> dopo i combattimenti della <a href="http://www.wakeupnews.eu/libia-gheddafi-ucciso-con-un-colpo-di-pistola-nessuna-esecuzione/">guerra civile avvenuta nel Paese</a>, ma sono ancora tanti i passi in avanti da compiere non solo per le strutture scolastiche da riparare, ma soprattutto per il supporto psico-sociale che i bambini dovranno ricevere per cercare di superare gli <a href="http://www.wakeupnews.eu/macabra-scoperta-in-libia/">orrori</a> della guerra. Ma quanti altri bambini stanno soffrendo in questo momento nel mondo? Secondo <a href="http://www.guerrenelmondo.it/?page=static1258218333">Guerre Nel Mondo</a>, tra i <strong>conflitti ancora in corso</strong> ci sarebbero quelli in Algeria, Libia, Nigeria, Puntland, Somalia, Somaliland, Sudan, ma gli scontri sono sempre più frequenti in ogni angolo del Pianeta, soprattutto quelli poveri o comunque quelli con radici di odio storicamente profondi tra le varie fazioni come in <a href="http://www.wakeupnews.eu/il-backstage-delle-rivolte-in-medio-oriente/">Medio Oriente</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il prezzo più alto viene pagato dagli innocenti e soprattutto dai bambini costretti a diventare piccoli soldati, a morire troppi giovani a causa delle mine anti-uomo, a perdere la vita con fucilazioni o bombe lanciate sulle loro case, a perdere ingiustamente genitori e familiari. <strong>&#8220;Il bambino è il padre dell’uomo</strong><strong>&#8220;</strong>, così Freud spiegava l’impatto che l’infanzia ha sull’età adulta: come saranno da adulti i bambini che oggi subiscono le torture degli eventi bellici?</p>
<p style="text-align: justify;">Il ricordo del passato sta mano a mano affievolendo nelle nostre menti? Saremo costretti a istituire altre giornate della memoria? Avremo nuovi e sempre più atroci eventi storici da inserire nei libri di testo?<strong> &#8220;Meditate che questo è stato&#8221;, </strong>scrisse Primo Levi riguardo l’ Olocausto. La speranza è che i politici di tutto il mondo prestino più attenzione ai documenti che la storia ci ha lasciato per evitare di essere ricordati come gli ennesimi &#8216;diplomatici&#8217; di cui vergognarsi.</p>
<p align="right"><strong>Tiziana Pagano</strong></p>
<p style="text-align: right;">Foto via  staticbolg.it; bp.blogspot.com</p>
<p style="text-align: right;">
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		<title>Marina Massironi a teatro con &#8216;La donna che sbatteva nelle porte&#8217;</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 15:49:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Campanella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<description><![CDATA[Un coinvolgente monologo dell'attrice lombarda in versione drammatica. Lo spettacolo è alla Sala Umberto di Roma fino al 5 febbraio 2012]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.wakeupnews.eu/marina-massironi-a-teatro-con-la-donna-che-sbatteva-nelle-porte/untitled-35/" rel="attachment wp-att-71324"><img class="alignleft size-full wp-image-71324" style="margin: 5px;" title="untitled" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/untitled9.png" alt="" width="225" height="225" /></a>Roma -</strong> Siamo abituati a vederla al cinema in invitanti commedie, spesso insieme al trio di Aldo, Giovanni e Giacomo. Qualche volta l’abbiamo vista anche a teatro, sempre in versione comica. Questa volta, però, Marina Massironi ha scelto di mettersi alla prova con tutt’altro genere: un monologo drammatico, crudo, sulle violenze domestiche (sia fisiche che psicologiche) subite da una donna. Così l’attrice lombarda porta, al Teatro Sala Umberto di Roma fino al 5 febbraio 2102, ‘<strong>La donna che sbatteva nelle porte’</strong>, il romanzo di Roddy Doyle, adattato per la scena teatrale dal regista Giorgio Gallione.</p>
<p style="text-align: justify;">Fioccano gli applausi quando, a fine spettacolo, l’attrice si inchina davanti al pubblico romano. La sua è, infatti, un’interpretazione a dir poco sbalorditiva e strabiliante, piena di grande sensibilità. Marina Massironi intrepreta così <strong>Paula Spencer, una donna di 39 anni</strong> cresciuta nella squallida periferia irlandese, tra molestie familiari, volgari apprezzamenti e crudeli appellativi della gente. La storia di Paula è amara, un’infanzia difficile, poco compresa in famiglia. Poi la scuola, le prime scoperte, i primi amori, in particolare quello per Charlo Spencer, il bello con il quale si sposerà.</p>
<p style="text-align: justify;">I primi anni di matrimonio sono felici, ma poi arrivano i figli e il marito perde il lavoro. <strong>E tutta la sua vita precipita nel baratro.</strong> Charlo si dimostra, infatti, un tipo violento, che la picchia più e più volte e che raggiunge l’apice quando inizia a sfiorare la loro figlia. Paula continua comunque ad amarlo, nonostante lui le rompa un braccio e la riduca uno straccio (piena di ferite e senza capelli), prendendola anche in giro. Paula diventa così un’alcolizzata, che nessuno considera più. Nemmeno i medici la guardano in faccia, chiedendole il perché di tutte quelle ferite. Per tutti Paula è la donna che beve, che cade dalle scale, che si brucia ai fornelli e che sbatte nelle porte. Solo alla fine, perderà la pazienza e, questa volta, sarà lei a diventare violenta, grintosa, in una delle scene più belle dello spettacolo, quando caccerà il marito dalla porta di casa, allontanandolo per sempre dalla sua vita.  <a href="http://www.wakeupnews.eu/marina-massironi-a-teatro-con-la-donna-che-sbatteva-nelle-porte/images-156/" rel="attachment wp-att-71328"><img class="alignright size-full wp-image-71328" style="margin: 5px;" title="images" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/images14.jpg" alt="" width="187" height="238" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’attrice si muove su un palcoscenico dove c’è l’arredamento di una casa che, a sua volta, dà un senso di disfacimento e degrado: un letto, qualche sedia, un frigo (vuoto o solamente con qualche bottiglia di alcol), una piccola credenza, una porta (da dove uscirà il marito) e tutto ricoperto da un prato verde. Marina Massironi passa rapidamente da un registro all’altro, con un’emotività drammatica da mettere i brividi e amplificata da musiche (scelte appositamente a seconda delle scene) e luci.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo spettacolo è continuo flash back</strong> (che cattura l’attenzione dello spettatore) <strong>e tutto un crescendo</strong>. Si parte con il sorriso di una giovane ragazzina che spiega la sua infanzia e la sua adolescenza; si parla poi della violenza e si finisce con la rivincita di una donna che aveva subito le pene di una vita difficile. Nonostante sia un monologo, lo spettacolo è poco più di un’ora piena di passione, tensione, amarezza ma con un lieto finale&#8230; insomma, veramente uno spettacolo da non perdere!</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Chiara Campanella</strong></p>
<p style="text-align: right;">Foto via imfromim.it;newspettacolo.com</p>
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		<title>Il prestigio dell&#8217;università manda in pensione il 110 e lode</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 15:59:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Staiz</dc:creator>
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		<category><![CDATA[voto di laurea]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Governo studia nuove regole per la valutazione del merito: il voto potrebbe non contare più mentre sarà decisiva l’università di provenienza]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_71238" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/unimi.jpg"><img class="size-medium wp-image-71238" style="margin: 5px;" title="unimi" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/unimi-300x190.jpg" alt="" width="300" height="190" /></a><p class="wp-caption-text">Università degli Studi di Milano</p></div>
<p style="text-align: justify;">Cambiamenti in vista nei piani di studio delle università. Il 110 e lode potrebbe infatti diventare una semplice soddisfazione personale, mentre nel Curriculum interesserà invece il prestigio dell’università di provenienza. Queste sono alcune delle novità del piano di studi che sarà discusso venerdì prossimo in <strong>Consiglio dei Ministri</strong> relativamente al valore legale della laurea e del suo valore nei concorsi pubblici.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel provvedimento, che di sicuro farà molto discutere, il Governo prevede infatti la creazione di un <strong>nuovo sistema di valutazione</strong> del valore dei diplomi di laurea basato sulla qualità, la serietà, e il <strong>prestigio accademico dell’università</strong> che lo ha rilasciato. In sostanza, quello che di fatto avviene già per la selezioni di candidati da parte di aziende del settore privato verrebbe così trasferito anche al settore pubblico. Un provvedimento che non convince tutti, e immancabilmente, su Facebook, è già spuntata la pagina “Per un’università meritocratica“.</p>
<p style="text-align: justify;">Le novità del provvedimento non finirebbero qui. Se da un lato le università di provenienza potrebbero costituire un criterio discriminante o di vantaggio nella ricerca di un’occupazione, al contrario non lo sarebbero più i voti di laurea e il corso di laurea scelto. Questo significherebbe che ai concorsi pubblici tutti potrebbero presentare domanda di partecipazione, e i candidati sarebbero tutti su un <strong>livello di parità</strong>, indipendentemente dal voto di laurea. Secondo il piano, il voto non costituirebbe più un elemento di punteggio. L’intento del provvedimento sarebbe infatti quello di valutare le <strong>reali capacità</strong> che il candidato è in grado di dimostrate durante il concorso a prescindere dal suo curriculum.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alberto Staiz</strong></p>
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		<title>Pensioni e stipendi dei parlamentari</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 15:14:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpiero Padalino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca italiana]]></category>
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		<description><![CDATA[Una proposta di legge popolare per ridurre gli stipendi dei politici ed il gruppo facebook, promotore dell'iniziativa, supera quota 86.000 iscritti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_71219" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/NUNTEREGGHEPIU.jpg"><img class="size-full wp-image-71219" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; margin: 5px; border: 0px;" title="NUNTEREGGHEPIU" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/NUNTEREGGHEPIU.jpg" alt="" width="180" height="178" /></a><p class="wp-caption-text">Logo del gruppo &quot;NUN TE REGGHE PIU&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il 29 settembre 2011</strong> un gruppo di normali cittadini, <strong>senza nessun colore politico</strong>, ha depositato alla Corte di Cassazione a Roma, una <strong>proposta di legge di iniziativa popolare per ridurre gli stipendi dei <a title="Parassiti dello stato" href="http://www.wakeupnews.eu/parassiti-dello-stato-il-video/" target="_blank">parlamentari e di tutti i dirigenti</a></strong> pubblici nominati dai politici o eletti dal popolo, ed adeguarli alla media degli stipendi europei.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’iniziativa è stata pubblicata</strong>, da questo gruppo di cittadini, come richiesto dalla legge, s<strong>ulla Gazzetta ufficiale n. 227 del 29.09.2011</strong> e da quel giorno è iniziata la raccolta di firme che si concluderà entro la metà di marzo 2012.</p>
<p style="text-align: justify;">Gazzetta Ufficiale N. 227 del 29 Settembre 2011 : <strong>CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE - Annuncio di una proposta di legge di iniziativa popolare (11A12780)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ai sensi degli articoli 7 e 48 della legge 25 maggio 1970 n. 352, si annuncia che la cancelleria della Corte Suprema di Cassazione, in data 28 settembre 2011 ha raccolto a verbale e dato atto della dichiarazione resa da 10 cittadini italiani, muniti dei prescritti certificati di iscrizione nelle liste elettorali, di voler promuovere una proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo: «Adeguamento alla media europea degli stipendi, emolumenti, indennita&#8217; degli eletti negli organi di rappresentanza nazionale e locale».</em><strong><em></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dichiarano, altresi&#8217;, di eleggere domicilio presso Mario Rigli, in via XXVII Aprile n. 19 &#8211; 52028 Terranuova Bracciolini (Arezzo) &#8211; Tel. 055973130 &#8211; 3313014854.</em></p>
<p style="text-align: justify;">L’iniziativa intrapresa è supportata tramite <strong>un gruppo su facebook “<a title="Gruppo facebook" href="http://www.wakeupnews.eu/wp-admin/www.facebook.com/groups/nunteregghepiu" target="_blank">NUN TE REGGHE PIU</a>’” e un <a title="blog su internet" href="http://www.leggentrp.it/index.php" target="_blank">blog su internet</a></strong> dove è possibile recuperare il testo della legge e i luoghi dove recarsi per poter firmare questa proposta di legge.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il numero di firme minimo richiesto dalla legge</strong> per la presentazione della proposta <strong>è di 50.000, ma 80.000 sono il numero necessario per sopperire ad eventuali errori e anomalie di raccolta</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’iter legislativo di una proposta popolare di legge, purtroppo, passa sempre per le camere</strong>: la Costituzione stabilisce che la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere (art. 70). Ciò significa che per divenire legge un progetto deve essere approvato nell&#8217;identico testo da Camera e Senato.</p>
<div id="attachment_71218" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/schema_iter_progetto.gif"><img class="size-medium wp-image-71218" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; margin: 5px; border: 0px;" title="schema_iter_progetto" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/schema_iter_progetto-300x166.gif" alt="Iter legislativo" width="300" height="166" /></a><p class="wp-caption-text">Iter Legislativo | fonte legxiv.camera.it</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il procedimento di formazione della legge (il così detto iter) si articola perciò in fasi successive:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1. la presentazione del progetto </strong>(iniziativa legislativa)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2. l&#8217;approvazione della Camera</strong> a cui è stato presentato per prima</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3. la trasmissione del testo all&#8217;altra Camera</strong> e la sua approvazione nella medesima formulazione o con modifiche: se viene modificato, il progetto passa da una Camera all&#8217;altra, finchè non venga approvato da entrambe nell&#8217;identica formulazione (è la così detta navette)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4. la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica</strong> (che può rinviare la legge alle Camere per un riesame) e la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.</p>
<div style="text-align: justify;"><strong>Gli autori dell’iniziativa spiegano che il vero obiettivo è quello di poter raccogliere le firme di tutti gli italiani stanchi di mantenere i privilegi di una classe politica capace solo di badare ai propri interessi personali e non a quelli del popolo italiano.</strong></div>
<div style="text-align: right;"><strong>Gianpiero Padalino</strong></div>
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		<title>Aumentano i poveri in Italia: in due anni crescita dell&#8217;1%, toccano quota 14,4%</title>
		<link>http://www.wakeupnews.eu/aumentano-i-poveri-in-italia-in-due-anni-crescita-dell1-toccano-quota-144/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 12:52:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Natalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[L'indagine di Bankitalia “I bilanci delle famiglie italiane nell'anno 2010” indica anche la percentuale di famiglie indebitate]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Roma &#8211; La <strong>quota di individui poveri</strong> è risultata nel <strong>2010</strong> pari al 14,4 per cento, in <strong>aumento di un punto percentuale</strong> rispetto al 2008. Tale quota supera il 40 per cento tra i cittadini stranieri. E&#8217; quanto rileva <strong>Bankitalia</strong> nell&#8217;indagine “I bilanci delle famiglie italiane nell&#8217;anno 2010”, dalla quale risulta che il 10% delle famiglie più ricche possiede il 45,9% della ricchezza netta familiare totale (44,3% nel 2008).</p>
<p><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/poveri-in-cerca-di-cibo.preview.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-71198" style="margin: 5px;" title="poveri in cerca di cibo.preview" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/poveri-in-cerca-di-cibo.preview-300x242.jpg" alt="" width="300" height="242" /></a>La concentrazione della ricchezza, misurata in base all&#8217;indice di Gini, è risultata pari a 0,62, in lieve aumento rispetto alla precedente rilevazione del 2008 (0,61). Nell&#8217;indagine, poi, si indica la <strong>percentuale di famiglie indebitate</strong>: il dato è pari al 27,7 per cento. L&#8217;indebitamento, come in passato, risulta <strong>più diffuso tra le famiglie a reddito medio-alto</strong>, con capofamiglia di età inferiore ai 55 anni, lavoratore indipendente o con elevato titolo di studio.</p>
<p>Le passività sono costituite in larga parte da <strong>mutui</strong> per l&#8217;acquisto e per la ristrutturazione di immobili. Il debito residuo per le famiglie che usufruiscono di almeno un finanziamento corrisponde in media a poco più di un&#8217;annualità di reddito; il valore sale a quasi due annualità considerando le sole famiglie con mutui per l&#8217;acquisto di immobili.</p>
<p>L&#8217;<strong>incidenza mediana</strong> della rata annuale complessiva per il rimborso dei prestiti sul reddito familiare è del <strong>12,4 per cento</strong>. La vulnerabilità finanziaria, convenzionalmente identificata da una rata per il rimborso dei prestiti superiore al 30 per cento del reddito, riguarda l&#8217;<strong>11,1 per cento dei nuclei indebitati</strong> e si concentra presso le famiglie con entrate modeste. Il fenomeno appare stabile rispetto al passato.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Natalia Radicchio</strong></p>
<p>Foto| via http://4.bp.blogspot.com</p>
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		<title>Senato dice sì al decreto svuota-carceri</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 12:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Campanella</dc:creator>
				<category><![CDATA[FlashNews]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[manicomi criminali]]></category>
		<category><![CDATA[Senato dice sì al decreto svuota-carceri]]></category>
		<category><![CDATA[sovraffollamento carceri]]></category>

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		<description><![CDATA[Passa il decreto per evitare il sovraffollamento delle carceri. Da marzo 2013 chiuderanno i manicomi criminali]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/senato-dice-si-al-decreto-svuota-carceri/images-2-9/" rel="attachment wp-att-71187"><img class="alignleft size-full wp-image-71187" style="margin: 5px;" title="images.2" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/images.22.jpg" alt="" width="271" height="186" /></a>Roma &#8211; Con 226 voti favorevoli, 40 contrari e 8 astenuti il Senato ha approvato, a larga maggioranza, il decreto svuota carceri che ora attende anche l&#8217;approvazione della Camera: c’è tempo fino al 20 febbraio per convertirlo. Così nelle carceri italiane ci saranno meno detenuti. Il decreto prevede il ricorso più frequente agli arresti domiciliari <strong>e la chiusura dal 31 marzo del 2013 dei manicomi criminali. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;</strong>È importante intervenire su questa realtà. Questo voto responsabilizza tutti. Nessuno potrà più dire &#8216;io non sapevo&#8217; o &#8216;io non posso&#8217;, perché<strong> </strong>queste 1.500 persone internate, nella maggior parte dei casi senza garanzia delle cure e senza rispetto della loro dignità, devono da tutti noi essere percepite come una ferita ed una vergogna nel nostro vivere civile&#8221;. A dichiararlo è il senatore del Partito Democratico, Ignazio Marino, riferendosi alle squallide e vergognose condizioni in cui vivono i pazienti all’interno dei manicomi criminali.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso, infatti, si trovano situazioni come lenzuola sporche, muri scrostati dall&#8217;umidità, muffa, i materassi accatastati, uomini lasciati senza cure costretti in condizioni disumane e, addirittura, il caso di un uomo nudo, legato con delle garze, sdraiato su un letto. Questa norma è un passo epocale per dire un no netto: <strong>il nostro Paese non può e non vuole tollerare che esista un inferno dei dimenticati.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma dove andrà a finire chi è dentro? Disposte in un decreto congiunto a firma del ministero della Giustizia e della Salute sono previste strutture sanitarie in ogni Regione. Ogni sezione avrà una squadra di psicologi, psichiatri e personale medico, coadiuvati dalla vigilanza esterna della polizia penitenziaria. In questo modo solo i folli, autori di un reato, potranno essere curati nel rispetto della dignità umana.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Chiara Campanella</strong></p>
<p style="text-align: right;">Foto via editare2000.it; ilsussidiario.net</p>
<p style="text-align: right;">
]]></content:encoded>
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		<title>Scontri No-Tav: arresti in tutta Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 09:22:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Natalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[comitato di lotta popolare]]></category>
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		<category><![CDATA[Digos]]></category>
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		<category><![CDATA[linea ad alta velocità Torino-Lione]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione 28 gennaio 2012]]></category>
		<category><![CDATA[no tav]]></category>
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		<category><![CDATA[resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[val di susa]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Vasta operazione della Polizia di Torino che in queste ore ha portato agli arresti di molte di quelle persone coinvolte negli scontri in Val di Susa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Roma &#8211; In tutta Italia è in corso in queste ore una vasta operazione della <strong>Polizia di Torino</strong> che finora ha portato agli <strong>arresti</strong> di molte di quelle persone coinvolte negli scontri con i <strong>No-Tav</strong> della scorsa estate in <strong>Val di Susa</strong>.</p>
<p><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/notav-proteste.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-71157" style="margin: 5px;" title="notav proteste" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/notav-proteste-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a>Roma, Asti, Milano, Trento, Palermo, Padova, Genova, Pistoia, Cremona, Macerata, Biella, Bergamo, Parma e Modena sono fra le città coinvolte nell&#8217;operazione. Secondo quanto riferito dalla <strong>Digos</strong> del capoluogo piemontese, alcune delle persone coinvolte verranno arrestate, altre finiranno ai <strong>domiciliari</strong> e per alcuni è previsto l&#8217;<strong>obbligo di dimora</strong>.</p>
<p>Le agenzie parlano di <strong>32 arresti</strong> sparsi sul territorio nazionale e <strong>11 denunce</strong>. In Val di Susa gli arresti sono due e riguardano <strong>Guido Pessore</strong>, consigliere comunale di Villar Focchiardo, e un <strong>componente</strong> del <strong>comitato di lotta popolare</strong> di Bussoleno e Askatasuna. Arresti anche a Torino tra Askatasuna e altre realtà. I reati contestati sono <strong>violenza</strong>,<strong> resistenza a pubblico ufficiale </strong>e<strong> danneggiamento</strong>.</p>
<p>La scorsa estate in Val di Susa ci sono stati diversi scontri tra forze dell&#8217;ordine e gruppi di attivisti che protestavano contro la <strong>linea ad alta velocità Torino-Lione</strong>. In uno di questi episodi, il 3 luglio, nei pressi del cantiere Chiomonte sono rimasti feriti diversi manifestanti e circa 200 agenti. I no tav si stanno preparando al contrattacco, con una <strong>manifestazione</strong> che si terrà sabato <strong>28 gennaio</strong>.</p>
<p style="text-align: right;">
<p><strong>Natalia Radicchio</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Foto| via http://cdn.blogosfere.it</p>
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		<title>Domani la violenza sulle donne torna in piazza con una fiaccolata</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 15:58:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Campanella</dc:creator>
				<category><![CDATA[FlashNews]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[23enne uccisa dall'ex fidanzato. fiaccolata in alcune città d'italia]]></category>
		<category><![CDATA[Domani la violenza sulle donne torna in piazza con una fiaccolata]]></category>
		<category><![CDATA[se non ora quando]]></category>
		<category><![CDATA[stefania noce]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>

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		<description><![CDATA[Cortei in tutta Italia organizzati da ‘Se non ora quando’ per ricordare Stefania Noce, 23enne uccisa dall’ex fidanzato
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/domani-la-violenza-sulle-donne-torna-in-piazza-con-una-fiaccolata/imagescaid2ndj/" rel="attachment wp-att-71060"><img class="alignleft size-full wp-image-71060" style="margin: 5px;" title="imagesCAID2NDJ" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/imagesCAID2NDJ.jpg" alt="" width="216" height="234" /></a>Roma –  Già dodici donne sono state uccise dall&#8217;inizio del 2012.  E’ una vera e propria strage silenziosa, al ritmo di due vittime ogni due giorni. A denunciarlo è il Comitato ‘Se non ora quando’ che, per domani, 26 gennaio, ha organizzato una fiaccolata contro la violenza sulle donne <strong>in ricordo Stefania Noce</strong>, 23enne attivista per i diritti delle donne, barbaramente uccisa dal suo ex fidanzato. Stefania aveva partecipato alle iniziative del comitato ed era attiva nel movimento delle donne e in quello degli studenti universitari di Catania.</p>
<p style="text-align: justify;">L’iniziativa itinerante partirà proprio da Catania e toccherà anche Torino, Milano, Roma, Firenze e altre città della Penisola. A capo della fiaccolata, nella città siciliana, ci sarà il padre di Stefania Noce. L&#8217;intento è quello di lanciare un grido d&#8217;allarme su quella che, a tutti gli effetti, per numero e caratteristiche, ha assunto la connotazione di <strong>un’emergenza sociale</strong>. A Roma l’appuntamento è previsto alle ore 19.00 in Piazza SS.Apostoli e all’iniziativa hanno già aderito la Casa Internazionale delle Donne di Roma, Affi, Assolei e Solidea, Istituzione di genere della Provincia di Roma. Invece, a Firenze l’appuntamento è sempre alle ore 19,30 in Piazza della Signoria, mentre a Milano è alle 18.30 in Piazza Mercanti. Inoltre, c’è l’invito ad accendere alcune luci e candele alle finestre.</p>
<p style="text-align: justify;">Claudia Bella, responsabile del Coordinamento donne della Cgil di Roma e del Lazio ha dichiarato: “Saremo là per ricordare Stefania Noce, la studentessa catanese barbaramente uccisa dall’ex fidanzato e  soprattutto per rammentare a noi stessi e a tutta la città che la violenza maschile è la <strong>prima causa di mortalità per le donne giovani nel nostro Paese </strong>e quasi sempre viene perpetrata da <strong>uomini conosciuti, partner o ex, familiari, amici, </strong>all’interno delle mura domestiche o comunque in ambienti conosciuti”.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, <strong>solo nel 2011, in Italia, le donne uccise sono state 97.</strong> Una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni (dati Istat), è stata colpita, nell&#8217;arco della propria vita, dall&#8217;aggressività di un uomo e, nel 63% dei casi, alla violenza hanno assistito i figli. Le più numerose ad essere colpite sono le donne più giovani, quelle tra i 16 e i 24 anni, ma nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate: il 96% delle donne non parla con nessuno delle violenze subite: un dato sconcertante!</p>
<p style="text-align: justify;">I partner, artefici della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica, sono i maggiori responsabili delle aggressioni. Questi numeri testimoniano non solo la gravità di un problema, ma l’evidente inadeguatezza delle politiche attuate da tutti i Governi che si sono finora succeduti. Tutto questo è vergognoso: si reclamano nuove strategie di azione e sostegno! Intanto, domani sera, se ci ricordiamo, accendiamo qualche candela davanti la finestra …</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Chiara Campanella</strong></p>
<p style="text-align: right;">Foto via filomenainrete.com; novara.com</p>
<p style="text-align: right;">
]]></content:encoded>
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		<title>Milano: tassista non sciopera e viene picchiato e derubato dai colleghi</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 12:27:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Natalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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		<category><![CDATA[commissione parlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[fermo nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[governo monti]]></category>
		<category><![CDATA[liberalizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero dei tassisti]]></category>
		<category><![CDATA[tassista aggredito e derubato]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 36enne aveva appena fatto scendere un cliente dalla sua auto bianca in viale Scarampo e stava ripartendo con un altro cliente]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Milano &#8211; Aggredito perché ha ripreso il servizio nonostante lo <strong>sciopero dei tassisti</strong>. Proprio alcuni colleghi sarebbero gli autori del gesto ai danni di un <strong>36enne</strong>, che aveva appena fatto scendere un cliente dalla sua auto bianca in viale Scarampo e stava ripartendo con un altro cliente.</p>
<p>Ma è stato <strong>speronato da un tassista di 51 anni</strong>, che è sceso dal suo taxi e si è scagliato sul collega con <strong>insulti e minacce</strong>. Sono bastati pochi attimi e il &#8220;crumiro&#8221; è stato accerchiato da altri tre colleghi, che lo hanno trattenuto mentre un altro rompeva lo specchietto della sua auto, danneggiava fiancata e finestrino e gli prelevava persino l&#8217;incasso giornaliero.</p>
<p><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/sciopero-taxi1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-70568" style="margin: 5px;" title="sciopero taxi" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/sciopero-taxi1-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a>Nella colluttazione è anche rimasto ferito il 36enne, <strong>&#8220;reo&#8221; di aver lavorato</strong> mentre i colleghi scioperavano. Il principale aggressore è stato rintracciato grazie al numero di targa del taxi: tra le varie accuse c&#8217;è anche quella di <strong>rapina in concorso</strong>.</p>
<p>Dopo le notizie sulla <strong>bocciatura</strong> in <strong>Commissione parlamentare</strong> di alcune proposte di emendamento alla <strong>parziale liberalizzazione</strong> introdotta dal governo <strong>Monti</strong>, in molte città italiane si era allargato in pochi minuti e col passaparola lo sciopero «selvaggio» delle auto bianche.</p>
<p>A Milano è iniziato intorno alle 21 di ieri dagli aeroporti di Linate e Malpensa, per estendersi poco dopo alle stazioni ferroviarie. Il <strong>fermo nazionale</strong> è stato disposto per domani, lunedì <strong>23 gennaio</strong>.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Natalia Radicchio</strong></p>
<p style="text-align: left;">Foto| via www.ilgiorno.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>ElaborAzioni, in scena il disagio sociale di alcuni giovani</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 10:46:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Campanella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[casa del cinema a roma]]></category>
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		<category><![CDATA[disagio sociale giovani]]></category>
		<category><![CDATA[ElaborAzioni]]></category>
		<category><![CDATA[in scena il disagio sociale di alcuni giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Villa Borghese]]></category>
		<category><![CDATA[voglia di riscatto]]></category>

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		<description><![CDATA[Le difficoltà e la voglia di riscatto raccontata in otto cortometraggi. L’appuntamento è stasera alle 19.30 alla Casa del Cinema di Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/elaborazioni-in-scena-il-disagio-sociale-di-alcuni-giovani/mail-3/" rel="attachment wp-att-70164"><img class="alignleft size-full wp-image-70164" style="margin: 5px;" title="mail" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/mail1.jpg" alt="" width="221" height="166" /></a>Roma – ElaborAzioni &#8211; Laboratori di azione e socializzazione per l’inserimento nella vita sociale dei giovani è il titolo della fase finale del progetto che andrà <strong>in scena</strong> <strong>questa sera dalle ore 19.30 </strong>presso la <strong>Casa del Cinema di Roma a Villa Borghese</strong>. Si tratta di 8 laboratori (o cortometraggi), animati ognuno da circa 20 giovani tra i 15 e i 30 anni, distribuiti in tutto il territorio nazionale, come Milano, Trieste, Roma, Napoli, Cagliari, Monopoli, Cosenza e Catania. I vari gruppi, accompagnati da un team di esperti e di animatori, hanno scelto di affrontare tematiche di<strong> </strong>grande<strong> attualità sociale</strong>, come giovani e lavoro, dialogo interculturale, volontariato, legalità: tutto questo raccontando la loro esperienza attraverso 8 cortometraggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto è finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri &#8211; Dipartimento della Gioventù e ACLI. Questa sera ci saranno importanti istituzioni nonché personalità del mondo cinematografico riunite in una prestigiosa giuria<strong> </strong>e il pubblico potrà assistere sia alla proiezione di una sintesi dei lavori realizzati che alla versione integrale del corto vincitore. <strong>La giuria</strong>, <strong>presieduta dal regista Giovanni Veronesi</strong>, è composta da Massimo Arcangeli<em>, </em>Direttore Generale AGIS ANEC Lazio;<em> </em>Caterina d&#8217;Amico, Direttore della Casa del Cinema; Laura Delli Colli, Presidente del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Itlaini; Mino Dinoi, Consigliere di amministrazione Zètema Progetto Cultura e Andrea Olivero, Presidente ACLI.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciascun gruppo dei giovani ha sperimentato percorsi di confronto e approfondimento, dando espressione a quanto elaborato attraverso la realizzazione di un cortometraggio che ha permesso di dare voce alle loro idee, alle loro percezioni, in modo creativo ed efficace. Alcuni professionisti del settore hanno accompagnato questi giovani nelle diverse fasi di lavoro, offrendo loro un percorso formativo finalizzato a sviluppare competenze tecniche di base come l’utilizzo della videocamera professionale e amatoriale o come il montaggio video.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è lo scopo principale dell’iniziativa?</strong> Fornire ai giovani coinvolti strumenti concreti per favorire un loro pieno inserimento nella vita sociale. Le varie realtà che hanno accolto i laboratori presentano caratteristiche molto diverse l’una dall’altra. Milano, ad esempio, vede coinvolti giovani di un quartiere profondamente disagiato come Quarto Oggiaro, Napoli è animata da giovani che quotidianamente vivono quel clima di ‘relativa normalità’, influenzata tuttavia dalla camorra. Infine, Trieste, da sempre teatro di contaminazioni culturali, vede i giovani intenti ad interrogarsi e approfondire i significati e l’evoluzione del fenomeno della multicultura per vivere attivamente e con cognizione di causa la propria cittadinanza individuale e collettiva. <a href="http://www.wakeupnews.eu/elaborazioni-in-scena-il-disagio-sociale-di-alcuni-giovani/imagescaiei2te/" rel="attachment wp-att-70159"><img class="alignright size-full wp-image-70159" style="margin: 5px;" title="imagesCAIEI2TE" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/imagesCAIEI2TE.jpg" alt="" width="231" height="147" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto ElaborAzioni ha offerto quindi delle vere e proprie occasioni di incontro tra giovani italiani e stranieri, nonché momenti di confronto con il mondo degli adulti, favorendo lo scambio e la valorizzazione dei patrimoni umani e storici di differenti culture e la diffusione di una cultura del dialogo, della comprensione e della collaborazione fra le generazioni. Si prospetta quindi un’iniziativa interessante e coinvolgente, sicuramente da prendere in considerazione per farci un salto!</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Chiara Campanella</strong></p>
<p style="text-align: right;">Foto via om.noblogs.org;</p>
<p style="text-align: right;">
]]></content:encoded>
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		<title>Cooperative: per lavoro occorre sistema sicurezza sociale universale</title>
		<link>http://www.wakeupnews.eu/cooperative-per-lavoro-occorre-sistema-sicurezza-sociale-universale/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 12:35:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Natalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Alleanza dell cooperative italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Elsa Fornero]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliano Poletti]]></category>
		<category><![CDATA[ministro del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[presidente di Legacoop]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>

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		<description><![CDATA[«Si parla di concertazione ma è solo una parata per i fotografi», il presidente Luigi Marino sottolinea la necessità di un confronto vero]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>ROMA</strong> &#8211; «Occorre un sistema di sicurezza sociale universale che superi le attuali limitazioni e sia fortemente integrato a efficaci politiche attive del lavoro»: la proposta arriva dall&#8217;<strong>Alleanza delle cooperative italiane</strong>, che festeggia l&#8217;anno internazionale delle cooperative.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/cooperative.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-69354" style="margin: 5px;" title="cooperative" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/cooperative-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il <strong>presidente Luigi Marino</strong>, nel corso di una conferenza stampa, sottolinea la necessità di un <strong>confronto vero</strong>: «si parla di concertazione ma è solo una parata per i fotografi», perchè al tavolo siedono troppi rappresentanti in un solo incontro per discutere seriamente delle tematiche da affrontare.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il presidente inoltre non nasconde la sua &#8221;meraviglia&#8221; per non essere stati convocati dal <strong>ministro del Lavoro, Elsa Fornero</strong>. Serve un sistema, sottolinea Marino, con «costi sostenibili e un rigoroso controllo affinché gli <strong>ammortizzatori</strong> non vengano <strong>utilizzati impropriamente</strong>. Siamo disponibili a un confronto a 360 gradi, sulla riforma del mercato del lavoro. Pronti quindi a ragionare su proposte per determinare maggiore flessibilità in entrate e in uscita».</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">E&#8217; necessario, aggiunge il <strong>presidente di Legacoop, Giuliano Poletti</strong>, «mettere mano all&#8217;impianto generale delle regole» attraverso un confronto con le parti sociali. «Bisogna discutere di questi argomenti e per farlo bisogna mettere mano agli ammortizzatori sociali e, dentro gli ammortizzatori, alle altre problematiche. Pensiamo che ci sia molto da fare e su queste tematiche <strong>siamo pronti a discutere</strong>».</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Natalia Radicchio</strong></p>
<p>Foto| via www.consorzioparsifal.it</p>
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		<title>Arrestata impiegata falsa cieca che istruiva pratiche all&#8217;Asl</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 09:13:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Natalia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È successo a Pavia, la donna è accusata di corruzione e truffa dai CC]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Pavia &#8211; Un&#8217;impiegata dell&#8217;<strong>Asl</strong> di Pavia, falsa cieca, è stata arrestata con l&#8217;accusa di <strong>corruzione e truffa</strong> dai carabinieri. <strong>Lei stessa è una falsa cieca</strong>, ma ha pensato anche gli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/asl-Pavia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-69310" style="margin: 5px;" title="asl Pavia" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/asl-Pavia-300x285.jpg" alt="" width="300" height="285" /></a>La donna infatti è indiziata, quale addetta all&#8217;<strong>ufficio invalidi civili</strong>, di aver istruito <strong>135 false pratiche di rimborso</strong> per indennità di accompagnamento o per malattie inesistenti, emettendone i relativi <strong>ordini di pagamento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L’impiegata truffatrice si faceva poi corrispondere parte del <strong>denaro dai beneficiari</strong> della truffa e in modo analogo avrebbe favorito anche i suoi <strong>familiari</strong>.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Natalia Radicchio</strong></p>
<p>Foto| via http://locali.data.kataweb.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lavoro, cambiare posto e non avere più a che fare con il capo!</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 16:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Campanella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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		<description><![CDATA[I sogni degli italiani secondo una ricerca di LinkedIn ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/lavoro-cambiare-posto-e-non-avere-piu-a-che-fare-con-il-capo/untitled-26/" rel="attachment wp-att-68998"><img class="alignleft size-full wp-image-68998" style="margin: 5px;" title="untitled" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/untitled.png" alt="" width="256" height="197" /></a>Cambiare lavoro, ma non solo. Non perdere più tempo con il proprio capo: questo è il sogno più grande degli italiani. A rilevarlo è una ricerca condotta e pubblicata <strong>da LinkedIn, il maggior social network di tipo professionale al mondo </strong>con 135 milioni di iscritti, su 800 individui intervistati dalla società Ipsos. Perciò, anno nuovo, vita nuova e, soprattutto, idee chiare e buoni propositi per il 2012.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quali sono i sogni dei lavoratori italiani per quest’anno? Secondo il sondaggio sono <strong>tre le buone intenzioni</strong>. Al primo posto c’è non trascorrere nemmeno un minuto in più con il proprio capo: lo spera il 98% degli intervistati; subito dopo trovare un nuovo lavoro. A dichiararlo è il 55% degli intervistati, mentre al terzo posto (37%) c’è il concentrarsi sulla carriera e ottenere una promozione con maggiori guadagni.</p>
<p style="text-align: justify;">“Le festività appena trascorse sono un’occasione per rilassarsi, ricaricare le batterie, ma anche un giro di boa professionale”. A dichiararlo è Marcello Albergoni, senior commercial manager di LinkedIn Italia. Per questo motivo, come accade subito dopo l’estate, i professionisti italiani focalizzano la propria attenzione sul miglioramento della carriera e delle prospettive per il 2012 al fine di ottenere miglioramenti professionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre secondo la ricerca, oltre un quarto degli intervistati (il 26%) ha in programma di completare un corso di formazione e arricchire le proprie conoscenze del settore in cui lavora e del ruolo ricoperto. Ancora, il 18% vorrebbe trascorrere meno tempo al lavoro e abbracciare una nuova professione, mentre altri ancora desiderano prendere parte a eventi di networking e partecipare a conferenze di settore. Nonostante ciò, c’è un terzo dei professionisti italiani che è soddisfatto della propria posizione lavorativa attuale, mentre il 40% è disposto a cambiare lavoro per ottenere un aumento economico o fare carriera. Infine, il 52% dei professionisti sarebbe pronto a trasferirsi in Europa per cogliere l’opportunità della vita, mentre alcuni andrebbero a lavorare anche negli Stati Uniti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mese di <strong>gennaio,</strong> che viene subito dopo le festività, rappresenta storicamente <strong>un periodo molto caldo per il mercato del lavoro</strong>. Infatti, a fronte di un aumento considerevole di candidature, le richieste di inserimento da parte delle aziende toccano il loro picco, con un aumento rispetto agli altri mesi del 30%. Con l’anno nuovo le aziende, sull’onda dell’apertura dei budget per l’anno nuovo, investono nella ricerca di talenti aprendo così nuovi processi di selezione. Perciò, cari professionisti desiderosi di cambiare lavoro, questo è il momento più adatto.. rimboccatevi le maniche e un grande in bocca al lupo che non guasta mai!</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Chiara Campanella</strong></p>
<p style="text-align: right;">Foto via lavoroimmediato.com;livornocgil.it</p>
<p style="text-align: right;">
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		<title>Per Gino Castaldo le proteste attuali non hanno “colonna sonora”</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 16:12:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Gallone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<category><![CDATA[zen circus]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo il noto critico musicale, non esistono più grandi voci disposte ad esprimere i problemi sociali. Vero. Ma perchè la critica stessa non prova a fare dell' “indie” una grande voce”?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_68623" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/A-Eddie-Vedder.jpg"><img class="size-medium wp-image-68623" title="A Eddie Vedder" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/A-Eddie-Vedder-300x290.jpg" alt="" width="300" height="290" /></a><p class="wp-caption-text">Eddie Vedder, leader dei Pearl Jam, durante una manifestazione di protesta</p></div>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">In una recentissima intervista telefonica a Rai News 24, in veste di chiarimento riguardo un suo recente articolo, il bravo e conosciutissimo critico musicale <strong>Gino Castaldo</strong>, nel corso della conversazione tenuta con la conduttrice del notiziario in quel preciso istante, ha avanzato una sua idea anche abbastanza discutibile, per la semplice ragione che vuole (strano doverlo constatare per una persona così competente e colta come lo stesso Castaldo, autore anche di diversi libri “didattici” sulla storia del rock e dei suoi soci) l&#8217;Italia incapace di farsi carico di una colonna sonora generazionale per portare avanti la lotta per gli interessi sociali dell&#8217;intera comunità.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">C&#8217;è da fissare subito, però, il concetto che vede il 2012 essere ben diverso dal 1968, dal 1969 o dagli anni di piombo nostrani, trattandosi, invece, di un periodo storico profondamente e prepotentemente non più legato al <strong>formato canzone</strong> come strumento di aggregazione di massa. Basta andare a guardare proprio nell&#8217;Italia degli anni &#8217;70, dove il movimento progressive (quello vero) non è che abbia consegnato agli annali tutte queste memorabili canzoni, preferendo, invece (a ragione) una struttura molto più complessa e totalizzante pur di esprimere concetti altrettanto difficili da acquisire (specie con sottofondi di quello stampo) ma necessari alla sopravvivenza di idee mai così umane. Basta rispolverare vecchi capolavori troppo spesso passati inosservati ai non cultori (azione che comunque sta prendendo piede, per fortuna, proprio in questi ultimi due o tre anni&#8230;chissà perché) come <em>Biglietto per l&#8217;inferno </em>della band omonima, <em>Ys </em>del Balletto di Bronzo<em> </em>o tradurre in italiano gli apocalittici testi partenopei dei Napoli Centrale di James Senese per capire che, al di là delle hit radiofoniche, non siamo mai stati una nazione completamente zitta.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Un&#8217;ipotesi di <strong>cambiamento di tempi</strong>, però, nella sua sostanza più intima, non può che essere, invece, un fattore più che positivo, dal momento che, invece di riunirsi attorno ad un falò a cantare brani dei Jefferson Airplane, le nuove generazioni gradiscono maggiormente fare tesoro delle idee che, nella fattispecie, emergono da intere opere, intere discografie o, molto spesso, dalla sostanza stessa dell&#8217;organico che compone quelle che, in fin dei conti, potrebbero rappresentare una sorta di reminescenza passata in ambito di aggregazione sonora e poetica votata ad un unico scopo. È questo il vero modello attuale di concezione della musica e della sostanza rock. Bisognerebbe provare ad approfondirne, forse, proprio le sopra citate radici.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">«Il rock latita molto. Non si sente la sua presenza – spiega Castaldo &#8211; Mi ha colpito molto il fatto che questi movimenti di protesta in tutto il mondo, in Inghilterra, in America, anche in Italia, gli Indignados, siano <strong>movimenti che non hanno colonna sonora</strong>. Forse è la prima volta che succede nella storia. C&#8217;è sempre stata della musica che apparteneva a dei movimenti di protesta, che li raccontava, con cui potevi identificarti o comunque vivere quelle suggestioni. Oggi è un po&#8217; difficile e anche questo è un segno di una mancanza, almeno nel rock».</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Castaldo, comunque, come ogni persona di cultura (anche se con una certa nonchalance vocale alquanto sospettosa, quasi svogliata) si rende conto del discorso affrontato, confermando che è vero che «c&#8217;è tanto <strong>buon rock di nicchia</strong>, c&#8217;è tanto rock alternativo che fa il suo lavoro, però non riesce, anche non per colpa sua, a farsi sentire. Quindi è vero che ci sono molte voci interessanti anche in Italia, gruppi nuovi molto molto forti, però io mi riferivo a livello internazionale a grandi voci capaci di cogliere un sentimento collettivo».</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Quest&#8217;ultimo passaggio è un elemento di comune accordo tra tutti, certo. Ma la nostra nazione pullula davvero di ottime band che da anni, anni e anni non fanno altro che esprimere il loro dissenso civile attraverso testi cuciti su brani strettamente legati al punto di vista sia etico che pratico nei confronti della realtà circostante. Basterebbe soltanto che qualche <strong>giornalista</strong> con carta bianca in più, come lo stesso Castaldo, vista l&#8217;inettitudine, la cocciutaggine e il clientelismo delle produzioni maggiori, cominciasse a battere la strada dell&#8217; <strong>“indie”</strong> per <strong>trasformarlo in “grande voce” </strong>grazie al suo eventuale <strong>potere mediatico</strong>, scendendo negli scantinati provinciali per rendersi conto della caratura di ciò che abita molte delle mura scrostate di un seminterrato insonorizzato. Comunque sia, restando ad un livello di passaggio mediatico di una certa rilevanza (e per fortuna), prendiamo, ad esempio, la casa discografica <strong>La Tempesta</strong>, artefice di almeno tre delle migliori realtà del panorama non solo musicale ma anche e soprattutto sociale, civile e politico per quanto riguarda l&#8217;espressione di un pensiero non impossibile da tramutare in azione collettiva.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Basti pensare, infatti, all&#8217;ormai popolarissimo <strong>Teatro degli Orrori</strong> di mister <strong>Pierpaolo Capovilla</strong>, vero e proprio fulcro di protesta ragionata nonché di diffusione di fondamentali contenuti culturali di primissimo livello («Musica per la testa, non per i piedi!», riipete sempre lo stesso frontman veneziano). Merito, questo, dello stesso Capovilla, uomo di intelligenza e sensibilità sconfinata, nonché di una conoscenza estremamente vasta circa l&#8217;essere umano nelle sue sfaccettature più anonime e indicibili. Ma si passi in rassegna anche quella genialità artistica e civile che risponde al nome <strong>Le Luci della Centrale Elettrica</strong>, al secolo <strong>Vasco Brondi</strong>, un vero e proprio poeta della disillusione italiota, cantore delle più oscure lacerazioni inflitte all&#8217;individuo da una modernità troppo spesso incomprensibile ed inavvicinabile. Invece di andare a pescare in giro chissà quali eccezionali motivetti orecchiabili, insomma, per far contenti Castaldo e la mania da canzone di valenza popolare, basterebbe prendere in prestito (e portare in territori ancora più doffondibili di quelli già battuti) quella meraviglia che è <em>Produzioni seriali di cieli stellati </em>per capire davvero come siamo ridotti in questo stramaledetto paese. Non dimentichiamoci, però, neanche dei toscani <strong>Zen Circus</strong>, tra i pochi esempi del non avere peli sulla lingua grazie a testi talmente diretti da riuscire, a volte, a ferire anche chi sa di non aver nulla da dividere con una certa fetta di finta appartenenza ad una qualsivoglia comunità (andate a risentirvi l&#8217;album <em>Andate tutti affanculo </em>per meglio comprendere).</p>
<div id="attachment_68624" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/B-Hendrix-a-Woodstock.jpg"><img class="size-medium wp-image-68624" title="B Hendrix a Woodstock" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/B-Hendrix-a-Woodstock-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Jimi Hendrix sul palco di Woodstock</p></div>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Nella sostanza, dunque, l&#8217;ottimo e da noi stimatissimo Castaldo (ma, ovviamente, non soltanto lui), potrebbe anche provare a scollarsi dalla poltrona della sua scrivania negli uffici di Repubblica per provare a scendere un po&#8217; di più (non che non lo abbia fatto, intendiamoci) negli inferi dei garage provinciali (e non solo) per rendersi conto di quanta <strong>sostanza</strong> pullula nelle menti di esseri umani forse anche ben più “incazzati” di quarant&#8217;anni fa, il cui obiettivo non è più quello di organizzare coreografiche adunate in sterminate vallate con, in testa, un palcoscenico e, nel cuore della zona, milioni di persone che, magari, neanche fanno caso alla musica e ai concetti che vengono espressi in un&#8217;occasione così importante.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">L&#8217;attualità è ben altra cosa. Non bastano primi maggi o Woodstock 5 Stelle per portare avanti un&#8217;<strong>idea</strong>. Essa viene lanciata, recepita e portata in atto, trasformata in azione e non più statica su un 45 giri per quanto di immensa qualità artistica e comunicativa. Ad ogni modo, chi davvero cerca nella musica e nell&#8217;arte in generale una spinta, una pulsione esistenziale votata al sacrosanto ottenimento dei propri diritti, sa dove trovarla e di certo non ha bisogno di un appoggio “famoso” se davvero vuole portare avanti la propria idea di protesta effettiva.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">C&#8217;è da capire che il nuovo millennio sta vedendo avanzare, sempre di più, l&#8217;abolizione di un importante <strong>passaggio intermedio</strong>, ovvero quello della necessità di divulgare a largo raggio una canzone affinchè essa arrivi all&#8217;udito, alla mente, al cuore e all&#8217;anima di chi (ovviamente) vuole recepirla (e su questo si potrebbe aprire un altro discorso enorme e, lì si, assolutamente negativo): Interi dischi o, meglio, interi concetti espressi su di un qualunque supporto, che sia vinile, cd o mp3 di varia specie, vengono, ora, assimilati (grazie alle moderne tecnologie comunicative) dai diretti e volenterosi destinatari in maniera immediata. Allora, invece di stare a guardare se i giovani d&#8217;oggi organizzano o meno manifestazioni di dissenso popolare al grido di <em>Revolution</em>, si andasse, per cortesia, a parlare con le persone, a <strong>camminare artisticamente al loro fianco</strong>, ad ascoltare ciò che hanno realmente da dire in qualsiasi forma di espressione (che sia una canzone, un film, un romanzo, una poesia o, molto spesso, un quadro; va bene anche una bestemmia), e riportarlo sui quotidiani sui quali si ha la fortuna di essere ospitati, senza per forza pretendere che una qualunque diffusione internazionale possa essere l&#8217;unica dinamo della divulgazione di un pensiero sociale.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">E comunque, eleggere una canzone a colonna portante di una generazione, di un movimento o di una qualunque iniziativa altro non sarebbe se non un incentivo proprio a quell&#8217;abitudine capitalista e mangiapane a tradimento che si vorrebbe combattere. O no?</p>
<p style="text-align: right;" align="JUSTIFY"><strong>Stefano Gallone</strong></p>
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		<title>Immigrazione: fino a 200 euro per il permesso di soggiorno</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 20:15:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescadorothy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[In arrivo una stangata anche sui permessi di soggiorno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Permesso-di-soggiorno1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-67952" style="margin: 5px;" title="Permesso-di-soggiorno1" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Permesso-di-soggiorno1-300x233.jpg" alt="" width="180" height="140" /></a>Roma – Per gli immigrati si prospetta un 2012 difficile, oltre a dover fronteggiare gli aumenti che penalizzano anche tutti gli italiani, sono in vista aumenti per il permesso di soggiorno, infatti dalla fine del mese di gennaio sarà introdotto un nuovo contributo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo contributo, che dovrà essere versato ogni volta che si chiede o si rinnova il permesso di soggiorno,era previsto dalla legge sulla sicurezza del 2009, ma era rimasto non attuato. A renderla operativa ci ha pensato un decreto firmato dagli ex ministri dell’Interno e dell’Economia Roberto Maroni e Giulio Tremonti il 6 ottobre 2011.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo balzello non riguarda i <strong>permessi dei minori</strong>, gli stranieri che entrano in Italia per sottoporsi a <strong>cure mediche</strong> e i loro accompagnatori, chi chiede un permesso <strong>per asilo</strong>, richiesta d’asilo, protezione sussidiaria o <strong>motivi umanitari</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il “contributo per il rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno” è differente in base alla durata del permesso – 80 euro tra i tre mesi e un anno; 100 euro tra uno e due anni; 200 euro per i soggiornanti di lungo periodo – e va ad aggiungersi ai 27,50 euro per il permesso di soggiorno elettronico.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricavi dovrebbero rimpolpare il contestato fondo per i rimpatri, per coprire una parte delle spese di ordine pubblico e sicurezza dell’Interno.</p>
<p style="text-align: justify;">Non mancano le proteste dei cittadini non italiani, che protestano anche la lentezza dell’apparato burocratico italiano: per ottenere un permesso di soggiorno dovrebbero servire non più di venti giorni, mentre in realtà i tempi sono anche triplicati.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Francesca Penza</strong></p>
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