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	<title>Wakeupnews &#187; Viaggi</title>
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		<title>Maltempo: neve al Centro Nord, su Autostrade 800 mezzi al lavoro</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 10:07:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Natalia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La bassa pressione sulle aree centrali della penisola è alimentata dall’aria fredda proveniente sia dalla porta della Bora che da quella del Rodano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Roma &#8211; Come previsto dalla <strong>Protezione Civile</strong> la perturbazione di origine atlantica continua ad interessare vaste aree del <strong>centro nord</strong> con precipitazioni nevose a tratti intense su molti tratti autostradali in <strong>Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Umbria</strong>. La bassa pressione sulle aree centrali della penisola è alimentata dall’aria fredda proveniente sia dalla porta della Bora che da quella del Rodano e in evoluzione <strong>verso Sud</strong>.</p>
<p><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/maltempo-autostrade.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-72072" style="margin: 5px;" title="maltempo-autostrade" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/maltempo-autostrade-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Grazie al dispositivo di contrasto messo in campo da <strong>Autostrade per l&#8217;Italia</strong> con oltre oltre 800 mezzi, 1.500 operatori e 8.000 tonnellate di cloruri impiegati sulle sole tratte colpite, la scorsa notte è stata garantita comunque la <strong>piena percorribilità</strong> dell&#8217;intera rete Aspi. In queste ore, per effetto di un temporaneo rialzo delle temperature, non nevica sul tratto marchigiano della A14, dove tuttavia è atteso un nuovo peggioramento dalla tarda mattinata.</p>
<p>In relazione a tale scenario, dalla mezzanotte di ieri e sino a cessate esigenze il territorio di tutte le province delle Regioni Toscana, Marche ed Umbria è interessato da ordinanze prefettizie di <strong>sospensione temporanea</strong> della circolazione dei <strong>mezzi</strong> con massa complessiva a pieno carico superiore alle <strong>7,5 tonnellate</strong>. Per le province dell&#8217;Emilia Romagna il divieto è attivo dalle ore 02.00. Tali provvedimenti hanno reso necessaria, sui tratti in avvicinamento alle suddette province, l&#8217;attivazione di alcuni punti di fermo dei mezzi pesanti sulle carreggiate autostradali, con dirottamento degli stessi su aree di accumulo esterne ove disponibili.</p>
<p>Al momento l&#8217;unica <strong>coda significativa</strong> di mezzi pesanti in autostrada si registra <strong>tra Lodi e Piacenza</strong> in <strong>direzione di Bologna</strong> (circa 6 km), dove è in corso parte della Polizia Stradale e della Direzione di Milano di Autostrade per l&#8217;Italia il progressivo reinstradamento di tali veicoli sulla A21. Al momento le <strong>nevicate più intense</strong> interessano i seguenti tratti autostradali: A1 Milano Napoli, nel tratto tra Milano e Firenze e più a sud tra Arezzo ed Orte, A14 Bologna Taranto, nel tratto tra Bologna e Faenza altre a tutta la Diramazione per Ravenna, A13 Bologna Padova, nel tratto tra Bologna e Ferrara nord, A26 Genova Gravellona Toce, nel tratto tra Voltri e Ovada.</p>
<p><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/maltempo.gif"><img class="alignright size-medium wp-image-72073" style="margin: 5px;" title="maltempo" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/02/maltempo-300x225.gif" alt="" width="300" height="225" /></a>Nevica inoltre, ma con <strong>minore intensità</strong> su: A1 Milano Napoli, nel tratto tra Firenze ed Arezzo, A11 Firenze Pisa, A10 Genova Savona, A12 Genova Sestri Levante, A6 Torino Savona, nel tratto tra Marene e Savona; A7 tra Serravalle e Genova; Diramazione Predosa-Bettole; A14 Bologna Taranto nel tratto tra Faenza e Cattolica Diramazione per Ravenna; A26 Genova Gravellona Toce, nel tratto tra Ovada ed il bivio con l&#8217;A4.</p>
<p>In relazione alla situazione in atto e alla durata prevista dei fenomeni Autostrade per l&#8217;Italia raccomanda di informarsi preventivamente e continuamente sulle condizioni della circolazione sui tratti autostradali interessati dalle perturbazioni nevose e di <strong>intraprendere il viaggio</strong> solo se <strong>adeguatamente equipaggiati</strong>, possibilmente con pneumatici invernali.</p>
<p>Dove si disponesse delle sole catene da neve, che pur ammesse dal <strong>Codice della Strada</strong> sono un dispositivo non idoneo al transito sulle arterie autostradali, evitare assolutamente di montarle o smontarle lungo le corsie di emergenza o di marcia per evitare gravi rischi per la sicurezza delle persone e intralcio ai mezzi antineve. L&#8217;operazione è consentita solo in Area di Servizio e di Parcheggio. Continui <strong>aggiornamenti</strong> sulla situazione della <strong>circolazione</strong> sulla rete di Autostrade per l&#8217;Italia sono forniti tramite Rtl 102.5 Fm, Isoradio 103.3 Fm, i pannelli a messaggio variabile, il sito internet <a href="http://www.autostrade.it/">www.autostrade.it </a>e il network Tv Infomoving in Area di Servizio.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Natalia Radicchio</strong></p>
<p>Foto| via www.automobili10.it</p>
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		<title>Hostess Meridiana Fly: «No a dieta e taglia 42»</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 20:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Piras</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La polemica nasce in seguito alla decisione di introdurre una nuova divisa disponibile solamente nelle taglie 40 e 42]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Compagnia_Aerea_air-italy-hostess.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-71982" style="margin: 5px;" title="Compagnia_Aerea_air-italy-hostess" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Compagnia_Aerea_air-italy-hostess-300x224.jpg" alt="La nuova divisa prevista per le dipendenti della compagnia Meridiana Fly" width="300" height="224" /></a>Olbia – Dura la protesta delle lavoratrici della compagnia aerea Meridiana Fly, a seguito della decisione dell’azienda di imporre una <strong>nuova divisa, nelle due sole taglie 40 e 42</strong>. La lamentela sul cambio di divisa, a cui si è seguita anche una petizione delle dipendenti, si aggiunge a una situazione non proprio rosea per l’azienda.</p>
<p style="text-align: justify;">La compagnia del principe Aga Khan, attualmente è impegnata in un nuovo piano di risanamento: i lavoratori sono sottoposti a decurtazione di stipendio o alla cassa integrazione. Di recente è stata disposta l’<strong>acquisizione di Air Italy</strong>, dalla quale sembra che le hostess erediteranno la divisa.<br />
La decisione proviene dalla nuova responsabile dei servizi di bordo, Cristina Ceolin. Quest’ultima, ex modella e moglie dell’AD Giuseppe Gentile, ha disegnato le divise proprio per la Air Italy.</p>
<p style="text-align: justify;">I cambiamenti previsti non sono stati recepiti con favore dalle dipendenti, le quali si sono espresse in termini duri, ribadendo le proprie posizioni anche in una <strong>lettera</strong> indirizzata al proprietario della compagnia, e al presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci.</p>
<p style="text-align: justify;">«A seguito delle recenti dichiarazioni della dottoressa Ceolin, vorremmo manifestare, in qualità di dipendenti Meridiana Fly, il nostro dissenso riguardo al loro contenuto, ovvero all&#8217;applicazione di normative sul controllo del peso e l&#8217;adozione dell&#8217;uniforme Air Italy per il personale navigante. Riteniamo altamente lesive della dignità femminile simili affermazioni, nonché marcatamente sessiste e discriminatorie», hanno dichiarato le dipendenti.<br />
E poi hanno proseguito «Facciamo notare alla Ceolin che l&#8217;età media delle assistenti di volo del gruppo Meridiana Fly è di 42 anni. Pertanto l&#8217;applicazione della normativa è da considerarsi improponibile sia per ragioni etiche, di rispetto del lavoratore, che fisiologiche». Di conseguenza la nuova divisa poco si adatterebbe ben poco alle loro esigenze.</p>
<p style="text-align: justify;">E infine concludono le hostess: «Chiediamo che non venga attuata nessuna irrispettosa norma sulle taglie delle uniformi e di mantenere quelle attuali, la cui sobrietà e vestibilità sono caratteristiche del ruolo ricoperto. Ruolo a cui progressivamente sono stati aggravati carichi di lavoro e oneri, tanto da renderlo ben distante da quello stereotipo desueto di hostess-mannequin a cui la Ceolin fa riferimento».<br />
Intanto in attesa della replica da parte dei vertici della compagnia, prosegue la raccolta delle firme per la petizione promossa dalle lavoratrici.<br />
<strong>                                                                                                                                                                                                                            Angela Piras</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Foto: gulliver.it; naviganti.org</p>
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		<title>New York? La città più antipatica degli Stati Uniti</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 20:14:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Piras</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo tre anni sul gradino più alto del podio, Los Angeles cede il primato di città più ostile d'America proprio a New York]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/new-york-traffico.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-70983" style="margin: 5px;" title="new york traffico" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/new-york-traffico-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>New York &#8211; Chi l’avrebbe mai detto: New York, la metropoli simbolo degli affari, del glamour e dello shopping si è rivelata la <strong>città più antipatica e poco propensa alle buone maniere,</strong> di tutti gli Stati Uniti. A svelarlo, la rivista <em>Travel and Leisure</em>, specializzata proprio nel settore viaggi, che ha stilato una classifica dopo aver condotto un sondaggio tra i propri lettori. Tra le <strong>35 città americane analizzate</strong>, i 40 mila lettori del magazine hanno assegnato proprio a New York tale primato.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare, i lettori sono stati chiamati a esprimere un parere sui vari servizi offerti dalla città, quali ad esempio la presenza di strade pedonali, copertura wireless, la migliore pizza.<br />
E così New York, uno dei poli economici e culturali più importanti al mondo, che ogni anno richiama a sé milioni di turisti, ha spiccato per la sua antipatia. In realtà tale risultato è legato all’atteggiamento dei tassisti, apparsi troppo aggressivi e scontrosi, per i pedoni poco sorridenti e gli otto milioni di abitanti che vanno sempre di fretta.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi tre anni, <strong>il gradino più alto del podio era sempre stato assegnato a Los Angeles</strong>. Ma questa volta, dopo un duro testa a testa con altre città della East Coast come Boston e Washington, è stata poi proprio la Grande Mela ad avere la meglio e a guadagnare così il primato di città più antipatica.<br />
Dal sondaggio è emerso anche che la tendenza ad avere un atteggiamento antipatico o, comunque che può essere percepito come tale dagli stranieri, si riscontra soprattutto nelle grandi città. Per contro invece, <strong>nelle piccole cittadine la popolazione ha una vita meno frenetica</strong>, e questo permette di aver un atteggiamento più pacato e soprattutto educato. Diane Gottsman, esperta di etichetta e proprietaria della Protocol School of Etiquette nel Texas, ha infatti rivelato “Nelle grandi metropoli, la gente tende ad essere più diretta. Ma questa non è una buona scusa&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Summer_in_Manhattan_New_York.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-71102" style="margin: 5px;" title="Summer_in_Manhattan_New_York" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/01/Summer_in_Manhattan_New_York-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Dietro New York si sono piazzate Miami, Washington e Los Angeles. <strong>Tra le città invece più cordiali e gentili si  trovano New Orleans e Charleston</strong>, che per dimensioni rendono la vita dei propri abitanti meno frenetica rispetto a quella della Grande Mela.<br />
In realtà questo atteggiamento antipatico dei newyorkesi potrebbe essere solo una facciata, un’autodifesa dettata proprio dall’andar sempre di fretta. Spesso infatti di fronte a un turista in difficoltà, i newyorkesi sono sempre pronti a fornire informazioni e supporto. Sul risultato del sondaggio è apparso molto scettico l&#8217;ex sindaco di New York Ed Koch.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, malgrado sia stata accusata di antipatia e maleducazione, New York resta a parere dei lettori della rivista, una delle città più eleganti d&#8217;America. E con tutta probabilità sono dello stesso avviso anche i milioni di turisti che durante tutto l&#8217;anno affollano vie e musei offerti dalla città.                             <strong>                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  Angela Piras</strong></p>
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		<title>Slow travel, un nuovo modo di viaggiare</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 09:11:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Piras</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Viaggiare con lentezza per scoprire posti sconosciuti dalla natura incontaminata]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 5px;" src="http://federicagramiccia.files.wordpress.com/2010/03/treno.jpg" alt="" width="222" height="222" />Da qualche anno, anche in Italia si sta diffondendo un nuovo modo di viaggiare, si tratta del cosiddetto <a href="http://www.slowtrav.com/"><em>slow travel</em></a>, ossia il viaggiare lento. La vera innovazione è proprio il concetto che sta alla base di questo nuovo tipo di turismo: l’itinerario in questo caso è tutto improntato sulla <strong>lentezza</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un viaggio che si svolge senza alcuna fretta, profondo e, soprattutto, ben lontano dalla frenesia e dai ritmi della vita quotidiana. Lo scopo dello slow travel è quello di far <strong>conoscere </strong>veramente il luogo che si visita e tutta la sua storia. Non solo, il viaggiare lento, significa anche soffermarsi per conoscere la cultura, scoprire le tradizioni, la cucina e gli stili di vita, ma soprattutto entrare in contatto e in sintonia con la popolazione che vive nel posto che si visita. Le mete prescelte per questo tipo di turismo non sono certo le solite località mondane, piuttosto quelle alternative: luoghi sconosciuti, insoliti e dalla natura incontaminata. In particolare, i viaggiatori lenti sono diretti in Europa, America Latina, Africa e Sud est asiatico.</p>
<p style="text-align: justify;">I mezzi di trasporto per questo tipo di viaggio sono altrettanto lenti: treni, biciclette, ma spesso si opta anche per viaggi da svolgere esclusivamente a piedi con lo zaino in spalla. Mezzi di trasporto che, quindi, consentono di ammirare al meglio la natura e i paesaggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta senza dubbio di una valida e migliore alternativa ai viaggi classici, tutto compreso o low cost, che non sempre riescono a garantire la completa conoscenza dei luoghi e di visitarli come si dovrebbe. Un tipo di vacanza che si svolge anche nel pieno rispetto dell’ambiente: è ecosostenibile.</p>
<p style="text-align: justify;">La filosofia è quindi andare piano e in piena consapevolezza, assaporare ciascun momento del viaggio, scoprire lentamente ogni angolo sconosciuto e, magari allo stesso tempo riscoprire anche se stessi.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Angela Piras</strong></p>
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		<title>India: il Taj Mahal rischia di scomparire</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 18:22:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Piras</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno dei simboli dell'India rischia di crollare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft" style="margin: 5px;" src="http://www.iho-ohi.org/wp-content/taj-mahal-agra.jpg" alt="" width="230" height="198" />AGRA</strong> – Il monumento simbolo dell’India potrebbe scomparire nel giro di pochi anni. È questa l’allarmante notizia resa nota, nei giorni scorsi, dal parlamentare Ramshankar Katheria, attraverso le pagine del quotidiano britannico Daily Mail.</p>
<p style="text-align: justify;">A destare maggiori preoccupazioni sarebbero le <strong>fondamenta della struttura</strong> che poggiano direttamente sul<strong> fiume</strong> Yamuna. Purtroppo, proprio quest’ultimo versa in condizioni critiche: l’inquinamento, l’eccessivo sfruttamento e la deforestazione spingono al suo inaridimento. Da qui le fondamenta, che necessitano di una idratazione continua dall’acqua del fiume, potrebbero cedere, causando il crollo del monumento. La struttura non potrebbe esistere infatti senza il fiume. Un rischio quasi imminente a sentire quanto dichiarato dal parlamentare: il <strong>crollo</strong> potrebbe verificarsi entro i prossimi<strong> cinque anni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Da tempo, il Taj Mahal è la meta obbligata per i turisti che visitano l’India, secondo le stime attira ogni anno da circa 4 milioni di curiosi. Un’opera imponente e ricca di storia, voluta nel lontano 1632 dall’imperatore Shan Jahan, per commemorare la moglie morta di parto. Il monumento, la cui costruzione ha richiesto un impegno ventennale, e l’impiego di ingenti risorse umane, è composto da più strutture, tra le quali moschea, mausoleo, giardini, minareti. Il complesso d’architettura islamica inoltre, è stato inserito dal 1983 tra i <strong>patrimoni dell&#8217;umanità</strong> dell&#8217;UNESCO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;educazione, la scienza e la cultura ), e figura inoltre dal 2007 fra le <strong>sette meraviglie del mondo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’allarmismo creato dalle dichiarazioni del parlamentare è stato ridimensionato invece dagli archeologi, i quali dal canto loro non sembrano condividere in toto tali preoccupazioni. Un avvertimento comunque necessario a sensibilizzare l’opinione pubblica e gli addetti ai lavori affinché si intervenga tempestivamente prima di perdere un’edifico così importante e ricco di storia. Le dichiarazioni hanno comunque dato avvio ad un’<strong>indagine</strong>, volta a comprendere l’attuale stato delle cose. Già da qualche anno inoltre, sono stati presi alcuni provvedimenti volti ad ostacolare il deterioramento dei pregiati marmi del monumento, introducendo il divieto di costruzione di industrie nelle vicinanze della struttura e di circolazione dei veicoli nella zona adiacente il complesso.</p>
<p style="text-align: right;"><strong> Angela Piras</strong></p>
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		<title>Il Brasile si tiene Battisti e ostacola i turisti italiani: limite improrogabile di 90 gg</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 13:12:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Guarino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Ministero degli Esteri brasiliano limita a 90 giorni il soggiorno dei turisti. Ma solo di quelli italiani...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quantomeno curioso, ci verrebbe da dire. Mentre la Corte costituzionale brasiliana non ritiene necessaria l&#8217;estradizione per<strong> Cesare Battisti </strong>- condannato in Italia per quattro omicidi e al momento a piede libero in Brasile, a godersi una nuova vita con la compagnia delle «splendide donne brasiliane»- il <strong>Ministero degli Esteri di Brasilia</strong> ha pensato bene di riservare ai <strong>turisti italiani </strong>uno <strong>speciale trattamento di disparità</strong> rispetto a tutti gli altri cittadini europei.</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_57741" class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/09/496da701e88bb_zoom.jpg"><img class="size-medium wp-image-57741" title="496da701e88bb_zoom" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/09/496da701e88bb_zoom-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Cesare Battisti è libero dal 9 giugno 2011 (blog.panorama.it)</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Con una circolare dello scorso luglio, immediatamente trasmessa ai posti di frontiera, è stato esplicitamente specificato che ai cittadini italiani è concesso un<strong> permesso di soggiorno improrogabile di tre mesi</strong> e non sei (tre più altri tre prorogabili a richiesta), come invece consentito a tutti gli altri cittadini europei. Una norma apposita per i turisti italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">A sollevare il caso è stato<strong> Fabio Porta</strong>, deputato PD eletto nella circoscrizione estera del Sudamerica, che ne ha parlato con il <em>Corriere della Sera</em>. La motivazione? Le dichiarazioni di Porta sono caute, ma il suo «i rapporti tra Italia e Brasile non stanno attraversando il loro momento migliore» lascia trasparire l&#8217;<strong>onda lunga del caso Battisti</strong>, che il governo italiano ha intenzione di portare davanti alla Corte di giustizia dell&#8217;Aja, bypassando la sorprendente sentenza dei giudici di Brasilia.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella notte a Washington si sarebbero incontrati il ministro degli Esteri <strong>Franco Frattini </strong>e il suo collega brasiliano <strong>Antonio Patriota </strong><em>(nomen omen&#8230;)</em>, per formare una <strong>commissione mista</strong> atta ad esaminare la questione. Il Ministero degli Esteri del Brasile, però sembra fare orecchie da mercante: alla richiesta di spiegazioni sul mancato rinnovo della permanenza per i turisti italiani, la nota ufficiale parla di <strong>reciprocità</strong>, in quanto anche in Italia i cittadini brasiliani non possono restare più di 90 giorni. Dimenticandosi, però, che quella è una norma che vale in tutta l&#8217;Europa, per l&#8217;area Schengen.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>successiva rettifica</strong> del Ministero sudamericano verte sulla validità dell&#8217;<strong>accordo bilaterale</strong> tra Italia e Brasile del 1960. Che tanto bilaterale non sembra essere a questo punto, visto che è lo stesso accordo che è stato interpretato estensivamente e forzatamente dalla giustizia brasiliana per giustificare la scarcerazione di Battisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Le <strong>voci non ufficiali</strong>, vorrebbero invece la stretta sui turisti italiani fondata sull&#8217;aumento dei controlli del governo italiano sui cittadini brasiliani (che vengono in Italia da turisti e di cui un sostanzioso numero fa perdere le proprie tracce iniziando a lavorare clandestinamente) e sul crescente numero di nostri connazionali che svolge attività commerciale in Brasile nel periodo da turista, a volte senza permesso. Insomma, una sorta di ripicca.</p>
<p style="text-align: justify;">In attesa della rettifica dell&#8217;ordinanza restrittiva (che, dicono da Brasilia, verrà presto applicata a tutti i cittadini dell&#8217;Unione Europea) tutto sommato abbiamo imparato una lezione preziosa: se si prevede di restare a lungo in Brasile, tanto vale fare terrorismo politico e chiedere asilo, piuttosto che andarci da semplice turista. Almeno così la permanenza è garantita.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Francesco Guarino</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Alitalia ora punta ai voli low cost: 20 nuovi aerei per il 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 10:38:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Guarino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alitalia apre al mercato del basso costo con 20 nuovi vettori per le percorrenze fino a 4000 km. E il bilancio inizia a sorridere]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Via 16 vecchi jet regionali, in arrivo 20 nuovi aerei per le brevi percorrenze. <strong>Alitalia</strong> per la prima volta inizia a guardare con decisione al <strong>low cost</strong> e lo fa rinnovando la flotta: entro il 2012 arriveranno dalla fabbrica brasiliana dell&#8217;Embraer a San Josè dos Campos, presso San Paolo, 5 aerei Embraer &#8220;190&#8243; da 100 posti e 15 &#8220;175, da 90 posti circa.</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_57239" class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/09/alitalia.jpg"><img class="size-medium wp-image-57239" title="alitalia" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/09/alitalia-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">20 nuovi arrivi nella flotta Alitalia (lanebbiaelaneve.blogspot.com)</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">«Un acquisto dal controvalore di oltre 400 milioni di euro in leasing &#8211; ha riferito Rocco Sabelli, amministratore delegato Alitalia &#8211; un&#8217;operazione importante dal punto di vista del marketing perché consentirà di coprire meglio i flussi italiani e internazionali di dimensioni sottili».</p>
<p style="text-align: justify;">In un mercato che richiede una sempre maggiore frequenza di voli con aerei di piccola portata, l&#8217;Alitalia ha deciso di <strong>puntare ai voli economici per rafforzare un bilancio</strong> che, per la prima volta dopo anni di drammatica crisi, inizia finalmente a sorridere.</p>
<p style="text-align: justify;">La nicchia di mercato fino ad ora occupata dai vettori ufficiali low cost, sta diventando terra di conquista anche le compagnie di bandiera tradizionali, che scelgono di variere le proprie offerte proponendo interessanti possibilità di risparmio per chi prenota con largo anticipo, o per chi sfrutta i pacchetti di posti a numero limitato.</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>notevoli risparmi</strong> &#8211; in linea con i prezzi delle principali compagnie a basso costo &#8211; abbinati alla tradizionale qualità (e ai minori problemi nella gestione soprattutto del bagaglio) dei vettori aerei standard, sembrano infatti incontrare <strong>larghi consensi</strong> da parte dei viaggiatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo aereo 190 appena consegnato entrerà in funzione il 7 ottobre sulla tratta Roma-Vienna. I collegamenti gestiti dai nuovi vettori saranno per lo più <strong>connessioni tra località di medie dimensioni,</strong> sia su rotte nazionali che Italia-estero, purché a<strong> corto raggio</strong>: i due nuovi arrivi in casa Alitalia hanno infatti autonomie di 3000 km (i modelli 175) e  4000 km (i 190). La velocità di crociera di entrambi è poco inferiore ai 900 km orari.</p>
<p style="text-align: justify;">«Quello che sta per concludersi è stato un trimestre molto buono &#8211; continua Sabelli &#8211; e per la prima volta dal gennaio 2009 avremo forse una performance positiva nei primi nove mesi del 2011». La crisi Alitalia che infiammo il passaggio di governo Prodi-Berlusconi sembra essere davvero alle spalle.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Francesco Guarino</strong></p>
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		<title>Estate 2011: le mete più gettonate</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 16:51:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta Rutigliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vacanze: le destinazioni più amate dagli italiani]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Vacanze alle porte, ma ancora non si sa dove andare? È sempre più difficile districarsi tra tsunami, terremoti, esplosioni, ribellioni…La mappa dei viaggi certamente cambia rispetto agli anni passati: sempre <em>low cost</em> <strong>Egitto</strong> e <strong>Tunisia</strong>, ma quest’anno più temute e meno gettonate.</p>
<div id="attachment_52176" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/07/mykonos_002.jpg"><img class="size-medium wp-image-52176" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/07/mykonos_002-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Mykonos</p></div>
<p style="text-align: justify">In pole position salgono Grecia e Spagna, che ammaliano col loro mare cristallino, e soddisfano le esigenze economiche e culinarie degli italiani. Tra le mete greche più prese di mira, spiccano le classiche isole Ionie come <strong>Corfù e Lefkada,</strong> oppure <strong>Santorini, Creta, Mykonos,</strong> ma anche <strong>Naxos </strong>piace sempre di più. Sul versante spagnolo, invece, le frizzanti <strong>Ibiza, Formentera, Maiorca e Minorca, </strong>senza dimenticare la <strong>Costa Brava</strong> e soprattutto le splendide spiagge delle Isole <strong>Canarie</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Un maggior numero di voli anche per le coste turchine della <strong>Turchia </strong>meridionale, con le splendide <strong>Antalya</strong>, <strong>Kas</strong>, <strong>Fethiye</strong> e <strong>Bodrum</strong>. Ma per le famiglie rimangono in vetta <strong>Croazia</strong> e <strong>Corsica</strong><strong>,</strong> destinazioni ideali per gli amanti del campeggio.</p>
<p style="text-align: justify">Non è necessario andare all’estero per godere di un bel mare e di un’ottima cucina: l’<strong>Italia</strong> rimane infatti uno dei posti più belli del mondo, con un’estrema varietà di paesaggi e culture. Pur se non economica, è molto amata, soprattutto dagli stranieri: anche quest’anno le spiagge del Salento, in <strong>Puglia</strong>, accoglieranno ondate di turisti, giovani in cerca di divertimento, ma anche famiglie organizzate nei villaggi. La <strong>Sicilia</strong> è sempre ricercata per tour di mare e archeologia, e la <strong>Sardegna</strong>, nonostante il <strong>caro traghetti</strong> offre uno dei mari più cristallini della nostra Penisola.</p>
<div id="attachment_52177" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/07/taormina-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-52177" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/07/taormina-1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Taormina</p></div>
<p style="text-align: justify">Chi dispone di un budget più alto, può decisamente puntare a <strong>New York, San Francisco, Boston, Las Vegas, Miami</strong>. Grazie al basso valore del dollaro, gli <strong>Usa </strong>sono la meta dell’estate 2011. L’ultima tendenza è quella di girare in macchina i <strong>parchi </strong>meno noti, per immergersi nella natura e ritrovare il contatto con gli animali, magari unendo un’estensione mare ai <strong>Caraibi</strong> o alle <strong>Hawaii</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Internet rimane uno strumento sempre più utilizzato per acquistare offerte <em>last minute</em> e pacchetti <em>low cost</em>: il web permette una <em>preview</em> di tutte le località, e pubblica un’ampia rosa di offerte. Valigia pronta, la vacanza si sceglie con un click.</p>
<p style="text-align: justify">di Benedetta Rutigliano</p>
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		<title>Novità dalla Svezia: l&#8217;albergo è gratis, ma devi far sesso sotto le telecamere</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 15:27:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DavideLopez</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'ultima frontiera per il porno online. Un imprenditore svedese annuncia di voler aprire una catena di 100 alberghi riservati alle coppie che in cambio dell'alloggio gratuito accettano di fare sesso ripresi dalle telecamere]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/07/sesso-coppia-letto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-51648" style="margin: 5px;" title="sesso-coppia-letto" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/07/sesso-coppia-letto-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Stoccolma -</strong> La crisi economica avanza, i soldi a disposizione diminuiscono e prenotare alberghi dove andare a trascorrere il proprio periodo di vacanza diventa ogni anno  più proibitivo. Da qui la nuova stravagante idea del&#8217;imprenditore svedese<strong> Berth Milton</strong>, il quale ha annunciato l&#8217;apertura di una catena di 100 hotel a costo zero esclusivamente dedicati alle coppie.</p>
<p style="text-align: justify;">La particolarità di queste camere d&#8217;albergo è che per poter alloggiare senza spese, bisogna pero&#8217; accettare di essere ripresi da alcune <strong>telecamere durante i rapporti sessuali</strong> e i momenti d&#8217;intimità con il partner.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;obiettivo è offrire vantaggi ai viaggiatori che potrebbero risparmiare un bel gruzzolo durante le ferie e offrire al variegato mondo dei voyeur di Internet video porno di ultima generazione con protagoniste coppie assolutamente comuni: persone della vita di tutti i giorni che diventano<strong> pornostar della porta accanto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo<strong> Mr Berth Milton</strong> il mercato hot, stanco delle performance di attori professionisti, si starebbe concentrando sul settore amatoriale.<br />
<strong>&#8220;Un solo hotel potrebbe generare 43,8 milioni dollari all&#8217;anno </strong>ricavati dagli abbonamenti dei voyeur collegati on line da tutto il mondo”, spiega Milton, da sempre impegnato nel mondo dei lungometraggi a luci rosse.<br />
L&#8217;imprenditore vuole anche sottolineare che non si tratterebbe di un hotel per scambisti o di un luogo super esplicito dove tutti girano nudi, ma semplicemente una struttura alberghiera che vuole ospitare coppie reali di tutti i giorni, alla ricerca del risparmio e di un alloggio &#8220;alternativo&#8221;.</p>
<p style="text-align: right;">
<strong>Redazione</strong></p>
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		<title>Estate 2011: è boom di offerte on line per le vacanze</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 13:10:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MaraGuarino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Impazza la ricerca sul web di pacchetti low-cost e promozioni. Tra le mete predilette, è la Grecia a farla da padrona ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> </p>
<div id="attachment_49804" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/06/mykonos-isoledelmondo-it.jpg"><img class="size-medium wp-image-49804 " style="margin: 5px;" title="mykonos isoledelmondo it" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/06/mykonos-isoledelmondo-it-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Vista notturna su Mykonos (isoledelmondo.it)</p></div>
<p style="text-align: justify;">L’estate è ufficialmente cominciata da qualche giorno e quale miglior modo di festeggiare se non di sfruttare la connessione internet di casa e  uffici <strong>alla ricerca dell’offerta migliore</strong>. Stando agli ultimi sondaggi, sono infatti sempre più numerosi gli italiani che si affidano alla rete per scovare il <strong>pacchetto low-cost dei loro desideri</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E così parole come “offerte”, “vacanze”, “viaggio” campeggiano ormai stabilmente <strong>tra le più cliccate </strong>dei principali motori di ricerca. Tra i principali responsabili del trend i giovanissimi che, a colpi di smartphone e tablet, stanno facendo salire le quotazioni di mete come la Grecia e la Spagna. Vero must di questo 2011 sembrano essere Santorini per chi cerca il relax e Mykonos per quanti preferiscono viaggi più trasgressivi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Decisamente più out la vacanza in Italia</strong>, ritenuta ormai obsoleta e soprattutto troppo costosa per dei ragazzi in cerca del divertimento dopo maturità e esami universitari. In ribasso anche le quotazioni di Mar Rosso e mete esotiche. Prosegue invece il predominio del mare su montagna e città d’arte.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, <strong>viaggiare risparmiando si può</strong>, anzi si deve, dati i tempi che corrono. E il web diventa un’innegabile risorsa, tanto che le stesse agenzie non possono più farne a meno per pubblicizzare mete, alberghi, pacchetti vacanza di ogni genere.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche i più maturi, però, non stanno a guardare e si affidano a internet per la ricerca di informazioni anche su eventuali itinerari fai-da-te. Le tradizionali guide sembrano ormai in declino. Croazia, Corsica e Stati Uniti tra le mete predilette da quanti tra una riunione di lavoro e l’altra non riescono proprio a staccare la testa dalle vacanze.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Redazione</strong></p>
<p>Foto via: guidagrecia.net</p>
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		<title>Rainbow MagicLand Valmontone: parco divertimenti. O no?</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 12:20:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Guarino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alle porte di Roma ha aperto i battenti da un mese un enorme parco tematico. Con qualche problema iniziale e tanti clienti arrabbiati]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">VALMONTONE (ROMA) &#8211; La pagina ufficiale Facebook invasa dai <strong>commenti negativi</strong> e dai <strong>battibecchi</strong> tra gli utenti. Una media voto di 1,89/5 su <em>Parksmania</em>, stando alle valutazioni dei visitatori. <strong>Attrazioni chiuse, poi aperte, poi richiuse</strong> a giornata in corso. Altre che ancora non hanno visto la luce del sole. <strong>Prezzi</strong> dei biglietti ritenuti alti, poi tagliati fino al 24 giugno, infine riduzioni e ingressi omaggio. Benvenuti a<strong> Rainbow MagicLand</strong>, il parco di divertimenti di Valmontone &#8211; alle spalle del noto outlet e a pochi passi da Roma &#8211; che, a giudicare dai pareri espressi finora, sta facendo divertire poco e parlare tanto coloro che si sono già avventurati nel mondo incantato di <strong>Gattobaleno</strong>, la mascotte.</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_49522" class="wp-caption alignright" style="width: 273px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/06/logo_rainbow_magic_land.jpg"><img class="size-full wp-image-49522" title="logo_rainbow_magic_land" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/06/logo_rainbow_magic_land.jpg" alt="" width="263" height="253" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Il logo di Rainbow MagicLand, parco giochi alle porte di Roma (parksmania.it)</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;"><strong>PAGINA FACEBOOK O CAMPO DI BATTAGLIA?</strong> &#8211; Il parco ha aperto i battenti ufficialmente il 26 maggio, dopo alcune giornate a regime limitato dedicate esclusivamente ai residenti dei paesi limitrofi, invitati a provare gratuitamente la struttura e a segnalare eventuali imperfezioni o disguidi tecnici. Qualche apertura di test sembra però non essere bastata al Rainbow MagicLand, perché dal giorno dell&#8217;apertura ufficiale la <a href="https://www.facebook.com/RainbowMagicLand">pagina Facebook ufficiale</a> del parco è diventata campo di battaglia tra i detrattori e i sostenitori. Se qualche giorno di disagio è tuttavia da considerarsi assolutamente normale nella vita di un parco giochi dalle grandi aspirazioni (600.000 metri quadrati di superficie e 30 attrazioni annunciate sul sito), non è probabilmente normale che i disagi si protraggano così a lungo e vengano gestiti in maniera un po&#8217; sommaria.</p>
<p style="text-align: justify;">La lamentela più grande degli utenti sembra riguardare infatti proprio la <strong>possibilità di fruire delle attrazioni</strong>: alcune di esse (il launch-coster <strong>Shock</strong>, il dark-ride interattivo <strong>Huntik</strong>, la torre <strong>Mystika</strong>, <strong>Maison Houdini</strong>) sono al momento ancora chiuse oppure hanno dato problemi a parco aperto. In alcuni casi le giostre iniziavano il proprio funzionamento per poi interrompersi sul più bello, costringendo gli operatori a far tornare al punto di partenza l&#8217;attrazione o, addirittura, a sgombrarla nel bel mezzo del percorso. Facendo scendere le persone con grande cautela e professionalità, ma magari non nel modo più sicuro possibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>DISSERVIZI &#8211; </strong>Il problema dell&#8217;aver lasciato la pagina Facebook &#8220;aperta&#8221; a tutta l&#8217;utenza (scelta mirata o imprudenza?) è che all&#8217;interno della stessa si stanno riversando <strong>lamentele corrette e costruttive</strong> («Vietano di salire sulle attrazioni portando oggetti in tasca, ma non ci sono cassetti in cui depositarli») ed <strong>altre a dir poco sorprendenti</strong> («Fa troppo caldo, non ci tornerò!»: non ci risultano parchi divertimenti in Italia in grado di controllare le condizioni meteorologiche del pianeta, <em>ndr</em>).</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_49523" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/06/Discesa-giostra.jpg"><img class="size-medium wp-image-49523" title="Discesa giostra" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/06/Discesa-giostra-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Adulti e bambini aiutati dal personale a scendere da una giostra: una scena frequente negli ultimi giorni (facebook.com)</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Tra le segnalazioni spicca però quella della scarsa e <strong>poco tempestiva comunicazione sulla funzionalità</strong> del parco: per il 24 giugno è stato dato l&#8217;annuncio dell&#8217;apertura di due nuove importanti attrazioni, <em>Huntik </em>e <em>Mystika</em>, ma la direzione del parco ha consigliato di contattare il centralino prima di incamminarsi, per conoscere l&#8217;effettiva disponibilità quotidiana delle stesse. Una prassi facile per chi viene da Roma e dintorni, ma a dir poco improponibile per pullman e comitive organizzate da fuori regione, che costituiscono e costituiranno l&#8217;indubbio valore aggiunto di un parco che aspira a diventare punto di riferimento per il centro-sud e per l&#8217;Italia intera.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ROM E VANDALI -</strong> I fruitori della struttura hanno inoltre ravvisato tra i problemi strutturali la scarsa protezione dai raggi del sole &#8211; sia in coda alle giostre che nel resto del parco &#8211; e la presenza di alcuni rom che hanno scelto il parcheggio del Rainbow come bivacco. Lo stesso parcheggio, ampio e gratuito, è indicato tra l&#8217;altro come privo di illuminazione e quindi a rischio sicurezza. I camper avrebbero comunque già ricevuto un&#8217;ordinanza di sgombero dal comune di Valmontone. Come in ogni novità che si rispetti, non sono mancati i <strong>primi atti vandalici</strong>: in mancanza di cartelli (apparsi negli ultimi giorni) che vietavano esplicitamente di salire sulle scenografie, in molti si sono infatti avventurati sulle stesse, danneggiandole più o meno volutamente. Delle lamentele sull&#8217;educazione della clientela, il parco purtroppo può rispondere ben poco: il <strong>personale dal parco</strong> è ritenuto dalle famiglie <strong>numeroso, cortese ed efficiente</strong>, ma le segnalazioni di ragazzacci che fumano all&#8217;interno di attrazioni in cui è esplicitamente vietato, o che scavalcano disonestamente le code, dovrebbero tramutarsi in pubbliche e sonore strigliate. Se proprio possiamo suggerire qualcosa ai piani alti, l&#8217;<strong>allontanamento immediato dal parco di tali incivili</strong> potrebbe essere  un buon deterrente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA DIREZIONE? AGISCE, MA NON RISPONDE -</strong> I disagi dei primi giorni di apertura sono sì comuni per una struttura appena nata come Rainbow MagicLand, ma probabilmente sono stati maggiori rispetto a quelli previsti. Il <strong>prezzo iniziale</strong> di ingresso (fissato a 39 euro intero e 31 il ridotto, prezzo ritenuto abbastanza alto da parte degli internauti) era infatti immediatamente <strong>tagliato </strong>in via promozionale a 35 e 28 euro. Il regime ridotto del parco ha imposto però alla direzione un <strong>ulteriore taglio</strong>, abbassando così il ticket d&#8217;ingresso principale fino a 25 euro, e la consegna di un <strong>buono </strong>grazie al quale si può usufruire di un nuovo ingresso al parco a soli 10 euro.</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_49524" class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/06/Cartello.jpg"><img class="size-medium wp-image-49524 " title="Cartello" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/06/Cartello-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Uno dei cartelli della direzione del parco che avvisa sulla funzionalità della struttura (facebook.com)</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">I disagi tecnici degli ultimi giorni hanno comportato la necessità di offrire addirittura un <strong>ingresso omaggio</strong> a coloro che stanno usufruendo del parco nelle ultime ore. Dal 24 giugno a Valmontone aprirà anche la sessione serale (fino alle 23 nei giorni feriali, chiusura alle 24 il sabato): Rainbow MagicLand dovrebbe essere a regime pressoché completo secondo quanto annunciato dai canali web della struttura.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abbiamo provato a metterci in contatto con una dei responsabili </strong>per parlare dei disagi segnalati: siamo stati dirottati all&#8217;ufficio stampa che, con grande cortesia, ci ha fornito un contatto diretto all&#8217;interno del parco a cui chiedere informazioni ufficiali. Dopo aver passato qualche minuto ad ascoltare il massacrante loop &#8220;<em>Vi preghiamo di attendere. L&#8217;operatore vi risponderà appena possibile</em>&#8220;, sparato a ripetizione dal risponditore automatico (roba da far rimpiangere le peggiori musichette di attesa), chiediamo che la nostra chiamata venga inoltrata al contatto segnalatoci dall&#8217;ufficio stampa. La chiamata viene passata, ma dall&#8217;altro capo del telefono <strong>non risponde nessuno</strong>. <strong>Per cinque volte in due giorni</strong>. Vorremmo lasciare un messaggio, ma la voce della segreteria telefonica dice che &#8220;la casella è piena&#8221;. Speriamo non di messaggi di lamentele.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Francesco Guarino</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Foto homepage: </strong><em>tripnblog.it</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Turismo sessuale? No, grazie! In Salento si pratica quello “sensuale”!</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 21:55:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quest’estate il tacco d’Italia si trasforma nel “paradiso del turismo sensuale”. I turisti sono attesi da cibi, luoghi ed eventi capaci di appagare ogni fantasia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-49331" href="http://www.wakeupnews.eu/turismo-sessuale-no-grazie-in-salento-si-pratica-quello-%e2%80%9csensuale%e2%80%9d/frisella/"><img class="alignleft size-full wp-image-49331" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/06/frisella.jpg" alt="" width="300" height="210" /></a>Lecce – Mare stupendo, musica coinvolgente e panorami mozzafiato: tutto questo è il Salento! E fin qui nulla di nuovo, come ben sanno le migliaia di turisti che hanno visitato, specialmente in questi ultimi anni, il “tacco d’Italia” La novità è che da quest’anno questa bellissima terra diventa ufficialmente il “<strong>paradiso del turismo sensuale</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Ma che cos’è il turismo sensuale, da non confondersi, invece, con il turismo sessuale? In pratica è la possibilità di visitare luoghi e non luoghi dove poter far godere tutti i sensi, sia quelli convenzionali (i cinque sensi percettivi), che quelli non convenzionali, quelli emotivi, come il senso di benessere, il senso di euforia, il senso dell’ebbrezza artistica. Il Salento lascia ad altre mete lo squallido appellativo di “capitali del sesso” e propone, ai propri turisti, un vero e proprio corso naturale di <strong>Educazione sensuale</strong>, con tanto di lezioni pratiche.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Questo significa che chi sceglierà di trascorrere le prossime vacanze in territorio salentino avrà la possibilità di imparare come sia possibile, ad esempio, che una semplice <strong>frisella ben condita</strong> (tipico pasto povero utilizzato anticamente dai contadini) possa letteralmente <strong>far godere la</strong> <strong>vista</strong>, con una combinata di colori afrodisiaci, l’<strong>olfatto</strong>, con l’aggiunta di erbe aromatiche ammalianti, il <strong>tatto</strong>, capace di fornire sensazioni piacevoli in tutte le fasi, dal primo momento (in cui la frisa va bagnata in acqua con le mani), attraverso la preparazione (toccando e maneggiando i singoli ingredienti), e anche dopo averla mangiata. Per non parlare del senso più scontato, il <strong>gusto</strong>, un vero paradiso di gioia per le papille. A queste sensazioni va poi aggiunto il <strong>senso di benessere</strong> che si prova nel mangiarla, ad esempio, in riva al mare in compagnia.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">E poi ci sono luoghi ed eventi meravigliosi che permettono di stimolare tutti i sensi. La Notte della Taranta ne è un esempio emblematico. Al contrario della maggior parte dei concerti dove il pubblico è un mero spettatore passivo, qui la gente partecipa, crea e alimenta <em>ronde</em> spontanee in cui tutti i sensi possono raggiungere il massimo piacere, <strong>toccando</strong> con le mani i tamburelli e con i piedi scalzi la pietra, <strong>sorseggiando</strong> e <strong>inalando</strong> i profumi del negroamaro, <strong>guardandosi</strong> intorno e <strong>sentirsi</strong> parte di un gran momento e, infine, <strong>ascoltando</strong> e lasciandosi ipnotizzare dalle passionali note della magica pizzica.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il “Turismo sensuale” è un’idea ed un progetto dei ragazzi di <strong>Repubblica Salentina,</strong> degli studenti dell’Istituto Costa e della Provincia di Lecce, Assessorato al Turismo. Le lezioni pratiche su come far godere tutti i sensi, sia quelli percettivi che quelli emotivi, saranno presto pubblicate sui siti <a href="http://www.repubblicasalentina.it/" target="_blank">www.repubblicasalentina.it</a> e <a href="http://www.salentoslowlife.it/" target="_blank">www.salentoslowlife.it</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Roberto Cassaro</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le città più belle d’Italia secondo il gusto degli americani</title>
		<link>http://www.wakeupnews.eu/le-citta-piu-belle-d%e2%80%99italia-secondo-il-gusto-degli-americani/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 09:15:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
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		<description><![CDATA[Una lista molto utile a chi non ha ancora scelto la meta delle proprie vacanze. A sorpresa non compaiono Roma, Venezia o Firenze]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_48609" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/06/aquileia.jpg"><img class="size-medium wp-image-48609" title="aquileia" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/06/aquileia-300x234.jpg" alt="" width="300" height="234" /></a><p class="wp-caption-text">Aquileia, Friuli Venezia Giulia</p></div>
<p style="text-align: justify;">La fama dell’Italia in tutto il mondo è da sempre legata alle meraviglie della nostra terra. Ogni anno milioni di turisti arrivano nel Belpaese per ammirarne l’inestimabile patrimonio artistico, per tuffarsi nel mare più limpido e per assaporare la cucina mediterranea. Ma l’Italia è grande ed è impossibile pensare di visitarla tutta in un sol fiato. Ecco perché gli americani, da sempre grandi ammiratori della nostra terra, hanno deciso di stilare una classifica con i luoghi che non possono non rientrare nelle mete dei turisti che decidono di trascorrere un periodo in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Potrà sembrare un’idea banale; se pensiamo alle città italiane normalmente prese d’assalto dai turisti, i primi nomi che saltano alla mente sono senza dubbio: Roma,Venezia e Firenze. Ecco qui la sorpresa: in questa lista che consiglia dove trascorrere le <strong>vacanze nel Belpaese</strong>, i nomi di queste città non sono presenti. Per scrivere questa classifica, <em>Usa Today, </em>ha chiesto aiuto a una donna che conosce molto bene la nostra terra: Frances Mayes, autrice di libri di successo come “Under the Tuscany Sun” e “Everyday in Tuscany”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco quali sono, secondo il gusto degli americani, le più belle città d’Italia:</p>
<p style="text-align: justify;">-       <strong>Caprera, Sardegna:</strong> l’isola sarda è sicuramente una delle più apprezzate nel nostro paese, per il suo mare cristallino. Proprio qui ha trascorso gli ultimi anni della sua vita Garibaldi, celebrato quest’anno per il 150 anni dell’Unità d’Italia.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">-       <strong>Aquileia, Friuli Venezia Giulia: </strong>dal mare della Sardegna, ci spostiamo in una città con un grande patrimonio artistico e culturale come Aquileia. I suoi mosaici, famosi in tutto il mondo, sono considerati patrimonio dell’UNESCO e valgono davvero la pena di essere visitati.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">-       <strong>Portofino, Liguria:</strong> si torna al mare. Portofino è considerata una perla del nostro paese; dagli anni Settanta in poi infatti, non a caso è diventata una delle mete più ricercate dai vip<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">-       <strong>Mantova, Lombardia: </strong>la Lombardia è una regione nota soprattutto per la città di Milano. Eppure Mantova sembra essere la città prediletta dai turisti americani. Anch’essa è considerata patrimonio mondiale dell’UNESCO e durante il Rinascimento ebbe un ruolo davvero da protagonista nella storia italiana.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">-       <strong>Cortona, Toscana: </strong>facile pensare che questa città sia stata suggerita proprio dalla scrittrice americana che si è dedicata alla scrittura di libri sulla Toscana. Cortona accoglie con stile e grazia tutti i turisti che la visitano ed è caratterizzata dai tipici paesaggi toscani, tanto amati anche da molti registi americani che hanno deciso di ambientare i loro film proprio nella regione di Dante.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">-       <strong>Ascoli Piceno, Marche: </strong>un’altra città ricca di cultura, arte e piatti gustosi; di particolare interesse è la piazza principale della città e il suo centro storico, assolutamente da visitare<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">-       <strong>Assisi, Umbria: </strong>è la città di San Francesco, patrono del nostro paese. Un luogo religioso che piace anche a chi non è credente; le chiese di questa città sono un vero pregio dal punto di vista artistico<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">-       <strong>Napoli, Campania:</strong> nonostante le spiacevoli disavventure della città legato al difficoltoso smaltimento dei rifiuti, Napoli rimane una delle mete delle vacanze degli americani. Affascinante e degna di curiosità è la Napoli sotterranea, da non perdere insieme ai quartieri caratteristici della città. Chiaramente non si può visitare Napoli, senza concedersi la pizza migliore del mondo.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">-       <strong>Lecce, Puglia: </strong>è definita la Firenze del Sud. I suoi monumenti e il suo centro storico a fanno veramente impazzire gli americani<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">-       <strong>Siracusa, Sicilia: </strong>una città ricca di storia e tradizione; come in tutta l’isola siciliana, anche a Siracusa è possibile gustare dolci squisiti granite, pasta di mandorle e cannoli sono solo “un assaggio”.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Avete già deciso dove trascorrere le vacanze estive? Forse anche noi italiani dovremmo tenere in considerazione i suggerimenti dei nostri amici oltreoceano e pensare di visitare i luoghi del nostro paese che meritano di essere scoperti.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Sara Mariani</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Turismo responsabile con i consigli del WWF</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 02:21:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia.vallini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Viaggiare informati e nel rispetto della natura. Il WWF ci insegna come fare con tante proposte vacanza]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/wildsingapore/2666778901/sizes/m/in/photostream/"><img class="alignleft" style="margin: 5px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3200/2666778901_8eb868e86a.jpg" alt="" width="280" height="142" /></a>Tanti consigli, suggerimenti e proposte di viaggio per tutte le età, tutti i gusti e tutte le tasche. C&#8217;è davvero tanto scoprire nel <strong>nuovo portale dedicato al turismo del WWF</strong>, <strong><a href="http://www.wwfnature.it/">NaTuRe</a></strong>, (natura e turismo responsabile), che mette a disposizione un motore di ricerca per scegliere la vacanza più adatta alle esigenze di ognuno. Si può scegliere dove andare, cosa fare a seconda dell’età dei partecipanti e dei gusti personali. Ci sono proposte di viaggio adatte agli adulti, alle famiglie, i campi estivi per ragazzi, le famose oasi del WWF e proposte per weekend ecosostenibili e nel rispetto della natura.</p>
<p style="text-align: justify;">Turismo responsabile inteso dunque come preziosa risorsa per conoscere la natura e il nostro pianeta, per sensibilizzare le persone ed educarle al rispetto dell’ambiente. Troppo spesso il turismo ha rappresentato uno sfruttamento di luoghi e risorse nella ricerca selvaggia del profitto, ma è possibile farlo diventare uno strumento e un mezzo per sensibilizzare le persone educandole alla conservazione e al rispetto dell’ ambiente. Numerose le proposte: per i ragazzi sono previsti gli ormai famosi <strong>campi avventura</strong> e le <strong>Oasi del WWF</strong> dove possono contribuire ad aiutare la natura realizzando per esempio orti botanici.</p>
<p style="text-align: justify;">Novità del 2011 sono le <strong>fattorie del Panda</strong>, agriturismi situati in zone protette italiane. Gli adulti possono scegliere tra <strong>viaggi in Italia, Europa e nelle biodiversità</strong>, in collaborazione con operatori turistici e associazioni da sempre impegnate nel turismo responsabile in zone nel Sud del mondo per farne conoscere le problematiche ambientali e sociali, e attraverso l’introito del turismo sostenere le popolazioni locali. Sono presenti proposte in Senegal, Tanzania, Zambia, Brasile, Ecuador e Guatemala. Numerose anche le proposte per <strong>famiglie</strong> perché sia gli adulti che i ragazzi hanno manifestato il desiderio di condividere con i propri famigliari le avventure e le emozioni della scoperta della natura, nonché i <strong>campi di volontariato</strong>, soprattutto nel Mediterraneo (in particolare Sicilia e Calabria), volti alla protezione e alla cura delle tartarughe marine. Per finire non dimentichiamo le <strong>proposte per il weekend, </strong>per avvicinarsi alla natura anche quando si ha a disposizione solo poco tempo ma si vuole conoscere, apprezzare e dare il proprio contributo. Tra gli itinerari, un viaggio tra fenicotteri e aironi delle saline pugliesi, la scoperta dell’Appennino ligure e dei boschi laziali e le fattorie del Panda in Emilia Romagna.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/dunadan_photogallery/2471667250/sizes/m/in/photostream/"><img class="alignright" style="margin: 5px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2361/2471667250_8cb862c812.jpg" alt="" width="292" height="219" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una importante parte del sito è destinata a fornire <strong>informazioni preziose al turista:</strong> si tratta di consigli su come organizzare un viaggio, cosa portare con sé, come approcciarsi alle popolazioni locali in modo da non tenere comportamenti offensivi, non ostentare ricchezza, fare fotografie senza portare via “ricordini” da siti archeologici e zone protette, non lasciare dietro di sé una scia di rifiuti. Importante dunque leggere e informarsi prima della partenza, il WWF suggerisce anche di imparare qualche parola nella lingua locale, perché il bello del viaggiare è stabilire un contatto con la gente del posto, capire abitudini e usanze, stili di vita, portare con sé a casa nel cuore il calore delle persone incontrate e le emozioni provate di fronte ad una <strong>natura che è un imperativo proteggere e conservare</strong>.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Claudia Vallini</strong></p>
<p>Foto | via <a href="http://www.flickr.com/photos/wildsingapore/2666778901/sizes/m/in/photostream/">www.flickr.com</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>VI Biennale di Soncino: arte e memoria</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 15:39:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta Rutigliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra le mura medievali per respirare le tendenze nazionali e internazionali dell’arte contemporanea]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_42655" class="wp-caption alignleft" style="width: 267px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/04/logo-Biennale-Soncino.jpg"><img class="size-full wp-image-42655 " src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/04/logo-Biennale-Soncino.jpg" alt="" width="257" height="196" /></a><p class="wp-caption-text">ll logo della Biennale di Soncino</p></div>
<p style="text-align: justify;">CREMONA- Mentre si discute sulle sorti della <a href="http://www.wakeupnews.eu/sgarbi-e-venezia-illegittima-esclusione-dal-polo-museale/">Biennale di Venezia</a>, a pochi chilometri da Cremona, in un piccolo borgo medievale sulla riva destra del fiume Oglio, alle ore 16:00 del 30 aprile, presso la Sala della Ciminiera dell’ex Filanda Meroni di Soncino, inaugura la <strong>“VI Edizione della Biennale internazionale d’arte di Soncino, a Marco”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dedicata all’amico disegnatore prematuramente scomparso, la Biennale di Soncino nasce nel 2001 per volontà di Demis Martinelli e di Pietro Spoto, due artisti amici di Marco: da un occasionale e spontaneo momento di commemorazione, la manifestazione diviene un appuntamento fisso e sempre più strutturato.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest’anno infatti la Biennale si svolge in tre location differenti, la<strong> Rocca Sforzesca</strong><strong>, l’ex Filanda Meroni, la Casa degli Stampatori ebrei, </strong>che accoglieranno opere e installazioni di<strong> </strong>ben <strong>54 artisti e 5 gruppi di lavoro </strong>di provenienza <strong>nazionale </strong>e <strong>internazionale. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La manifestazione è curata da <strong><a href="http://www.quartiere3.org">Associazione Culturale Quartiere 3</a></strong>, che nasce nel 2008 a<strong> Castelleone </strong>per  <strong>diffondere la conoscenza dell’arte contemporanea</strong> quale strumento ed espressione di  crescita culturale, per volontà  dello scultore<strong> Giacomo Stringhini Ciboldi.</strong> Oggi il direttivo è composto da 8 persone: Angelo Barbisotti, Ciro Bergonzi, Demis Martinelli, Barbara Martini, Giacomo Stringhini Ciboldi, Matteo Tosoni, Natalia Vecchia e Benedetta Zuccotti.<br />
<strong>Evento satellite</strong>, ma altrettanto interessante, che inaugura il giorno stesso della Biennale, è la mostra <strong><em>Artisti americani e non</em></strong>, ospitata dalla<strong> galleria Spazio Soncino</strong>, galleria privata gestita da <strong>Luigi Cazzaniga, artista soncinese trapiantato a New York</strong>. La mostra di Spazio Soncino ospita una <strong>collettiva strepitosa di artisti quasi tutti provenienti dagli Usa, </strong>da Alex Katz a Hunt Slonem, al georgiano Eteri Chikado, fino a opere di Cazzaniga stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Per informazioni <a href="http://www.quartiere3.org/">www.quartiere3.org</a></p>
<p style="text-align: justify;">Orari di apertura: sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.</p>
<ul>
<li>dal 30 aprile al 22 maggio 2011 nella Rocca Sforzesca &#8211; Largo Salvini, 1 (aperto anche dal martedì al venerdì dalle 10.00 alle 12.00)</li>
<li>dal 30 aprile al 22 maggio 2011 nella Filanda Meroni &#8211; Largo Cattaneo</li>
<li>dal 30 aprile al 15 maggio 2011 nella Casa degli Stampatori &#8211; Via Lanfranco, 8 (aperto anche dal martedì al venerdì dalle 10.00 alle 12.00)</li>
<li>dal 30 aprile al 22 maggio 2011 nello Spazio Soncino &#8211; Via IV Novembre, 15 (aperto anche dal mercoledì al venerdì dalle 10.00 alle 12.30 su appuntamento &#8211; +39 333 9685</li>
</ul>
<p>Di Benedetta Rutigliano</p>
]]></content:encoded>
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		<title>VIDEO &#8211; Thailandia, il treno che attraversa il mercato di Maeklong</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 13:44:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Guarino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un treno che passa nel bel mezzo di un mercato fa notizia già di per sé. Ma il treno che passa nel mercato di Maeklong in Thailandia lo fa nel modo più pazzesco possibile: vedere per credere ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">BANGKOK &#8211; Il <strong>mercato di Maeklong</strong>, nella capitale thailandese di <strong>Bangkok</strong>, ha proseguito la propria attività indisturbato per decenni. Poi un bel giorno le autorità hanno deciso che nella zona del mercato sarebbe passato il tracciato della <strong>Maeklong Railway</strong>. Ma in Thailandia non c&#8217;è nessuna legge in grado di obbligare i commercianti a traslocare e a cedere il passo alla ferrovia. Quindi i venditori si sono attrezzati per far passare il treno in mezzo al mercato. Letteralmente.</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_41888" class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/04/Maeklong-Market-Railway.jpeg"><img class="size-medium wp-image-41888" title="Maeklong-Market-Railway" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/04/Maeklong-Market-Railway-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Il treno che passa letteralmente &#8220;sul&#8221; mercato di Maeklong (leganerd.com)</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Il video di un utente italiano su youtube (quasi 15mila visualizzazioni in 4 giorni) ha riportato agli onori delle cronache immagini tanto spettacolari quanto inquietanti: si vede un binario tagliare in due il mercato, con botteghe e tende letteralmente sospese su di esso. Alcune casse di cibo sono accanto ai binari, altre sono addirittura al centro delle parallele. Al passaggio del treno, i clienti si rifugiano all&#8217;interno delle bancarelle con apparente calma, i tendaggi che tengono al riparo i cibi dal calore del sole si ritraggono in pochi istanti e <strong>il treno attraversa indisturbato il mercato. Sfiorando di pochi millimetri le casse di frutta e verdura ai bordi dei binari e letteralmente passando sopra ad altri generi alimentari</strong> che sono piazzati invece al centro del percorso ferroviario. Quando l&#8217;attraversamento del treno termina, i tendaggi schizzano di nuovo all&#8217;esterno e il commercio nel mercato ricomincia come se nulla fosse accaduto. <strong>Otto volte al giorno, sette giorni su sette.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La spettacolarità delle immagini è impressionante e ci restituisce una realtà che appare totalmente al di fuori dai confini di questo mondo. <strong>Il treno non passa &#8220;nel&#8221; mercato, passa &#8220;sul&#8221; mercato</strong>. I commenti degli utenti passano dallo sbalordito all&#8217;indignato, risvegliando giustamente la coscienza dei più esterrefatti per riportarli ai disagi di tipo igienico che una situazione del genere può comportare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una domanda</strong> su tutte lascia il dubbio più agghiacciante: &#8220;<strong>ma i bagni di &#8216;sti treni scaricano come i nostri</strong>&#8220;?</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Redazione</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>L&#8217;IMPRESSIONANTE TRENO ORIENTALE CHE ATTRAVERSA IL MERCATO DI MAEKLONG</strong></p>
<p><object width="425" height="349"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/UctGHABzIJA?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/v/UctGHABzIJA?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Cerchi casa in Mongolia? La Gher!</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 16:08:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chia.jappo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un intero mondo racchiuso in una stanza]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 325px"><img class=" " style="margin: 5px;" src="http://www.amitaba.net/iviaggidiamitaba/mongolia/Immagini/350Mongolia%20La%20Gher,%20immagine.JPG" alt="" width="315" height="209" /><p class="wp-caption-text">L&#39;interno della tradizionale gher mongola</p></div>
<p>La <strong>Mongolia </strong>è una paese vastissimo, che si estende dalla Cina alla Russia. Un territorio ove l’infinito è immaginabile e si schiude davanti agli occhi. Distese di boschi, di deserti – come il <strong>Gobi</strong> &#8211;  montagne innevate, laghi, vulcani e paesaggi lunari…</p>
<p style="text-align: justify;">Uno spazio non proprio ospitale, soprattutto durante a lunga stagione invernale, quando la neve ricopre ogni cosa, facendo perdere le tracce delle strade sterrate disegnate nella terra. Quasi impensabile la coltivazione. Da sempre perciò il popolo mongolo si è dedicato alla <strong>pastorizia</strong>, seguendo il bestiame al pascolo. E il <strong>nomadismo</strong>, da necessità, è diventato una <strong>tradizione</strong> di migliaia di anni, almeno dal 3000 avanti Cristo.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>tenda</strong> è oggi il simbolo di una nazione. È ciò che un mongolo chiama casa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma si tratta di una tenda unica nel suo genere: la <strong>gher</strong>. Una costruzione di circa 30 m quadrati, facilmente <strong>montabile e trasportabile</strong> a dorso di animali o carretti. Pesa infatti “solo” tra i 150 e i 300 kg. Sagomata su uno scheletro di <strong>tralicci di legno di salice</strong> di misura standard che creano un recinto <strong>circolare</strong> (hana), con pali (uni) e raggi a sostegno, è ricoperta di stuoie di <strong>feltro</strong>, materiale impermeabile che protegge dal vento e dal gelo. Un tessuto resistente, duraturo e rigorosamente <strong>bianco</strong>, un colore mimetico d’inverno e identificabile a distanza nelle aride steppe estive</p>
<p style="text-align: justify;">La gher non è solo una casa mobile, è un intero <strong>microcosmo</strong> che racchiude una filosofia di vita, tanto che anche nei pochi villaggi e persino nella capitale, chi vive in case di terra e mattoni non rinuncia alla propria tenda in cortile. É il fulcro attorno al quale ruota l’esistenza della famiglie, la socialità. Non un semplice e spartano riparo, ma un’abitazione in piena regola. Frugale, ma non povero; essenziale, ma funzionale; arredato con letti, tappeti, armadietti, lavabo, tavolini, sgabelli in sgargiante e allegro color arancione con decorazioni e disegni simbolici. Non mancano la stufa di ghisa posta al centro della tenda per scaldare l&#8217;ambiente, bruciando legna o argal, lo sterco di pecora, e per cucinare.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuna inutile suppellettile. Ogni mobile, ogni oggetto è di fatto indispensabile, ha una sua ragion d’essere e una precisa collocazione, risultato di consuetudini secolari e soprattutto della particolare <strong>visione sciamanico-cosmologica</strong> del mondo. Il <strong>toghona</strong>, ad esempio, la cupola aperta sul tetto che lascia fuoriuscire il fumo della stufa, è allo stesso tempo una finestra dalla quale penetra la luce del sole o della luna, è un occhio sull’universo, punto di contatto tra interno ed esterno, chiuso durante la notte per evitare che gli spiriti maligni infestino il riposo. O ancora l’orientamento della porta (<strong>khalga</strong>), rigorosamente di legno, posto sempre a Sud.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 360px"><img class=" " style="margin: 5px;" src="http://files.splinder.com/bdee7090dea6d547ec736299e39729b2.jpeg" alt="" width="350" height="239" /><p class="wp-caption-text">La struyyura interna di una gher</p></div>
<p>Attenzione! Mai calpestare lo stipite dell’ingresso (<strong>bosgot</strong>), presagio di malasorte, ma se ciò dovesse accadere incidentalmente, la fortuna sarà dalla vostra parte. A nord invece si trova il comò, custode delle ricchezze della famiglia. Ed è proprio qui che si trova il <strong>khoimor</strong>, il luogo più importante dedicato agli anziani e al capofamiglia, agli ospiti, all’altarino, alle foto dei parenti. Lo <strong>spazio</strong> interno, quindi, è <strong>suddiviso gerarchicamente</strong>: il lato sinistro, ad est, è dedicato alle donne. E’ qui infatti che si trova la cucina, dove si ripongono le ciotole di legno per mangiare, gli utensili; ad ovest, con i fucili, si coricano gli uomini.</p>
<p style="text-align: justify;">Se gli oggetti hanno semplici, ma precisi dettami da rispettare, i <strong>rituali domestici e sociali</strong> vanno ben oltre, creando una serie di consuetudini e regole di comportamento a dir poco complicati! Si è già detto entrando nella gher di evitare di calpestare lo stipite. In linea di massima al suo interno ci si dovrebbe muovere in senso orario attorno alla stufa, sia in onore del sole che per evidenti ragioni logistiche in uno spazio tanto ristretto! Mai fischiare, poiché richiama il male; mai portare all’interno coltelli o oggetti di scavo che richiamino la sepoltura e nemmeno pentole senza coperchi per non rubare la felicità della famiglia che qui vive. Mai appoggiarsi ai pali di sostegno ne fare troppe domande. E naturalmente accettare le prese di  tabacco che il padrone di casa porge in segno di saluto. Mai contraccambiare, ma accogliere con entrambe le mani tutto ciò che viene offerto: dal formaggio di capra essiccato, alla carne, dal <strong>ciai</strong> &#8211; il te &#8211; all’<strong>airag</strong>, latte fermentato di cavalla, e l’immancabile <strong>vodka</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un passato ancora attuale che si tramanda di generazione in generazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tradizioni millenarie</strong> sì, ma non dimenticate che i mongoli sono nomadi moderni. Tende di legno e feltro in mezzo al deserto&#8230; ma con  pannelli solari e parabola!</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Chiara Albricci</strong></p>
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		<title>La val Grande. La valle selvaggia più grande d’Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 12:14:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chia.jappo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una terra selvaggia; un'oasi incontaminata dove la natura è padrona; un luogo indimenticabile per riscoprire il piacere di fermarsi e lasciarsi il mondo alle spalle]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_40162" class="wp-caption alignleft" style="width: 269px"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/04/monte-mottac.jpg"><img class="size-full wp-image-40162" title="monte mottac" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/04/monte-mottac.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a><p class="wp-caption-text">Una delle cime della Val Grande</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Varese</strong> &#8211; Bisogno di evadere, di fuggire dallo stress della vita quotidiana? Non serve volare all’altro capo del mondo…Basta andare in <strong>Val Grande</strong>!</p>
<p style="text-align: justify;">Un suggerimento prima di partire: abbandonate a casa il telefono, tanto “non prende nemmeno una tacca…”</p>
<p style="text-align: justify;">Una giornata in Val Grande è quanto di meglio per concedersi una pausa rigenerante. <strong>Cicogna</strong> è caput mundi: qui occorre <strong>lasciare l’auto</strong>, perché la strada letteralmente termina a pochi passi dalla Chiesetta. Poche piccole case di sassi, con il caratteristico <strong>tetto in lastre di pietra</strong>, <strong>viuzze di ciotoli</strong> che si inerpicano tra le mura e <strong>vicoletti tortuosi</strong> che salgono e scendono sino al bosco. <strong>Pochissimi gli abitanti </strong>di questa frazione, per lo più anziani, ma anche due coppie di giovani che hanno scelto di trasferirsi su queste montagne, rinunciando alle comodità per tornare a vivere a stretto contatto con la natura. Un buon bianchino al <strong>circolo</strong>, in quei bicchieri che usavano i nonni, una partita a <strong>carte</strong>, un pranzo all’<strong>agriturismo</strong> con polenta e formaggio parlando di capretti appena nati, del tempo, dei cinghiali che di tanto in tanto fanno capolino tra le vie del paese o ascoltando le leggende che narrano di un eremita che abita nella riserva. Piaceri semplici, che non hanno prezzo e che restano nel cuore…altro che mal d’Africa…è molto di più.</p>
<p style="text-align: justify;">O ancora passeggiare per <strong>Vogogna</strong>, antico borgo ove ha sede l’<strong>Ente del Parco</strong>. Soffermarsi ad ammirare la Chiesa neogotica del Sacro Cuore di Gesù costruita tra il  1894 e il 1904. Un edificio inaspettato, che sorprende per la sua architettura a primo impatto così complicata a confronto con la semplicità della montagna che la sovrasta e con la linearità del <strong>Castello Visconteo</strong> della metà del XIV secolo e la<strong> Rocca</strong> di origine longobarda , che si erge a vedetta, alla quale si giunge camminando sulla mulattiera attraverso la  vecchia frazione di <strong>Genestredo</strong>, tra pergolati di legno e costruzioni medievali. Una sosta per assaporare i tipici <strong>gnocchi all’ossolana</strong>, fatti di castagne, zucca e passata di patate lesse conditi con burro fuso e formaggio nostrano. Perché anche il palato reclama la sua parte!<a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/04/canale-monte.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-40163" style="margin: 5px; border: black 5px solid;" title="canale-monte" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/04/canale-monte.jpg" alt="" width="178" height="235" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Incredibile pensare che questa terra incantata si trovi a soli <strong>100 Km da Milano</strong>, raggiungibile in auto (A8 da Milano –A26 da Genova e Torino fino Gravellona Toce, poi superstrada dell’Ossola a Sempione o la S.S. 34 da Cannobbio) o in treno (da Novara, Torino o Briga fino a Verbania Pallanza o Domodossola). Accessibile da Malesco a Scaredi, da Premosello-Chiovenda, o meglio dal paese di Cicogna, frazione di Cossogno passando per la stretta e tortuosa strada che sale da Rovegro, la Val Grande racchiude al suo interno ben <strong>undici comuni</strong>, ovvero <a title="Aurano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aurano">Aurano</a>, <a title="Beura-Cardezza" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Beura-Cardezza">Beura-Cardezza</a>, <a title="Caprezzo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Caprezzo">Caprezzo</a>, <a title="Cossogno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cossogno">Cossogno</a>, <a title="Cursolo-Orasso" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cursolo-Orasso">Cursolo-Orasso</a>, <a title="Intragna" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Intragna">Intragna</a>, <a title="Malesco" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Malesco">Malesco</a>, <a title="Miazzina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Miazzina">Miazzina</a>, <a title="Premosello-Chiovenda" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Premosello-Chiovenda">Premosello-Chiovenda</a>, <a title="San Bernardino Verbano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Bernardino_Verbano">San Bernardino Verbano</a>, <a title="Trontano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trontano">Trontano</a>, <a title="Vogogna" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vogogna">Vogogna</a> e la più rinomata <a title="Santa Maria Maggiore (Italia)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Santa_Maria_Maggiore_(Italia)">Santa Maria Maggiore</a>.<br />
Per descrivere la Val Grande basta solo un aggettivo: <strong>selvaggia</strong>. Un ambiente straordinario, parco nazionale dal 1992 con la nuova legge sulle aree naturali protette, si estende per circa 14.598 ettari includendo le <strong>due Riserve Naturali dello Stato: </strong><strong>la Riserva Naturale Valgrande e la Riserva Naturale Pedum.</strong> Montagne incontaminate, boschi, fiumi e torrenti: uno scenario impressionante e fuori dal tempo, ove il passaggio dell’uomo è testimoniato soltanto da qualche sperduto insediamento abbandonato, qualche bivacco tra le rocce e i sentieri sterrati da percorrere senza fretta. Ma null’altro. Non si tratta solo di tornare indietro nel tempo, ma di assaporare un’atmosfera di secoli, ere fa. La <strong>natura primitiva</strong> ha ripreso pieno possesso di questi luoghi ed è qui padrona assoluta, anche del tempo. Si avverte la potenza, l’intensità, la forza che si sprigiona ad ogni passo, ad ogni respiro.</p>
<p style="text-align: justify;">Una storia antica confermata dalla presenza di <strong>incisioni rupestri</strong>, noti come coppelle. Ma anche di altre tipologie, come alberi, croci, simboli antropomorfi…e dalle balme, ripari sotto le rocce che risalgono alla tradizione preistorica. Terra di pascoli e boscaioli, di terreni coltivabili strappati alla montagna, di terrazzamenti e alpeggi. Una vita vissuta “in salita” &#8211; e non solo metaforicamente! &#8211; legata allo scorrere delle stagioni. <strong>“Valdo”,</strong> ovvero bosco/foresta com’era chiamata la Val Grande nel 1014 si trasforma in pascolo. Il disboscamento prosegue ininterrottamente, ed il legno ricavato viene utilizzato su concessione di <strong>Gian Galeazzo Visconti</strong> nel 1397  persino dalla <strong>“Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano”</strong>, trasportato sulle acque del <strong>Lago Maggiore e del Ticino</strong>. Poi, con l’avvento della teleferica, si assiste ad un fiorire di cavi aerei e “fil a sbalz”, fino all’ultimo taglio del 1961 in <strong>Val Pogallo</strong>. Da allora la valle, abbandonata dall’uomo, è tornata ad essere rigogliosa e brulicante. Piante di castagno, faggio, nocciolo, abete rosso e bianco, qualche larice, tasso, ontano, tiglio e acero.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ricco sottobosco di felci e muschi, rododendri e mirtilli sino all’arnica montana, alla genziana e alla campanula. La ricchezza di fiumi e sorgenti come <strong>Rio Valgrante e Rio Pogallo</strong>, di torrenti ingrossati dalle acque piovane e dalle nevi, con acque limpidissime che s raccolgono in gole e bacini incastonati come gioielli nelle rocce, sono attraversati da vecchi ponti di pietra.</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_40164" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/04/Val_Grande070_Giancarlo_Parazzoli.jpg"><img class="size-medium wp-image-40164" title="Val_Grande070_Giancarlo_Parazzoli" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/04/Val_Grande070_Giancarlo_Parazzoli-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Ricchissima la fauna in val Grande</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Un paradiso per gli <strong>animali</strong>: camosci, caprioli, cervi, lupi, volpi, tassi e donnole, ghiri, gufi, aquile reali e falchi, vipere, trote…<strong>Numerosi i sentieri</strong> che si diramano nella valle per scoprire, magari accompagnati da una esperta guida, anche le aree poco battute. Gli escursionisti possono “perdersi” tra i monti, dalla Cima Pedum alla Cima Sasso, dal Monte Zeda al Pizzo Marona, da Pian Cavallone all’Alpe Prà, alla Val Pogallo. Percorsi impegnativi come la traversata di Malesco-Colloto, o passeggiate più tranquille come la Cannobina o gli alpeggi di Parpinasca, scorcio panoramico sull’alta <strong>Ossola</strong>. Ma anche qualche <strong>visita culturale alle comunità montane</strong>: la chiesa parrocchiale di S. Matteo ad Aurano e la &#8220;Casa degli Spiriti&#8221; infestata da un fantasma che reclama il suo tesoro, o la via Crucis di Santino, il ponte romano di Cossogno, il centro storico di Cambiasca e Intragna, la “Cà Burus” a Caprezzo, la Cà dal Fumm a Miazzina…Una mondo tutto da scoprire!</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Chiara Albricci</strong></p>
<p>foto via: www.in-valgrande.it, www.distrettolaghi.it</p>
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		<title>Cento scatti per raccontare l&#8217;Asia</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 10:58:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Campanella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<description><![CDATA[Tiziano Terzani svela i suoi trent’anni di viaggio in Oriente con una mostra fotografica. La location è Palazzo Incontro a Roma, fino al 29 maggio 2011]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_39271" class="wp-caption alignleft" style="width: 410px"><a rel="attachment wp-att-39271" href="http://www.wakeupnews.eu/cento-scatti-per-raccontare-lasia/tibet_0011/"><img class="size-full wp-image-39271" style="margin: 5px;" title="tibet_001[1]" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/03/tibet_0011.jpg" alt="" width="400" height="318" /></a><p class="wp-caption-text">paesaggio del Tibet</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roma- </strong>“Sembrano semplici foto dell’Asia. In realtà sono il percorso di una vita in Asia. E’ anche il cammino di mio padre che vuole andare a vedere la guerra in Vietnam, la Cina, la modernità del Giappone, la magia del Tibet e del Mustang&#8230;”. Così Folco Terzani, figlio del giornalista e scrittore Tiziano Terzani, presenta la mostra fotografica <strong>“Tiziano Terzani. Clic! Trenta anni d&#8217;Asia”</strong>, in corso a Palazzo Incontro a Roma, <strong>fino al 29 maggio 2011.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’evento espositivo, promosso dalla Provincia di Roma-Progetto ABC e organizzata da Civita in collaborazione con Fandango, è curato dallo stesso Folco. L’intento è quello di raccontare <strong>in cento foto quasi tutte in bianco e nero</strong> l&#8217;Asia di Terzani, quel continente che scelse come patria e di cui descrisse,<strong> dagli anni Settanta sino quasi agli anni Novanta,</strong> i tanti eventi politici, sociali, cogliendone magia, orrore, tristezza. La mostra è organizzata in concomitanza con l’uscita del film “La fine è il mio inizio”, tratto dal bestseller di Tiziano Terzani edito in Italia da Longanesi, regia di Jo Baier con Bruno Ganz, Elio Germano, Erika Pluhar, Andrea Osvart, in sala dal 1 aprile 2011.</p>
<p style="text-align: justify;">Per tutta la vita tutta la vita Tiziano Terzani ha viaggiato con un piccolo taccuino per gli appunti in tasca e una macchina fotografica al collo per poter accompagnare i suoi reportage con le proprie foto. “Ci andai anzitutto perché era lontana, perché mi dava l’impressione di una terra in cui c’era ancora qualcosa da scoprire. Ci andai in cerca dell’altro, di tutto quello che non conoscevo, all’inseguimento di idee, di uomini, di storie di cui avevo letto”. Questa era la sua natura e il suo spirito profondo, un tutt’uno tra stile e filosofia di vita. L’esposizione, infatti, non è solo una galleria di fotografie, ma anche <strong>una riflessione del giornalista:</strong> gli scatti sono accompagnati da alcune didascalie come pensieri dello stesso fotografo che rivela il suo entusiasmo, la sua curiosità, le sue speranze e, talvolta, la sua delusione.</p>
<p style="text-align: justify;">“Andai in Vietnam perché volevo capire la guerra e rivoluzione…”. E’ con questa riflessione che si apre la mostra con le <strong>immagini del Vietnam</strong>, la prima destinazione come inviato. Terzani racconta lo sconcerto di quella guerra moderna in un paese antico, ma anche la vittoria dei vietnamiti che sfilano sorridenti sui carri armati. Segue, poi, <strong>la sezione sulla Cina</strong>, che si rivelò una delle sue più grandi delusioni. Il giornalista documenta con foto nuovi edifici, uomini che marciano, funzionari del Partito Comunista. Si tratta di una serie di immagini di quella Cina nuova che doveva dar vita ad una società più giusta ed umana, ma che, dopo quattro anni, lo espulse a causa di alcune critiche espresse contro il regime politico di Deng Xiaoping.<br />
Si cambia completamente scenario con il <strong>Giappone</strong> della metà degli anni Ottanta che rappresenta l’aspetto positivo dell’Asia, uscita dal sottosviluppo e diventata <strong>una nazione moderna</strong>, ordinata, impostata.</p>
<div id="attachment_39274" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><a rel="attachment wp-att-39274" href="http://www.wakeupnews.eu/cento-scatti-per-raccontare-lasia/16-catalogo1/"><img class="size-full wp-image-39274 " style="margin: 5px;" title="16 catalogo[1]" src="http://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2011/03/16-catalogo1.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;amji, o astrologo-erborista, medico tradizionale del re e della popolazione del Mustgang, nella sua casa</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il Gange, i santi mendicanti, le sue strade povere e polverose: questa è <strong>l’India</strong> raccontata da Terzani. Si va avanti nel percorso della mostra con <strong>la Cambogia, </strong>teatro di una cruentissima guerra che riempì il paese di cadaveri. “Segui le puzze dei cadaveri e ti troverai in Cambogia”, così ha commentato il giornalista. Ancora, si prosegue con <strong>l&#8217; Unione Sovietica, </strong>dove Terzani assiste alla caduta del Marxismo, documentata dalle statue dei leader comunisti, ridotte in frammenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma è il <strong>Mustang</strong>, la vera sorpresa della mostra.“I posti al mondo in cui la civiltà con tutti i suoi prodotti non è ancora arrivata sono ormai pochi. Uno di questi avevo sentito dire, era il Mustang,” scriveva Terzani che visitò questo eden nel 1992. Ben <strong>ventidue foto</strong> <strong>sono dedicate a questo sconosciuto e fantastico regno</strong>, una delle regioni più isolate dell’Himalaya, una specie di Shangri-la dove, davanti agli occhi, si dispiega “un grandissimo niente”. Proprio in di questo angolo dimenticato del Nepal, Terzani ci presenta il re che vive in un castello fatto di pietre e di fango e i cui tesori sono pecore e cavalli, l<strong>&#8216;Amji </strong>(il medico-mago), i visi intensi dei bimbi, i suoi paesaggi incontaminati.<br />
In questo silenzio, il giornalista, si trovò finalmente col tempo necessario per permettersi quello che fino a quel momento non aveva potuto fare: <strong>fermarsi, aspettare</strong>. “Mi piace essere in un corpo che ormai invecchia.- così scrive Terzani- Guardare le montagne senza scalarle. Quando ero giovane volevo conquistarle. Ora posso lasciarmi conquistare da loro”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La mostra si chiude con un invito,</strong> rivolto soprattutto ai giovani, <strong>a vivere una vita piena:</strong> “&#8217;Guarda!&#8217; Il mondo è pieno di cose da esplorare. Il mondo che mi sono trovato io davanti in Vietnam, in Cambogia, in Cina, in India non c&#8217;è più. Ma c&#8217;è un altro mondo lì, per chi lo vuole scoprire. <strong>Ci vuole coraggio, determinazione, fantasia</strong> ma le possibilità ci sono. Io questa vita me la sono inventata e mica cento anni fa, ieri l&#8217;altro. <strong>Ognuno lo può fare.</strong> Ci vuole solo coraggio e determinazione e un senso di sé che non sia quello piccino della carriera e dei soldi, che sia il senso che sei parte di questa cosa meravigliosa che è tutta qui, intorno a noi. Allora capito? E&#8217; fattibile per tutti. Fare una vita, una vita vera, una vita in cui sei tu. Una vita in cui ti riconosci…”.</p>
<p style="text-align: right;">di <strong>Chiara Campanella</strong></p>
<p style="text-align: left;">Foto via <a href="http://www.civita.it">www.civita.it</a></p>
<p style="text-align: left;"> </p>
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		<title>Sziget 2011: gli artisti di questa edizione e un giro a Budapest</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 10:09:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescadorothy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<category><![CDATA[Sziget 2011: gli artisti di questa edizione]]></category>
		<category><![CDATA[Ungheria]]></category>

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		<description><![CDATA[Definito il programma del festival che ogni estate anima il cuore di Budapest]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 356px"></strong><strong><img class="   " style="margin: 5px;" src="http://szigetnews.com/wp-content/uploads/2010/07/sziget-2010-map.jpg" alt="" width="346" height="243" /></strong><p class="wp-caption-text">L&#39;organizzazione degli spazi sull&#39;isola di Obuda in occasione dell&#39;edizione 2010 dello Sziget</p></div>
<p>Roma – Per chi non lo sapesse lo Sziget è un <strong>festival musicale</strong> che si svolge ogni anno ad agosto nel cuore della capitale ungherese, l’isola di Obuda – <em>Sziget </em>in ungherese vuol dire proprio isola – primo nucleo della stessa città, nato prima ancora di Buda e Pest, confluite poi nella odierna Budapest.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo Sziget, chiamato da molti anche <strong><em>la Woodstock sul Danubio</em></strong>, non è solo un grande evento musicale, è uno stile di vita, un modo di “sentire” la musica, una manciata di giorni in cui ragazzi annoiati, famiglie con bambini, professionisti affermati, giovani neolaureati, ma soprattutto <strong>amanti della musica</strong> si ritrovano in un enorme “magazzino” a cielo aperto, dove ciascuno può scegliere quello che vuole.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni anno c’è grande aspettativa per la lista degli artisti che calcheranno i sei palchi principali e poche ore fa il <a href="http://www.sziget.hu/festival_english">sito ufficiale del festival</a> ha reso noti i nomi tanto attesi, ospiti della rassegna che quest’anno si terrà <strong>dal 10 al 15 agosto</strong>:</p>
<p style="text-align: justify;">-         sul <strong>Pop-Rock Main Stage: </strong>Dizee Rascal, Flogging Molly, Gogol Bordello, Interpol, Pulp, Rise Against, Skunk Anansie, Smash Mouth, The Chemical Brothers, The National;</p>
<p style="text-align: justify;">-         sul <strong>Europe Stage</strong>: Söhne Mannheims, Triggerfinger e gli italiani Verdena;</p>
<p style="text-align: justify;">-         sul <strong>World Music Main Stage: </strong>AfroCubism, Bassekou Kouyaté, Debout Sur Le Zinc, Djelimady Tounkara, Eliades Ochoa, Goran Bregovic Wedding And Funeral Band, Gotan Project, Kasse Mady Diabaté, Les Hurlements d’Léo, Ojos de Brujo, Rotfront;</p>
<p style="text-align: justify;">-         sul<strong> A38-WAN2 Stage: </strong>Hurts e Marina and the Diamonds;</p>
<p style="text-align: justify;">-         sul <strong>Party Arena:</strong> Bloody Beetroots Death Crew 77, Crystal Castles, Hadouken!;</p>
<p style="text-align: justify;">-         sul <strong>Rock and Metal Stage: </strong>Judas Priest, Motörhead, Sonata Arctica.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo Sziget è nato nel 1993, è appena stato inserito dall’Indipendent tra i <strong>cinque migliori festival europei</strong> – gli altri quattro sono l’austriaco Volvo Snowbombing, il tedesco Hurricane, il serbo Exit e il festival di Benicassim, in Spagna – ed è la più grande rassegna musicale a cielo aperto d’Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal ’93 milioni di visitatori e <strong>migliaia di artisti</strong> hanno passeggiato sul suolo – a volte piacevolmente fangoso – di Obuda che ogni anno offre non solo buona musica e ottima compagnia, ma performance teatrali, balletti, giochi e una quantità enorme di palchi minori in cui si esibiscono artisti di ogni genere e di ogni provenienza, un calderone etnico e culturale in movimento e mai uguale a se stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">L’organizzazione del festival propone anche una serie di suggerimenti e agevolazioni per i <strong>trasporti e l’alloggio</strong>, e parte dell’isola di Obuda – l’altra isola nel centro di Budapest è la <em>Margit, </em>isola Margherita – viene trasformata in campeggio, suddiviso in macroaree in base alla provenienza geografica: anche per i meno poliglotti la vita sull’isola è molto semplice.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante i giorni di arte e musica si può fare a meno di lasciare l’isola: farmacie, bancomat, stand commerciali, pub-gazebo, punti ristoro con cucina da ogni parte del mondo, servizi igienici e poi prati su cui sonnecchiare e alberi ottimi per leggere un buon libro nelle pause tra una performance e un concerto. Non manca nulla, ce n’è per tutti i gusti, in tutti i sensi. Forse per questo lo Sziget continua ad avere un gran successo e ad accogliere un pubblico estremamente eterogeneo.</p>
<p style="text-align: justify;">Se poi decidete di alloggiare fuori e approfittare dell’occasione per <strong>visitare la meravigliosa capitale</strong> ungherese,</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 460px"><img class=" " style="margin: 5px;" src="http://www.inpullman.it/immagini/foto_citta/budapest/budapest_ponte_catene.jpg" alt="" width="450" height="286" /><p class="wp-caption-text">Il Ponte delle Catene</p></div>
<p>scegliere un alberghetto in periferia è una soluzione economica, ma comoda visto che Budapest vanta un ottimo sistema di trasporto pubblico, potenziato nei giorni del festival.</p>
<p style="text-align: justify;">Il centro della città offre un quantitativo enorme di <strong>curiosità e bellezze</strong>: il palazzo del Parlamento, il Ponte delle Catene – se lo visitate di domenica avrete la fortuna di vederlo chiuso al traffico e pieno di bancarelle del mercato dell’artigianato – il castello. E poi sorprendenti chiese che si affacciano da anonime stradine e più o meno caratteristici locali, alcuni molto particolari.</p>
<p style="text-align: justify;">Per gli amanti delle acrobazie aeree c’è anche la possibilità di assistere alle danze della <strong>pattuglia acrobatica ungherese</strong>, che si esibisce – la domenica precedente la Festa nazionale ungherese, il 20 agosto – in una serie di evoluzioni intorno al Ponte delle Catene.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver passeggiato e visitato le bellezze della città è consigliabile fare incetta di <strong>paprika</strong> – prodotto ungherese famoso in tutto il mondo e di cui esistono infinite varianti – e affrettarsi a prendere la metro e poi il <strong>trenino</strong> che porta a Obuda, per godervi tutto lo spettacolo offerto dallo Sziget.</p>
<p style="text-align: justify;">Non potete sbagliare: la fermata è la prima, Filatorigatt.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Francesca Penza</strong></p>
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