Thursday, July 29, 2010

La rubrica di Wakeupnews che riempie il week end di novità sui temi passati in Primo Piano

di Laura Dabbene

Addio a stress e ansie con la proteina BDNF

Curare ansia e stress? In alternativa al cioccolato, ottima cura naturale, i neuroscienziati dell’Università di San Juan nel Portorico stanno sperimentando su topolini da laboratorio l’uso della proteina BDNF (fattore neurotrofico di derivazione cerebrale). Rafforzando le connessioni neuronali e rendendo le cellule malleabili, essa impedisce ai brutti ricordi di “crescere” troppo: in questo modo si eliminano anche paure, ansia e stress derivati proprio dal ricordo di esperienze negative o traumatiche. Sui topolini pare funzionare, ma l’applicazione sull’uomo è ancora molto lontana perché è difficile realizzare un farmaco di facile e pronto uso, come una pillola da assumere per via orale. L’unica via per la somministrazione della proteina BDNF è infatti al momento un’iniezione dritta dritta nel cranio, in specifico nella corteccia prefrontale che si trova nella parte anteriore del cervello, sede del pensiero razionale che bilancia l’amigdala, regolatrice delle reazioni istintive. Nessun dubbio quindi allo stato attuale: via libera alla cioccolata!

Aggiornamenti anche sul mondo del gioco d’azzardo, fenomeno dilagante in particolare nel mondo giovanile. Destano ulteriori preoccupazioni i risultati di uno studio dell’Università Nova Southeastern della Florida, condotto su circa 200 soggetti di diversa nazionalità, in maggioranza compresi in una fascia d’età media di 26 anni e appartenenti a tutte le categorie del mondo del gioco d’azzardo (professionisti, semiprofessionisti, amatori). In base alle risposte fornite ad un questionario di 38 domande è emerso che molti hanno assunto almeno una volta un medicinale per aumentare le capacità di concentrazione durante il gioco: tra i più diffusi ci sono le anfetamine, seguite dal benzodiazepine e dal metilfenidato, ma parecchio gettonati  anche i farmaci ansiolitici di uso comune. Una vera e propria forma di doping sportivo quindi, che ha numerose varianti anche quando non si ricorre a prodotti chimici. Soprattutto per riuscire a restare svegli per molte ore si abusa largamente di caffeina, energy drink, guaranà o integratori alimentari ricchi di vitamina B12. Non pochi coloro che assumono droghe come cocaina o marijuana. Quella da gioco d’azzardo può diventare quindi una dipendenza non solo di tipo psicologico, ma anche fisico se associata all’assunzione di queste sostanze su cui non esiste al momento, nel settore, alcuna legislazione a proposito.

Il pericolo per la salute degli occhi dei più piccini non viene solo dall’uso degli occhiali per la visione 3D nei cinema di ultima generazione , ma anche dagli occhiali da sole giocattolo, oggetti non prodotti da ditte specializzate né tantomeno sottoposti al controllo da parte di esperti del settore, ma in commercio al pari di un qualsiasi balocco a fine esclusivamente ludico.

Occhiali da sole: per i bimbi vietati quelli giocattolo

Il fatto pare confermato dall’aumento di congiuntiviti tra i bimbi e secondo quanto dichiara Pietro Ducoli, ricercatore dell’IRCCS (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) Fondazione G.B. Bietti Onlus di Roma, centro specializzato in oftalmologia, la causa sarebbero proprio le lenti scure degli occhiali giocattoli, spesso ridotte a semplici schermi in plastica. Esse provocano una dilatazione della pupilla, fenomeno che per l’occhio degli under 12, in cui il cristallino è ancora in fase di formazione, può provocare danni ben maggiori e più gravi, anche non reversibili, di una congiuntivite. In più la qualità, mediocre o anche pessima, dei materiali con cui gli occhiali giocattolo sono realizzati può provocare allergie ed irritazioni agli occhi e alla pelle del viso (zona del naso e delle orecchie), particolarmente delicata nei più piccini.

Rischi di salute per i bambini derivano anche dall’obesità, problema sempre più diffuso tra i piccolissimi. Per contrastare l’aumento di peso nell’infanzia è nato a Treviso il primo parco sportivo anti obesità, Primo Sport, dove personal trainer professionisti piegano ai bambini quali giochi fare per restare in forma. L’idea è del gruppo Verde Sport, che ha già aperto, ad un chilometro dal centro città, la Città dello Sport La Ghirarda. L’amministratore del gruppo, Giorgio Buzzavo, spiega che tutte le attività proposte sono state studiate con il contributo dei ricercatori della Facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Verona e sono divise in aree tematiche: manualità, mobilità, equilibrio e aumento delle capacità del gioco simbolico. Vi sono inoltre percorsi diversi e livelli di difficoltà adatti a tutti gli under 6 secondo la fascia d’età. L’idea è quella di aprire altri parchi in Italia dove, come a Treviso, distribuire anche agli adulti un manuale d’uso dei giochi per coinvolgerli nell’attività fisica dei figli o dei nipotini. Primo sport ha pensato anche alla sicurezza dei piccoli frequentatori, con un sistema di videosorveglianza che monitora l’intera area.

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La rubrica di Wakeupnews che riempie il week end di novità sui temi passati in Primo Piano

di Laura Dabbene

Salmone: naturale o ogm?

I cibi geneticamente modificati paiono avere ormai, sempre di più, le porte aperte verso le nostre tavole e negli Stati Uniti la Food and Drug Administration, cui spettano le decisioni su ciò che può finire nello stomaco degli americani, sta per dire sì al FrankFish (“pesce Frankenstein”), il salmone ogm. Il supersalmone cresce tre volte più velocemente di quello naturale, con un chiaro vantaggio in termini di disponibilità di prodotto sul mercato: il miracolo si deve al gene della crescita di un altro pesce, lo Zoarces Americanus, particolarmente resistente alle basse temperature. Ron L. Stotish, il manager della compagnia che vorrebbe commercializzare il prodotto, assicura che sapore, colore, vitamine e proteine sono identiche a quelle del salmone naturale. I dubbi sul salmone transgenico non riguardano però solo la salute di chi lo mangia, ma anche quella del Pianeta: quale scenario per l’ecosistema oceanico se il trans-salmone si accoppiasse con quello tradizionale? Il produttore sostiene che verranno ottenuti solo salmoni femmine e sterili ed esclusivamente in vasca, ma se vi fosse per sbaglio qualche maschio fertile ed una fuga fuori programma si avvererebbe quanto prospettato da  una simulazione della Purdue University (Indiana):  60 pesci ogm distruggerebbero nel tempo di circa 40 generazioni una popolazione naturale di 60mila esemplari. Altro problema sarà il riconoscimento del salmone ogm nei banchi dei punti vendita: l’etichettatura, infatti, non è al momento obbligatoria se i prodotti geneticamente modificati non differiscono dagli altri in termini nutrizionali e i consumatori potrebbero trovarsi nel piatto, senza saperlo, il trans-salmone.

Ben marchiati e riconoscibili sono invece dal 1 luglio i cibi biologici, almeno all’interno dell’Unione Europea. L’attenzione alla salute e al benessere a tavola, che parte che cibi sani e sempre di stagione, è a ormai al centro di numerose iniziative e il successo del weekend milanese di Saporbio, seguito qualche settimana fa dalla nostra redazione, dimostra come gli italiani siano sempre più attenti a ciò che mangiano. Ottima notizia quindi per tutti i consumatori quella diffusa da Coldiretti che, ricordando l’entrata in vigore del regolamento UE, ha posto all’attenzione di tutti la nuova etichetta che permette di riconoscere facilmente le produzioni biologiche comunitarie. Il nuovo marchio è un’Eurofoglia con 12 stelle bianche, il fondo è verde brillante e al centro campeggia una cometa. Sempre secondo Coldiretti il logo è importante nel nostro Paese anche per tutelare un tipo di agricoltura attenta all’ambiente e che riesce nello stesso tempo ad essere il primo anello di un giro d’affari di circa 3 miliardi di euro. Si può quindi contribuire alla crescita e allo sviluppo dell’economia con uno speciale occhio di riguardo al pianeta Terra.

Buone notizie anche dal campo della ricerca scientifica per quando riguarda la nostra pelle: a fronte di regole e consigli preventivi e indispensabili per mantenerne la salute, è vero che proprio il melanoma, il tumore che colpisce l’epidermide, è attualmente tra i più micidiali e resistenti ai farmaci. Questo perché a provocarlo sarebbero delle cellule staminali, diverse dalla altre e immuni alle cure tradizionali: ecco la scoperta della Stanford University School of Medicine in California, resa nota dalla rivista Nature, che apre le porte a nuovi campi di ricerca per l’elaborazione di terapie più efficaci. I ricercatori Usa hanno identificato  queste “cellule zero” nei melanoma riconoscendole per un loro tratto distintivo: la presenza in superficie della  molecola CD271 e la quasi totale assenza di altre etichette molecolari, bersaglio consueto dei farmaci ora in uso in oncologia. Identificare il nucleo più pericoloso di cellule tumorali è il passo indispensabile per intraprendere il cammino della scoperta di una cura, per questo si può parlare di una scoperta sensazionale: essa permetterà di studiare nuove terapie testandole specificatamente sulla resistenza di queste cellule. La soluzione non è certo ancora a portata di mano, ma appare molto meno lontana, ed in generale si avrà un definitivo e determinante mutamento nell’approccio medico e nei criteri di valutazione di gravità del tumore. Il ruolo riconosciuto alle cellule staminali è infatti in grado di spiegare il comportamento di alcune forme di melanoma prima ignote o misteriose anche agli specialisti: un melanoma in fase iniziale può  nascondere un nucleo di staminali molto ricco e quindi sviluppare velocemente e improvvisamente delle metastasi, mentre uno in fase avanzata, ma con poche cellule zero, può progredire molto lentamente.

La calotta polare: sempre più sottile secondo i dati

L’importanza della ricerca scientifica in campo medico non può oscurare quella nel campo della geofisica, che mette il mondo di fronte ad un nuovo e inquietante dato: i ghiacci dell’Antartide, fonte di continue sorprese e scoperte, si assottigliano sempre di più e le misurazioni del satellite europeo Envisat dal 2003 ad oggi lo dimostrano chiaramente. Un fenomeno analogo di riduzione delle calotte polari è stato osservato anche in Groenlandia, nell’emisfero nord: quelli dell’isola danese costituiscono il 9% dei giacchi del pianeta e fronte dell’oltre 90% del continente antartico. Queste immense distese di ghiaccio sono dei sorveglianti speciali nello studio del clima e il loro progressivo e sempre più accentuato scioglimento non è un indice positivo nella misurazione della salute della terra. Considerata la superficie di 12 milioni di chilometri quadrati e uno spessore medio dei ghiacci di 2.200 metri, lo scioglimento dell’Antartide, stando ai ricercatori, comporterebbe un innalzamento del livello dei mari fino a 70 metri. Per valutare le conseguenze bastino poche e semplici informazioni: tra le capitali europee, se Madrid si trova a più di 600 metri sul livello del mare, Lisbona è a circa 100, Parigi a 75, Berlino a 47, Londra e Roma a 20, Amsterdam a 0.

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di Laura Dabbene

Esempio di abusivismo edilizio

La constatazione e la denuncia dell’assalto del cemento che ha conquistato il territorio padano nella zona emiliano-parmense pare essere destinato a conquistare ottima compagnia grazie ad un’idea lanciata dal fotografo Oliviero Toscani. Insieme al FAI (Fondo per l’ambiente italiano), da sempre in prima linea nella lotta allo scempio paesaggistico di cui il nostro Paese soffre cronicamente, Toscani richiama tutti i cittadini italiani ad armarsi di macchina fotografica, o di un semplice telefono cellulare con fotocamera, per immortalare le violenze edilizie ed urbanistiche che dilagano sul territorio, insidiando i centri abitati sottoposti a sviluppi selvaggi e mortificando le campagne con abusi di ogni sorta. Tante foto, quindi, per documentare e porre all’attenzione tutti i fenomeni di scempio del bello, con un progetto cui ha aderito anche il direttore della Scuola Normale di Pisa Salvatore Settis, storico dell’arte sensibile a questa come ad altre problematiche che minacciano il patrimonio storico-artistico costituito dal paesaggio in cui città d’arte e monumenti si inseriscono e trovano la propria contestualizzazione. Il neonato progetto ha già un nome, Paesaggio Italiano, e l’obiettivo è creare un grande archivio multimediale, all’interno di un sito internet in cui mappare piccoli e grandi ecomostri sul suolo italico.

Allarme obesità. Se ne sono denunciati di recente gli effetti altamente negativi, sia sotto il profilo della salute e del benessere individuale, sia per i costi imposti alla collettività da un soggetto sovrappeso rispetto ad un coetaneo normopeso. La ricerca di un’equipe dell’Inserm di Parigi (Institut National de la Santé), guidata dalla Dott.ssa Nathalie Bajos e pubblicata sul «British Medical Journey», rincara ulteriormente la dose e mette in guardia contro i pericoli dei chili di troppo nella sfera della vita sessuale. L’obesità è certamente nemica del sesso per questioni estetiche e riduce molto le possibilità di trovare un partner, ma anche per motivi più seri che nulla hanno a che vedere con l’ideale di perfezione fisica. Le donne sovrappeso sono a maggior rischio di gravidanze indesiderate (+ 4 volte rispetto ai valori normali), di aborti spontanei e di trasmissione di malattie sessuali. Per gli uomini il disturbo più comune legato all’accumulo di grasso corporeo è quello della disfunzione erettile, che può nei casi peggiori arrivare all’impotenza. Occhio al peso quindi, per non perdere davvero nulla del piacere dell’amore.

Nemico della salute, si sa è anche l’abuso di bevande alcoliche ed in Italia è scattato un nuovo allarme. Che tra i piaceri della tavola italiana vi sia un buon bicchiere di vino ad ogni pasto è tradizione che, con cautela, non ha eccessive controindicazioni, ma i dati sull’aumento del consumo di alcolici e superalcolici nel nostro Paese sono preoccupanti. L’Eurispes (Istituto di studi politici economici e sociali) e Telefono Azzurro denunciano un record negativo in Italia rispetto ai paesi membri dell’Unione Europea: l’età della prima bevuta è intorno ai 12 anni a fronte di una media europea di 14,6 anni.

Giovani e alcolici: si inizia a 12 anni

Pare essersi non solo abbassata drasticamente l’età d’esordio verso un consumo di bevande alcoliche, che può degenerare in un abuso, ma si è verificato un significativo mutamento delle abitudini dei giovanissimi, delle motivazioni che sono alla base delle scelte di bere vino, birra o superalcolici, nonché degli obiettivi. La tendenza dominante è quella al binge drinking, cioè il bere per ubriacarsi: uno sballo che, se accentuato dall’uso di sostanze stupefacenti, può essere letale. La semplice sbronza comunque, si sa, può essere da sola causa di gravi incidenti stradali, spesso mortali.

Chiusura di rubrica con qualche news sui libri digitali. A quasi un anno dal lancio europeo di Kindle, il libro digitale di Amazon , e in attesa dei bilanci di vendite nei primi 12 mesi, i dati provenienti dagli Stati Uniti sono positivi e parlano di un mercato in continua e vertiginosa crescita: nel 2009 sono stati più di 3 milioni gli e-books acquistati e nella prima metà del 2010 il ritmo di vendite è raddoppiato. La crescita si deve forse anche alla riduzione dei prezzi da parte dei principali produttori: il Nook delle librerie Barnes & Noble è passato da 259 a 199 dollari, il rivale Kindle è sceso, partendo dallo stesso tetto, a 189 dollari. Dall’Italia e dal mercato nazionale arrivano bilanci positivi non in termini di vendite, ma di offerta di contenuti. Secondo quanto emerso dall’edizione milanese di Editech 2010, organizzato dall’AIE (Associazione Italiana degli  Editori), due titoli su cento, entro la fine dell’anno, saranno e-book.  Tendenze e prospettive del settore editoriale digitale sono quelle che mirano ad una moltiplicazione dei titoli ora disponibili entro dicembre 2010: da un attuale 0,7%  ad un 2%.

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di Laura Dabbene

Ciclonudismo a difesa a dell'ambiente
Ciclonudismo in difesa dell’ambiente

La più discussa tra le iniziative a sostegno del rispetto dell’ambiente fu, lo scorso febbraio, il Festival anti smog in Pianura Padana, esempio di giornata senz’auto, mezzo a cui l’italiano medio fa davvero fatica a rinunciare. Più sensibili di noi ai problemi dell’inquinamento urbano sono gli abitanti del nord Europa e l’ha dimostrato poco tempo fa, a Bruxelles, un gruppo di 50 militanti ecologisti, tutti armati di bicicletta per un’amichevole gara cittadina su due ruote. Nulla di strano o bizzarro se non fosse stato per lo slogan guida dell’iniziativa “Nudi alla partenza”: i ciclisti erano infatti, a fronte del tempo poco clemente e della temperatura piuttosto rigida per il mese di giugno, rigorosamente poco vestiti (se non proprio totalmente senza veli), al punto da un costringere all’intervento le forze di polizia, obbligate a portare in questura due persone completamente nude in sella alla loro bicicletta con l’accusa di “attentato al pubblico pudore”. Il corteo è stato infine autorizzato, a patto che si indossassero almeno le mutande, anche a transitare di fronte ai palazzi istituzionali. Soddisfatti gli organizzatori, che così hanno risposto alle accuse di aver promosso un’inutile provocazione: «La nudità è solo un modo per attrarre l’attenzione su un problema che noi riteniamo grave e che riguarda l’occupazione di tutti gli spazi pubblici da parte delle automobili, che con le loro emissioni inquinanti rendono la città un luogo ostile». Un’idea da emulare per la prossima giornata ecologica anche sul suolo italico, con tanto di sfilata di fronte al Vaticano?

Ma se anche permettesse un corteo di ciclisti in costume adamitico, mai la Santa Sede dirà di sì ad una legge che riconosca il matrimonio gay, sebbene nel cattolicissimo Portogallo essa stia  compiendo a piccoli passi la strada verso la fase esecutiva. È in Islanda che si sono definitivamente aperte le porte ad una legislazione che consente di celebrare unioni tra persone dello stesso sesso. E lo si è fatto con un testimonial d’eccezione in campo politico, la premier Johanna Sigurdardottir. Eletta primo ministro a febbraio dello scorso anno, la ex hostess ha sposato la sua compagna Jonina Leosdottir, cui è legata civilmente già dal 2002, con un rito ed una formula molto semplice: un paio di firme su un documento che chiede, e subito ottiene, la conversione in matrimonio dell’unione civile. La legge nasce dal testo approvato il 12 giugno scorso, all’unanimità, dal parlamento islandese e sancisce che le unioni civili omosessuali, previste da anni nella legislazione del paese nordico, possano essere trasformate in un normale matrimonio con la semplice presentazione della domanda. Aperta la strada dalla Danimarca, prima al mondo ad avere nel 1989 una legge sull’argomento, lentamente i Paesi europei si stanno attrezzando a tutela dell’amore gay: in Francia ci sono i pacs, in Svezia ci si può sposare in chiesa, in Spagna è consentita l’adozione. In Italia?

Bhe, non saremo all’avanguardia sul tema, ma in compenso brilliamo per polemiche in tema di parchi eolici, basti ricordare i casi di  Girifalco e gli appalti in questo settore in Sardegna.

Parchi eolici: servono regole e chiarezza

Eppure l’energia pulita ottenuta dal vento piace agli italiani e 8 su 10 sono favorevoli ad investimenti in questa direzione. Il sondaggio Ispo promosso da Ewea (Associazione europea dell’energia eolica) e Gwec (Global Windenergy Council) nella Giornata del Vento, indetta a metà giugno, ha rilevato che l’87% degli intervistati crede che lo sviluppo di questo ramo possa giocare un ruolo decisivo nel rilancio dell’economia, anche a livello locale, oltre a dare nuovo respiro al settore occupazionale. Oltre 25.000 sono al momento i lavoratori attivi nel settore, destinati ad aumentare in parallelo con l’espandersi degli impianti e delle centrali eoliche. Ma non è tutto oro ciò che luccica! Per evitare le vergogne di Girifalco e di Macchiareddu servono regole chiare e severe che garantiscano trasparenza e legalità: questo il pensiero di Edoardo Zanchini, responsabile energia e clima di Legambiente. L’Italia attende una normativa da oltre 7 anni e non si può più rimandare. Il rischio è quello non solo di sperpero di fondi e finanziamenti, con corollario di tangenti e corruzione in tipico stile italiano, ma anche di nascita di nuovi ecomostri, di cattedrali nel deserto che andranno incontro ad un destino di inattività e deterioramento, seguendo le orme di molti esempi del passato.

Tutela dell’ambienta non è solo uso di energia pulita, ma anche rispetto degli ecosistemi. Ne sa qualcosa l’Australia, segnata dopo il caso del piccolo marsupiale che ha quasi ucciso una persona, da un’altra notizia di aggressività animale, non purtroppo isolata, ma dilagante. Questa volta però la violenza arriva dall’esterno e si scatena non contro l’uomo, ma contro i propri simili meno agguerriti, assumendo gli inquietanti connotati di una forma di sopruso tristemente diffuso tra il genere umano: l’abuso sessuale. La ricerca condotta dallo zoologo Patrick-Jean Guay, dell’Università di Melbourne, ha mostrato che le anatre europee domestiche, introdotte in Australia, sono sessualmente aggressive nei confronti delle più piccole e native anatre nere del Pacifico, che proliferano allo stato selvaggio nei boschi, ma anche lungo i corsi d’acqua vicini ai centri urbani. L’anatra maschio intrusa, in pieno stile playboy e latin lover, ricerca con sempre maggiore frequenza l’accoppiamento con le anatre locali, arrivando a “stuprare” le femmine di questa specie e producendo ibridi che assommano i caratteri genetici dei genitori: in questo modo rischia di venire meno, con il tempo, la purezza della specie indigena e la sua conseguente estinzione. L’aumento degli esemplari di anatra domestica allo stato brado si deve, tra i vari motivi, alla liberazione (o abbandono?) di cui sono oggetto da parte delle famiglie che hanno per un po’ avuto il volatile come animale da compagnia, magari regalato ai bambini al pari di un giocattolo. Se da un lato la notizia desta curiosità e quasi un sorriso, per l’aspetto inevitabilmente comico della faccenda, dall’altro solleva pesanti interrogativi sui problemi di tutela animale nei diversi ecosistemi chiusi, come quello di un’isola, dove elementi estranei introdotti dall’uomo rischiano di mutare le strade sapientemente tracciate da Madre Natura.

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di Laura Dabbene

Il Maxxi a Roma

Dopo la tre giorni di inaugurazione di fine maggio il Maxxi, il museo nazionale delle arti del XXI secolo progettato da Zaha Hadid a Roma, ha aperto ufficialmente al pubblico raggiungendo nella prima giornata una considerevole media di 800 visitatori l’ora: alle 15,30 del pomeriggio è stato venduto il biglietto numero 3500. Grande entusiasmo quindi da parte del pubblico, molto eterogeneo e formato sia da turisti che cittadini romani, da giovani, ma anche famiglie con bambini. Molti gli addetti ai lavori (giornalisti, esperti, etc), ma anche i semplici appassionati d’arte e i curiosi alla ricerca di qualcosa di “diverso”. Circa 25 mila le persone, da ogni parte del mondo, che hanno invece visitato il nuovo museo in occasione degli eventi legati all’inaugurazione, a partire dal super esclusivo opening party del 27 maggio, godendo in anteprima delle mostre che accompagneranno questi primi mesi di vita del nuovo museo, dedicate rispettivamente a Gino De Dominicis (L’immortale), Kutlug Ataman (Mesopotamian Dramaturgies) e Luigi Moretti (Dal razionalismo all’informale).

Sembra sia successo ieri il tripudio del lancio di spartiti da parte dell’orchestra del Teatro Ariston di Sanremo e già si pensa alla prossima edizione, la 61esima, del festival della canzone italiana. Dopo il trionfo di ascolti e di gradimento da parte del pubblico della manifestazione 2010 per la conduzione di Antonella Clerici, pare che la biondissima e giunonica anchor woman sia la più accreditata per aggiudicarsi lo stesso ruolo anche nel 2011. Le voci di corridoio e le indiscrezioni hanno messo in circolazione il nome di un altro possibile aspirante, Fabrizio Frizzi, che metterebbe tutti al riparo dagli improbabili abiti sfoggiati lo scorso febbraio dalla prima donna dell’Ariston: per tradizione pippobaudesca il conduttore uomo si limita allo smoking, rigorosamente nero e senza pericolo di variazioni cromatiche. All’appuntamento festivaliero mancano ancora parecchi mesi, ma come sempre succede in occasione della presentazione dei palinsesti autunnali agli sponsor della Sipra, società che gestisce in esclusiva tutti gli spazi pubblicitari sulla Rai (tv, radio e web), era inevitabile che il toto-nome rimbalzasse tra i media. Per ora la certezza è che la Clerici sarà di nuovo, il prossimo autunno, tra i fornelli della Prova del cuoco e in prima serata il mercoledì con Ti lascio una canzone: ancora musica quindi per lei, con scadenza settimanale, tra interpreti dei classici della canzone italiana…rigorosamente under 18.

Cani migliori amici dell’uomo? In Iran questo vale solo per alcuni. Se Ahamadinejad ha diritto infatti a 4 cani, il cui possesso è però giustificato esclusivamente per questioni di sicurezza, per tutti gli altri la libertà di avere in casa questo animale domestico pare in serio pericolo. Su domanda del quotidiano “Javan” il grandayatollah Nasser Makarem Shirazi ha emesso una fatwa contro i cani, già di per sé considerati immondi secondo il testo dei Revayat (i detti di Maometto o degli Imam), perché i rapporti affettivi instaturati con questi animali non sono altro che un’imitazione pedestre delle usanze occidentali, in cui si può arrivare ad amarli più della propria famiglia. Divieto assoluto quindi di passeggiare con il cane in luoghi pubblici (a Teheran il reato imputato alla bestiola è di “camminata in pubblico”), ma pure di tenerlo tra le mura domestiche. I proprietari di cani cercano di difendere i propri fedeli amici ricordando che nel Corano non vi sono forme di condanna verso questi animali e che uno degli insegnamenti di Allah dice che nel mondo nulla di cattivo è stato creato, ma la controversia teologica non sembra destinata a spegnersi, soprattutto se si considera che la crociata contro i cani risale al 1979, all’indomani della rivoluzione islamica di Khomeini.

Una delle mozzarelle blu sequestrate

Chiusura di rubrica con richiamo alla sfida della treccia di fiordilatte più lunga, che vide il 13 giugno 2010 opporsi le fazioni di Avellino e Sala Consilina : forse si poteva evitare lo scontro campanilista se una delle due squadre di casari avesse variato sul tema del gustoso latticino, proponendone una versione in blu! Oltraggio alla purezza dell’alimento? Forse per gli artigiani del gusto sì, ma per lo stabilimento tedesco da cui provenivano oltre 70mila buste di mozzarella destinata alla grande distribuzione nel Nord Italia questa anomalia coloristica è parsa un dettaglio secondario. I Nas di Torino hanno sequestrato il prodotto dopo che una signora aveva denunciato il fenomeno ai carabinieri, filmandolo con il telefonino: aperta la confezione il formaggio, a contatto con l’aria, assumeva una colorazione cerulea decisamente poco invitante. Le analisi di laboratorio paiono escludere la tossicità e stanno chiarendo i motivi di questo fatto che, ricorda Coldiretti, è solo un isolato aspetto di un fenomeno dilagante (l’uso di latte o semilavorati di provenienza estera) «che inganna consumatori e allevatori italiani e mette a rischio la salute dei cittadini». Per ora i consumatori possono essere tranquilli sul fatto che l’intera partita di mozzarella in tecnicolor sia stata rintracciata e ritirata dal mercato, ma nessuna authority alimentare è al momento in grado di fornire sicurezze sul ritrovamento di caciocavallo magenta, gorgonzola screziato in verde fluorescente o inquietante pecorino tinta malva.

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di Laura Dabbene

Aldo, Giovanni e Giacomo

Nell’intervista a Giacomo Poretti pubblicata su Wakeupnews lo scorso maggio, l’attore parte del trio comico tra i più amati d’Italia non si sbilanciava riguardo il loro prossimo progetto, un film in uscita a Natale 2010. Si sa adesso invece che sono ufficialmente iniziate a Milano, e dureranno 9 settimane, le riprese della pellicola, il cui titolo dovrebbe essere La banda dei Babbi Natale. Ambientazione natalizia anche per la vicenda, con i tre protagonisti misteriosamente bloccati in questura la notte della vigilia con l’accusa di essere una banda di ladri. L’interrogatorio di un agente di polizia in gonnella (Angela Finocchiaro), diventerà l’espediente per il racconto delle loro tre complicate vite: Aldo è uno scommettitore incallito che cerca di uscire dal tunnel della dipendenza, Giovanni un veterinario dalla vita sentimentale ed affettiva multipla, Giacomo un medico inconsolabile dopo la morte della moglie. Un filo rosso li lega: la passione per il gioco delle bocce. Non sono trapelate altre indiscrezioni sull’epilogo della vicenda e non resta che attendere dicembre per gustare il film sotto l’albero, accompagnato da una fetta di panettone (che a pensarci ora, con questo caldo, fa venire i brividi!).

Novità anche nel campo della ricerca spaziale e astronomica, questa volta senza le implicazioni apocalittiche di cui si è parlato a proposito di astri a rischio esplosione e supernova in fase di collasso. È rientrata dopo un viaggio di sette anni la sonda giapponese Hayabusa (“falco pellegrino”) lanciata nel maggio 2003 da Kagoshima. Nelle intenzioni della JAXA, l’agenzia spaziale nipponica, la sonda doveva studiare l’asteroide Itokawa, mappandolo con circa 1600 foto, 120.000 spettri infrarossi e 15.000 rilevamenti a raggi x, oltre a raccogliere dei campioni di sabbia. L’interesse peculiare verso gli asteroidi risiede nel fatto che gli esperti li hanno riconosciuti come veri e propri elementi base del nostro sistema solare, capaci di rivelare inediti aspetti sull’evoluzione e sulla trasformazione dell’universo, svelando struttura e caratteristiche di un processo durato milioni di anni. La sonda era atterrata su Itokawa nel settembre 2005 e ne era ripartita, dopo un anno e mezzo di duro lavoro, nel gennaio 2007: è tornata a casa scegliendo l’Australia come porto di approdo e tappa finale del suo impegnativo viaggio. Non resta che attendere il suo rientro in patria e le analisi del centro studi specializzato Planetary Sample Curation Facility di Sagamihara.

La ricerca scientifica compie passi da gigante anche nel campo della mobilità sostenibile ed entro il 2011 dovrebbero entrare in uso non solo gli autobus ad idrogeno nel capoluogo lombardo, ma anche una schiera di elegantissimi taxi londinesi rigorosamente ad emissione zero.

Il prototipo del taxi “zero emissions” a Londra

Lo storico cab, nero anche nella sua versione ecologica, si rinnova nel segno del rispetto dell’ambiente ed il primo prototipo è stato presentato nella capitale britannica. Secondo i programmi entro l’anno circa 20 dovrebbero essere i mezzi in circolazione nella strade di Londra, per una fase di sperimentazione che, stando alle previsioni, aprirà la strada ad una progressiva sostituzione dell’intero parco macchine. Con un po’ di nostalgia si saluteranno i vecchi veicoli mandati in pensione, simboli di un mondo e di una città, ma il logo verde sulla portiera scura del taxi ad idrogeno (un grande zero con la scritta bianca zero emissions) ricorderà a tutti che le nuove vetture permetteranno una riduzione delle polveri sottili con un conseguenze miglioramento, si spera, delle condizioni ambientali urbane. Il futuro ha le sue regole, per cui: largo ai giovani.

Giovani, belli e abbronzati. Questo è il trinomio di ogni estate, quando la prova costume ci vorrebbe appartenenti alla fortunata e ristretta categoria che gode di questi tre fattori. Giovani lo sì è una volta sola. Belli è importante esserlo agli occhi della persona che ci ama, ma abbronzati possono diventarlo davvero tutti, con rarissime eccezioni. La tintarella è, tra gli effetti benefici dei raggi solari, quello che gratifica di più gli occhi perché, senza esagerare riducendosi a zombie abbrustoliti dalla pelle incartapecorita, un colorito dorato dona a chiunque.

Spinaci: cibi verdi per un colorito estivo da favola

Come aiutare il nostro organismo a stimolare la produzione di melanina? La Coldiretti ha stilato una lista degli alimenti migliori per garantire una perfetta abbronzatura in quanto ricchissimi di vitamina A. Accanto ai cibi arancioni (carote in testa), di cui tutti conoscono le loro proprietà, si segnalano nella top ten cibi insospettabili come alleati della tintarella: spinaci e radicchio, cicoria, lattuga e sedano. Via libera anche a pomodori, pesche gialle, cocomero, fragole e ciliegie. Non resta che riempire la borsa della spesa con questi prodotti e, con le dovute precauzioni, crogiolarsi al sole. Il risultato è assicurato.

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La rubrica di Wakeupnews che riempie il week end di novità sui temi passati in Primo Piano

di Laura Dabbene

Caravaggio - La canestra di frutta

Si conclude domenica 13 giugno la mostra dell’anno, che ha fatto parlare di sé non soltanto per lo splendore delle opere presenti, ma per le code chilometriche di visitatori che hanno assediato la sede espositiva delle Scuderie del Quirinale, a Roma, per conquistare il diritto di ammirare l’artista del momento: Michelangelo Merisi. Destinata forse a battere qualunque record di affluenza ed incassi, la mostra su Caravaggio gioca la sua ultima carta in questa direzione, con una maratona di apertura non stop dalle 9 di questa mattina, sabato 12 maggio, alle 22 di domani, domenica 13. Non si chiuderanno infatti questa sera le porte delle Scuderie per consentire agli ultimi ritardatari, e a chiunque si sia in passato scoraggiato per i lunghi tempi d’attesa, di ammirare i 24 capolavori caravaggeschi prima del loro ritorno a casa. Mostra aperta tutta la notte con una promozione sul costo del biglietto: ridotto a 7,50 euro per tutti dalla mezzanotte di sabato alle 8 del mattino. In questa fascia sono state riaperte anche le prenotazioni, chiuse da settimane per tutti gli altri orari disponibili. Gran finale quindi per un omaggio in notturna al genio Merisi.

Tanto plauso collettivo per un singolo pittore e così mite entusiasmo, da parte dei rappresentanti istituzionali della Lega Nord, per la manifestazione romana nel giorno della festa della Repubblica.

Il tricolore

All’indomani del 2 giugno si sono accese le polemiche sull’assenza del ministro Maroni (o altri esponenti del Carroccio), ma subito questi ha risposto dichiarando di ricordare l’evento, come da tradizione personale, a Varese. Caso (?) ha voluto che tra le lettere dei lettori su Repubblica del 4 giugno vi fosse quella di un cittadino, affranto e triste testimone delle celebrazioni varesotte, carenti sotto ben due punti di vista: la scarsa partecipazione di una generazione di 30/40enni che sembra non avere la minima coscienza della storia e del significato del sistema repubblicano italiano e la completa cancellazione dal programma dell’inno nazionale. L’autore della segnalazione non si pronuncia sull’eventuale presenza di Maroni, ma doveva esserci, a patto che non racconti bugie. Sorge allora il dubbio che il ministro leghista abbia preferito Varese a Roma per accertarsi che a qualche male intenzionato non venisse l’idea balzana di intonare Fratelli d’Italia?

Ha cantato invece l’inno di Mameli la tennista Francesca Schiavone, vincitrice dell’ultimo Roland Garros, senza errori e nessun lapsus mentis riguardo testo o melodia. Non l’ha assistita invece la memoria di fronte ai giornalisti cui si è trovata dopo l’incontro con il premier a Palazzo Chigi.

Francesca Schiavone

Invitata e ricevuta da Silvio Berlusconi, la sportiva deve aver risentito della forte emozione di stringere la mano al presidente del Consiglio, o forse dell’onore di conoscere il Cavaliere, o ancora del frastuono continuo nelle orecchie delle parole del primo ministro, da lei descritto come «estroverso, ambizioso e con una grandissima energia», ma che soprattutto «parla, parla tantissimo» senza  dimenticare di elargire qualcuna della sue immancabili barzellette. Fatto sta la Schiavone ha detto ai cronisti di considerare «un grande onore sedersi vicino a Piersilvio». Ma che importa, l’orgoglio di cui la tennista ha riempito una nazione intera non è certo quello di essersi avvicinata allo charme degli uomini Berlusconi, padre o figlio che fosse, ma di averci regalato sudore e lacrime nella finalissima di Parigi. Grazie ancora Francesca!

Chiusura di rubrica con una news sul mondo del cinema. Pedro Almòdovar ha scelto la protagonista del suo prossimo film La piel que habito, le cui riprese partiranno ad agosto. Accanto ad Antonio Banderas e Marisa Paredes, entrambi interpreti storici delle sue pellicole, non ci sarà la musa almòdovariana per eccellenza, Penelope Cruz , ma Elena Anaya, già a fianco del cineasta spagnolo nel 2001 con Parla con lei. Le notizie riportate dal quotidiano El Mundo parlano di una decisione condizionata dagli impegni della Cruz, ufficialmente occupata sul set di Pirati dei Caraibi 4.

Elena Anaya

Elena Anaya è nota al pubblico per la sua partecipazione al film di Julio Medem Lucia y el sexo (2001) con cui si è aggiudicata un Goya, ma ha ricoperto ruoli anche in Hierro di Gabe Ibáñez (2001) e nel video clip Sexy Back di Justin Timberlake. Il nuovo lavoro accanto ad Almòdovar, dicono la stampa e la critica, sarà l’occasione per la 35enne attrice di Palencia di consacrarsi definitivamente come stella del cinema al di fuori dei confini iberici.

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La verità censurata

Post di SabinaS On giugno - 7 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Una tragedia quasi annunciata. Un meccanismo della prevenzione e protezione che si inceppa. Autorità che rischiano la smentita e un servizio di informazione che disattende la divulgazione della notizia, quella vera

di Sabina Sestu

Claudio Messora

Claudio Messora

Una video – intervista sparisce misteriosamente da YouTube. L’intervistata e il blogger che l’hanno realizzata si domandano il perché.  «Non sono stati lesi i diritti di copyright e non c’erano parole ingiuriose – afferma Claudio Messora, autore del video –  mi chiedo allora il perché di questa censura». «Non siamo un paese libero», a dichiararlo è Stefania Pace, sopravvissuta alla tragica notte del 5 aprile grazie alla segnalazione del contestato tecnico dell’Istituto di fisica dello Spazio Interplanetario, Giampaolo Giuliani.

Il video purgato dalla rete è stato ripubblicato dai cybernauti in tutti i principali social network. Per Messora, autore del blog  www.byoblu.com, il rilancio sulla rete del video oscurato da YouTube è «una dichiarazione di indipendenza della rete e del giornalismo libero e indipendente rispetto a quello omologato dei media tradizionali. La rete va avanti». Ma cosa può aver portato alla scomparsa dell’intervista dal notissimo sito? Secondo i due autori del video a provocare una reazione così forte può essere stata la denuncia da parte della Pace mossa alla protezione civile. «La protezione civile ha avvisato la popolazione, dopo la scossa delle 23,30 – aveva dichiarato la signora Pace nel video – di rientrare nelle proprie case poiché non c’era più alcun pericolo». Questo potrebbe essere l’unico motivo che può aver portato alla rimozione dell’intervista.

Dichiarazione che può essere stata considerata scomoda. «Forse questo passaggio offendeva la sensibilità – riflette il blogger – istituzionale di alcuni soggetti preposti al potere». Visto che i messaggi che sono stati lanciati all’opinione pubblica, quelli come dire “ufficiali”, parlavano di situazione sotto controllo, di “va tutto bene” e che “la protezione civile si sta occupando in modo eccellente di coloro che vivono nei campi”, sentire delle voci discordi a questa versione potrebbe aver davvero dato fastidio a qualcuno o persino a molti. La bella immagine che è stata rinviata al pubblico sulla figura di Guido Bertolaso e dell’istituzione della protezione civile, parla di angeli attenti alle esigenze della popolazione e che hanno continuato ad operare in maniera ottimale affinché la popolazione si sentisse protetta.

Stefania Pace

Stefania Pace

Sbriciola questa visione idilliaca il racconto di Stefania Pace.  Infatti mentre rientrava l’allarme della scossa delle 23,30 e le persone venivano invitate a rientrare nelle proprie case, la prefettura veniva evacuata appena mezz’ora dopo, verso la mezzanotte. «Come mai? – si chiede la signora Pace – e perché non sono stati evacuati anche i centri storici?». Errore di valutazione della protezione civile, molto probabilmente. Ma ciò che infatti fa infuriare i due epurati è la mancanza di libertà di espressione. «Viene tanto magnificato l’articolo 21 della Costituzione – dice infatti il Messora – ma poi di fatto le grandi società mediatiche sono assoggettate al potere delle lobbies, della politica e dell’economia».  «Tutto questo mi fa pensare che nel nostro paese non c’è la libertà di opinione – rincara la dose l’intervistata – e di poter esporre i fatti da parte di semplici cittadini. Se i punti di vista espressi sono differenti o contrari alle versioni ufficiali che si propinano all’opinione pubblica, allora scatta il veto».

I due protagonisti di questa incredibile vicenda ringraziano tutti coloro che hanno divulgato e diffuso nelle rete la loro video – intervista.

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La rubrica di Wakeupnews che riempie il week end di novità sui temi passati in Primo Piano

di Laura Dabbene

L’ombra della pedofilia oscura la Chiesa tedesca

Lo scandalo dei preti pedofili dilaga a macchia d’olio, tra mea culpa conditi di lacrime pontificie e interventi vaticani che condannano l’accaduto e promettono d’ora in poi severa e costante vigilanza su questo problema. Dagli Stati Uniti all’Italia è un continuo sorgere, come funghi, di casi e denunce, ma l’ultima notizia diffusa dai media riguarda gli sviluppi del caso in Germania, la terra di papa Ratzinger, dove la procura di Friburgo ha avviato un’indagine sull’arcivescovo Robert Zolltisch, presidente della conferenza episcopale tedesca. Il sospetto è di complicità indiretta negli abusi, avendo nel 1987 ammesso al sacerdozio un prete notoriamente colpevole di casi di abuso su minori verificatisi nella cittadina di Birnau nel corso degli anni ‘60. Zolltisch, che respinge le accuse in quanto «prive di fondamento» (come si legge nelle dichiarazioni di una nota ufficiale diffusa dal Vaticano), era nel 1987 principale referente personale dell’arcivescovado. Si tratta ora di accertare se i crimini del prete pedofilo di Birnau siano o meno caduti in prescrizione: in questo caso verrebbero meno anche gli estremi per il procedimento verso l’arcivescovo.

Problema di violenza sui minori è anche quello che coinvolge, spesso e volentieri l’etnia rom. Violenza fisica, ma talvolta anche psicologica, non meno incisiva o discriminatoria verso i più piccoli. È una storia di questo tipo che racconta l’attrice francese Fanny Ardant, in veste di regista, in un cortometraggio di 6 minuti dal titolo Chimere assenti, girato in Italia nella zona di Formello, alle porte di Roma. Nata da un progetto delle Nazioni Unite per sensibilizzare il mondo nei confronti del dramma della violazione dei diritti umani, la pellicola è stata commissionata dal Consiglio d’Europa con la collaborazione dell’ong “Art for the World” e presentata in anteprima al Cinesesc di San Paolo, in Brasile, il 23 maggio 2010. Il corto ha poi partecipato il 27 maggio al forum delle Nazioni Unite sull’Alleanza delle Civiltà svoltosi a Rio de Janeiro. La vicenda narrata è quella di una bambina rom cui viene negato il servizio di mensa scolastica perché troppo povera per pagarlo, e ruota intorno al rapporto che si crea tra la piccola e un’insegnate di musica del suo istituto, interpretata dalla stessa Ardant. L’attrice, da tempo impegnata sul fronte della lotta contro i pregiudizi verso le comunità zingare e già testimonial della campagna anti-razzista Dosta! (Basta!), si è documentata per il film recandosi più volte nel campo rom di via della Cesarina, nella periferia romana, regno di degrado e segregazione.

Che l’Italia non si distingua per prontezza nell’affrontare e nel risolvere la questione dell’integrazione è fatto noto, ma pare che lasci molto a desiderare anche su un fronte in cui dovrebbe invece essere leader, la qualità dell’offerta turistica. Dopo una lunga serie di iniziative del Ministero per i beni e le Attività culturali tese a rilanciare il patrimonio storico-artistico nazionale quale polo d’attrazione per il turismo nazionale ed internazionale (prezzi promozionali per San Valentino, musei gratuiti per le donne l’8 marzo, la Settimana della Cultura e la recente Notte dei musei), il Belpaese si aggiudica un buon numero di Titanic Awards, riconoscimenti che premiano i peggiori servizi turistici in assoluto. Ad assegnarli non è un ente istituzionale, ma chi davvero di turismo se ne intende: i viaggiatori. Dall’idea di un giornalista americano che vive in Svezia, Doug Lansky, è nato un blog che raccoglie le testimonianze di tutti coloro che, spostandosi per lavoro o per diletto, sono incappati in qualche disavventura. L’Italia spicca nella black list per avere gli automobilisti in assoluto più indisciplinati (insieme ai tassisti di Istanbul), la peggior segnaletica stradale e la più confusionaria organizzazione della viabilità (nelle città turistiche per eccellenza, Firenze e Roma), i meno confortevoli (e puntuali) treni a lunga percorrenza, i più indecenti servizi igienici (in bar, ristoranti, stazioni e aeroporti) e addirittura la cucina più sopravvalutata. Insomma, per ottenere quella leadership turistica auspicata dal ministro Bondi e dal super manager dei Beni culturali Mario Resca c’è parecchio da lavorare.

Paul McCartney e Michelle Obama

Povera Italia! Bistrattata dai turisti e, qualche tempo fa, snobbata anche da una star della musica come Paul McCartney (seppur limitatamente alla città di Milano). L’ex Beatle lo scorso gennaio disse no al progetto di un suo concerto a San Siro a causa dei limiti acustici imposti al di sotto dei 78 decibel. Chissà se, con restrizioni analoghe, sabato scorso avrebbe rifiutato anche di esibirsi alla Casa Bianca, in occasione della consegna dalle mani presidenziali del premio Gershwin Prize for Popular Song? Improbabile. Certo è invece che il «ragazzo di Liverpool» – come l’ha definito Barack Obama – ha impugnato per oltre un’ora e mezza la chitarra, intonando nella East Room i grandi classici dei Fab Four e dedicando alla First Lady l’immancabile Michelle. Non senza una doverosa premessa: «Spero che il Presidente mi perdonerà». Peccato che la Michelle in carne ed ossa non fosse presente, ma in vacanza con la famiglia a Camp David.

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di Laura Dabbene

Legge bavaglio: per sorriderne a denti stretti

In più occasioni la redazione di Wakeupnews, come organo di informazione, ha trattato il tema della libertà stampa, in Italia e nel mondo, e in questi giorni il dibattito sul ddl anti intercettazioni ha sbalzato nuovamente in problema in primo piano. La discussione politica è nota, ma quale è stata la reazione del mondo dell’editoria e dei media? Dal Salone del libro di Torino, lo scorso maggio, Giuseppe Laterza ha lanciato la sottoscrizione volta a tutelare il diritto all’informazione, senza vincoli e limitazioni, dando voce alla preoccupazione di tutte le case editrici nazionali che temono la legge bavaglio. Massicce le adesioni, dal colosso RCS, incluso il presidente Paolo Mieli, al gruppo Mauri Spagnol, comprensivo di etichette come Bollati e Boringhieri, Guanda, Garzanti, Longanesi, Vallardi e Salani. Tra i più piccoli hanno firmato l’appello i rappresentanti de Il Castoro, Chiarelettere, Donzelli, Fazi, Iperborea, Sellerio e Voland, per menzionarne solo alcuni. Sul ddl l’AIE (Associazione Italiana degli Editori) si è espressa severamente parlando di “censura preventiva”, alla luce delle pesanti sanzioni pecuniarie (e legali) cui l’editore si vedrebbe costretto in caso di inadempienza alle direttive. Ma la preoccupazione deriva anche da un altro fatto, i grandi assenti da questa sottoscrizione: Mondadori ed Einaudi, entrambi facenti capo, pur indirettamente, al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Se le due case editrici, da brave figlie di papà, non hanno tradito l’illustre genitore, ciò non è valso per la prole di un pensionato padovano, titolare di pensione di invalidità. Dopo che il Tribunale ha obbligato i figli al pagamento di un contributo mensile di euro 300 cadauno per il sostentamento del padre, importo destinato a coprire i costi dello stipendio della badante, uno dei due è passato al contrattacco, denunciandolo per truffa allo Stato. L’uomo, che percepisce un sussidio per invalidità (è cieco, pare), è stato infatti visto dal figlio passeggiare tranquillamente da solo e svolgere piccoli lavori nell’orto, sempre in assoluta autonomia. Un falso cieco quindi, secondo la testimonianza del figlio, che si è avvalso dei servigi di un investigatore privato per pedinare il padre e presentare ricorso contro la sentenza dei giudici. Senza entrare nei meriti della questione del rapporto famigliare, il fatto di cronaca riporta l’attenzione sull’epidemia di falsi invalidi che penalizza fortemente coloro che davvero necessitano del sostegno economico dello Stato.

Dai presunti malati, a quelli veri, che soffrono di una sindrome come l’autismo. Per loro, e per i famigliari, una buona notizia che viene dal mondo della medicina alternativa e della pet therapy. Presso lo Zoomarine di Torvaianica (Rm) è partito ad aprile un progetto di assistenza per due gruppi di quattro bambini, di età compresa tra gli 8 e i 12 anni, affetti da autismo. I singolari medici, accanto a personale specializzato come il Prof. Davide Moscato, docente di neuropsichiatria infantile e responsabile del Centro Cefalee dell’IDI, saranno dei leoni marini di circa 400 kg di peso. Per un anno i minori verranno aiutati da questi giganti del mare nel difficile processo di comunicazione con l’esterno: l’incontro con animali inconsueti e incombenti – stando alle parole del Prof. Moscato – genera un impatto emotivo molto forte, soprattutto nei pazienti più piccoli, e può coadiuvare nell’uscita dall’isolamento che l’autismo comporta. Non solo cani, gattini e cavalli, già usati nella pet therapy, ma anche altri amici del mondo animale si scoprono utili per la cura di problemi neurologici e motori. Un motivo in più per amarli, rispettarli e tutelarli.

Carlo Petrini, fondatore di Slow Food

Nel mondo ad aver bisogno di protezione e salvaguardia non sono soltanto molte specie animali, ma anche un elemento proprio dell’uomo e della sua identità: la memoria storica. Quella dei grandi fatti ed avvenimenti, come la Shoah e la lotta di Liberazione, ma anche quella della cultura e della tradizione popolare, dei riti e delle minoranze linguistiche. Da questa consapevolezza nasce il progetto di Carlo Petrini, patron di Slow Food, di istituire il “Granaio della memoria del mondo”, un archivio di tutto ciò che sta piano piano scomparendo, dimenticato dall’incalzare della globalizzazione e della cultura unica. L’iniziativa prevede la consegna di mille telecamere a 1000 comunità, di tutto il mondo, affinchè possano registrare tutto ciò che fa parte della loro tradizione, dalle parlate dialettali alle pratiche della cultura materiale agricola ed artigianale. «L’universo non può essere raccontato nella monocultura del linguaggio scritto»: così Petrini ha giustificato la necessità di raccogliere le testimonianze prima che si perdano per sempre. La sede proposta per il Granaio è stata l’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo (Cn) e si vorrebbe affidare la consegna delle telecamere al Premio Nobel Dario Fo, il prossimo ottobre durante la manifestazione Terra Madre.

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di Laura Dabbene

Giovanni Falcone con la moglie Francesca Morvillo

Qualche settimana fa il nome di Giovanni Falcone è tornato sulle bocche di molti per lo sfregio inferto all’albero di magnolia che, a Palermo, ricorda il giudice, sua moglie e la loro scorta, uccisi a Capaci nel 1992. Da qualche giorno invece è tornato sui banchi dei magistrati un dossier relativo a Falcone, quello  sull’attentato del 1989, all’Addaura. Il caso si riapre con 5 nuovi indagati e sospetti sempre più concentrati sul presunto coinvolgimento dei servizi segreti nazionali: si rafforza quindi l’ipotesi di un mandante di Stato. Pare accertato ormai che i candelotti di dinamite furono piazzati sulla scogliera accanto alla villa del giudice Falcone non il 21, ma il 20 giugno 1989, e che due gruppi di uomini fossero presenti sul luogo: uno accanto alla costa, l’altro più al largo, su un gommone. Si cerca di far luce anche sul ruolo dei due sommozzatori, membri della polizia, entrambi vittime di omicidio nell’agosto 1989 e nel marzo 1990. Ancora troppi misteri da chiarire, mentre nella vicenda il ruolo dello Stato sembra sdoppiarsi: chi voleva proteggere Falcone e chi invece lo voleva morto?

Ambigua, se non inesistente, è l’azione di chi dovrebbe tutelare il cittadino anche in Niger, paese della guerriglia militare, dei colpi di Stato e da oggi al centro di un nuovo dramma: quello ambientale e sanitario. La denuncia viene da Greenpeace. Secondo l’organizzazione, nelle aree minerarie del paese africano l’avvelenamento dell’acqua e dell’aria ha raggiunto limiti intollerabili, con un livello di radioattività dal valore 500 volte superiore a quelli consentiti, ed una concentrazione di uranio nelle acque potabili che mette in serio pericolo la popolazione. Anche per la presenza di bidoni di materiali di risulta altamente tossici, abbandonati per le strade della città di Akokan, gli abitanti rischiano maggiormente di contrarre malattie come la leucemia e il cancro. Polveri sottili saturano inoltre l’aria, causando danni all’apparato respiratorio. Nella zona opera, tra le altre multinazionali occidentali, anche la società francese Areva, con cui il nostro premier Berlusconi e l’ex ministro Scajola hanno stretto accordi per la costruzione in Italia di 4 centrali nucleari. Guardando oggi al Niger potremmo, almeno in parte, immaginare come potrebbe essere il nostro futuro. Nero.

Quello della poltrona vacante di sindaco, a Bologna, potrebbe invece essere un futuro verde, anzi verdissimo. Un ambientalista a Palazzo d’Accursio? Macché, un primo cittadino con la camicia della Lega! Il partito del federalismo fiscale rivendica il posto che fu di Flavio Delbono, all’interno di una più vasta ambizione di conquista delle roccaforti “rosse” dell’Emilia Romagna e dell’area circostante, mai così a portata di mano dopo il clamoroso caso di Mantova passata al centrodestra. Il progetto del Carroccio ha un nome che è tutto un programma – Crociata dei pellegrini per la libertà – e ne è la mente Angelo Alessandrini, segretario nazionale della Lega in Emilia. «La campagna elettorale è già cominciata» – ha detto Alessandrini – aggiungendo che almeno 10 sono i nomi di potenziali candidati da proporre agli alleati del Pdl. Bossi appoggia la proposta: sarà consapevole che Bologna è ampiamente a sud del Po?

Mariarca Terracciano

Qualunque sedere politico arrivi mai a poggiarsi sul quella poltrona, ci si augura che abbia tra le sue priorità quella della tutela dei lavoratori e dei salari, al centro di un ennesimo e clamoroso dramma. Dopo i molti casi di suicidio legato alla perdita del lavoro o alla difficoltà di andare avanti nel pieno della crisi economica , a Napoli è morta un’altra donna, un’infermiera 45enne, che in segno di protesta per il blocco dei pagamenti degli stipendi, si era fatta riprendere mentre donava il sangue, simbolo di vita. Il video era arrivato su Youtube, diffondendosi a macchia d’olio. Si tratta di Mariarca Terracciano, operativa nel reparto maternità dell’ospedale San Paolo di Napoli. Proprio durante il turno di lavoro ha avuto un malore ed è morta per arresto cardiaco. Da subito i medici hanno messo in dubbio che il prelievo di sangue potesse legarsi in qualche modo al decesso, ma il dubbio concreto esisteva e tutte le principali testate hanno diffuso la notizia parlando di morte “per il diritto al lavoro”. Sul web sono poi dilagati i commenti, qualcuno ha parlato di “bufala” sottolineando che la donna soffriva di una patologia, causa della crisi cardiaca, del tutto slegata dal suo gesto provocatorio davanti alle telecamere.

Chi invece, senza ombra di dubbio, è morto mentre lottava per i propri diritti di lavoratore è stato anche Luigi Tagliamonte, 54 anni. Nel salernitano, dove viveva, lo ha raggiunto un proiettile calibro 8 sparato dalla pistola del suo ex principale, Clemente Bifolco. Da 4 anni tra i due era in corso una difficile trattativa per il mancato pagamento, dopo la chiusura della ditta di Bifolco, del trattamento di fine rapporto.

Si resta senza parole. Mentre i nostri politici, in Parlamento, dormono.

FOTO preview http://www.sxc.hu/; FOTO articolo www.repubblica.it; http://www.leggo.it; VIDEO/via http://www.youtube.com/watch?v=D_tWgKzU5Z8

 

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di Laura Dabbene

Uno spettacolare vulcano in attività

Le eruzioni vulcaniche, quando non si trasformano in veri e propri cataclismi, possono avere risvolti positivi sull’ambiente e apportare sostanziali benefici all’ecosistema marino. Dopo i disagi creati dalla nube proveniente dall’Islanda, che ha costretto ancora in questi ultimi giorni alla chiusura del traffico aereo in vari Paesi europei, una buona notizia è giunta dai ricercatori del Monterey Bay Aquarium Research Institute, in California. In base ai dati raccolti e alle analisi svolte, gli studiosi hanno affermato che le polveri vulcaniche, sul lungo periodo, saranno un vero e proprio toccasana per mari e oceani: la loro ricchezza di ferro, elemento carente in oltre il 30% delle distese oceaniche del Pianeta, avrà un’azione fertilizzante in grado di aumentare la produzione di fitoplancton. L’incremento di questo prezioso elemento vegetale, nutrimento esclusivo per molte tipologie di pesci, permetterà un maggiore rilascio di ossigeno e una conseguente crescita del potere di assorbimento di anidride carbonica. Di fronte ad un maggior benessere della Natura, traducibile in una vita migliore per tutti, si può accettare di rinunciare a qualche volo.

Dall’Islanda alla Russia. Lo scorso 28 aprile le autorità di Mosca hanno rilasciato un’importante dichiarazione, che apre una nuova finestra di conoscenza su uno degli avvenimenti della storia dell’ex blocco sovietico a lungo avvolto nella segretezza e solo di recente tornato a galla: l’eccidio di Katyn. Per volontà del presidente Medvedev, gli Archivi di Stato della Russia hanno reso accessibili on line una serie di documenti e testimonianze relativi a quella triste pagina del Novecento polacco, in cui furono sterminati più di ventimila individui. Quelli divulgati sul web non sono dati inediti, ma l’eccezionalità della decisione risiede nel fatto che, per la prima volta, essi vengano diffusi via internet in maniera ufficiale da parte delle istituzioni governative. Il grande rammarico resta la consapevolezza che la maggior parte dei faldoni relativi a quella orribile strage, oltre i 2/3 della documentazione d’archivio esistente sull’argomento, resta coperta e protetta da segreto di Stato.

Vorrebbe forse segretezza per le proprie dichiarazioni anche il figlio di Umberto Bossi, Renzo, aspirante Delfino della leadership leghista che per il momento deve accontentarsi di un ben meno nobile – anche se più padano – epiteto natatorio: Trota. Le affermazioni del giovane Bossi sulla bandiera italiana, secondo lui simbolo vetusto di un passato unitario che infatti la Lega sta con grande modernità cercando di svilire, gli sono valse una pungente satira da parte di un comune cittadino italiano, ma naturalizzato francese e cresciuto in Argentina. Sul suo blog, lo sventurato, ha avuto l’infelice idea non solo di ricordare come il padre emigrato gli insegnasse a disegnare il Tricolore senza invertire il verde e il rosso (chi non ha mai sbagliato, scagli la prima pietra!), con le parole «tu sei italiano», ma anche di ironizzare sulle posizioni di Bossi jr riguardo l’Unità d’Italia. Dal Trota, forse all’oscuro di precedenti casi di blogger assolti per satira – che pure è tra i crimini che il governo vorrebbe introdurre nel Codice Penale -, è scattata la querela. Questa volta Renzo, “o come dicevan tutti…trota”,  ha fatto proprio una figura degna del suo soprannome, quella del pesce lesso.

Sgabello Artek di Alvar Aalto: semplicità e funzionalità

Dalla Padania delle trote alla terra dei salmoni, la Scandinavia. Helsinki è stata nominata capitale mondiale del Design per il 2012. Le aziende finlandesi sono da tempo leader nell’home interior e la capitale è punto di riferimento per tutti i creativi e gli operatori del settore. La città ha un vero e proprio Design District, l’Esplanade, situato a ridosso della stazione centrale. Qui spicca tra tutti il negozio fondato da Alvar Aalto nel 1935: Artek. Una gioia per gli occhi sfilare nel quartiere davanti alle vetrine di Iittala, casa storica dell’arredamento d’interni attiva dal 1881, o di Marimekko, nota in tutto il mondo per l’assoluta originalità e bellezza dei suoi tessuti stampati.

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di Laura Dabbene

Mine vaganti – Due degli interpreti del film

Una buona notizia per il cinema italiano. Il premio speciale della giuria del Tribeca Film Festival, manifestazione voluta e fondata da Robert De Niro nel 2001 all’indomani dell’attentato dell’11 settembre al World Trade Center, è stato assegnato quest’anno al regista Ferzan Ozpetek e al suo Mine vaganti. La motivazione del riconoscimento recita così: «per averci fatto ridere, piangere e decidere di prenotare un viaggio nell’Italia meridionale». Pienamente soddisfatto il cineasta, gratificato da un tutto esaurito in sala e da fragorosi applausi a scena aperta. Il film, distribuito in maniera capillare negli Usa, sta riscuotendo un buon successo di pubblico e Ozpetek sarà di nuovo negli States il prossimo giugno, per una retrospettiva in programma a Los Angeles. L’attenzione oltreoceano per il nostro cinema d’autore dimostra la competitività di questo settore a livello internazionale e che, come qui da noi sono apprezzati i punti di forza della cinematografia hollywoodiana, in primis gli effetti speciali, all’estero possono conquistare la poesia e il fascino, tutto mediterraneo, dei nostri racconti per immagini.

Mentre l’America premia e festeggia l’Italia, l’Italia sembra non riuscire proprio a celebrare degnamente se stessa. Dopo le ultime polemiche, causa di illustri defezioni all’interno del comitato per le manifestazioni dell’anniversario dell’unità del Paese, il clima resta teso a séguito delle dichiarazioni di Roberto Calderoli e Umberto Bossi. Il ministro della Semplificazione, ospite da Lucia Annunziata (In mezz’ora, Rai Tre), si è detto dubbioso sulla presenza di rappresentanti della Lega alle varie manifestazioni, aggiungendo che la miglior risposta del Carroccio all’anniversario sarà la realizzazione del federalismo. Il leader delle camicie verdi invece, proprio nel giorno in cui Giorgio Napolitano si è recato a Genova per ricordare della partenza dei Mille (5 maggio 1860), ha polemizzato sull’effettiva volontà del Nord di creare un solo Stato. Secondo Bossi i lombardi volevano la libertà e l’indipendenza dall’Austria, ma nutrivano molte perplessità sull’unificazione di tutta la penisola. Bisognerebbe ricordare al ministro delle Riforme che le prime tre città italiane decorate da Umberto I con la Medaglia d’Oro per i meriti risorgimentali, nel 1898, sono state Milano, Brescia e Como: un motivo ci sarà.

Che nel Belpaese tanti soffrano di memoria storica molto corta, se non inesistente, è dimostrato ogni giorno da piccoli dettagli, e qualche mese fa se ne parlò a proposito della richiesta di vietare nelle scuole la lettura del famoso Diario di Anne Frank. Per fortuna non tutti ritengono di dover dimenticare e nascondere ciò che la tredicenne ebrea scrisse durante i lunghi mesi di reclusione nell’appartamento di Amsterdam. Il 28 aprile scorso, proprio nella capitale olandese, in specifico nella casa-museo di Prinsengracht 263, è stata inaugurata l’esposizione al pubblico del Diario originale di Anne, tornato dopo 65 anni nella sua sede deputata, nel luogo in cui, dolorosamente, nacque. Alla presenza della regina Beatrice si è aperto il nuovo allestimento che prevede l’opportunità di vedere non soltanto il prezioso quaderno, ma altri importanti documenti dell’epoca, raccolti per offrire a tutti una migliore conoscenza di quanto avvenne ad Anne, alla sua famiglia e agli altri milioni ebrei.

La stazione di Salone

Discriminazioni e razzismo ieri. Discriminazioni e razzismo oggi, a quanto pare sempre più concentrato sui Rom. Che la loro vita e la loro situazione in Italia non siano tra le più facili è noto, basti ricordare il reportage sul Casilino 900, ma qualcosa può ancora peggiorare e c’è chi si sta davvero impegnando affinché succeda. Si tratta di Trenitalia, e la pietra dello scandalo è un modulo prestampato, da compilare a cura del personale di servizio sulla tratta Roma Tiburtina-Avezzano. Ferrovieri e controllori sono invitati a contare e segnalare tutti i passeggeri di etnia Rom a bordo del treno, anche se muniti di regolare biglietto. Gli aderenti al sindacato autonomo Fast Ferrovie, nella persona del segretario Piero Serbassi, hanno deciso di scrivere al ministro Carfagna denunciando questa procedura, apertamente razzista. Trenitalia si difende: il modulo non è mai stato utilizzato e la sua esistenza è giustificata da motivi di sicurezza. Una delle fermate lungo la tratta, Salone, si trova infatti nelle vicinanze di un campo nomadi e in passato si sono verificati numerosi episodi di violenza e criminalità, tali da obbligare alla chiusura della stazione nel 2002. Ripristinata nello scorso aprile, la fermata di Salone è ritenuta comunque a rischio: si allega all’articolo immagine del luogo, chiunque tra i lettori intraveda un Rom è pregato di segnalarlo.

FOTO/ via http://www.sxc.hu/; cinefestival.blogosfere.it; stradeferrate.blogosfere.it

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La rubrica di Wakeupnews che riempie il week end di novità e aggiornamenti sui temi passati in Primo Piano

di Laura Dabbene

Un trattamento con fanghi termali

Qualche mese fa la Redazione Viaggi di Wakeupnews propose un week end, misto di cultura e relax, nel territorio maremmano di Sorano, incantevole per le sue sorgenti termali. Mai  consiglio fu più oculato e vicino ai desideri degli italiani, almeno alla luce di un recente sondaggio di TripAdvisor. Secondo i dati raccolti ben 3 soggetti su 4 gradiscono una vacanza relax in un centro benessere, meglio se provvisto di strutture e risorse naturali per le cure con acque calciche e sulfuree, vero toccasana per dolori articolari, artrite reumatoide e molti inestetismi dell’epidermide. In testa agli indici di preferenza vi sono i trattamenti che gratificano nello stesso tempo corpo e mente, come i massaggi e le terapie bio-emozionali, ultimissima novità nel settore. Quella delle vacanze benessere pare un’oasi felice dell’economia del turismo, anche in questi tempi di crisi: nell’estate 2009, cui risalgono gli ultimi dati in attesa della stagione 2010, si è registrato un aumento del 10,5% delle presenze. Non ci si stupisce, in fondo, che in un momento non facile sotto molti aspetti si ricerchino, nel tempo libero, spazi di totale abbandono e rilassamento per ricaricare le batterie e tornare sul campo di battaglia della vita di ogni giorno.

Più che battaglia, vera guerra è quella che fronteggiano tutti i lavoratori precari, in prima linea i ricercatori universitari. In un’assemblea nazionale tenutasi a Milano negli scorsi giorni, le delegazioni di ricercatori provenienti da 32 istituzioni accademiche italiane hanno discusso del nuovo ddl del ministro Gelmini, che vorrebbe introdurre una figura di ricercatore a tempo determinato per 6 anni, da assumere poi come professore associato o da rispedire candidamente al mittente, secondo le risorse economiche disponibili alla fine del mandato. Al di là di questa formula “usa e getta”, certo poco incentivante, i ricercatori riuniti a Milano hanno lamentato che non si menzionino affatto tutti coloro che già ora svolgono negli atenei attività di ricerca, ma anche e soprattutto offrono un indispensabile sussidio alla didattica e al tutoraggio. L’assemblea ha proposto di stilare un documento unico e condiviso da inviare al Ministero della Pubblica Istruzione, con richieste che mettono al primo posto la garanzia di fondi ed investimenti, e si è detta pronta alla mobilitazione se il decreto legge dovesse essere approvato. È il caso di esclamare: “Precari di tutto il mondo, uniamoci!”.

E-book: nuova fruizione per libri e quotidiani

Serata conclusiva in grande stile per il Festival Internazionale del giornalismo di Perugia, con un dialogo aperto tra due “big” della carta stampata, Eugenio Scalfari e Michele Serra, insieme al regista Giuseppe Tornatore e a Walter Veltroni, in veste di scrittore. Diversi i temi e gli argomenti trattati, con un comune filo conduttore, quello della memoria, sia in senso storico e collettivo che personale, intimo ed individuale. Dall’analisi del momento politico attuale, inserito da Scalfari in un contesto storico che affonda le proprie radici nella calata delle popolazioni barbariche tra IV e V secolo, si è passati ad affrontare il modo in cui il cinema, con l’esempio di Baaria di Tornatore, e la letteratura, con Noi di Veltroni, possano trattare la vicenda della maturazione storica del nostro Paese. Diversi quindi i modi della scrittura chiamati in causa, quello per immagini del linguaggio filmico e quelli che utilizzano le parole come la narrativa, la saggistica e il giornalismo, per chiudere un importante appuntamento, che ha raccolto nel capoluogo umbro il meglio del giornalismo nazionale ed internazionale.

Scrittura e letteratura. Libri e quotidiani. Accanto ad un loro tradizionale aspetto cartaceo sta prendendo sempre più piede la nuova versione “virtuale”, on-line o digitale. L’e-book di Amazon lanciato a dicembre sul mercato italiano, Kindle, pare riconfermarsi leader nel settore con la creazione di una nuova applicazione che rende l’utilizzo di questo strumento ancora più duttile. Da inizio aprile, infatti, Amazon ha reso possibile la lettura dei propri libri elettronici su tutti i tablet della Apple, incluso l’iPad. Oltre 500mila sono i titoli disponibili in versione digitale ed esiste l’ulteriore possibilità di sincronizzare tra loro i diversi dispositivi in uso, per trasferire in qualunque momento l’operazione di lettura dall’uno all’altro. Le nuove tecnologie ce la stanno mettendo davvero tutta per accrescere la concorrenza verso il libro cartaceo, e senza dubbio le potenzialità e i vantaggi sono stupefacenti, eppure anche noi di Wakeupnews, che pure pratichiamo giornalismo sul web, continuiamo ad amare tanto l’odore della carta. Quella vera.

FOTO/ via www.grandealbergofortuna.it; blogs.yankeegroup.com; http://www.sxc.hu/

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Si torna a parlare di: Cicala e Kabouree (ex) prigionieri in Mauritania, diritti degli omosessuali negli Usa, Alda Merini e nudità artistica da museo (con qualche controindicazione!)

di Laura Dabbene

Mappa della Mauritania

Apertura in positivo della rubrica con la bella notizia della liberazione di Sergio Cicala e della moglie Philomene Kabouree, rapiti in Mauritania lo scorso 18 dicembre 2009. Rivendicato dalla cellula di Al Qaeda presente nel Maghreb islamico, il sequestro è stato scandito prima dalla richiesta di silenzio stampa della Farnesina, poi dalla scadenza dell’ultimatum, fissato al 1 marzo, con voci non confermate di una proroga al 25 dello stesso mese e infine, il 10 marzo, dall’annuncio poi smentito della liberazione della donna. Si conclude così l’odissea della coppia, segnata da momenti drammatici per l’assoluta mancanza di qualunque notizia sul loro stato di salute da parte dei terroristi, ed esplode la gioia a Carini, in Sicilia, paese natale di Cicala. Il pensiero e la speranza di un analogo ritorno a casa vanno a tutti coloro, italiani e non, giornalisti o semplici turisti, che ancora in molte zone del mondo sono vittime di rapimenti a sfondo politico e/o religioso.

Stati Uniti e omosessualità. Mentre certa America conservatrice (e razzista) ostacola la libertà d’azione di una giovane coppia di studentesse lesbiche, impossibilitate a partecipare al tradizionale ballo scolastico come qualsiasi coppia di innamorati, il suo Presidente compie un significativo passo avanti nella tutela dei diritti delle coppie gay. Barack Obama ha chiesto ufficialmente la definizione di un nuovo pacchetto di norme legislative, che obblighi gli ospedali che usufruiscono di sussidi federali a concedere a tutti i pazienti, senza alcuna distinzione, il diritto di indicare i nomi ed i recapiti telefonici di coloro che sono autorizzati a visitarli ed assisterli nei momenti più cruciali e drammatici del ricovero e della malattia. Il provvedimento è chiaramente rivolto alla salvaguardia delle coppie “non tradizionali”, quelle con membri dello stesso sesso o non sposate, per garantire loro i diritti ad una reciproca assistenza in caso di incidente o grave infermità. Un modello da imitare, soprattutto in Italia, dove ogni tentativo di istituire la parità legislativa, anche solo delle coppie di fatto eterosessuali, sembra destinato a schiantarsi contro il muro del bigottismo cattolico.

Alda Merini. Inaugurata a fine marzo, a cinque mesi dalla scomparsa della poetessa, la targa ricordo voluta dal Comune di Milano di fronte alla casa dove visse e lavorò, lungo i Navigli. Alla presenza delle autorità, di due delle sue quattro figlie e del fratello Ezio, è stata scoperta la targa che reca incise una dedica semplice ad immediata, «Ad Alda Merini», e alcune parole tratte dal suo L’anima innamorata (Frassinelli, 2000): «Nell’intimità dei pensieri del mondo». L’opera fa parte della più recente produzione poetica della scrittrice, segnata da un profondo sentimento mistico e religioso, e ben si addice a descrivere quella sua figura di donna che appariva serena e in pace con il mondo nonostante una vita segnata dal dolore e dalla sofferenza.

Marina Abramovic in una foto del 1974

Tutti nudi al museo. Dopo la performance di Michael Tunick a Sidney tocca ora al MoMa di New York mettere in mostra corpi svestiti nella retrospettiva The Artist is Present, dedicata alla diva della body-art, Marina Abramović. L’interesse dell’esposizione è fuori di dubbio, ma per qualcuno la tentazione, di fronte ad artisti ed artiste completamente nudi, può essere troppo forte: un compìto signore, da oltre trent’anni membro del Club “Amici del MoMa”, è stato bandito dall’associazione per aver allungato troppo le mani verso un’opera, cioè il fondoschiena di uno dei performer.

La nudità è stata comunque traditrice non solo per i visitatori, ma per gli stessi modelli coinvolti nell’allestimento.

Una delle istallazioni prevede la presenza continua di 8 persone nude, per cui 38 soggetti, tra uomini e donne, si alternano nel corso della giornata. Uno di questi, il ballerino Will Rowls, ha avuto un’involontaria erezione: nonostante la naturalezza del fatto la direzione del museo è stata inflessibile ed ha cacciato il giovane. I due episodi, per quanto “gravi”, impallidiscono in confronto a quanto avvenne alla stessa Abramović a Napoli nel 1974. L’artista espose il suo corpo nudo invitando gli spettatori a farne l’uso che desideravano e mettendo a loro disposizione vari strumenti tra cui un pettine, un rossetto, un coltello e una pistola. Dovette intervenire la forza pubblica.

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Si torna a parlare di: italiani e analfabetismo, Roberto Saviano, legittimo impedimento (in una sua particolare “variante”) e Guido Bertolaso, Capo della Protezione Civile

di Laura Dabbene

Il 70% degli italiani ha gravi difficoltà di lettura

Gli allarmanti dati diffusi lo scorso dicembre dalla Comunità Europea riguardo lo scarso livello culturale dei giovani italiani in età scolare non sono stati smentiti da una ricerca di Tullio De Mauro, recentemente riedita da Laterza con il titolo La cultura degli italiani. Anzi. La lettura del saggio aggrava il pessimismo su quella che è la preparazione culturale non solo dei ragazzi e degli studenti, ma in generale della popolazione del nostro Paese, di ogni fascia d’età. Oltre il 70% degli italiani avrebbe infatti notevole difficoltà nella comprensione di un testo scritto: ciò significa non solo una grave e sostanziale carenza della capacità di lettura, ma anche l’impossibilità di assimilare un contenuto, memorizzarlo, rielaborarlo in maniera critica o trasmetterlo con parole proprie, riassumerlo o raccontarlo. La causa principale resta sempre la medesima: scarso interesse e scarsa propensione alla lettura, prassi indispensabile per una piena padronanza, uso e conoscenza della lingua.

Non stupisce purtroppo questo dato alla luce di un’affermazione del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che “incrimina” i libri, se pur appartenenti ad una determinata e specifica categoria, come potenzialmente dannosi, suggerendo di fatto, tra le righe, di evitarne la lettura. L’attacco del Premier nei confronti di una letteratura che parla diffusamente e descrive il mondo criminale italiano, da quello camorristico napoletano fino alla realtà della Mafia siciliana, deriva dall’immagine che essa trasmette nel mondo: quella di un paese dove crimine ed illegalità sono ingigantiti al punto da essere i nostri elementi più noti e caratterizzanti all’estero. Il titolo citato come esempio della costruzione di questa cattiva pubblicità è stato Gomorra di Roberto Saviano, lo scrittore che ha fatto della parola, e soprattutto della parola scritta, lo strumento più temuto e pericoloso in assoluto per una delle organizzazione criminali più feroci, il clan dei Casalesi. Saviano, che sta pagando il prezzo del suo coraggio con la perdita di molte libertà personali (vive infatti sotto scorta), è considerato uno dei migliori giornalisti d’inchiesta e non può che ricevere, ora più che mai, il nostro attestato di stima e solidarietà. La richiesta di Antonio Di Pietro, quella che Berlusconi presenti allo scrittore scuse formali, dovrebbe diventare un appello condiviso da tutti.

Veronica Lario e Silvio Berlusconi

Se anche il Primo Ministro decidesse di scusarsi davvero con Saviano è possibile che ciò gli riesca difficile a causa dei molti impegni, istituzionali e giudiziari. Per ovviare almeno a questi ultimi gli è certamente d’aiuto il fedele avvocato Niccolò Ghedini, che ha qualche giorno fa fornito un’interpretazione curiosa dell’idea di legittimo impedimento. Avrebbe infatti giustificato l’assenza di Berlusconi ad una delle udienze del processo penale a suo carico richiamando l’attenzione sulla necessità del suo cliente di seguire la difficile causa di divorzio da Veronica Lario. Che lo scontro tra i coniugi sia aspro, irto di insidie e necessiti di una concentrazione assoluta di forze da parte del Premier è evidente al semplice citare le cifre che stanno alla base della ricerca di un accordo tra i due: se infatti il presidente del Consiglio è disposto a riconoscere alla ex moglie un assegno mensile fino a 300mila euro, l’agguerrita Veronica pretenderebbe 43 milioni di euro annui, pari ad oltre 3,5 milioni di euro al mese.

Chiusura di rubrica con le ultime news sullo scandalo “grandi opere” che ha coinvolto la Protezione Civile e il suo capo, Guido Bertolaso. Interrogato per 5 ore dai magistrati di Perugia, titolari dell’inchiesta, Bertolaso ha negato di aver avuto un ruolo nella vicenda degli appalti truccati e respinge qualunque accusa sui presunti favori sessuali di cui avrebbe beneficiato presso il Salaria Sport Village di Roma. Ha ammesso di conoscere Diego Anemone, precisando però che si tratta di un’amicizia di lunga data e di un rapporto svincolato da qualunque forma di favoritismo nell’assegnazione degli appalti. I legali di Bertolaso si sono dichiarati tranquilli e fiduciosi nella magistratura, sostenendo che il loro assistito ha offerto tutta la collaborazione necessaria per un accertamento dei fatti il più rapido possibile.

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Si torna a parlare di: tangenti e favoreggiamenti all’interno della Protezione civile, Massimo Ciancimino, il caso di Stefano Cucchi e tagli alla scuola

di Laura Dabbene

Angelo Balducci

Passata la bufera e la sensazionalità dell’evento è calato il silenzio sugli scandali che hanno coinvolto i vertici della Protezione Civile e vari personaggi a quell’ambiente legati, come Angelo Balducci e Diego Anemone. Ma tra le pieghe dell’inchiesta, che prosegue comunque, è emerso un altro settore in cui la “cricca” era riuscita ad inserirsi, dirottando i soldi provenienti da finanziamenti pubblici nelle tasche di amici, parenti e conoscenti. Stando alle indagini, dai fondi dell’Ente Cinema del Ministero dei Beni Culturali attingevano, senza che vi fossero controlli o verifiche di trasparenza, diverse società di produzione, tra cui la Errefilm Srl, costituite da soggetti e persone fisiche molto vicine a Balducci e Anemone, in specifico le rispettive consorti, Rossana Thau e Vanessa Pascucci. Numerose le intercettazioni telefoniche che dimostrano queste operazioni sotterranee ed un giro di denaro ancora una volta sottratto ad un corretto uso pubblico per alimentare il tipico favoritismo all’italiana. Ma in fondo si sa…la famiglia viene prima di tutto.

Ma se c’è chi cerca di aiutare in tutti i modi la famiglia, c’è anche chi, in qualche modo, ne ha preso le distanze. È il caso di Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino, che da tempo collabora con la giustizia con importanti rivelazioni sulla presunta trattativa fra Mafia e Stato all’indomani del periodo stragista di inizio anni ’90. Ciacimino jr si è visto recapitare, presso la sua abitazione bolognese, una busta contenente una lettera battuta a macchina e 5 proiettili di kalashnikov lunghi 10 cm, ora posti sotto sequestro dalla Polizia scientifica. Nella missiva si trovano i nomi non solo di uomini politici, ma anche di alcuni giornalisti come Michele Santoro e di altri testimoni di giustizia (il pentito Gaspare Spatuzza), tutti nel mirino di questo avviso di chiara natura intimidatoria. Non è il primo arrivato a Massimo Ciancimino e sulla questione sta già indagando la Digos di Bologna.

Stefano Cucchi

Altre indagini e altro mistero da chiarire è quello della morte, lo scorso ottobre, di Stefano Cucchi, il giovane romano arrestato per spaccio di droga e deceduto in circostanze ambigue dopo otto giorni di carcere. I medici legali riaprono il caso, convinti che la vita del ragazzo potesse essere salvata se applicata un’adeguata terapia, idonea al precario stato di salute in cui Cucchi si trovava. Paolo Albarello, dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università La Sapienza di Roma, dopo la consulenza elaborata da un gruppo di esperti, ha dichiarato che la morte del giovane si poteva evitare, che il decesso si può difficilmente imputare alla disidratazione chiamata in causa e che da parte dei sanitari vi sono state omissioni e gravi negligenze. Per la famiglia riaffiora la speranza di conoscere finalmente la verità ed ottenere, se necessario, giustizia.

Non sono necessarie invece particolari analisi o perizie per accertare il cattivo stato di salute della scuola italiana, su cui sta per abbattersi una nuova epidemia conseguenza di una politica di riduzione degli investimenti. Per il prossimo anno scolastico è previsto il taglio di circa 11.200 docenti specializzati nell’insegnamento della lingua inglese nella scuola elementare. Il progetto del Ministero prevede il recupero di 4.500 di questi insegnanti, che dovranno però coprire anche altre discipline, ed un corso di formazione per altri 5000 maestri, già parte dell’attuale organico, per adeguarli agli standard internazionali previsti per i docenti di lingua straniera. Il problema però sta nei tempi di attuazione di tale formazione: il Ministero prevede di realizzarla entro i prossimi tre anni, ma la scure si abbatterà sugli oltre 10.000 docenti specializzati già dal settembre 2010. Ne consegue che molti insegnanti saliranno in cattedra senza avere le competenze e l’idoneità professionale per trasmettere ai bambini la conoscenza della lingua inglese. Anche dopo il prospettato corso di formazione sarà comunque lecito nutrire qualche dubbio sulla loro effettiva preparazione: potranno 340 ore, di cui soltanto 90 di presenza (il resto sarà on line), sostituire la laurea in Lingue e Letterature straniere richiesta finora?

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Aria di licenziamenti alla Rai

Post di SabinaS On aprile - 3 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Tre giornalisti del Tg1 licenziati dal direttore Minzolini. Non hanno appoggiato il capo del telegiornale del primo canale Rai

di Sabina Sestu

Augusto Minzolini, direttore del Tg1

Nuvole nere alla Rai. Il direttore del Tg1, infastidito dal mancato schieramento di alcuni veterani della notissima testata giornalistica, è passato alle vie di fatto e gli ha fatto pervenire le lettere di licenziamento. Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio e Pietro Damosso sono stati rimossi dal loro incarico. Ad annunciarlo al comitato di redazione (Cdr) è stato lo stesso direttore del Tg1 Augusto Minzolini. Si parla di vera e propria epurazione, come sottolineano i consiglieri di minoranza Rai, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten. Franco Siddi, segretario della FNSI è convinto che questa rimozione dall’incarico, dei notissimi volti della tv, sia una vera e propria rappresaglia e non un normale esercizio dei poteri di un direttore di una testata giornalistica e per questo è stato chiesto dall’Usigrai che i tre videogiornalisti siano reintegrati nel proprio posto di lavoro.

Il sindacato dei giornalisti Rai parla di abuso di potere da parte di Minzolini e anche di “delirio di onnipotenza”. Questa nuova tempesta che si abbatte sulla televisione pubblica, riflette il clima che si respira nel mondo giornalistico in generale, abusi di potere da parte di editori e direttori delle testate giornalistiche per giochi interni e acquiescenza ai poteri forti. Quello che è accaduto in Rai in questi giorni è un precedente «molto grave – asserisce in una nota il comitato di redazione del Tg1 – un provvedimento che sembra confermare la volontà del direttore di penalizzare i colleghi che non si sono schierati al suo fianco nella raccolta firme sul caso Mills».

Minzolini si difende sostenendo che è un ricambio generazionale: «Sono stati assunti diciotto precari e per dare un segnale di cambiamento al Tg1 bisogna mostrare volti nuovi. Sono decisioni prese da tempo e i documenti, né quelli a favore, né quelli contro, non c’entrano assolutamente niente. Sono liturgie che non mi appartengono».

«L’autonomia editoriale dei direttori delle testate del servizio pubblico va tutelata da qualsiasi ingerenza di tipo politico –  dichiara il consigliere Rai di maggioranza Antonio Verro – come noto  il direttore Minzolini è al lavoro ormai da diversi mesi su un piano di rilancio e di rinnovamento del Tg1 che prevede, tra le altre cose, anche novità importanti dal punto di vista organizzativo e gestionale. Gli avvicendamenti negli incarichi e nelle funzioni sono del tutto naturali nelle grandi aziende: evidenziano la fiducia che un direttore ripone nella sua redazione e danno prova che non esistono feudi precostituiti».

«Le vicende dei poteri di gestione e governo delle redazioni della Rai continuano a suscitare inquietudini e preoccupazione – afferma Franco Siddi, segretario Fnsi – è veramente inconcepibile che persino l’impiego nel lavoro dei giornalisti possa risultare connesso a valori non meramente professionali. La notizia della rimozione dagli incarichi di conduzione del Tg1, di colleghi come Paolo Di Giannantonio, Piero Damosso e Tiziana Ferrario e del capo redattore Massimo De Strobel, rischia di configurarsi come rappresaglia piuttosto che come un normale esercizio dei poteri del direttore che il contratto tutela». Il  segretario del sindacato dei giornalisti, continua affermando che: «è inevitabile che ciò accada in un luogo attraversato da invasioni di campo politiche e permanenti. E non sarebbe peraltro la prima volta. Ma cambi così massicci che riguardano tre colleghi autorevoli che, guarda caso, appena poche settimane fa non firmarono un documento di sostegno al direttore, suscitano più di un dubbio. Se così dovesse essere nella sostanza il sindacato non starà di certo a guardare».

Insomma pare proprio che in un modo o nell’altro il disegno epurativo in campo giornalistico continui a mietere le sue vittime. Le voci fuori dal coro vengono spazzate vie a tutto discapito dell’informazione.

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Si torna a parlare di: protesi al seno, libertà di stampa, Josè Mourinho e buone notizie sul fronte della lotta contro i tumori

di Laura Dabbene

Finti seni in silicone in vendita su ebay

San Valentino fu occasione per parlare di un regalo davvero particolare: un intervento di chirurgia plastica al seno. Non sarà stato piacevole scoprire, per chi abbia fatto o ricevuto il dono, l’allarme salute scattato riguardo l’impianto, su oltre 40mila donne in Francia a partire dal 2001, di protesi che contengono gel di silicone non conforme a quello autorizzato. Prodotte dalla ditta Poly Implant Protese, che distribuisce anche in Italia, gli impianti mammari difettosi presentano un maggiore e precoce rischio di rottura rispetto agli altri. La Procura di Marsiglia ha aperto un’inchiesta preliminare per accertare se vi siano gli estremi per una denuncia per truffa, mentre i professionisti del settore, tra cui il presidente della Società italiana di chirurgia plastica estetica e ricostruttiva, consigliano di evitare inutili allarmismi. Sul fronte legislativo della tutela del paziente, la notizia ripropone con urgenza il problema di un efficace sistema di controllo che introduca provvedimenti significativi, in primis un registro delle protesi presenti sul mercato. È spontaneo domandarsi se, per amore, non sia meglio accettarsi o accettare la propria donna così com’è, piuttosto che rischiare la salute per qualche taglia di reggiseno in più.

Non sono mai troppe ed opportune le occasioni, nella redazione di Wakeupnews, per discutere di libertà di stampa e di informazione libera ed indipendente. Pare infatti che ci sia un gran bisogno di ricordare questo fondamentale principio, sancito anche dalla Costituzione Italiana, considerato quanto sta accadendo tra le fila dei giornalisti del Tg1 ad opera del suo discusso direttore, Augusto Minzolini. Prima una lettera in favore dello stesso Minzolini, al centro di ben note polemiche, che l’intera redazione è stata caldamente invitata a sottoscrivere, poi  la rimozione di tre conduttori (tra cui Tiziana Ferrario), senza alcuna apparente motivazione valida, in ultimo una lettera di richiamo, con cui è stato chiesto un procedimento disciplinare, a Maria Luisa Busi, “rea” di aver concesso un’intervista a «La Repubblica» in cui dissentiva dalla linea editoriale scelta dal primo telegiornale nazionale. Alcuni parlano di una vera e propria epurazione. Esagerazione? Ognuno valuti secondo coscienza quanto sia normale richiamare una giornalista, o qualunque altro cittadino, semplicemente per aver detto ciò che pensa.

Josè Mourinho: campione di comunicatività

Complice un Inter che fa scintille, si è diffusamente parlato dell’allenatore della squadra nerazurra, Josè Mourinho. Ancor più curioso è che si studi questa figura anche al di fuori dell’ambito sportivo, entro un contesto accademico di alto livello come quello dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Alla Facoltà di Lettere e Filosofia, all’interno del corso di laurea in Linguaggi dei media, uno studente si è di recente conquistato l’ambito titolo di dottore dopo la discussione della sua tesi: “Josè Mourinho, dalla tecnica calcistica alla tecnica di comunicazione”. Secondo quanto emerso dallo studio l’allenatore portoghese ha l’eccezionale capacità di trasformare in “oro mediatico” qualsiasi dichiarazione esternata davanti alle telecamere. La fascinazione esercitata sui media non è paragonabile a nessun’altro, eccezion fatta, forse, per il mitico Giovanni Trapattoni e le sue memorabili gaffes. Non a caso l’ex CT della Nazionale è tra i modelli più ammirati da Mourinho.

Concludiamo la rubrica di questa settimana con una notizia positiva sul fronte della ricerca contro i tumori.  Uno studio condotto, tra gli altri enti, anche dall’ospedale San Raffaele di Milano, ha dimostrato l’efficacia della molecola dutasteride nel ridurre di oltre il 20% le possibilità di sviluppare un cancro alla prostata nei soggetti geneticamente a rischio o precedentemente affetti da tale patologia. La molecola, già alla base di alcuni farmaci attualmente in commercio ed utilizzati, oltre che per trattare l’ingrossamento benigno della prostata, anche contro la calvizie, sarebbe infatti in grado di bloccare lo sviluppo di piccoli nuclei tumorali non identificati dalla biopsia, impedendo quindi che si trasformino in qualcosa di più pericoloso per la salute. Il cancro alla prostata è infatti la più diffusa forma tumorale maschile e la seconda, secondo alcune statistiche la terza, causa di mortalità. I risultati esposti, benché sperimentali, costituiscono una concreta speranza non solo per l’uomo (maschio), ma per l’umanità e dovrebbero essere monito contro le diffuse tendenze dei governi taglia-e-fuggi nel settore della ricerca.

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Si torna a parlare di: salute al tempo della crisi, condizione delle donne in Italia, caso Dell’Utri-Pasolini e bizzarri filantropi miliardari

di Laura Dabbene

La crisi economica fa crescere il consumo di farmaci antidepressivi

La salute degli italiani risente della crisi e molte famiglie decidono, per scelta o per obbligo, di risparmiare tagliando sulle spese sanitarie e sulle visite specialistiche. Il problema, già affrontato dalla redazione di Wakeupnews, si aggrava alla luce dei risultati del VII Rapporto di Osservasalute sui dati del 2009, presentato alla stampa lo scorso 16 marzo. La crisi economica che incombe a livello mondiale ha nel nostro Paese altre conseguenze negative, in particolare un aumento vertiginoso dell’uso di medicinali anti depressivi, triplicato nell’ultimo decennio a causa del crescente disagio sociale. La fase di recessione accresce inoltre il divario tra Nord e Sud, dove minore è il tasso di ospedalizzazione e dove molte regioni si riconfermano leader di negatività sanitaria, in testa la Calabria con il triste primato della maggiore mortalità infantile.

L’Italia non brilla purtroppo neppure sul fronte della parità tra i due sessi e nel 2010 questa resta in generale, nel mondo intero, una vera utopia. Ma un piccolo passo verso il riconoscimento di uguali diritti si è compiuto, almeno a livello legislativo, grazie ad una recente sentenza della Cassazione, la numero 10164, che condanna tutte quelle critiche mosse sul lavoro verso le donne soltanto perché di sesso femminile. Affermare che un lavoro non è “adatto per una donna” è da considerarsi non solo discriminatorio, ma una vera diffamazione contraria alla dignità. La decisione è venuta a seguito del caso di alcuni giornalisti di un quotidiano locale che, senza valide motivazioni in termini di competenze professionali, apostrofavano una dirigenza carceraria affidata ad una donna sostenendo che sarebbe stato più adatto un collega maschio.

Sviluppi anche nel caso del mistero che avvolge il presunto dattiloscritto pasoliniano contenente un capitolo scomparso del romanzo Petrolio, ultimo lavoro dell’intellettuale friulano morto nel 1975 in circostanze mai definitivamente chiarite. Dopo le dichiarazioni di Marcello Dell’Utri, e le successive ritrattazioni, Walter Veltroni era intervenuto chiedendo al ministro Sandro Bondi un procedimento per accertare non solo l’esistenza e l’autenticità del documento, ma anche gettare luce sul contenuto che, sempre secondo le affermazioni del senatore del Pdl, toccava temi legati alla vicenda Eni e alla scomparsa di Enrico Mattei. Bondi ha annunciato alla Camera che i carabinieri del nucleo investigativo preposto alla tutela dei beni culturali avvieranno un’indagine volta a chiarire i molti lati oscuri della vicenda. Primo atto dovrebbe essere interrogare il senatore per rintracciare le pagine dattiloscritte, determinarne la provenienza e identificarne il possessore.

Scorcio della città di Görlitz

Altro mistero, se pur dai risvolti meno inquietanti sotto il profilo politico e giudiziario, avvolge il caso di un bizzarro filantropo che, come il curioso signor Douglas di cui la redazione si occupò lo scorso dicembre, ha deciso di far confluire una cospicua donazione nelle casse di una piccola e semi sconosciuta città. Avviene ogni anno che, attraverso un avvocato di Monaco di Baviera, la cittadina tedesca di Görlitz riceva una notevole somma di denaro da uno sconosciuto benefattore che ha posto come unica condizione che essa venga utilizzata per il mantenimento ed il restauro del patrimonio storico-artistico, architettonico ed urbanistico. Nell’ombra il misterioso e generoso Mister X vigila con attenzione sul rispetto di tale vincolo al punto che, dopo il vociferare da parte dell’amministrazione cittadina cui non dispiacerebbe affatto deviare questi fondi verso altri settori di bilancio, ha inviato il bonifico con un mese di ritardo rispetto alla consueta scadenza.

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