Thursday, July 29, 2010

Una parola è poco, due sono troppe per descrivere Cape Town. Un consiglio: andateci… Non vorrete più tornare a casa!

di Chiara Albricci

Cape Town

Cape Town

Il fiore all’occhiello, sinonimo per eccellenza di Sud Africa: Cape Town. Siete pronti a vivere un’esperienza davvero indimenticabile? Chiudete gli occhi e immaginate cosa vorreste fare, vedere, sperimentare in questa città! Esagerate pure, perché qui la realtà supera di gran lunga la fantasia. Bene, allacciate le cinture! Si parte!

 Cosmopolita ed eccitante, frenetica e rilassata, Cape Town ha uno stile unico e vive ad un ritmo tutto suo. La Città Madre, come è conosciuta in tutto il mondo, è una città per tutti i gusti. Terra del Vino, della Garden Route, della splendida West Coast e del semideserto Karoo. Attrazioni naturali, cultura, storia, sport estremi, spiagge, balene, squali e struzzi, panorami mozzafiato e prelibata gastronomia. Non manca proprio nulla all’appello!

La  più antica città del Sudafrica, possiede un ricchissimo passato artefice di un’affascinante cultura multietnica. Iniziate la visita dall’edificio più vecchio, il castello di Buona Speranza, fortezza eretta dai primi coloni olandesi. Inoltratevi poi nei Company Gardens e lungo Government Avenue lastricata di cubetti di pietra e affiancata da edifici storici come il  De Tuynhuis, l’ufficio del Presidente e il Museo sudafricano con mostre sui primi abitanti del Capo, i san e i khoikhoi. Il Museo Bo-Kaap, nell’omonimo quartiere alle pendici terrazzate di Signal Hill, ospita testimonianze degli schiavi provenienti dall’Asia sudorientale.

Robben Island

Robben Island

Nel District Six Museum si ripercorre la storia della cacciata dei residenti di quel quartiere misto e molto creativo. E infine Robben Island, a suo tempo prigione e oggi simbolo del trionfo sulle avversità. Un giro dell’isola in autobus, sostando alla moschea, al cimitero dei lebbrosi e alla cava di calcare e poi, con la guida di un ex carcerato, alla Prigione di Massima Sicurezza, per vedere di persona la cella di Mandela. Un’esperienza che lascia il segno.

A fare da sfondo alla città è la Montagna della Tavola, Table Mountain National Park. Un’icona per gli abitanti e non solo. Colorata nelle sfumature dell’arcobaleno, dal verde al rosso fuoco, coperta da una nuvola che ricorda una tovaglia o avvolta da una densa cortina di nebbia, è’ sempre magnifica. Quale modo migliore per ammirare dall’alto il panorama, se non camminando lungo i sentieri che portano alla cima o passeggiando sulle pendici orientali nei lussureggianti Giardini Botanici nazionali di Kirstenbosch (Kirstenbosch National Botanical Garden). Un po’ pigri? Niente paura! Col bel tempo potete approfittare delle cabine ruotanti a forma di gondola della funivia. La vista da lì è impareggiabile.

Una tappa da non perdere proprio in occasione dei mondiali di calcio è senza dubbio lo stadio. Situato fra i due sobborghi di Green Point e Sea Point con la sua  imponente struttura architettonica, ha già trasformato il profilo urbanistico della città.

Innumerevoli le attività che la città ha da offrire: dal Two Oceans Aquarium ove ammirare circa 3000 creature marine e immergersi all’interno di una gabbia per osservare da vicino gli squali, allo shopping al V&A Waterfront V&A Waterfront tra negozi di abbigliamento, profumerie, bancarelle di artigianato e molto altro. Anche di notte il divertimento non manca:  jazz al Green Dolphin o al Mannenberg’s Jazz Café, commedie, musical e spettacoli di prosa al The Baxter, Artscape e Theatre on the Bay. Ma anche feste e clubbing a Green Point o a  Long Street, la via dei party di Cape Town.

E ora si mangia! Un barbecue delle township o chisa-nyama al Mzoli’s Place è quello che ci vuole. Oppure cucina malese nel quartiere di Bo-Kaap come l’ agnello al curry stufato con chiodi di garofano e buccia d’arancia al Noon Gun. Altri ristoranti? C’è l’imbarazzo della scelta: da quelli specializzati in gastronomia molecolare come Nova a quelli francesi come il classico Bon Appétit.

Il Sand Board

Il Sand Board

Se sentite il bisogno di un po’ di attività fisica ecco qualche suggerimento. La più alta discesa a corda doppia del mondo dalla Montagna della Tavola o l’immersione in gabbia per osservare gli squali da vicino Shark cage-diving sono solo alcune delle proposte. Appena fuori città, si apre un ventaglio di altre possibilità di sport estremo. Il torrentismo ovvero un mix di discesa a corda doppia, scalata, nuoto e salto da pareti rocciose da 3 a 20 m  nelle acque di fiumi o piccoli bacini;  il sandboard, una specie di snowboard sulla sabbia delle dune; il kite surf. E poi escursioni a cavallo Horse Trail Safariskayak, arrampicate Rock climbing, mountain bike, salti nel vuoto dall’aereo Skydive Cape Town, parapendio, volo in ultraleggero

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Diplomazia e ufficialità, Spontaneità e divertimento: un equilibrio perfetto tra forma e sostanza per una città che non ha nulla da invidiare alle più grandi metropoli del mondo

di Chiara Albricci

Iniaziamo con qualche notizia storico culturale.

The Union Buildings - General View of Tshwane/Pretoria, South Africa ©Gavin Barker/Backpagepix

Pretoria è la capitale diplomatica del Sudafrica, conosciuta anche con il soprannome di Città degli jacaranda. Capitale della vecchia repubblica boera indipendente del Transvaal (fondata da afrikaner di origine olandese che desideravano l’indipendenza dall’Inghilterra), dopo la guerra sudafricana è diventata parte del Sudafrica.

Considerata questa sua prerogativa, il giro turistico della città non può far altro che partire da una escursione in funivia per ammirare a 360° il panorama, per poi passare ai quartieri storici, percorrendo per prima cosa Pretorius Street fino a Church Square, una delle vie più lunghe del mondo con i suoi 43 km. Uno sguardo agli Union Buildings, ovvero gli edifici governativi, disegnati da Sir Herbert Baker, e alle attrazioni monumentali della piazza come la statua di ‘Oom Paul-Uncle Paul’ cioè lo zio Paul come viene affettuosamente chiamato il presidente dell’ex-Repubblica del Transvaal; al Monumento al Voortrekker (pioniere), al Die Raadsaal, ledificio del Parlamento della Repubblica del Transvaal e il City Hall. Non dimenticate Jacob Mare Street fino alla Melrose House, edificio del 1880 progettato dall’eclettico architetto britannico William Vale.

Ci sono musei dedicati all’arte, alla storia, ai trasporti, alla tecnologia e a molti altri temi. Il Museo del Transvaal nella Paul Kruger Street raccoglie testimonianze relative alla storia naturale della regione. Gli appassionati di arte sudafricana devono assolutamente visitare il Pretoria Art Museum nel quartiere di Arcadia. L’Università di Pretoria ospita un’eccellente raccolta di opere d’arte mentre il Museo nazionale di Storia culturale è specializzato in arte rupestre, pitture murali ndebele e vari oggetti e decorazioni d’oro e d’argento. Imperdibile è Freedom Park, il complesso costruito sulla cima della collina per testimoniare la lotta di liberazione e la consapevolezza storica del Sudafrica.

Pretoria Art Museum, replica of Colossal Olmec head

Pretoria non solo la città di musei, ambasciate, uffici e università. Si distingue anche e soprattutto per gli alberi di jacaranda allineati lungo le vie importati da Rio de Janeiro nel 1888, per i suoi giardini pubblici perfettamente curati, come il Giardino Botanico nazionale e per lo zoo, classificato fra i 10 migliori del mondo.

L’altro volto di una città così formalmente connotata, con basi milit

ari dell’esercito e dell’aviazione, centri di addestramento sportivo, 2 università e un collegio della polizia è naturalmente il divertimento! Caffè e  ristoranti non mancano e gli spettacoli si trovano in ogni dove: dallo State Theatre con i suoi 5 teatri, ai teatri più piccoli come il Breytenbach. Ma ogni strada si trasforma in palcoscenico dove si esibiscono cantanti di strada, cabarettisti, cori etnici, danzatori e percussionisti. Hatfield e Lynnwood sono i quartieri dei locali: il Trademarx, il DropZone frequentato soprattutto da studenti, il Presley’s, il Cool Runnings dall’atmosfera giamaicana, il Club 84, il Cuban Café, dedicato ai fumatori di sigaro, il Zeplin’s, con le sue 5 sale da ballo e 7 bar, il T

ings ‘n Times e il News Café, dall’atmosfera eccitante e dinamica.

Capitolo a parte è lo shopping! Gioielli, moda, souvenir, articoli di arredamento, spacci aziendali o mercatini delle pulci come Hatfield flea market e Irene Market: c’è l’imbarazzo della scelta! Menlyn Park in Atterbury Road il più lussuoso centro commerciale di Pretoria, seguito a ruota da The Kolonade, Woodlands Boulevard, Hatfield Plaza, Brooklyn Malls e Centurion Malls.

L’atmosfera godereccia della capitale diplomatica si esprime anche attraverso i numerosi ristoranti multietnici: curry bhindi goshi e naan paratha all’Oriental Palace, cucina tradizionale afrikaans al Monument Restaurant all’interno del Monumento al Voortrekker, agnello stufato con gnocchi amadombolo, moatwana (stufato di zampe di pollo) o trippa mala mogodu con birra mageu mqombothi al Janicky’s nella townshi

p di Atteridgeville, breakfast in pompa magna al Carlton Café, cucina molecolare al rinomato La Madeleine, pia

tti mediterraneei al Ritrovo Ristorante, stufato di antilope con salsa di cuori di palma della tradizione congolese al Zemara.

Freedom Park - ©Gavin Barker/Backpagepix

Attorno a Pretoria si trovano numerose dighe, i cui bacini artificiali sono attrezzati per lo sport e il tempo libero. Questa è la città dei fuoristrada 4×4 – Hennops, nell’area dei Magaliesberg, Magaliesburg – Adventure ha due piste dedicate a guidatori provetti o famiglie – ma anche del  dirt biking, ovvero escursioni con robuste motoci

clette adatte a terreni difficili. Safari a bordo di una mongolfiera nei dintorni della diga Hartbeespoort, salti nel vuoto dall’aereo, voli in parapendio e deltaplano e skydiving: esperienze assolutamente da fare! (Aero Club South Africa)

Dopo tanta attività, un po’ di meritato relax con trattamenti olistici e terapie curative Life Spa, Kievits Kroon Country Estate Health Spa, Vusalela Day Spa, Hoogland Health Hydro, e i particolarissimi Gecko Glen e Zau Spa, nella vecchia cittadina minera

ria di Cullinan, sono solo alcuni dei centri dove farsi coccolare sorseggiando roiboos, la tisana nazionale sudafricana. (Health Spas Guide)

Pretoria è una base ideale per esplorare le attrazioni naturali dei dintorni. A circa 40 km nordovest dalla città, all’interno della Riserva naturale Tswaing si apre il Cratere Tswaing creato

dalla caduta di un gigantesco meteorite oltre 200 000 anni fa. (Tshwane Tourism Association e City of Tshwane – Tourism)

La Riserva naturale Rietvlei, con la diga Rietvlei, la Riserva naturale Wonderboom, la Riserva naturale Groenkloof, la Riserva naturale Fountains Valley e il santuario degli uccelli Austin Roberts, meritano certo una visita.  Le riserve naturali della diga Bronkhorstspruit e della diga Roodeplaat offrono eccellenti opportunità per chi ama la pesca, la vela e le imbarcazioni. Poco oltre si apre l’ampio bacino della diga Hartbeespoort, principale centro per gli sport acquatici e il tempo libero delle province del Gauteng e del North West. L’area protetta Dinokeng ‘luogo dei fiumi’, nei pressi della città mineraria di Cullinan Cullinan Meander, ospita una grande varietà di fattorie e villaggi storici a testimonianza del ritrovamento del diamante più grande: il diamante Cullinan. Dinokeng che si estende dai confini nordorientali di Pretoria alla provincia del Limpopo è chiamata  l‘Africa in un solo giorno’ per la sua mescolanza di culture tswana, pedi, afrikaans, ndebele, inglese e tsonga. A qualche chilometro si trova la riserva faunistica Kwalata, dove si può provare l’ebbrezza di un safari a dorso di elefante.  A 70 km nordovest di

National Zoological Gardens & Pretoria Zoo - Photo by 2010 FIFA World Cup Organising Committee South Africa

National Zoological Gardens & Pretoria Zoo - Photo by 2010 FIFA World Cup Organising Committee South Africa

Pretoria si trova l’area dei Magaliesberg, attraversata a zigzag dal Magaliesburg Meander, un itinerario che tocca numerosi locali, laboratori, di artigiani e fattorie.

Una visita al Villaggio culturale ndebele è utile per cogliere appieno il simbolismo di abbigliamento e utensili della tribù. Se la tradizione e le leggende locali sono il vostro maggiore interesse, non perdetevi il villaggio culturale ndebele Sizanamivisit Sizanani a Bronkhorstpruit, e lo Shebeen and Cultural tour che parte dal Kwalata Game Lodge nel tardo pomeriggio, dove assisterete alla ‘gumboot dance’, la danza guerriera in costume e consulterete un sangoma, il guaritore e indovino locale. Di tutt’altro genere è il Museo Sammy Marks, lussuosa residenza vittoriana di un ricco imprenditore dell’Europa orientale che fece fortuna con le miniere e l’agricoltura.

Vale la pena, se si ha del tempo a disposizione, di fare un salto alle riserve  Kamberg o Giant’s Castle nei monti Drakensberg (montagne dei draghi), a quella che è considerata la Las Vegas sudafricana, ovvero Sun City, a un’ora di distanza da Pretoria, ma anche al Parco nazionale Pilanesberg, al villaggio culturale Lesedi, situato tra Pretoria e Johannesburg, al Pilgrim’s Rest o  di fare una sosta ad Hazyview, prima di entrare al Parco nazionale Kruger.

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Per antonomasia la città dell’accoglienza e dell’ospitalità. Tutto quello che si può desiderare qui c’è. Sole, mare, sport, natura, cultura, avventura…

di Chiara Albricci

Situata in una delle coste più belle del Sudafrica, nell’area della Nelson Mandela Bay (Nelson Mandela Bay Tourism), Port Elizabeth è tutto fuorché un semplice porto. L’Oceano è il centro attorno al quale ruota la vita cittadina, in ogni stagione. Il lungomare brulica di gente, dal tramonto all’alba. Da Bluewater Bay a Sardinia Bay spiagge premiate con la Bandiera Blu (Blue Flag Beaches) per la qualità dei servizi e non solo si susseguono senza soluzione di continuità. King’s Beach, dotata di chioschi, ristoranti, minigolf e piste di go-kart; Wells Estate Beach e il suo lungo pontile sopra le dune con scivoli d’acqua e piscina; Hobie Beach ottima per il windsurf; Humewood Beach tranquilla e ombreggiata. Pollock Beach è la migliore per la pesca e il surf, ma senza dubbio la spiaggia più bella è quella di Sardinia Bay, situata all’interno di una riserva marina, con dune che si stendono a perdita d’occhio davanti a un oceano senza fine. Non c’è rischio di annoiarsi…e se sole, tuffi, nuotate non bastano perche non provare l’esperienza di un’escursione in battello per osservare le balene australi, foche del Capo, pinguini e delfini. O partire alla caccia dei relitti come l’Haerlem, naufragata nel 1987, che forma oggi una barriera artificiale, e la Pati, un vascello cipriota naufragato nel 1976, vittime dei forti venti e delle coste insidiose dell’Eastern Cape (Port Elizabeth – Coastal and Beaches).

Ma anche sulla terraferma le possibilità sono infinite! Partendo dal Seaview Game & Lion Park e nel Bayworld con il suo acquario oceanico (Oceanarium), il museo, il rettilario e gli spettacoli di foche e delfini. O per i cultori di storia locale un interessante tour dei principali edifici e monumenti storici cittadini (Donkin Heritage Trail) con tappa al Teatro dell’Opera uno degli edifici più antichi del paese. Il South African Airforce Museum e il Croix Motor Museum con la collezione di modelli classici di automobili sono meta prediletta degli appassionati di motori. Oltre ai musei, teatri, mercati e biblioteche, da non perdere un’escursione in treno nei dintorni della città con l’Apple Express, un treno che percorre il più alto ponte ferroviario a scartamento ridotto del mondo, il ponte Van Stadens alto 77 m.

Di giorno e di notte le opportunità non mancano! Pub, ristoranti, locali al Brookes Hill Pavillion, shopping al Boardwalk Casino and Entertainment World, a Walmer Park, Bridge Shopping & Entertainment Centre e il Greenacres Shopping Centre. Durante i fine settimana, da non perdere Art in the Park, mercato all’aperto dell’artigianato locale. Per gli appassionati del cricket e golf must sono rispettivamente  il St George’s Park e il Humewood Links.

Naturalmente non possono mancare all’appello i safari alla scoperta dei Big Five: la Riserva faunistica Shamwari, il Parco faunistico Kragga Kamma, la Riserva naturale Cape Recife che offre un percorso a piedi nella natura di 9 km, che attraversa dune e spiagge costellate di massi.

Praticare sport estremi qui è praticamente un obbligo!  (Port Elizabeth – Adventure and Sport) Immergetevi nella gabbia al Oceanarium di Bayworld per osservare da vicino gli squali o alle isole St Croix, a 20 km dal porto di Port Elizabeth per ammirare pinguini e di cormorani. Cavalcare le onde è lo sport cittadino! Andate a Jeffrey’s Bay (Jeffrey’s Bay Tourism) per credere!

Per chi ama le due ruote, imperdibili le due piste per mountain bike del fiume Baakans, di 23 km,  e quella circolare che si snoda nella Riserva naturale della valle Swartkops.

Il territorio circostante Port Elizabeth, oltre alle spiagge incontaminate, ai fiumi e alla natura allo stato selvaggio, offre ampie possibilità di escursioni in fuoristrada, quad, surf sulla sabbia, cavalcate sulla spiaggia o nelle riserve, discese a corda doppia, deltaplano, canoa e kayak. Parlando di sport come non citare lo stadio della Nelson Mandela Bay, con la sua forma che ricorda un girasole oppure una corona: una grande costruzione affacciata sul North End Lake dalla straordinaria struttura architettonica.

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Cultura e tradizione da toccare con mano, nelle abitudini, nell’abbigliamento, nei riti e nelle danze delle comunità locali

di Chiara Albricci

A Rustenberg, a soli 115 km da Johannesburg, si respira un’altra aria. L‘atmosfera placida e rilassata della provincia non a caso le vale il soprannome di “città del riposo”. Una delle più antiche del paese, con viali fioriti di jacaranda, ibisco e bougainville, praterie cespugliose costellate di campi coltivati e fattorie, miniere di platino e tanto altro. L’area North West del Sudafrica  (Tourism North West Province) ha molto da offrire!

Rustenberg è sovrastata da una delle più panoramiche catene montuose del Sudafrica, i monti Magaliesberg, lunga 196 km, fra cascate, specchi d’acqua, panorama mozzafiato che si aprono davanti agli occhi, rocce e sentieri da percorrere a piedi, a cavallo o mountain bike. Una meraviglia naturale tutta da esplorare. Perché non provare l’esperienza di una escursione in mongolfiera o in ultraleggero per ammirare il paesaggio dall’alto? Un suggerimento per i più intrepidi e “fan di Tarzan”: non perdetevi il Magaliesberg Canopy Tour, due ore e mezza di adrenalina a mille, lanciandosi da un albero all’altro su carrucole e cavi d’acciaio e librandosi sul vallone Ysterhout kloff per volare al fianco di uccelli di ogni specie. Nel villaggio di Magaliesburg si trovano romantici alberghi e residenze turistiche, giardini del tè, laboratori di artigiani e artisti, fattorie dove degustare i prodotti locali come i formaggi tradizionali o il famoso formaggio alle ortiche del caseificio Van Gaalen o perché no acquistare mobili da campagna  e souvenirs al Western Cane Trading.

A pochi minuti da Rustenberg si trova la Riserva naturale Kgaswane: oribi, cudù e cervicapre, ma anche incontri ravvicinati con  il leopardo o lo sciacallo. Parlando di parchi, è d’obbligo una visita al Paul Kruger Country Museum intitolato a Kruger, Presidente della Repubblica sudafricana negli anni Ottanta dell’Ottocento; ma anche il parco paul Bodenstein e le due riserve naturali appena fuori i confini urbani: il Mountain Sanctuary Park, e la diga Olifantsnek. Pilanesberg Pilanesberg Game Reserve, è una riserva faunistica a 90 km da Marico, situata all’interno di un vulcano spento, dove potrete ammirare i Big Five mentre a  Madikwe si trovano 70 diverse specie di mammiferi inclusi i Big Five leone, leopardo, elefante, rinoceronte e bufalo. Non perdete il Centro di riabilitazione dei ghepardi De Wildt.

Rustenburg si trova al centro di un’area costellata di miniere di platino, come quella di Phokeng. L’area è abitata da una delle principali comunità indigene della regione, i Royal Bafokeng, spazzati via dalla furia del guerriero zulu Mzilikazi, la cui tomba si trova appunto a Phokeng. Non fatevi mancare il pranzo in uno shebeen locale (taverna): pap, una specie di polenta tradizionale, stufato di carne e morogo (cipolle e verdure) e umqombothi, birra fatta in casa.

Cercate di arrivare al Villaggio culturale Lesedi prima delle 16,30 per non favi sfuggire lo spettacolo nel boma, il recinto di canne nel quale si esibiscono danzatori e suonatori tradizionali. Lasciatevi travolgere dal ritmo,dai canti, dai balli!

Un altro appuntamento da segnare in agenda è alla diga Hartbeespoort. Qui protagonisti sono gli elefanti. Al Plumari Game Lodge o alle 8 all’Elephant Sanctuary è anche possibile cavalcare i pachiderma e poi osservarli mentre mangiano o sguazzano in acqua. Un’alternativa è una breve escursione in funivia per ammirare la diga dall’alto a 360°.

Alle 11, i pellicani e i pinguini danno spettacolo nell’Acquario di Hartbeespoort, mentre a mezzogiorno potete ammirare lo spettacolo di foche e serpenti nel Parco dei serpenti e degli animali di Hartbeespoort. Se avvertite un languorino, recatevi al  Silver Orange Bistro: anatra con fichi, malva pudding (torta di albicocche) con frammenti di morbidi toffee, sorbetto di kumquat, sono alcune delle specialità servite.

Dopo tutti questi spettacoli, serve un momento di pausa! Un braai (barbecue sudafricano) a bordo di un battello che attraversa il lago artificiale della diga, shopping al mercato di Welwitschia Country o nel Chameleon Village o una degustazione  di distillati  d’agrumi nelle cantine di Monate Struiskelders.

A soli 84 km da Rustenburg eccovi a Groot Marico: sosta d’obbligo all’Information Centre per assaggiare il mampoer, potente distillato di frutta; Attenzione! Con un contenuto alcolico del 64%, prende fuoco non appena vi si avvicina un fiammifero acceso. Al River Still Farm rifocillatevi con un pasto in tradizionale stile boerekos (cioè di campagna) e rilassatevi ascoltando la lettura di un breve racconto dello scrittore sudafricano Herman Charles Bosman. Non trascurate la visita del cosiddetto Occhio di Marico (Eye of Marico), una sorgente profonda 17 m da cui sgorga un’acqua purissima.

Vredefort Dome

A due ore d’auto da Rustenburg si apre il Vredefort Dome, sito dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità (Tourism North West – Cultural Heritage). Un meteorite delle dimensioni della Montagna della Tavola caduto circa 2000 milioni di anni ha scavato un cratere del diametro di 40 km. L’area protetta chiamata Vredefort Dome Conservancy è luogo ideale per praticare sport acquatici e non solo: rafting, canoa, discesa a corda doppia e  arrampicate su roccia. Un altro sito Patrimonio dell’Umanità è  Taung (Taung Heritage Site) ove fu ritrovato il cranio fossilizzato di un bambino risalente a 2 milioni di anni fa, un’altra tessera fondamentale al mosaico di ipotesi sulle origini dell’uomo, confermando ancora  una volta che l’Africa è la culla del genere umano. A sudest di Rustenburg, si trova quello che è senza dubbio il più importante sito paleontologico al mondo – le caverne di Sterkfontein con la grotta sotterranea dove furono rinvenuti due celebri fossili di ominidi –Mrs Ples e Little Foot. Dall’altro lato della valle, si visita Maropeng, la cui fama è dovuta all’insolito edificio a forma di tumulo e alle affascinanti e divertenti installazioni che illustrano la storia e la sociologia del genere umano; merita una visita anche la vicina Wonder Cave (grotta delle meraviglie), che risale a 2200 milioni di anni fa.

Menzione a parte merita  Sun City Sun City Resort, una sorta di Las Vegas africana a soli 50 km da Rustenburg. La città sinonimo di divertimento offre attrazioni di ogni tipo: allevamenti di coccodrilli, uccelliere, onde e spiagge artificiali come la Valle delle Onde, sport acquatici, golf, visita a villaggi culturali, centri commerciale e alberghi si lusso come  Palace of the Lost City (Palazzo della Città perduta). E per la sera, ristoranti eleganti del calibro del The Famous Butcher’s Grill o del Villa del Palazzo, spettacoli di rivista, cinema e casinò.

Foto: www.worldcup2010southafrika.com; www.conference-venues.co.za; www.tourismnorthwest.co.za; www.greatarchaeology.com

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Trenta giorni di eventi, tra cinema e letteratura, per un’estate all’insegna della cultura

di Laura Dabbene

Finalmente luglio! L’estate entra nel vivo e in corrispondenza con le prime partenze vacanziere la redazione culturale di Wakeupnews non poteva esimersi dal segnalare alcune delle più interessanti manifestazioni dedicate al mondo dei libri, per chiunque voglia coniugare esperienze di viaggio, meritato riposo e arricchimento intellettuale.

Le tavole di LOrenzo Mattotti riproposte dall’edizione Einaudi

La scelta di un week end tra le colline toscane può sposarsi con una visita al festival Narrazioni – Libera tutti al Cassero della Fortezza Medicea di Poggibonsi (Siena) dal 2 al 4 luglio. Ampio spazio dedicato alla nuova narrativa italiana, con presentazioni ed interviste a giovani autori emergenti, ma anche eventi tesi alla riscoperta di scrittori classici della nostra tradizione letteraria. Sabato 3 luglio appuntamento con il reading collettivo del romanzo Le città invisibili di Italo Calvino, con suggestivo accompagnamento musicale affidato a contrabbasso e clarinetto, mentre domenica 4 toccherà a Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi. Quello a Collodi, al secolo Carlo Lorenzini, è un vero omaggio a 120 anni dalla morte del narratore fiorentino, avvenuta nella città medicea il 26 ottobre 1890. A supporto della celebrazione collodiana una mostra di tavole originali dell’illustratore e fumettista bresciano Lorenzo Mattotti, realizzate per l’edizione Rizzoli del famoso romanzo ad inizio anni Novanta.

Stesso fine settimana per la VII edizione del festival letterario L’isola delle Storie di Gavoi, in provincia di Nuoro. Il piccolo centro della Barbagia accoglie come ogni anno un popolo di lettori, locali e non, la cui crescente partecipazione ha consacrato questo appuntamento come il principale evento letterario della Sardegna. Inaugurazione a suon di musica con il Trio guidato dall’attore e regista Rocco Papaleo, per passare al fitto programma di incontri tutti dedicati al mondo librario, spaziando tra narrativa, saggistica e giornalismo d’inchiesta. Attesissimi tra gli ospiti Benedetta Tobagi, autrice di Come mi batte forte il tuo cuore, ma anche Gianni Floris ed Eugenio Scalfari all’interno degli incontri del ciclo Povera patria. Non mancheranno voci del panorama internazionale: Mo Yan, considerato il più importante scrittore cinese contemporaneo, il tedesco Peter Schneider e lo statunitense Eli Gottlieb. Anche a Gavoi momenti riservati al ricordo di grandi autori scomparsi, in particolare tre figure mancate nell’ultimo anno: Alda Merini, Jerome David Salinger ed Edoardo Sanguineti. Sezione dedicata ai più giovani quella incentrata sul tema Furbi e sciocchi, con Roberto Piumini e Gek Tessaro, vincitore del Premio Andersen 2010.

Più specialistico, anche se non esclusivo per chi studia la parola per professione, è il Salone della parola, Festival della filologia di Pesaro dall’8 all’11 luglio. Oltre 50 iniziative per discutere sul valore del linguaggio insieme ad illustri esperti in diversi rami delle scienze umanistiche. Venerdì 9  si parla del rapporto tra filologia e filosofia con Massimo Cacciari e Ivano Dionigi, Rettore dell’Università di Bologna; sabato 10 si terrà la conferenza in ricordo del grande filologo Scevola Mariotti , scomparso nel 2000, con Luciano Canfora. Ma molti altri saranno i nomi presenti nella città marchigiana: il giornalista e scrittore Alain Elkann, il teologo e biblista Paolo De Benedetti, la storica Silvia Ronchey e il poeta Gianni D’Elia. Nell’ambito del festival si svolgono due corsi (Lezioni di epigrafia e Detti e motti latini – usi e abusi) e una serie di lezioni di  Enigmistica per bambini anche cresciuti, con il ludolinguista Leone Pantaleoni, noto ai cultori de La settimana enigmistica come Leone da Cagli.

Chi insieme a quella per i libri coltivi una passione per il materiale stesso con cui sono realizzati, la carta, potrà godere, sempre nel pieno rispetto dell’ambiente, del Festival internazionale della carta – Cartasia 2010, in programma a Lucca fino al 18 luglio.

Uno dei vestiti di carta di Caterina Crepax

Dedicata al tema del riutilizzo artistico della carta e in generale dei materiali di scarto, la manifestazione apertasi a giugno prosegue a luglio con l’inaugurazione di quattro nuove mostre tra cui Sogni vestiti di carta di Caterina Crepax. Figlia del noto fumettista, l’artista è architetto d’interni e creatrice di abiti-scultura di raffinata e sontuosa eleganza, dove il tessuto è sostituito da documenti cartacei di uso comune, in particolare da scarti come gli scontrini fiscali, bordi traforati da tabulati di computer o resti della lavorazione tipografica. Dove c’è carta non ci possono comunque non essere libri, perciò il festival sarà occasione anche per eventi ed incontri letterari su cui si possono chiedere informazioni dettagliate attraverso il sito http://www.cartasia.it/.

L’incontro letteratura-cinema animerà invece il mese di luglio in due diversi contesti, in Piemonte e nel Lazio.

Cesare Pavese

A Santo Stefano Belbo (Cn) sarà il fulcro dell’edizione 2010 del Pavese Festival, che la Fondazione Cesare Pavese propone per tutta l’estate (si è aperto il 18 giugno e si chiuderà il 27 agosto). Lo scrittore piemontese amò profondamente la settima arte e il suo legame col grande schermo si sintetizza nella parole di Lorenzo Ventavoli, già direttore del TorinoFilm Festival:  «Breve la vita felice di Pavese scrittore di cinema, lunga la vita quieta di Pavese spettatore di cinema». Percorsi paralleli di incontri letterari e proiezioni di pellicole, sia quelle apprezzate da Pavese che alcune di taglio documentarisco ispirate alla sua opera, affiancheranno la sezione del festival dedicata all’arte contemporanea, con una mostra di Mimmo Paladino, autore di 38 tavole appositamente realizzate come commento iconografico al romanzo La luna e i falò.

A Roma invece le Biblioteche cittadine saranno presenti con uno stand sull’Isola Tiberina. Lo spazio non offrirà solo servizi informativi sul sistema bibliotecario della capitale, ma sarà vero quartier generale di un’operazione di sensibilizzazione verso la lettura che, nell’ambito dell’estate romana e della XVI edizione dell’Isola del Cinema, proporrà una serie di incontri dal titolo Cinergie: protagonisti saranno scrittori con l’ossessione del cinema, che con il cinema (suoni, colori, immagini) hanno nutrito il proprio immaginario narrativo.

Per tutto ciò che abbiamo dimenticato ci affidiamo a voi lettori…segnalateci tutti gli eventi interessanti per un luglio pieno di libri!

FOTO/ via fumettidicarta.blogspot.com; http://www.cartasia.itwww.agoramagazine.it; www.marieclaire.it

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Capitale del Limpopo, Polokwane è una terra di leggende. Lussureggiante, magica e affascinante. Lasciatevi incantare

di Chiara Albricci

Non si può nascondere che scrivere questo articolo a pochi giorni dalla cocente sconfitta degli Azzurri, suscita un qualche sussulto di coscienza. Ma tant’è. Polokwane merita certo la visita! Cancellate spiacevoli ricordi scoprendo i segreti che questa città nasconde, lasciatevi conquistare dai suoi abitanti, dalla sua atmosfera accogliente e festosa.

Questa volta si comincia in modo diverso.

Per liberare mente e corpo dai brutti pensieri del mondiale, non c’è di meglio che rifugiarsi in una elegante SPA, tra bagni di vapore, terme romane e spettacolari paesaggi montuosi dell’ Agatha Spa Coach House Hotel o farsi coccolare al centro benessere della Riserva faunistica Witwater o ancora al Garonga Safari Camp. Se siete fortunati potreste capitare al momento giusto al villaggio di Haenertsburg e vivere un’esperienza insolita alla fiera olistica, tra guaritori alternativi, massaggi reiki e riflessologia. (African Wellness Health Spas, Health and Beauty Finder)

Ancora una piccola concessione, questa volta alla gola, per completare l’opera!

Centro regionale della buona tavola, Polokwane vanta ristoranti e locali di grande pregio. Primo fra tutti il Mawetse Fine Dining, con il suo famoso filetto al bacon e i piatti a base di gamberetti. Particolare è invece il barbecue, o meglio il chisa nyama del Thabang Butchery, un ristorante tipico della township di Seshego. La carne si sceglie direttamente alla macelleria annessa al ristorante e il cuoco la cucina per voi. Un altro ristorante consigliato di Seshego è la Lerato’s Tavern, ma anche l’Old Joe’s Bar Lounge e il Basil’s at the Ranch del Ranch Hotel, a 30 km da Polokwane. Caratteristico il Farm Yard Trading Post, insuperabile negli sformati di carne e funghi.

La “terapia d’urto” continua con un po’ di sano shopping! Un’attività rigenerante per signore e non solo. Insuperabile l’artigianato locale del Gemco Arts & Crafts e soprattutto il Savannah Mall dove si trovano articoli in pelle, gioielleria, oro, oggetti d’artigianato e souvenir.

Il centro cittadino ospita negozi, pub, centri commerciali, gallerie d’arte e musei, come il museo d’arte di Polokwane testimone della vita artistica del paese. Vale un salto anche il Museo della fotografia Hugh Exton o  l’Irish House, un edificio di epoca vittoriana. Non mancate di visitare la distilleria del leggendario liquore Amarula o perche no, il maestoso Meropa Casino & Entertainment World.

Riposati e  rifocillati potete ora spendere tutte le energie che avete recuperato sfidando la natura e le sue leggi, gravità compresa! Un volo in ultraleggero, un’arrampicata su roccia nelle montagne della regione del Magoebaskloof, escursioni nella valle incontaminata del Mohalapetsi, discesa a corda doppia, torrentismo (kloofing) o gite nel cuore selvaggio del Limpopo (Limpopo Tourism and Leisure), provincia di cui Polokwane è capitale. (Tzaneen – Adventure Activities). In alternativa si possono percorrere i sentieri dei monti Drakensberg, tra gole, foreste e corsi d’acqua spettacolari, o salire il picco più elevato del Limpopo, Iron Crown, che da il nome all’omonimo pub e sovrasta il villaggio di Haenertsburg, famoso per le cascate e la pesca alle trote. Una passeggiata alla diga Ebenezer e poi al passo Magoebaskloof, tra le strette curve a Tzaneen, fino all’ eucalipto più grande del paese con i suoi 82 m di altezza.

Polokwane, tra Johannesburg e il Parco Kruger, è la terra della leggendaria Regina della Pioggia. Si narra che perfino un guerriero coraggioso come il re zulu Shaka tremava di paura alla sola menzione del nome di Modjadji, la regina che lasciò lo Zimbabwe agli inizi dell’Ottocento portando con  sé la potente ‘magia della pioggia’ che qui al villaggio di Modjadji si stabilì in un lussureggiante bosco di cicadacee e diede inizio a una tribù matriarcale –i Lobedu.

L’area Venda (Limpopo – Venda), a nord-est di Polokwane, nell’area del Soutpansberg, ospita artisti e artigiani, antiche rovine archeologiche ed è permeata di una magica atmosfera mitologica. Da visitare il  lago Fundudzi, luogo di nascita e di creazione, e la sacra foresta di Thathe Vondo, sede degli spiriti ancestrali e dei luoghi di sepoltura reale, protetti da Nathathe, un leone dai poteri soprannaturali.Per scoprire l’artigianato e le leggende di questa tribù, percorrete Ribolla Art Route at Shiluvari Lakeside Lodge, che conduce all’area subtropicale attorno a Makhado. Qui lungo si possono visitare laboratori e assistere a spettacoli di danza tradizionale, acquistare sculture e oggetti intagliati, ceramiche, cesti, recipienti in argilla, ricami e molto altro.

Nei pressi della cittadina di Modjadjiskloof si può ammirare il più grande baobab del mondo: il Sunland Baobab con 6000 anni di età e più di 40 m di circonferenza la cui cavità ospita nientemeno che …un pub! A Mokopane si trovano invece Il Museo Arend Dieperink che illustra la vita dei pionieri Voortrekker e il sito archeologico della valle di Makapan. Affascinanti sono anche le antiche rovine della perdita città dell’oro di Mapungubwe, Patrimonio dell’Umanità, capitale di un regno dell’età del ferro.

Le città di Hoedspruit e Phalaborwa sono il cuore di un’area geografica ricca di riserve faunistiche di alto livello tra cui Klaserie, Thornybush, Kapama, Garonga, ma prima fra tutte il parco nazionale Kruger. La sezione del Limpopo del famoso parco è assai diversa da quella meridionale che fa parte dello Mpumalanga, qui si scoprono baobab, grandi mandrie di bufali e branchi di elefanti ed  è inoltre costellata di tracce di antiche civiltà africane.

I panorami dall’alto di Pekoe View, che domina le piantagioni di tè sono spettacolari e se tra una vista e l’altra avvertire un certo languorino, andate alla Coach House, dove si produce, incredibile ma vero, un famoso torrone!

Un’altra area da visitare è il Waterberg, con il parco nazionale Marakele, i lussuosi lodge o gli accampamenti tendati in riva al fiume come quelli dell’area selvaggia di Lapalala. Nella regione del Waterberg, ha sede il Legend Golf and Safari Resort, raggiungibile solo in elicottero, che vanta la prima 19.ma buca (che vale un milione di dollari) in cima a una montagna. Un Eldorado per i golfisti!

In ultimo l African Ivory Route (o strada dell’avorio africano): un percorso di 200 km che segue i confini con lo Zimbabwe, il Mozambico, il Botswana e include le parti più remote del parco Kruger settentrionale. Una sorpresa ad ogni chilometro!

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ViaggieDonne.it: le nuove frontiere del social network

Post di Nadia_Galliano On giugno - 24 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Nasce dall’idea di un appassionato del web (Alessandro) l’interessante sito Internet ViaggieDonne.it: la “guida online al divertimento in viaggio…e tanto social network”

di Nadia Galliano

Il web può aprirci molte strade: far conoscere la nostra musica su MySpace, ritrovare i nostri (ex) migliori amici-nemici su Facebook, farci sapere in tempo reale che cosa sta facendo la nostra star preferita su Twitter.

Il logo di ViaggieDonne

Ma se esistesse anche un modo per conoscere “le principali destinazioni turistiche nel mondo, note soprattutto all’italiano per le belle donne, dando consigli utili e dettagliati riguardo hotel, luoghi di interesse, locali, ristoranti, itinerari e, perché no, belle donne”?
Ebbene, eccolo qui: ViaggieDonne.it, il primo portale online, che unisce l’utilità di una guida turistica al divertimento di un social network.

E’ risaputo ormai che, all’estero, il viaggiatore italiano riscontra parecchie difficoltà nel trovare una sistemazione adeguata alle stelle riportate dalle guide: in certi casi, infatti, più che parlare di stelle, sarebbe il caso di parlare di stalle.
Ed ecco scattare l’intramontabile triade da viaggiatore errante: imprecazione contro la guida turistica scelta, amarezza per la vacanza sfumata in partenza, rassegnazione per il “destino” che lo attende, caratterizzato da quella classica sindrome da adattamento che tutto il mondo conosce come stress. E quest’ultimo, almeno in vacanza, è un ospite decisamente poco gradito, se non ufficialmente bandito.
Ma ecco venirci incontro il sito web ViaggieDonne.it: un portale, in cui trovare un archivio completo di tutti gli hotel e ristoranti scelti secondo il miglior rapporto qualità/prezzo, oltre che numerose sezioni in cui potersi scambiare commenti, foto e video. Dopo essersi registrati, infatti, tutti gli utenti potranno inserire i propri racconti di viaggio, i video e le foto, oltre che avviare interessanti conversazioni nella sezione dedicata al forum.

Ma siamo proprio sicuri che i consigli sulle mete siano davvero così validi?
Niente paura, cosmopoliti girovaghi di tutto il mondo: ViaggieDonne.it si appoggia ad un tour operator specializzato, con cui sarà inoltre possibile prenotare il proprio viaggio direttamente da casa, comodamente seduti sulla propria poltrona del salotto, dopo aver compilato un breve form online.
Le particolarità del portale però non finiscono qui: oltre ad essere un’utile guida turistica ed un interessante social network, ViaggieDonne.it ci farà anche da agenzia matrimoniale. Compilando un veloce e semplice form, sarà infatti possibile essere messi in contatto con un’agenzia matrimoniale convenzionata.

ViaggieDonne, utile sia per lui che per lei

Insomma, un sito camaleontico dalle tre anime in una, in cui poter anche trovare qualche interessante dritta sulle bellezze (non solo naturalistiche) del luogo.
“Una community rivolta soprattutto ad un pubblico maschile”- starete pensando.
E invece no: per noi donne, single o fidanzate, potrebbe rivelarsi un’interessante arma vincente a nostra disposizione.
Potrebbe infatti diventare un utile suggeritore di “posti da evitare”, causa “elevata concentrazione di beltà a piede libero”: in questo modo, le single non “avranno la piazza rovinata” ancora prima della partenza, mentre le fidanzate potranno prevenire in anticipo eventuali picchi ormonali nel partner, evitando così spiacevoli battibecchi vacanzieri.
Un portale nuovo e creativo, dunque, dagli utili risvolti bipartisan.

Che la caccia alla meta (e non solo) abbia inizio.

FOTO/ via http://profile.ak.fbcdn.net; http://www.netenjoy.it

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Nelspruit è una città vibrante di energia, una metropoli dinamica e viva, una miscela esplosiva di  storia passata e recente, cultura, natura, sport e  relax

di Chiara Albricci

Riprendiamo il nostro percorso alla scoperta delle città che ospitano i Mondiali di calcio 2010. E’ la volta di Nelspuit, porta d’accesso del Mpumalanga, una delle regioni più panoramiche del Sudafrica. Iniziamo la visita con uno sguardo alla storia e alla cultura della città. In Mpumalanga si trovano alcuni tra i più autentici villaggi culturali del paese, come Barbeton, sede della borsa del Paese, o  lo Shangana Village Shangana Cultural Village, dove si possono imparare tanti piccoli segreti medicinali del popolo shangaan. In soli 30 Km da Nelspruit, a Pilgrim’s Rest, si copre un salto temporale di secoli, catapultati in un villaggio minerario fatto di vecchi edifici e negozi dell’epoca dei cercatori d’oro. Pilgrim’s Rest è infatti il luogo dove per la prima volta fu scoperto l’oro in Sudafrica.

I “cercatori d’arte”, invece, possono optare per la collezione in mostra alla sede del Parlamento provinciale di Nelspruit, un edificio, ricoperto da una cupola grandiosa e decorato dai migliori esempi di pittura, scultura, tessitura e ceramica dello Mpumalanga. Ma anche curiosare negli studi degli artisti che vivono in quest’area, acquistare fantastici oggetti creati con materiali di riciclo o pezzi unici come le collane di perline realizzate dalle donne ndebele.

Lasciatevi travolgere dall’atmosfera di Casterbridge Farm, a White River: in origine una piantagione di mango, oggi ospita gallerie d’arte e negozi vari, un Internet café, un museo di auto d’epoca, caffè, un birrificio chiamato Home Bru e il principale teatro della provincia, allestito in un capannone rurale. Dall’altro lato della strada sorge il Bagdad Centre con i ristoranti, negozi di specialità alimentari e mobili fabbricati a mano, ma anche intagli in legno, ceramiche e terrecotte, articoli in cuoio, bigiotterie e gioielli e cosmetici a base di avocado. Due ottimi empori per acquisti di qualità sono Perry’s Bridge a Hazyview e Delagoa Trading nella vicina Graskop.

Un po’ di musica non guasta mai, dai cori a cappella ai rave di kwaito, dal jazz ai festival rock in località rurali, a Nelspruit non manca nulla. Nemmeno i teatri, anfiteatri naturali ricavati nelle formazioni di  granito e nei valloni dello Mpumalanga.

Se vi sentite particolarmente fortunati, visitate l’Emnotweni Sun, un moderno casinò in stile belle époque, dove sfidare la sorte ai dadi o alla roulette. Per i più romantici meglio il Giardino botanico, popolarissimo non solo per le piante e aiuole ma anche per i concerti di musica classica, gli ecofestival e le mostre d’arte.

Superior Garden

Piccantissimi fegatini di pollo piri-piri (Costa do Sol), bocconcini di carne con gamberetti (Rock Cod and Rump), anatra caramellata con composta di cipolla (Orange Restaurant), sono solo alcune delle specialità che si possono assaggiare qui. La gastronomia locale, influenzata dal paradiso culinario afro-lusitano del Mozambico, non ammette paragoni. Dalla cucina francese servita sulla terrazza del Chez Vincent al menu pantagruelico del pub Jock and Java, dalla ciabatta farcita del Cavalieri Cheese and Wine nel parco industriale di Riverside, ai piatti cinesi del  Ku’s Family Restaurant. E se non vi siete abbuffati abbastanza, fate una sosta alla Loerie’s Call Guest House, appena fuori Nelspruit, in vista della valle del fiume Crocodile, o un salto nel vicino Mozambico per assaggiare i prodotti organici del Old Joe’s Kaia o il curry indiano dell’Arabian Night Guesthouse. Attenzione alle porzioni! Uomo avvisato…!

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Un piatto stuzzicante e veloce, eredità degli olandesi

di Chiara Albricci

Frikkadels

Ingredienti per 6 persone (circa 16 polpettine)

Per le frikkadels

800 g di carne macinata di vitello o agnello (o mix dei due)

1 cipolla, finemente tritata

60 ml di prezzemolo tritato

5 ml di coriandolo macinato

2 ml di chiodi di garofano macinati

5 ml di sale, pepe nero macinato

2 fette di pane, sbriciolato

125 ml di latte

1 uovo, leggermente sbattuto

Per il sugo al pomodoro

Olio vegetale

2 cipolle, tritate finemente

4 grandi pomodori maturi, sbollentati, pelati e tagliati a dadini

o scatoletta di 400 g di pomodori pelati a dadini

60 ml di erbe tritate (prezzemolo, timo, origano)

15 ml di zucchero greggio

1 ml di paprika

Preparazione

Per le frikkadels

In una zuppiera unire macinato di carne,  cipolla, prezzemolo, coriandolo, chiodi di garofano, sale e pepe. A parte, in un altro contenitore, versare il latte sul pane tritato, aggiungere poi il composto ottenuto nella zuppiera del macinato con l’uovo. Mischiare bene il tutto creando un composto omogeneo e formare circa 16 polpettine.

Per il sugo

Soffriggere in abbondante olio in un tegame di medie dimensioni e a fuoco medio per circa 10 minuti le cipolle, finché non saranno dorate. Aggiungere gli ingredienti rimanenti, aggiustare di sale e pepe, e continuare la cottura mescolando di tanto in tanto. Dopo circa 8/10 minuti il sugo sarà pronto.

Scaldare dell’olio in una grande pentola antiaderente e friggere le polpettine di carne per circa 10/12 minuti, girandole di frequente per favorire una cottura omogenea. Assicurarsi che l’olio non sia troppo caldo. Una volta pronte, dopo averle passate su carta assorbente, servirle accompagnandole con il sugo al pomodoro.

FOTO/ via www.ejozi.co.za

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Il Bobotie è una piatto tipicamente sudafricano: un gustoso tortino di carne che accosta i sapori del dolce a quelli del salato. Ne esistono diverse varianti, adatte ad ogni palato..provare a sostituire i mirtilli e gli altri con mandorle o nocciole.  Il risultato è garantito!

di Chiara Albricci

Bobotie

Ingredienti per 6 persone

350 ml di latte

1 grande fetta di pane o 2 fette di pan carré

2 cipolle medie, finemente tritate

1/2 cucchiai di olio d’oliva

2 cucchiaini di curry

1 kg di polpa di manzo, tritata o tagliata a piccoli cubetti

Sale e pepe

2 cucchiai di gelatina di frutta

1 cucchiaino di zucchero di canna

100 gr di mirtilli o uvetta

2 uova sbattute

6 foglie di alloro come guarnizione al piatto finale

Preparazione

Bagnare la fetta di pane in 150 ml di latte.

A parte, soffriggere le cipolle con dell’olio nella padella antiaderente, finché non risulteranno dorate.

Aggiungere il curry e la carne tritata o a cubetti e amalgamare il tutto.

Unire il pane, precedentemente passato nel latte, e condire con il sale, il pepe, la gelatina di frutta e i mirtilli.

Una volta tolta la padella dal fuoco, versare tutto il contenuto in una teglia da forno imburrata. Sopra il composto versare anche il restante latte, precedentemente amalgamato alle uova sbattute. Mettere la teglia nel forno preriscaldato a 180° e cuocere per circa 30 minuti.

Servire il Bobotie con riso bianco.

Il pranzo è servito!

FOTO/ via www.monocultivaroliveoil.com

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Gli stadi del Sudafrica ai raggi x

Post di chia.jappo On giugno - 10 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Il Sudafrica è il primo Stato africano ad ospitare i Mondiali di Calcio. Ed oggi più che mai  è preparato a raccogliere la sfida, organizzando un evento sportivo indimenticabile che promette di stupire. Tutto è pronto ai nastri di partenza

di Chiara Albricci

Soccer city Johannesburg

Significativi lavori di ristrutturazione, infrastrutture e opere di ammodernamento sono stati intrapresi per soddisfare le esigenze di una manifestazione, quale la Coppa del Mondo, di portata internazionale, capace di attirare su di sé, e sul Paese che la ospita, l’attenzione di milioni di tifosi e non solo. Un’occasione per presentare il proprio Paese ed in questo caso l’intero continente africano, per mostrare al mondo intero cosa il Sudafrica è ed e diventato.

Consapevole di questa missione e responsabilità, il governo sudafricano si è impegnato sin dal principio in questo compito di promozione e sviluppo, investendo oltre 28 miliardi di Rand, pari a circa 2,5 miliardi di euro in vista dell’appuntamento dell’estate.

Naturalmente i contributi più significativi sono stato impiegati nella riqualificazione e costruzione degli stadi, nell’implementazione del settore dei trasporti e nell’accoglienza turistica.

I fondi sono stati così suddivisi:

9,8 miliardi di Rand (circa 900 milioni di euro) per gli stadi e lo sviluppo delle aree circostanti;

13,6 miliardi di Rand (circa 1,2 miliardi di euro) per il sistema dei trasporti e per le strade, incluso il nuovo sistema BRT di pubblico trasporto, gli snodi intermodali, l’espansione delle reti autostradali, ecc.

19,5 miliardi di Rand (circa 1,8 miliardi di euro) per gli aeroporti.

Non è da sottovalutare inoltre l’indotto che i Mondiali di Calcio porteranno in termini promozionali, occupazionali ed economici sia a breve che a lungo termine, contribuendo alla crescita del Paese. Una stima approssimativa valuta un apporto di 50 miliardi di Rand (pari a 4,6 miliardi di euro) solo con gli investimenti fatti nelle costruzioni e con un ulteriore contributo di 15,6 miliardi di Rand con il turismo (circa 1,5 miliardi di euro).

Particolare attenzione è stata riservata, come ovvio, ai 10 stadi dislocati nelle 8

provincie, che hanno una capienza complessiva di  570.000 posti.

Ecco una breve rassegna:

JOHANNESBURG: Soccer City

Capacità: 94.700

Soccer city johannesburg

Il simbolo del nuovo Sudafrica. Soccer City è ad oggi lo stadio più grande d’Africa ed ospiterà alcune delle partite più importanti del Mondiale 2010, tra cui quella di apertura e la finale. Completamente rinnovato sulla base della struttura originaria del 1987, lo stadio è ispirato alla forma di un “Calabash”, il recipiente da cucina tipicamente africano.

JOHANNESBURG: Ellis Park Stadium

Capacità: 61.000

Ellis Park Stadium è il teatro della storica vittoria della nazionale sudafricana sulla Nuova Zelanda nel Mondiale di Rugby del 1995 (chi ha visto “Invictus” se lo ricorderà certamente!). I lavori di ristrutturazione e rinnovamento sono iniziati nel 2007 per concludersi 18 mesi dopo.

Johannesburg Ellis Park

Calendario Partite a Johannesburg

FASE ELIMINATORIA

11 Giugno Johannesburg – JSC 16,00 Sud Africa – Messico

12 Giugno Johannesburg – JEP 16,00 Argentina – Nigeria

14 Giugno Johannesburg – JSC 13,30 Olanda – Danimarca

15 Giugno Johannesburg – JEP 20,30 Brasile – Corea del Sud

17 Giugno Johannesburg – JSC 13,30 Argentina – Corea del Sud

18 Giugno Johannesburg – JEP 16,00 Sloveni – USA

20 Giugno Johannesburg – JSC 20,30 Brasile – Costa d’Avorio

21 Giugno Johannesburg – JEP 20,30 Spagna – Honduras

23 Giugno Johannesburg – JSC 20,30 Ghana – Germania

24 Giugno Johannesburg – JEP 16,00 Slovacchia – Italia

OTTAVI DI FINALE

27 Giugno Johannesburg 20,30 1^ Girone B – 2^ Girone A

28 Giugno Johannesburg 20,30 1^ Girone G – 2^ Girone H

QUARTI DI FINALE

2 Luglio Johannesburg 20,30 Vincente 1^A/2^B – Vincente 1^C/2^D

3 Luglio Johannesburg 20,30 Vincente 1^F/2^E – Vincente 1^H/2^G

FINALE
11 Luglio Johannesburg 20,30 Vincenti partite del 2 e del 3 Luglio

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Ricette sudafricane – Pap con Spinaci

Post di chia.jappo On giugno - 10 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Pap con spinaci

Il pap, può essere considerata  la polenta dei sudafricani. La sua preparazione  ha origini Xhosa, ma è amata molto anche dagli Afrikaaner. L’ingrediente principale di questo piatto è la farina di mais. Viene usatao soprattutto come companatico per le  salse  come  la piccantissima salsa Chakalaka.

Ingredienti per 8/10 persone

1 ciuffo di spinaci

750 ml di brodo vegetale

1 ml di curcumina

2 ml di sale

100 g di farina di mais

125 ml di panna da cucina (quantità indicativa)

Preparazione

Lavare gli spinaci in acqua fredda, tagliare il gambo spesso e tagliuzzare grossolanamente le foglie. In una pentola di media grandezza portare ad ebollizione il brodo vegetale, aggiungere la curcumina e sale, ed infine la farina di mais mescolando continuamente. Coprire e lasciar cuocere a fuoco basso per circa 10 minuti finché la farina di mais non sarà cotta. Mescolare di tanto in tanto. A questo punto aggiungere gli spinaci e la panna, coprire e lasciar riposare per circa 1 ora per permettere al composto di amalgamarsi. Appena prima di servire, scaldare nuovamente e verificare la consistenza del composto: nel caso il cui il ‘pap’ si sia asciugato troppo, aggiungere ancora un po’ di panna.

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Sofia, città che cresce ma non invecchia mai

Post di Chiara Campanella On giugno - 7 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

La capitale della Bulgaria è meta insolita,  ma ricca di cultura e mix di tradizioni ortodosse,  bizantine e musulmane

di Chiara Campanella

La cattedrale di Alexander Nevsky

Sòfia - Sofìa, (in greco σοφία) significa saggezza, conoscenza.  Giocando un pò con le parole quello che andiamo a “conoscere” noi oggi è invece proprio Sòfia (in bulgaro София), capitale della Bulgaria. E’ una meta un po’ insolita, ma vale comunque la pena  esplorarla  soprattutto per apprendere quella che è la cultura e le tradizioni del popolo bulgaro.

Sono in molti a pensare che la città di Sofia “cresce ma non invecchia”. Il motivo principale è la sensazione che prova il visitatore guardando e varcando la soglia dei solidi portoni di legno delle chiese della città bulgara. E’ tutto mantenuto in buono stato e restaurato. Negli ultimi anni Sofia è cresciuta molto (anche con la costruzione di una modesta zona commerciale), ma nonostante questo è riuscita a conservare le sue “antichità” che sono ben visibili e immediatamente percepite dal turista.

Sofia è il principale centro amministrativo, industriale, culturale e dei trasporti di tutto il paese.  Ha una popolazione di  quasi 1.300.000 abitanti, a cui se ne aggiungono altrettanti considerando l’area metropolitana. Sofia ha il tipico brusio di una città capitale e la convenienza di una centro compatto dove tutte le principali attrazioni turistiche possono essere visitate a piedi.  Ci sono ottimi musei, chiese, di diverse fedi e in moltissimi stili diversi, da quello antico e umile di S. Sofia all’icona Aleksandur Nevski, e ottimi ristoranti, caffè e bar. Ha un sito che è patrimonio dell’UNESCO, la Chiesa Boyana, e proprio la sua montagna, Vitosha, a destra sul bordo della città, fornisce bellissime piste da sci in inverno e meravigliose passeggiate in estate. Purtroppo Sofia non è abituata al turismo e, quindi, non è molto attrezzata per questo. La  verità è che il poco turismo che si reca in zona ha ben altri scopi che non visitare la città: casinò, sesso, night, alcool, sigarette (di libera vendita anche nelle salumerie), ma c’è ben altro.

Sofia è divenuta capitale della Bulgaria nel 1878, quindi i suoi principali viali sono della fine del XIX secolo, ma in mezzo a loro ci sono alcuni vecchi siti: l’insediamento Neolitico a Slatina, la rotonda romana di S. Georgi e la chiesa sommersa di  Sv. Petka Samardzhiiska, costruita in periodo ottomano. Tra le maggiori attrazioni ci sono le Chiese di Santa Sofia  (da cui prende il nome la città) e l’immensa cattedrale  di Aleksandăr Nevski. Molto carina e particolare è anche la chiesa russa di Sv. Nikolai, graziosa soprattutto all’esterno con le sue cupolette d’orate, mentre l’interno è molto scuro (ci sono solamente candele e icone sacre alle quali i bulgari sono devotissimi). Le chiese sono fantastiche al tramonto e la notte: l’illuminazione delle cupole infonde un alone quasi magico e un’atmosfera molto romantica .

Ci sono moschee (una sola è aperta al pubblico) e una sinagoga; infatti nella centralissima ploshtad Sv Nedelya, si può vedere la chiesa ortodossa, la bellissima moschea  Banya Bashi, la Sinagoga, tutte a distanza di poche centinaia di metri l’una dall’altra.

 

Shopping in Sofia

Nel complesso la città è abbastanza “decadente”, ma anche gli edifici in declino o comunque un po’ vecchi e rovinati hanno il loro fascino. Il centro, invece  è più curato. Si trovano palazzine di inizio secolo ristrutturate con ampi spazi, piazze, strade larghe. Modesta la zona commerciale racchiusa giusto in un paio di vie ed in tre edifici che svolgono, appunto, la funzione di grande centro commerciale stile italiano. Tantissimi i mercatini sia per i prodotti di prima necessità che per l’usato che per i prodotti artigianali.  Sicuramente da non sottovalutare la disponibilità e la gentilezza dei bulgari. Sono un popolo molto folcloristico, legato alle proprie tradizioni e ai culti (ortodossi), ma nel contempo molto povero. La grande povertà, però, si accompagna ad un forte spirito di appartenenza per la propria patria e, soprattutto, ad una grande dignità che forse noi dovremmo cercare di imparare.

Come si dice “l’abito non fa il monaco” e a Sofia è proprio così. In Bulgaria non incontrerete persone che elemosinano soldi come siamo abituati nelle nostre città (ad eccezione di sporadici gruppi di zingari ivi presenti). Il vero bulgaro, anche se ha realmente bisogno per sopravvivere, vi venderà qualcosa di suo, qualche prodotto umile della terra, ma non accetterà i vostri soldi in regalo. Anzi, se siete spaesati e dovete chiedere delle informazioni  fanno di tutto per aiutarti, anche se spesso non parlano inglese. Una cosa particolare, degna sicuramente di nota, è che il loro linguaggio del corpo è diverso da quello di noi europei.  Per dire di “sì” scuotono la testa in segno di no, per comunicare invece il “no” fanno segno di si con la testa. E’ una cosa stranissima e quasi divertente, che all’inizio può trarre in inganno il turista un po’ sovrappensiero. I tipici abiti dei bulgari assomigliano molto a quelli del Trentino Alto Adige, come anche i ristoranti tipici, in legno, e decorati con tovaglie a merletti.

In conclusione Sofia è una città piuttosto rilassata, specialmente in estate, quando guardare le persone che passeggiano e siedono al caffè sono le occupazioni preferite di sera. Tuttavia, ci sono anche molte attività culturali: l’opera, la musica e il teatro. Bar, locali e ottimi ristoranti fanno sì che vale davvero la pena spendere qualche giorno a Sofia! Buon Viaggio.

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Un altro luogo da visitare in questo viaggio virtuale tra le città del prossimo Campionato del mondo. Un’ altra tappa alla scoperta di una realtà così lontana e al contempo così vicina a noi

di Chiara Albricci

Durban è la porta d’ingresso della provincia del KwaZulu-Natal, patria dei potenti zulu, lambita da calde acque subtropicali e dalle vette di oltre 3000 m della catena dei monti uKhahlamba-Drakensberg. Facile intuire perché è definita un “paradiso”.

Sole, oceano e chilometri di impalpabile sabbia: tre ottime ragioni per visitare Durban, la città del divertimento. Considerata la Miami sudafricana, è la meta ideale per le vacanze, tra nuotate in acque calde 320 giorni l’anno, spettacolari onde per il surf, cocktails, ristoranti e una vita notturna che non ha nulla da invidiare alla “alter ego” americana. A Durban non ci si annoia mai, non se ne ha il tempo!

Durbs, Surf City o eThekwini (che significa “mare” in lingua isiZulu), come la chiamano i suoi abitanti, ha tantissimo da offrire, sia d’estate che d’inverno: vita da spiaggia, montagne innevate, riserve faunistiche, ma anche  itinerari urbani alla scoperta di design, musica, arte e gastronomia.

Cosa fare a Durban? C’è solo l’imbarazzo della scelta! Ma prima di tutto…via l’orologio. L’imperativo qui è relax!

Potete cominciare da una passeggiata sul favoloso lunghissimo lungomare, il Golden Mile con i mercatini di souvenir, i risciò, i surfisti o noleggiare un battello da pesca oceanica, regalarvi una romantica crociera al tramonto o imbarcarvi per un’escursione in mare aperto con lo Sharks Board per dare uno sguardo alle reti di protezione anti-squali. Spostatevi a North Beach e South Beach, per provare qualche sport acquatico, come il boogie boarding o ad Addington Beach, situata all’entrata del porto, ideale per il imparare il surf. I professionisti si danno appuntamento ad Anstey’s Beach, con le sue gigantesche mareggiate. La spiaggia principale (Main beach) di Umhlanga Rocks, a circa 15 minuti d’auto da Durban, è la più effervescente e vitale mentre se cercate un po’ di quiete meglio andare a Bronze Beach, più tranquilla e meno affollata. (KwaZulu-Natal Coast)

Golden Mile

Dopo un pò di mare, ops…di oceano, non c’è di meglio che un bel tuffo dagli scivoli acquatici del Water World, o una salita in funivia al Funworld per guardare il brulichio di persone che si affollano alla Marine Parade. O perchè no, un salto all’acquario Ushaka Marine World o al Umgeni River Bird Park, il parco degli uccelli sul fiume Umageni, con la sua ferrovia a vapore. (Kwa-Zulu Natal Tourism Authority – Durban)

Se invece siete è alla ricerca di qualcosa di più avventuroso, qui troverete pane per i vostri denti! In cielo, in terra, in acqua…ce n’è per tutti i gusti e pompare l’adrenalina a mille!

Prima tappa è il nuovo stadio di Durban…sentite già le urla dei tifosi? Conosciuta come Moses Mabhiba Stadium, l’arena con il suo maestoso arco lungo 350 m e alto 106 è addirittura attrezzata con una  funivia che trasporta i visitatori alla piattaforma aerea con vista a 360° sull’oceano e la città. Soffrite di vertigini? Allora optate per il percorso a piedi…ben 500 gradini. Provate a contarli!

E ora diamoci dentro…

Il Gateway Theatre of Shopping (Gateway Theatre of Shopping) presso il La Lucia Ridge è  un buon posto dove incominciare: potenti onde artificiali al coperto, una parete da scalare di 23 m,  la più alta al mondo tra quelle indoor, un parco per pattinare, velocissimi go-kart e fuoristrada. All’ uShaka Marine World, (uShaka Marine World) potete immergervi in una gabbia protetta per ammirare gli squali da vicino. I più temerari possono immergersi anche senza gabbia sia al Aliwal Shoal (Aliwal Shoal), uno dei 10 principali siti per immersioni al mondo che al Protea Banks.

Bisogno di tirare il fiato? Rilassatevi con una passeggiata a cavallo sulla spiaggia di Ballito….poi di nuovo in sella…ma di quad o montain bike, attraverso la natura selvaggia superando corsi d’acqua e pendici rocciose.

Moses Mabhiba Stadium

Le sfide non sono finite: La diga Shongweni propone la scalata di roccia della parete rocciosa  più impegnativa del KwaZulu-Natal, classificata con un punteggio di 5,13 negli USA e di 8 in Francia. Se vi appassionano i salti bungee, scegliete la gola Oribi, (Oribi Gorge Swing) a un’ora d’auto a Durban, dove vi attendono un salto di 100 m e poi una discesa a corda doppia seguita da una spedizione di rafting. Ora rallentate un po’ il ritmo con una sosta sul lungomare di Umhlanga Rocks, (sulla North Coast) Dolphin Coast (North Coast) dove si possono avvistare branchi di delfini che giocano fra le onde non lontano dalla costa. Un po’ più a nord, nella Thomson’s Bay si può attraversare il grande buco nella roccia e raggiungere piccole baie nascoste. Nelle vicinanze della città c’è il Il Giardino Botanico, Durban Botanic Gardens risalente al 1849. La Riserva naturale Kenneth Stainbank offre invece ottime occasioni di birdwatching ed escursioni nella natura, così come  la Riserva naturale The Bluff nella parte meridionale del porto. Se amate il golf, troverete numerosi campi di livello internazionale. Oltre alle gare di surf e i festival di football sulla spiaggia di North Beach, Il primo sabato di luglio, nell’ippodromo di Greyville, ha luogo il Durban July Handicap Vodacom Durban July della Vodacom, la principale corsa di cavalli del Sudafrica.

Non puo’ mancare un po’ di storia raccontata dai musei cittadini Durban – Museums, come il Museo Marittimo Il Geology Display Centre (Centro mostre di geologia) dell’Università del Natal o il Museo di Scienze Naturali all’interno del Municipio; l’Old House Museum di St Andrew’s Street nell’Albert Park che illustra la vita dei coloni dell’Ottocento a Durban, o il museo militare Warrior’s Gate MOTH Museum (Museo MOTH all’Arco del Guerriero). Tra le numerose gallerie d’arte spiccano la Durban Art Gallery Durban – Art Galleries situata all’interno del Municipio; la NSA Gallery di Bulwer Park e infine il BAT Centre, sede di laboratori di artisti locali, gallerie d’arte e gruppi di danza.

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Scavi di Pompei più accessibili

Post di Benedetta Rutigliano On maggio - 28 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Un percorso di rampe e raccordi per chi ha difficoltà motorie. Finalmente superate le barriere architettoniche di uno dei più affascinanti itinerari archeologici del mondo

Di Benedetta Rutigliano

NAPOLI- Finalmente una maggiore accessibilità e percorribilità dei luoghi della nostra cultura: l’iniziativa “Friendly Pompei”, infatti, inaugurata domenica 23 maggio, consiste in un percorso facilitato di tre ore, ideato per spettatori con ridotte capacità motorie: bambini nel passeggino, anziani e diversamente abili. Fa parte del programma PompeiViva, realizzato dal Commissario delegato per l’emergenza dell’area archeologica di Napoli e Pompei, Marcello Fiori.
«I marciapiedi e le strade dell’antica città possono essere un ostacolo al piacere della scoperta di Pompei. Da oggi, rampe e appositi raccordi renderanno più agevole il cammino dei visitatori – spiega Fiori – diventano facilmente accessibili luoghi simbolo come la Necropoli di Porta Nocera o l’Orto dei Fuggiaschi e alcune delle domus più importanti. Friendly Pompei è un modo facile e agevole di visitare una delle aree archeologiche più importanti al mondo, il nostro impegno sarà di ampliare il percorso ad altre aree entro l’anno».

Un’apposita e visibile segnaletica indica il percorso che parte da piazza Anfiteatro, per arrivare ad ammirare la Necropoli di Porta Nocera, le cui tombe raccontano le storie delle ricche famiglie di nobili e liberti. Si giunge, poi, all’Orto dei Fuggiaschi, al Vigneto della Domus della Nave Europa, un’area di 1500 metri quadri, ricoltivata com’era all’epoca dell’eruzione con le piante collocate accanto ai calchi originali delle 416 antiche radici.
Il percorso prosegue verso la  Caupona di Euxinus (osteria) per giungere alla meravigliosa Domus del Menandro, una casa delle più grandi case di Pompei (con una superficie di quasi 1800 mq), con raffinati apparati decorativi e un’ampia zona termale. La successiva tappa è la Domus dei Quattro Stili, che prende il nome dai quattro stili pittorici che caratterizzano gli ambienti, unico esempio del genere a Pompei.

Tra i siti recentemente restaurati per “Friendly Pompei” anche il Thermopolium di Lucius Vetutius Placidus, per la prima volta interamente accessibile al pubblico. Facilmente raggiungibile per tutti è la Domus di Giulio Polibio: qui un’installazione tecnologica ricostruisce virtualmente la figura di Polibio, che “accoglie” i visitatori. All’interno della domus sono stati ricostruiti in legno alcuni arredi della casa, quali armadi, tavoli e letti tricliniari.

Ma non è finita qui: sabato 29 maggio inaugura nella stessa area “Pompei Bike” il primo percorso  ciclo-pedonale di circa 5 km (tra andata e ritorno), che si estende da Piazza Anfiteatro a Villa dei Misteri: l’itinerario ciclabile più bello del mondo, tra archeologia, natura e scorci panoramici, dalle rovine al mare.
Per accedere al percorso (che rientra nel costo del biglietto) è possibile usare la propria bicicletta o noleggiarla gratuitamente, completa di casco, all’ingresso di Piazza Anfiteatro.
Lungo il tragitto sono presenti aree di verde attrezzate e punti di osservazione panoramica, rastrelliere e tabelle informative che consentono ai ciclo-turisti di lasciare la bici ed entrare facilmente nella città antica per visitare luoghi di grande suggestione.
«Con Pompei Bike proponiamo un modo veramente nuovo di vivere l’area archeologica per tutta la famiglia», spiega il commissario straordinario Marcello Fiori. «Ci teniamo a ringraziare i sindacati dei lavoratori degli scavi che ci hanno consentito di effettuare le tante riaperture ed arricchire così l’offerta turistica estiva di Pompei come mai era accaduto».

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L’estate 2010 sarà un’estate sudafricana. Ad ospitare le partite dei mondiali di calcio 2010, 9 città di questo sorprendente Paese. Iniziamo un piccolo viaggio alla scoperta di Bloemfontein, Pretoria, Johannseburg, Nelspruit, Port Elizabeth, Durban, Rustenburg, Polokwane senza dimenticare Cape Town, accompagnati dalla mascotte ufficiale della Coppa del Mondo, il leopardo Zakumi, ovvero ZA – Sud Africa – e KUMI, che in varie lingue africane significa proprio 10!

di Chiara Albricci

Bloemfontein è considerata la “città delle rose” per il Festival delle Rose che si tiene ogni anno in ottobre quando la fioritura dei suoi giardini è al suo massimo. E la capitale della provincia del Free State, famosa per i suoi monumentali edifici in pietra arenaria, testimoni di un ricco passato, ma anche per locali d’intrattenimento, e numerosi club sportivi che la rendono una città animata ed effervescente: rugby, cricket, hockey, atletica, calcio…e molto altro ancora. Situata nella regione del Motheo in un luogo chiamato Mangung, ovvero “posto dei ghepardi” in lingua sesotho, offre numerose attrazioni turistiche e possibilità di vivere esperienze indimenticabili: safari a cavallo, spedizioni fotografiche, ciclismo, gite in quad, salti con il paracadute e il deltaplano, kajak, rafting, jet-ski, sci d’acqua …

O ancora passeggiate alla ricerca di resti fossili come quelli conservati al Museo Nazionale o escursioni nelle caverne alla scoperta delle pitture rupestri lasciate dalle tribù nomadi dei san (boscimani) nell’arco di 10.000 anni disseminate in tutto il territorio. Il modo migliore di scoprirla è chiedere alla persone del posto per strada, sempre pronte e disponibili a dare consigli e suggerimenti “gustosi”.

Città natale di JRR Tolkien, celebrato con il Tolkien Trail e l’Hobbit Boutique Hotel, è orgogliosa del suo passato anglo-boero, con i suoi edifici storici come la chiesa riformata olandese, il Museo d’arte Oliewnhius, e l’itinerario Motheo Art Route, costellato di gallerie d’arte e artigianato, piccoli musei e mercatini ed è oggi la capitale giudiziaria del Sudafrica. Dopo una visita allo Stadio del Free State, principale complesso polisportivo della città dove si terranno 5 partite del primo turno e una partita del secondo, in grado di ospitare dopo la ristrutturazione  ben 46.000 tifosi, si torna in centro sulla President Brand Street o si può salire a Naval Hill, dalla cui sommità è possibile ammirare il panorama lasciandosi affascinare dalla luci del tramonto. La collina è anche la sede della Riserva Naturale Franklin, del Giardino botanico e dell’ Osservatorio o Die Sterrewag, oggi teatro omonimo che condivide la scena con l’altro teatro cittadino, il Teatro Sand du Plessis.

Per gli amanti dello shopping meta obbligata è il Waterfront sulle sponde del lago Logan in Kingsway Street: un gigantesco centro commerciale con ristoranti, boutique di artigianato locale, caffe e musicisti di strada che si esibiscono fra le bancarelle del mercato all’aperto.

Altre due attrazioni naturali cittadine sono King’s Park, ad ovest del centro, con lo zoo e il lago Logan. Un’esperienza da non sottovalutare è quella culinaria, fondamento dell’ospitalità sudafricana. Risultato della fusione della tradizione basotho e di quella boera, la cucina di Bloemfontain è unica. Carni rosse, Braai (grigliate sul barbecue) marmellate fatte in casa, rusks (tipici biscotti secchi).

Dalla colazione alla cena porzioni  pantagrueliche letteralmente in grado di sfamare un esercito. Assolutamente da assaggiare è lo spuntino nazionale per eccellenza, il biltong, fettine sottili di carne essiccata all’aria aperta: una volta provato non se ne può fare più a meno!

I pub si trovano ovunque, in centro o in aperta campagna così come i locali notturni dal reggae del Cool Runnings agli spettacoli live del Die Mystic Boer. E per ballare non mancano le alternative: Veldskoen, Warm Kaktus, il saloon del Wild Boar, Shoelaces e perché no, il langarm (la versione locale del valzer) in una serata di sokkie jol (langarm in versione contemporanea beat). Impedibile il lunch domenicale  alla fattoria De Oude Kraal o il pic nic nel parco naturale Maselspoort in riva al fiume Modder. In città non mancano certo i locali accoglienti e informali dove gustare specialità prelibate come gli involtini o frittelle farcite insaporite con semi di anice e passate in olio bollente (al Get Together) o sorgo fermentato, lo stufato di pollo sechu sa koko e l’agnello lekhotloane ( al  Buck Molakedi’s Bush Pub) o ancora pizza in forno a legna, cosciotto di agnello harissa e altre specialità mediterranee (al Seven on Kellner)

Dove andare:

  • Get Together – 051 444 3179   Nelson Mandela Drive, College Square
  • Bush Pub – 082 990 5046   219 Mochera Street (all’angolo con Ngcayiya road), Cape Stands
  • De Oude Kraal Country Estate – 051 564 0733   N1, 35km a sud di Bloemfontein
  • Seven on Kellner – 051 447 7928   7 Kellner Street, Westdene

Aree circostanti

Il Free State è ricco di numerose riserve naturali e faunistiche.A soli 40  minuti di auto da Bloemfontein, sulla R700, per citarne uno, si raggiunge la Riserva naturale Soetdoring: zebre, gnu, enormi antilopi alcine, alcelafi, springbok (le antilopi saltanti) e aquile pescatrici dal caratteristico richiamo.

Spettacolare è anche la strada che collega Fouriesburg a Clarens, nella parte meridionale dello stato: uno dei percorsi turistici più affascinanti del Sudafrica. Un percorso che attraversa piccole cittadine dall’atmosfera romantica come Clocolan e Ladybrand – dalle caratteristiche architetture in pietra arenaria – e Ficksburg – capitale sudafricana delle ciliegie. Clarens, dimora di una comunità di artisti che l’ hanno resa famosa, è situata ai margini del Parco nazionale Golden Gate, famoso per i suoi maestosi monoliti quali il Sentinel.  Continuando in direzione sud si raggiunge il Basotho Cultural Village e poco oltre Phuthadijhaba.

Un’altra meta è la città di Trompsburg, a 120 km sud di Bloemfontein sulla statale N1, base di partenza per la visita alla Riserva naturale Tussen-Twee-Riviere – con le pitture rupestri dei san, il poderoso fiume Gariep, le zebre e le grandi antilopi – e la diga Gariep, un vasto bacino d’acqua ottimo punto di osservazione di uccelli, fauna selvatica, apprezzato anche per gli sport acquatici. Per gli appassionati di storia impedibili sono il Thaba ’Nchu Casino e il Maria Moroka Park, a 90 minuti d’auto da Bloemfontein, alla scoperta delle popolazioni indigene locali, i basotho. Da non tralasciare è Kimberly, centro della corsa ai diamanti nell’Ottocento come testimonia il Big Hole (Grande Scavo), profondo 1098 m, che produsse 14,5 milioni di carati di diamanti nel periodo fino al 1914.

Il Free State è anche la porta d’ingresso al confinante Lesotho, noto per le escursioni a cavallo come quelle organizzate al Bokpoort Safaris, per le gite a piedi in montagna e la tradizionale vita rurale dei suoi abitanti.

Chiara Albricci

Link utili

Naval Hill, Franklin Game Reserve

Astronomical Society of Southern Africa – Bloemfontein Centre

Northern Cape Tourism

Free State Tourism

Motheo District Municipality

Mangaung Municipality

SANParks

Performing Arts Centre of the Free State

Foto via ente turismo sudaricano

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Studiare o divertirsi? Entrambi

Post di Chiara Campanella On maggio - 25 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Ecco la classifica delle vacanze studio più gettonate del 2010. In testa gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. A seguire Madrid, Parigi e Malta

di Chiara Campanella

Ci siamo finalmente. E’ quasi arrivata l’estate e dopo un lungo e piovoso inverno eccoci pronti a pensare ad una bella vacanza, in montagna, al mare, all’estero. Anche quest’anno sono tanti quelli che hanno cercato di unire l’utile al dilettevole. Perchè, allora, non visitare luoghi diversi e allo stesso tempo assaporare fino in fondo una nuova cultura, imparando o migliorando la lingua locale? E’ arrivato il momento di pensare alle “vacanze studio”.

Studiare e divertirsi, conoscere persone provenienti da tutto il mondo e confrontarsi. Questo è lo scopo di molti italiani per quest’estate. Le vacanze studio prevedono soggiorni all’estero in campus specializzati, lezioni con insegnanti madrelingua ed attività di tutti i tipi, da quelle sportive a quelle ludiche e culturali.

Ovviamente non possono mancare destinazioni come Londra, Edimburgo, Liverpool, Oxford, Cambridge e molte altre cittadine inglesi. Per i più timidi e per i più pigri c’è la possibilità di frequentare la scuola andando in college mentre per quelli più estroversi e avventurosi, numerose sono le famiglie che offrono la propria ospitalità, non solo ai giovani ma anche agli adulti. E’ un’esperienza davvero stimolante per entrambe le parti, a stretto contatto con quelle che sono le abitudini e la vita degli inglesi e degli studenti ospitati.

Gli italiani hanno l’imbarazzo della scelta. Sono tante le agenzie, gli esperti del settore che organizzano viaggi e pacchetti su misura, andando incontro a tutte le esigenze dei vacanzieri. Ciò nonostante, sono molti coloro che preferiscono organizzarsi da soli, per lo più i giovani, scegliendo l’opzione on the road.

Per questo tipo di vacanza le meta preferita, anche per il 2010, è rappresentata dagli Stati Uniti, dove, oltre alle lezioni in aula, si possono fare esperienze con coetanei per la pratica della lingua, visitando le attrazioni principali come i parchi di Los Angeles, il Gran Canyon, Hollywood o i grandi Parchi Nazionali. Nella East Cost le città più gettonate restano New York, Boston e Washington, mentre Los Angeles, San Francisco e San Diego quelle della costa opposta. Divertimento assicurato anche a Miami e Orlando. Quali città migliori di queste sanno regalare la giusta miscela tra studio e divertimento?

Per gli appassionati del mare e della tintarella una soluzione è sicuramente Malta, con le sue lunghe estati calde, la cultura ricca di tradizioni e la frizzante atmosfera internazionale, che regalano qualcosa in più all’eccellente qualità dei corsi d’inglese.

Madrid, Barcellona, Valencia ma anche Salamanca e Siviglia sono le destinazioni scelte dagli italiani non più giovanissimi per migliorare le competenze della lingua spagnola. Tuttavia, non si disdegna nemmeno il francese: ecco quindi in testa alla classifica delle mete più ambite Parigi, Nizza e Antibes che si trova a soli 15 minuti da Cannes, o Biarritz, famosa per il divertimento sulla spiaggia e luogo privilegiato dagli appassionati di surf.

Foto via:

www.activelanguages.eu

www.mondoviaggiblog.com

www.viaggivacanzestudio.eu

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Tunisia: un’oasi tra mare e deserto

Post di claudia.vallini On maggio - 23 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Con oltre mille km di costa e situata a nord del continente africano, la Tunisia offre al visitatore un ventaglio colorato di emozioni

di Claudia Vallini

 

Partiamo per un viaggio alla scoperta di un Paese a noi vicino (con il fascino delle oasi poco distanti dal deserto), delle escursioni in dromedario, di un mare cristallino, di spiagge bianche, ricco di tradizioni e con millenni di storia.

Numerosi sono i luoghi di interesse da visitare, musei, rovine, città, palmeti, o semplicemente spiagge bianche dalle quali l’occhio si perde guardando verso l’azzurro del mare fino all’orizzonte. La Tunisia è un Paese dai mille colori, tra cui quello predominante è indubbiamente l’azzurro; attraverso i suoi luoghi e le sue tradizioni, la gente e l’atmosfera arabeggiante evoca nel visitatore una sensazione di piacevole benessere e serenità. Tunisi, capitale del Paese non molto estesa e facile da attraversare, ha conservato i suoi vicoli millenari. Nella Medina, centro storico e culturale della città, si trova la moschea di Zitouna e il Souq el- Attarine, centro di produzione di profumi con innumerevoli negozi di oli e spezie aromatiche, nonché luogo colmo di musei tra i più importanti della città. La Medina è stata dichiarata dall’UNESCO, nel 1981, patrimonio mondiale dell’umanità.

A 20 km da Tunisi si estende Sidi Bou Said, pittoresca e incantevole cittadina. Poi, è la volta di Cartagine, con le sue rovine e l’anfiteatro romano: pur non essendo sopravvissuto molto alle intemperie del tempo e della storia, la sua leggenda la rende comunque estremamente  interessante agli occhi del visitatore. Tabarka, piccolo porto famoso per il corallo e l’industria del sughero, oggi è una rinomata stazione balneare, dove è possibile immergersi per restare a bocca aperta dinanzi allo splendore dei suoi ricchi fondali marini. Non lontano, nella stazione termale di Hamma Bourguiba, sin dall’antichità vengono curate le affezioni respiratorie. Lungo la costa, scendendo verso sud, si trovano Hammamet, famosa meta turistica con alberghi, discoteche e locali, e Nabeul, luogo di lavorazione della ceramica. Poi, è la volta di Sousse, terza città del Paese, Monastir (che con Hammamet è una meta turistica di fama mondiale) e Mahdia, importante porto del Paese e famosa per le meravigliose opere delle ricamatrici. Segue l’isola di Djerba, nota come isola della quinta stagione, dove il clima, le spiagge bianche, la lussureggiante vegetazione e i palmeti la rendono unica e in grado di accontentare anche il visitatore più esigente. Tozeur, città di non minore interesse, è un intrico di piccole viuzze e piazze con un’enorme foresta di palme, la seconda più grande del Paese con circa 200 mila piante: un’oasi alle porte del deserto dove ristorarsi prima di addentrarsi tra le dune. Douz, villaggio tipicamente desertico, punto di partenza per i safari nel deserto e luogo ricco di tradizioni  (detiene un mercato millenario), tra le quali il festival del Sahara, ricorrente nel mese di dicembre. 

Da non tralasciare, però, è  la cultura del benessere, delle stazioni termali, degli hammam sparsi un po’ ovunque nel Paese e utili a creare un’atmosfera di beata serenità e pace che non smette mai di accompagnare il visitatore lungo il suo tragitto. Interessante e gradevole è anche la cucina tunisina, di tipo mediterraneo e di origine  berbera, araba, turca e italiana, in cui viene privilegiato l’olio d’oliva, le spezie e il pomodoro, prodotti della pesca e d’allevamento. Sovente si trova la pasta servita con salsa di pomodoro e Harissa, pesto fatto con peperoncino fresco, olio d’oliva e aglio. Piatto tradizionale è il cuscus, granelli di semola cotti al vapore, accompagnati da verdure o da carne soprattutto di agnello. Altri piatti famosi sono il Brik, frittella riempita di uova, tonno e patate o carne e formaggio e l’insalata méchouia, un mix di pomodori e peperoni alla griglia servito con cipolle e condita con aglio, cumino e coriandolo in polvere, mentre ingrediente fondamentale, soprattutto per i dolci, è il dattero, coltivato nel sud del Paese.

Una moltitudine di paesaggi naturali, le vestigia storiche di un passato millenario e le calde e accoglienti acque di un mare limpido e cristallino fanno della Tunisia un Paese dalle molteplici attrattive.

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Nasce Passaggio.it, compagni di viaggio con un click

Post di Francesco Guarino On aprile - 26 - 2010 1 COMMENTO

Forte dei quasi dieci anni di esperienza di Mitfahrgelegenheit.de, arriva anche in Italia il sito che dà la possibilità di offrire e cercare passaggi in auto. Con un occhio all’ecologia e l’altro alla sicurezza

di Francesco Guarino

Che sia finalmente la volta buona? Con l’atavico ritardo ecologico che contraddistingue la penisola, è finalmente online Passaggio.it, la versione italiana del sito tedesco di car pooling Mitfahrgelegenheit.de.  Il neonato portale nostrano, sviluppato in origine dalla società tedesca Mikini Media GmbH, si affianca agli omologhi siti austriaci, svizzeri, greci e polacchi. In quanto a ritardo ci battono francesi, spagnoli ed inglesi, i cui domini saranno attivi a breve. 

CAR POOLING - La parola car pooling suona ancora poco familiare agli italiani: sarà anche per le infelici traduzioni “auto di gruppo” o “concarreggio”, che a tutto sembrano rimandare fuorché ad una esperienza di risparmio “verde”. Il car pooling, infatti, altro non è che un modo economico/ecologico per viaggiare, abbattendo i costi dello spostamento e concedendo una letterale boccata d’ossigeno in più ai polmoni del nostro pianeta. L’attività consiste nel trovare compagni di viaggio che percorrano la stessa tratta, con cui condividere quindi i costi del carburante e le eventuali spese autostradali. Col risultato, nella peggiore delle ipotesi, di dimezzare le spese e di mettere un’auto in meno in circolazione, evitando stress al portafoglio e alla sanità mentale degli automobilisti, ai quali una macchina in meno in coda fa sempre comodo. Qualche grammo di CO2 in meno nell’atmosfera, invece, fa decisamente bene a tutti. 

L’attivazione di Passaggio.it potrebbe rappresentare il vero e proprio lancio dell’esperienza di condivisione automobilistica nel Belpaese, grazie alla sistematicità del sito e ai margini di sicurezza, che i fondatori teutonici assicurano di riuscire a garantire. I numeri sono tutti dalla parte della già affermata avventura tedesca: dall’approdo online nel 2001, Mitfahrgelegenheit.de ha collezionato un milione di iscritti e ben 200.000 proposte di passaggio, attive per mete nazionali ed estere. Il sito italiano, per ora, offre la possibilità di scegliere o offrire un passaggio in circa 3000 città, appartenenti a 45 paesi europei. Il portale è accessibile tramite una semplice registrazione ed offre un ampio servizio base gratuito (esiste una versione Premium da 2/3 euro al mese, attualmente in prova free).

Con il car pooling l’auto diventa “verde”

SICUREZZA - Non vengono di certo tralasciate trasparenza e sicurezza del servizio: oltre ai più canonici mezzi interni al sito di messaggistica pubblica e privata, gli amministratori offrono la facoltà agli utenti di autenticarsi ulteriormente, inviando copia della propria carta di identità (visionabile su richiesta dai fruitori del passaggio), per rinsaldare il fondamentale rapporto fiduciario che è alla base dell’intero sistema di car pooling. Nella community, inoltre, è possibile rilasciare feedback positivi o negativi sull’esperienza, in modo da invogliare o distogliere i futuri utenti dallo scegliere o meno un determinato compagno di viaggio. Non manca un occhio di riguardo per le donne: l’imbarazzo (e i possibili rischi) di una indesiderata compagnia maschile, sono scongiurati dall’opzione che consente di rendere visibili le proprie offerte/richieste di passaggio ad un pubblico esclusivamente femminile

Passaggio.it non è il primo sito italiano che si occupa di car pooling: chiunque abbia mai acquistato un biglietto su TicketOne, ad esempio, sa che la biglietteria online offre la possibilità di recrutare concarreggianti (sigh!) in funzione dell’evento. La funzione è però semplicemente finalizzata al raggiungimento della sede dell’evento: Passaggio.it offre una varietà di mete e di possibilità che possono andare dal grande spostamento occasionale al semplice “pendolarato” quotidiano. Il tutto unito alla grande intuitività dell’homepage e alla facilità di utilizzo del servizio. Avere una marcia in più, spendendo e inquinando di meno. Vi pare poco? 

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Trentino, al via il trekking di-vino

Post di Chiara Campanella On aprile - 20 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Escursioni dedicate alle meraviglie artistico-naturali della Valle dei Laghi: musica, rappresentazioni sacre e degustazioni enogastronomiche. Prossimo appuntamento sabato 24 aprile

di Chiara Campanella

Valle dei Laghi – Il lago di Toblino

Valle dei Laghi (TN) -  Siete appassionati di sport e allo stesso tempo degustatori di vini? Nessun problema, in Trentino potete dedicarvi ad entrambi gli hobbies. Allora, come mancare alla kermesse dedicata al famoso vino Nosiola Trentino Doc?

Si tratta di tre speciali escursioni dedicate alle meraviglie artistico-naturali del Trentino, e in particolare della Valle dei Laghi, tra narrazioni in musica, rappresentazioni sacre e degustazioni enogastronomiche. E’ un trekking particolare per scoprire cultura, tradizioni e luoghi da cui nasce una delle eccellenze enologiche più famose e apprezzate di tutto il Trentino, cioè il Nosiola Trentino Doc. Gli estimatori del trekking, o del vino o di tutti e due saranno accompagnati in un originale viaggio tra le località della Valle di Laghi, culla produttiva dell’etichetta.

Le narrazioni musicali per raccontare cultura e storia, le rappresentazioni sacre all’interno di piccole chiese per scoprirne la tradizione religiosa e le passeggiate con le guide del luogo per ammirare le bellezze naturalistiche: è grazie  a questi percorsi che si svelerà il patrimonio del territorio. Per la gioia dei buongustai gli appuntamenti  si chiuderanno con prelibate degustazioni di Nosiola e di prodotti tipici in aziende agricole della zona, curate dalle Strade del Vino e dei sapori dal Garda alle Dolomiti, Trento e Valsugana e produttori di Vino Nosiola della Valle dei Laghi.

Il prossimo appuntamento è per sabato 24 aprile alle ore 15.00 a Cavedine. Il trekking è aperto a tutti con prenotazione. Il gruppo avrà un accompagnatore esperto del territorio e si procederà con la visita dell’antica strada romana, ricalcando lo storico collegamento tra Trento e il Garda, ricco di testimonianze degli effetti glaciali sulle rocce, con particolare attenzione alle incisioni rupestri lungo il percorso. Si arriverà alla chiesa di San Siro di Pavia a Lasino dove si svolgerà la narrazione musicata dedicata al Santo “I tempi della malaria in Val Cavedine” (lettura ad opera di Flora Sarrubo, con Lorena Coser all’arpa e la cantante Isabella Pisoni). L’escursione si concluderà con la degustazione del vino Nosiola presso l’azienda Agricola Gino Pedrotti, per assaporare le migliori prelibatezze e i gustosi sapori del Trentino. Il costo dell’escursione è di soli 12 euro. Per prenotazioni e informazioni é possibile andare sui siti www.apt.trento.itwww.valledeilaghiturismo.it.

Gli altri due percorsi escursionistici in programma, svoltisi il 10 e il 17 aprile, sono stati il primo alla scoperta delle antiche “Lore” del lago di Terlago, con appuntamento musicale presso la Chiesa di San Pantaleone e degustazione finale presso l’azienda Agricola e Distilleria Giulio e Mauro Poli. Sabato 17 aprile è stata la volta della visita al sentiero geologico Stoppani, un’importante museo all’aperto che svela all’escursionista tutto il  fascino delle testimonianze dell’era glaciale. La narrazione musicata si è tenuta presso la Chiesa di San Valentino e la giornata si è conclusa in bellezza presso l’ Azienda Agricola e Distilleria Francesco Poli.

Le colline delle Langhe

La primavera annuncia il vino anche ad Alba, dove dal 17 aprile  è iniziata la 34° edizione di Vinum che durerà fino al 2 maggio. La manifestazione è ricca di eventi collaterali di sapore turistico e culturale che animano tutto il grande territorio di Langhe e Roero, da “Io Barolo” a “Barbaresco a Tavola.”  E’ una lunga stagione di eventi quella piemontese che annuncia l’apertura a metà giugno del Museo del Vino di Barolo, un imponente percorso museale per un viaggio ideale dall’astratto al concreto nell’intero universo enoico, firmato negli allestimenti da François Confino.

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